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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03197


Atto n. 3-03197 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 6 dicembre 2012, nella seduta n. 851

NESPOLI , SAIA , SARRO , COMPAGNA , LAURO , BATTAGLIA , DE FEO , SIBILIA , AMORUSO , SPADONI URBANI , VICECONTE , SANCIU , MAZZARACCHIO , FAZZONE , ESPOSITO , LENNA , IZZO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per i beni e le attività culturali. -

Premesso che:

il complesso monumentale del Real Sito di Carditello, a San Tammaro (Caserta), è stato realizzato nella sua attuale configurazione nel 1784 per Ferdinando IV di Borbone dall'architetto Francesco Collecini, allievo del Vanvitelli;

la sua storia inizia però alla metà del secolo, quando Carlo III decise di impiantare in loco un allevamento di cavalli di razza, e prosegue con la scelta di Ferdinando II di ampliare l'attività con vacche e bufale, aggiungendo inoltre la lavorazione di prodotti caseari. Ferdinando II intendeva infatti, programmaticamente, evidenziare a Carditello la sua adesione all'attività agricola, struttura portante dell'economia tradizionale del Regno (en pendant con San Leucio, dove, utilizzando il medesimo architetto Collecini, voleva rendere manifesto il suo favore per un nuovo sviluppo industriale). Ha allora inizio la vera e propria caratterizzazione di Carditello, che rispondeva contemporaneamente alla funzione di residenza reale, di casino di caccia e di azienda agricola;

il punto nodale del complesso è costituito da una palazzina centrale (residenza del sovrano e dei suoi ospiti) su quattro livelli decorati e affrescati da artisti quali Carlo Beccalli, Fedele Fischetti, Carlo Brunelli e il celeberrimo Hackert, collegato a svariati corpi di fabbrica dedicati alle attività produttive (stalle, scuderie, magazzini) raccordati e/o conclusi da 8 torri (residenze del personale). Il complesso è preceduto da un singolare e affascinante piazzale ellittico, con tempietto-tribuna e obelischi, destinato agli spettacoli ippici. Sui terreni circostanti è presente un annesso fabbricato per il culto. L'area su cui insiste il complesso è di 80.000 metri quadrati, con 150.000 metri quadrati di terreni circostanti;

ad oggi, lo splendido complesso è sottoposto all'abbandono ed all'incuria del tempo con evidente stato di degrado; meraviglia, e non poco, la circostanza che lo stesso non è inserito in alcun circuito culturale e produttivo nonostante l'estremo interesse e le grandi potenzialità che potrebbe avere ai fini sociali ed occupazionali, nonché come sicuro elemento di cerniera per un necessario percorso di valorizzazione del territorio;

recuperando la sua antica vocazione, si potrebbe ad esempio ipotizzare la creazione nel Real Sito di Carditello di un centro per la promozione della bufala campana con denominazione di origine protetta (DOP), con realtà produttiva, vendita, ristorazione, alloggi, realizzazione di eventi, eccetera, coinvolgendo soprattutto i giovani, anche tramite le scuole superiori di agraria e gli istituti alberghieri;

il Real Sito di Carditello risulta essere al primo posto nella classifica on line per le votazioni de "I luoghi del cuore" promossa dal Fondo ambiente italiano (FAI) con Intesa Sanpaolo; lo stesso ha suscitato in passato e suscita di recente grande attenzione dei mass media e dell'opinione pubblica;

il Real Sito di Carditello è oggetto di una vicenda di regimi proprietari lunga e tormentata (dai Borbone ai Savoia, che lo trascurarono, all'Opera nazionale combattenti, che smembrò la proprietà, al Consorzio di bonifica di Calvi e Carditello ed infine al Consorzio generale di bonifica del Bacino inferiore del Volturno), ed è oggi preso a simbolo di mala gestione pubblica dei beni culturali;

il bene versa in condizioni pessime, con crolli di intere parti, coperture e solai pericolanti o già crollati, copiose infiltrazioni d'acqua, eccetera. Oltre a vittima dell'incuria e dell'abbandono, il complesso è stato e continua ad essere oggetto di vandalismo, razzie e furti (rivestimenti lapidei, gradini, porte, camini, pavimenti, stucchi, coperture), che lo stanno smontando pezzo per pezzo;

il Consorzio generale di bonifica del Bacino inferiore del Volturno, ultimo proprietario del bene, ha subito una procedura di pignoramento sul bene, per un recupero crediti su istanza del Banco di Napoli, ora Intesa Sanpaolo (procedura esecutiva immobiliare n. 579/03 del Registro generale delle esecuzioni promossa da Sanpaolo IMI SpA);

il bene pignorato è stato messo all'asta dalla cancelleria esecuzioni immobiliari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nella categoria immobili prestigiosi;

la prima procedura per la vendita all'asta del compendio, con lotto unico, disposta dal giudice dell'esecuzione, prendendo atto della richiesta avanzata dal procedente, si è svolta con l'udienza del 27 gennaio 2011, con prezzo base di 20.000.000 euro, ed è andata deserta;

nell'ordinanza allegata al verbale d'udienza vengono avvisati i soggetti interessati all'acquisto che, in caso di aggiudicazione, il definitivo trasferimento dell'immobile è subordinato al mancato esercizio del diritto di prelazione spettante alla pubblica amministrazione, in quanto bene vincolato di interesse storico-artistico (artt. 60-62 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004);

l'ordinanza è stata notificata anche agli uffici territoriali preposti del Ministero (Direzione regionale e Soprintendenza di Caserta), che, a quanto risulta agli interroganti, nulla hanno fatto in proposito;

l'ultima asta si è tenuta il 19 luglio 2012, andata deserta. La prossima asta (senza incanto) è prevista il 17 gennaio 2013 ed è con prezzo base di 10.000.000 euro. In caso di non aggiudicazione, la vendita successiva è fissata per il 31 gennaio 2013;

l'immobile viene venduto libero da iscrizioni ipotecarie e da trascrizioni di pignoramenti,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario favorire l'attivazione della procedura di prelazione entro i termini fissati dalla normativa vigente e comunque nell'ipotesi di un'eventuale aggiudicazione del bene;

se, anche d'intesa con la Regione Campania, intenda promuovere un progetto di recupero del Real Sito di Carditello, finalizzato all'inserimento in circuiti culturali e produttivi fondamentali per ripristinarne l'antico splendore e valorizzarlo all'interno di un programma che possa definirlo come volano della ripresa di tutto il contesto territoriale in cui è inserito.