ePub

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03093


Atto n. 3-03093 (in Commissione)

Pubblicato il 4 ottobre 2012, nella seduta n. 808
Svolto nella seduta n. 334 della 10ª Commissione (23/10/2012)

SPADONI URBANI - Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

nei mesi scorsi è stato annunciata dalla Thyssenkrupp la cessione di Inoxum al gruppo industriale finlandese Outokumpu, che è uno dei più importanti player internazionali dell'acciaio. La multinazionale finlandese, forte di 8.000 dipendenti dislocati in molti Paesi, ha una lunga storia alle spalle ed ha tre grandi stabilimenti produttivi in Inghilterra e sei sedi operative in Italia, tutte nel Nord;

il polo industriale di Terni potrebbe rappresentare un sito ideale per il nuovo leader mondiale della produzione di acciaio inox che nascerà appunto dalla fusione tra Inoxum e Outokumpu. Il polo costituisce un patrimonio nazionale insostituibile dove qualità, ricerca e innovazione rappresentano elementi di assoluto valore. Anche grazie agli investimenti industriali degli anni passati, tale polo riveste oggi un importante ruolo di eccellenza, irrinunciabile per il rilancio industriale italiano e volano essenziale per l'Europa;

l'operazione di vendita dell'Inoxum ad Outokumpu per 2,7 miliardi di euro, operazione che deve passare al vaglio della Direzione generale della concorrenza della Commissione euorpea, la quale dovrebbe pronunciarsi prossimamente, potrebbe pertanto essere conclusa definitivamente nei prossimi mesi e, a seguito della fusione tra le due società, il sito di Terni potrà, se appoggiato dal Governo, restare uno dei due pilastri europei del nuovo gruppo senza essere sacrificato a scapito di stabilimenti più supportati da Paesi come la Svezia nella produzione dell'inox;

l'operazione sarebbe vista con favore anche dalle organizzazioni sindacali, nonostante i timori riguardanti la decisione della Direzione generale della concorrenza della Commissione europea e la fondata paura che la nuova proprietà sacrifichi l'unità produttiva, Tk-Ast Terni, meno forte a livello politico europeo. L'obiettivo per l'Italia dovrebbe dunque essere quello di consolidare la produzione dell'acciaio a Terni, garantendo i livelli occupazionali sia per Tk-Ast che per tutte le società partecipate e controllate in Italia;

si va profilando anche l'ipotesi che lo stabilimento ternano possa diventare il perno di un nuovo soggetto produttivo europeo, un quarto player in grado di favorire la concorrenza, cosa che sarebbe ben considerata anche a Bruxelles, ma che occorre seguire con particolare attenzione perché vengano comunque mantenuti l'integrità e la produttività del sito siderurgico ternano;

impegni e garanzie in sede istituzionale sono inoltre necessari, considerata l'importanza strategica della produzione dell'acciaio per tutto il sistema industriale italiano. Si teme infatti che il mancato supporto da parte del Governo e l'eventuale diniego di autorizzazioni da parte della Commissione europea possano far entrare in gioco altri soggetti extraeuropei (giapponesi, indiani, eccetera) che potrebbero non assicurare adeguate garanzie socio-occupazionali,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda promuovere ogni provvedimento utile di propria competenza, anche in sede europea, affinché si prendano posizioni forti contro qualsiasi misura che possa considerarsi lesiva per i lavoratori, nonché al fine di definire gli impegni già assunti indispensabili per il mantenimento dell'integrità e della competitività industriale del sito e dell'occupazione nel territorio di Terni e umbro.