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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03120


Atto n. 3-03120 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 23 ottobre 2012, nella seduta n. 818

SPADONI URBANI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

l'art. 3 del disegno di legge di stabilità, al comma 42, prevede che le cattedre per tutti i docenti siano portate a 24 ore di insegnamento frontale e che tale aggravio di lavoro venga compensato con un aumento del periodo di ferie pari a 15 giorni, periodo già insufficiente a ripagare l'aumento del carico di lavoro, al quale si somma l'azzeramento, ai sensi del comma 43 dello stesso articolo 3, della possibilità che i docenti della scuola secondaria usufruiscano di sei giorni di ferie durante l'anno scolastico con oneri a carico dell'amministrazione;

la spending review attendeva risparmi dal comparto scuola per 183 milioni di euro nel 2013 e di 173 milioni dal 2014; con le norme citate le cifre dei risparmi sarebbero superiori di ben 54 milioni per il 2013 ed addirittura di 548 milioni dal 2014, ma il Governo non indica quale sarà l'impiego di questi risparmi provenienti dalla scuola;

detta manovra, decurtando l'organico di un quarto degli effettivi, farà "evaporare" decine di migliaia di posti di lavoro attualmente ricoperti da supplenti e rischia di mandare in esubero altre decine di migliaia di docenti di ruolo;

il personale della scuola, a seguito del blocco della contrattazione per il rinnovo del contratto collettivo, non avrà i relativi aumenti stipendiali per altri due anni, ben sapendo il Ministro in indirizzo che tale comparto ha gli stipendi fermi al 2007, che non sono stati erogati gli scatti di anzianità dal 2010 e che non verrà concessa, per il prossimo biennio, nemmeno la misera indennità di vacanza contrattuale prevista dalla normativa vigente;

l'attuale numero di ore di lezione dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado è perfettamente in linea con quello degli insegnanti dei vari Paesi europei;

ritenuto che:

detta modifica non tiene conto del diritto allo studio personalizzato, cosa impossibile con un aumento di un quarto del numero degli alunni per docente;

all'aumento del numero delle ore di lezione e, conseguentemente, delle classi e degli alunni per ciascun docente, corrisponde un equivalente incremento delle ore di lavoro "non frontali", dedicate alla preparazione delle lezioni, alla correzione degli elaborati, alle riunioni per consigli di classe, scrutini, colloqui con le famiglie;

tale norma confligge in maniera evidente con i concorsi a cattedre banditi che, in tal modo, spariranno e con i percorsi di formazione (tirocini formativi attivi-TFA) di futuri insegnanti finalizzati all'abilitazione;

le conseguenze del mantenimento di tale norma rischiano non solo di demotivare ulteriormente gli insegnanti, ma di provocare conseguenze tali da bloccare il funzionamento delle scuole che già, allo stato, svolgono il loro ruolo solo grazie all'abnegazione del personale,

si chiede di sapere se non si ritenga di dover proporre la soppressione, all'art. 3 del disegno di legge di stabilità, del comma 42.