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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00668


Atto n. 1-00668 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 11 luglio 2012, nella seduta n. 763
Esame concluso nella seduta n. 807 dell'Assemblea (03/10/2012)

Note: Testo 2

BIANCONI , ADRAGNA , FINOCCHIARO , GASPARRI , VIESPOLI , D'ALIA , BRICOLO , BELISARIO , MARINI , PALMA , GIOVANARDI , SACCONI , MATTEOLI , TOMASSINI , SACCOMANNO , CALABRO' , GRAMAZIO , BONFRISCO , BIANCHI , BOLDI , DE LILLO , CURSI , TOFANI , PONTONE , DIVINA , SPADONI URBANI , RIZZOTTI , CASTIGLIONE , CASTRO , GHIGO , DE ECCHER , MENARDI , DE FEO , BALDINI , BATTAGLIA , DELL'UTRI , CARRARA , PISCITELLI , POLI BORTONE , LICASTRO SCARDINO , D'AMBROSIO LETTIERI , ZANOLETTI , GALLONE , CUTRUFO , ESPOSITO , SERRA , MUSSO , TOTARO , NESSA , AMORUSO , GIAMBRONE , ALLEGRINI , SCARPA BONAZZA BUORA , FOLLINI , INCOSTANTE , PAPANIA , PROCACCI , LEGNINI , DELLA SETA , MERCATALI , ASTORE , GARAVAGLIA Mariapia , ANDRIA , SBARBATI , BURGARETTA APARO , CASSON , ARMATO , BIONDELLI , DEL VECCHIO , GRANAIOLA , SANGALLI , COSTA , GUSTAVINO , GIAI , CORONELLA , MANTICA , FASANO , CARDIELLO , BEVILACQUA , BORNACIN , MUGNAI , BAIO , ANTEZZA

Il Senato,

premesso che:

il 20 novembre 1989 l'Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) approvava la "Convenzione sui diritti del fanciullo", ratificata dall'Italia con la legge 27 maggio 1991, n. 176;

la Convenzione, all'articolo 3, sanciva il principio di "interesse superiore del fanciullo" ovvero il concetto fondamentale delle politiche a favore dell'infanzia e dell'adolescenza;

il 13 dicembre 2006 l'Assemblea Generale dell'ONU approvava la "Convenzione sui diritti delle persone con disabilità" ratificata dall'Italia con la legge 3 marzo 2009, n. 18;

tale Convenzione, all'articolo 7, ribadiva il principio di "superiore interesse del minore" e sanciva l'impegno degli Stati Parti a fornire ai minori con disabilità adeguata assistenza in relazione alla disabilità e all'età allo scopo di realizzare il diritto di eguaglianza con gli altri minori;

la stessa Convenzione, all'articolo 25, specificava che gli Stati Parti, in tema di politiche per l'età evolutiva, si impegnano a fornire servizi sanitari alle persone con disabilità proprio in ragione della loro disabilità, compresi i servizi di diagnosi precoce e d'intervento d'urgenza e i servizi destinati a ridurre al minimo ed a prevenire ulteriori disabilità;

premesso, inoltre, che:

lo stato di benessere dell'infanzia è uno degli obiettivi del Piano sanitario nazionale del Paese;

la tutela della salute mentale in età evolutiva, in particolare, dovrebbe essere una priorità da perseguire, attraverso un'attenta attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in ambito psichiatrico, neuropsicologico e neurologico nella fascia d'età da 0 a 18 anni, con il coinvolgimento di fattori familiari, socio-culturali ed educativi;

l'attuazione di un efficace intervento per la soluzione dei disturbi neuropsichiatrici in infanzia e adolescenza necessita, quindi, di un'azione combinata sul piano sociale e sul piano sanitario;

la chiusura degli ospedali psichiatrici, degli istituti per minori e delle strutture speciali nella scuola, l'introduzione della psichiatria e della neuropsichiatria infantile all'interno del Servizio sanitario nazionale e lo sviluppo dei servizi di salute mentale e di neuropsichiatria infantile nelle Aziende sanitarie locali hanno profondamente trasformato il Paese in tema di salute mentale e hanno generato una progressiva razionalizzazione degli interventi;

in particolare, nel settore dell'infanzia, hanno assunto un rilievo decisivo le pratiche di prevenzione e promozione della salute, con particolare riferimento alle collaborazioni dei neuropsichiatri infantili con le famiglie, i pediatri, le istituzioni scolastiche e gli psichiatri dell'età adulta;

i cambiamenti socio-economici verificatisi in Italia negli ultimi tempi hanno mutato anche il profilo epidemiologico che attiene alla domanda di salute mentale: in particolare tra i disturbi che esordiscono nell'infanzia e nell'adolescenza si è ridotta la componente di grave disabilità neuromotoria e sensoriale (a causa del miglioramento delle condizioni di vita e delle cure perinatali); d'altra parte è divenuta più evidente la rilevanza epidemiologica dei disturbi dello sviluppo, che complessivamente riguardano 8 bambini e ragazzi su 100 tra i 2 e i 18 anni e richiedono una presa in carico spesso superiore ai dieci anni, coprendo oltre il 60 per cento della domanda;

il sempre più diffuso disagio giovanile e la preoccupante psicopatologia dell'adolescenza, che riguarda 2 ragazzi su 100 fra i 13 e i 18 anni, richiederebbero una migliore predisposizione di interventi tempestivi e coordinati tra servizi dedicati esclusivamente alla cura e alla prevenzione degli stessi;

