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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00717


Atto n. 1-00717

Pubblicato il 15 novembre 2012, nella seduta n. 836
Esame concluso nella seduta n. 837 dell'Assemblea (20/11/2012)

Note: testo corretto

ALLEGRINI , ALBERTI CASELLATI , BIANCHI , BIANCONI , BONFRISCO , DE FEO , GALLONE , LICASTRO SCARDINO , RIZZOTTI , SPADONI URBANI , VICARI

Il Senato,

premesso che:

i diritti dell'infanzia, articolati con grande chiarezza nella Convenzione sui diritti dell'infanzia (Convention on the Rights of the Child - CRC) del 1989, ratificata dall'Italia con legge n. 176 del 1991, dovrebbero essere prioritari e improntati alla non discriminazione e alla tutela degli interessi del bambino, le cui opinioni dovrebbero altresì essere tenute nel dovuto conto;

l'accettazione della Convenzione da parte della comunità internazionale è stata unanime e ciascun Paese si è impegnato e ha promosso iniziative in difesa dei diritti dei bambini;

tuttavia, ad oggi, pur essendo i bambini riconosciuti quali individui, membri della famiglia a pari titolo rispetto agli adulti, occorre un impegno speciale che, talora, non tutti i Governi hanno, per riconoscere appieno e salvaguardare i loro diritti;

in Italia, in particolare, nonostante siano state molte le iniziative fin qui portate avanti per promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell'infanzia ad ogni livello - nella famiglia, nella scuola ed in tutte le altre istituzioni - i servizi per l'infanzia, pubblici e privati, nelle comunità locali, nei quartieri, nei tribunali, non sempre sono in linea con i principi e gli standard indicati dalla Convenzione Onu;

le problematiche più rilevanti attengono al tasso di abbandono scolastico e alla qualità e all'offerta di servizi per l'educazione e la cura della prima infanzia: non tutti i bambini, infatti, dispongono di strumenti adeguati per esprimere le proprie potenzialità; particolarmente svantaggiati sono i bambini disagiati, inclusi quelli provenienti da un contesto migratorio e/o appartenenti a famiglie a basso reddito;

le strutture di custodia e i luoghi destinati alla cura dell'infanzia e all'educazione preprimaria e primaria, infatti, sono ancora insufficienti a garantire un'offerta accessibile e di qualità adeguata per tutti;

nel contesto nazionale, inoltre, resiste una differenziazione fra le diverse aree territoriali in tema di garanzia per l'accesso all'educazione e alla cura dell'infanzia e all'istruzione: nelle aree più svantaggiate del Paese, collocate per lo più al Centro-Sud della penisola, infatti, risiede il maggior numero di bambini socialmente disagiati, con le relative famiglie, rispetto alle aree più ricche nelle quali è prevalente il numero di bambini che crescono in un contesto agiato;

premesso, inoltre, che:

la gestione delle problematiche relative alla cura e all'istruzione dei bambini, per essere duratura ed efficiente, e per colmare il divario esistente tra i bambini di estrazione sociale agiata e quelli delle famiglie svantaggiate in termini di sviluppo sociale, dovrebbe essere basata sulla progettazione di servizi e investimenti maggiori e costanti in modo da migliorare il rapporto costi/benefici e conseguire un miglioramento degli standard sociali;

purtroppo, i fondi pubblici destinati a soddisfare le differenti esigenze dei bambini (cognitive, emotive, sociali e fisiche) in età prescolare e scolare risultano inferiori a quelli spesi per qualunque altro settore;

in una visione coerente e condivisa tra le parti interessate, inclusi i genitori, occorrerebbe, per la soluzione di tali problematiche, che si instaurasse una solida collaborazione tra diversi settori, quali l'istruzione, l'occupazione, la sanità e la politica sociale, definendo una strategia di allocazione di risorse per iniziative in favore di bambini e, contestualmente, delle loro famiglie: si tratterebbe, quindi, di attuare una politica quadro comune con obiettivi organici per tutto il sistema Paese con competenze ben delineate a livello centrale e locale;

considerato che:

secondo l'analisi e le raccomandazioni del gruppo CRC sulle politiche per l'infanzia e l'adolescenza in Italia contenute nel 5° rapporto CRC 2011-2012, il panorama italiano, negli ultimi 10 anni, è radicalmente mutato divenendo più complesso e articolato;

in particolare, dall'analisi emerge che: la legge n. 328 del 2000, recante "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali", prevedeva la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (liveas) che avrebbero dovuto garantire standard nazionali ed europei per i servizi sociali; i liveas non sono mai stati definiti; vi è stata una progressiva e costante diminuzione delle risorse destinate alle politiche sociali nel corso degli anni, particolarmente nel 2011, che ha comportato la regressione qualitativa delle politiche e delle azioni per l'infanzia e l'adolescenza; nel 2012, poi, si registra l'assenza di risorse da destinare esclusivamente all'infanzia;

preso atto che:

il sistema della giustizia minorile non è ancora stato integrato appieno con le disposizioni e i principi previsti dalla Convenzione Onu;

i bambini e gli adolescenti coinvolti in qualsivoglia ambito giudiziario, ivi incluso quello relativo alla contesa fra genitori separati, dovrebbero avere la possibilità di essere ascoltati in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che li riguardi;

i bambini, inoltre, secondo quanto stabilito dalla Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei minori, ratificata dall'Italia con la legge n. 77 del 20 marzo 2003, dovrebbero ricevere tutte le informazioni concernenti i loro diritti al fine di avere la possibilità di formarsi una opinione libera della quale, poi, dovrebbe essere tenuta adeguata considerazione;

preso atto, inoltre, che:

con decisione 2003/93/CE il 19 dicembre 2002 gli Stati membri sono stati autorizzati a firmare, nell'interesse della comunità, la Convenzione de L'Aja del 1996 concernente la competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione e la cooperazione in materia di potestà genitoriale e di misure di protezione dei minori;

attraverso la ratifica gli Stati membri si impegnano a dare il proprio contributo per creare uno spazio comune giudiziario, per attuare una conseguente riduzione dei conflitti tra le varie diverse legislazioni; a determinare quale Stato è competente ad adottare misure volte alla protezione della persona, del minore e dei suoi beni, e la competenza delle autorità del Paese in cui il minore si trova fisicamente per l'attuazione di tutti i provvedimenti; a garantire il riconoscimento e l'esecuzione delle misure di protezione del minore in tutti gli Stati contraenti;

tali norme mirano a facilitare la ricomposizione amichevole dei conflitti attraverso la mediazione;

la famiglia è molto cambiata in Italia negli ultimi anni e le coppie binazionali sono in aumento esponenziale;

nei contesti internazionali, quindi, la mediazione familiare appare come la sola soluzione civile, durevole nel tempo e umana perché permette di mantenere i legami del figlio con entrambi i genitori e questo è possibile solo passando attraverso la pacificazione del conflitto;

l'Italia non ha ancora ratificato la Convenzione de L'Aja;

preso atto, infine, che il 23 ottobre 2012 è entrata in vigore la legge di ratifica della Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale che introduce due nuovi reati ovvero l'istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia e l'adescamento di minorenni o grooming;

rilevato che la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, con compiti di indirizzo e di controllo, a seguito di un'indagine conoscitiva nella quale ha posto in risalto i rischi derivanti dalla visione di programmi non adatti a bambini, ha rilevato la necessità di adottare uno stringente regolamento per l'utilizzo dei media da parte dei minori;

rilevato, infine, che l'articolo 31 della Costituzione italiana impegna la comunità nazionale, in tutte le sue articolazioni, a proteggere l'infanzia e la gioventù,

impegna il Governo:

1) a definire con urgenza, sentita la Conferenza delle Regioni, i livelli essenziali di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali;

2) a redigere un piano nazionale per l'infanzia e l'adolescenza 2013-2014 con politiche a misura dei bambini, e ad assegnare senza ulteriori ritardi le risorse indispensabili per la realizzazione delle attività necessarie per l'attuazione del piano medesimo attraverso modelli di finanziamento efficaci, nell'ambito di un corretto equilibrio tra pubblico e privato;

3) ad adottare ogni iniziativa utile a migliorare la qualità, l'equità e l'efficienza del sistema di cura e di istruzione destinati all'infanzia al fine di stimolare l'inclusione e ridurre l'abbandono scolastico e ad ampliare l'accesso ai servizi da parte dei bambini disagiati;

4) a facilitare la transizione dei bambini dalla prima infanzia all'infanzia e all'adolescenza anche attraverso l'individuazione di contesti pedagogici armoniosi e ben coordinati realizzati con il coinvolgimento di tutte le parti interessate ovvero minori, famiglia e scuola;

5) ad investire nel settore all'infanzia fondi strutturali in particolare per il sostegno alla formazione del personale dedicato e allo sviluppo di infrastrutture accessibili;

6) a prevedere un sistema specifico di monitoraggio e valutazione delle politiche per l'infanzia e l'adolescenza al fine di meglio prevenire fenomeni quali il gioco compulsivo dei minori, l'abuso di alcool e droghe, i casi di bullismo e al fine di combattere il dilagare di modelli femminili stereotipati e deviati e un uso distorto delle comunicazioni mediatiche;

7) ad adottare una normativa organica in tema di diritti dei minori che preveda per loro il diritto di essere ascoltati nelle questioni che li riguardano in tutte le sedi giurisdizionali, negli enti amministrativi, nelle istituzioni, nelle scuole, nelle famiglie, affinché la loro opinione possa essere liberamente espressa, anche avvalendosi del supporto di esperti, senza alcuna indiretta manipolazione e in assenza di intimidazioni;

8) a presentare un disegno di legge di ratifica della Convenzione de L'Aja del 1996 sulla giurisdizione, la legge applicabile, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di responsabilità genitoriale e protezione dei minori;

9) a sostenere, in sede europea, tutte le iniziative e le azioni comunitarie volte a promuovere la mediazione dei conflitti tra genitori al fine di promuovere un accordo consensuale nell'interesse del figlio conteso;

10) a dare piena esecuzione alla Convenzione di Lanzarote;

11) ad assicurare, nell'ambito delle proprie competenze, un efficace supporto all'attività della Commissione parlamentare per l'infanzia;

12) a valutare l'opportunità di riunire tutte le competenze in materia di infanzia e adolescenza, attualmente divise fra vari Ministeri, in un unico ambito ministeriale o, in subordine, a valutare l'opportunità di istituire un coordinamento costante fra i vari Dicasteri interessati.