i dati sui Servizi raccolti dalla Società di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (SINPIA) e il confronto epidemiologico tra ricerche su popolazioni globali e su popolazioni cliniche svolto dall'Istituto superiore di sanità, dall'Istituto G. Bollea, dall'istituto di ricovero e cura a carattere scientifico E. Medea e dall'Azienda sanitaria locale di Modena, hanno portato a prime indicazioni significative sulla governance dei flussi di utenza in neuropsichiatria infantile;

premesso, infine, che:

la Conferenza Stato-Regioni ha approvato, l'11 ottobre 2001, il Modello per la rilevazione di strutture, personale, attività e prestazioni dei Dipartimenti di salute mentale che individua le caratteristiche principali del Sistema informativo per la salute mentale sia da un punto di vista funzionale che tecnico;

con decreto del Ministro della salute 15 ottobre 2010 è stato istituito il Sistema informativo per la salute mentale (SISM) che definisce, tra gli altri, l'obiettivo di monitorare e tutelare la salute mentale;

oggi nel Paese è consolidato un modello organizzativo dipartimentale (DSM) che interviene direttamente sul territorio e che opera tra le istituzioni scolastiche, il domicilio e il luogo di lavoro;

tale sviluppo organizzativo ha generato, tuttavia, evidenti differenze tra indici di attività e livelli di assistenza dei vari sistemi regionali che configurano una reale disuguaglianza dei cittadini rispetto al diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione;

nella maggior parte delle regioni sono assenti DSM di neuropsichiatria infantile;

non esiste alcun servizio, strutturato in articolazioni territoriali, dedicato esclusivamente alla cura dei disturbi mentali in età evolutiva ed in particolare alla loro prevenzione nella fascia di età 0-12 anni;

i servizi regionali esistenti per le problematiche dell'infanzia e dell'adolescenza risentono, poi, di una programmazione non unitaria indirizzata, da un parte, verso l'ambito della salute materno-infantile e, dall'altra, verso i servizi psichiatrici per gli adulti;

occorrerebbe, pertanto, un modello organizzativo in grado di coniugare l'unitarietà della programmazione e l'omogeneità delle prestazioni con il decentramento e l'integrazione sociosanitaria;

considerato che:

il Progetto obiettivo "Tutela della salute mentale 1998-2000" stabilisce che l'esperienza organizzativa dei servizi di salute mentale per la popolazione adulta suggerisce che anche le attività di salute mentale dedicate all'età evolutiva possano essere realizzate all'interno di un modello dipartimentale, sia di tipo strutturale che tecnico-funzionale a direzione unica che assicuri l'unitarietà degli interventi, la continuità terapeutica e il collegamento funzionale fra tutti i servizi coinvolti nella tutela della salute mentale;

il Progetto obiettivo "Materno infantile relativo al Piano Sanitario Nazionale per il triennio 1998-2000" ribadisce che l'assistenza neuropsichiatrica nell'infanzia e nell'adolescenza deve articolarsi seguendo anche le indicazioni contenute nel Progetto Obiettivo 1998-2000 e in armonia con le Linee Guida del Ministero della salute per le attività di riabilitazione specificatamente per quanto attiene all'età evolutiva;

constatata la necessità inderogabile di costituire una programmazione nuova ed effettiva ed un monitoraggio efficace sulle pratiche della salute mentale in età evolutiva,

impegna il Governo:

1) a promuovere il riconoscimento della tutela della salute mentale in età evolutiva come parte essenziale della salute dell'infanzia;

2) a sviluppare una sistema informativo dedicato;

3) a promuovere e potenziare una rete di ricerca clinica dedicata, con particolare attenzione ai modelli di cura e presa in carico efficace, efficiente ed economica;

4) invita il Governo a porre in atto tutti gli strumenti da esso previsti, al fine di monitorare e sorvegliare il sistema di Unità operative autonome territoriali di neuropsichiatria infantile a direzione unica che, sia pure nelle diverse articolazioni territoriali, (per una popolazione in fascia di età 0-18 anni non inferiore alle 80.000 unità e non superiore alle 120.000 unità) assicuri l'unitarietà degli interventi e che, nell'ottica di coordinare in maniera continuativa e per progetti di prevenzione i principi ispiratori della psichiatria infantile con le pratiche di cura, persegua le seguenti priorità: a) la centralità dei diritti del minore affetto da disturbi neuropsichiatrici; b) lo sviluppo di sistemi di monitoraggio dei processi e degli esiti attraverso la diffusione delle conoscenze al fine di conseguire un miglioramento delle cure; c) la definizione precisa dei livelli essenziali di assistenza (LEA) relativi alla salute mentale in età evolutiva in modo da rendere effettivi e certi i percorsi di cura; d) la valorizzazione del lavoro di équipe al fine di pervenire alla specializzazione dei trattamenti e alla soluzione di eventuali problemi multipli; e) lo sviluppo di percorsi di formazione, ricerca e intervento al fine di conseguire un migliore utilizzo delle conoscenze della ricerca scientifica;

5) a promuovere l'istituzione, presso il Ministero della salute, di un tavolo permanente - composto da rappresentanti del Ministero della salute, dell'Istituto superiore di sanità, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e delle Regioni, esperti riconosciuti di neuropsichiatria infantile, in collaborazione con rappresentanti della psichiatria, della pediatria e dell'associazionismo familiare - che elabori le linee guida del Programma nazionale per la ricerca sulla salute mentale nell'infanzia e nell'adolescenza e i trattamenti riabilitativi, psicoterapeutici, farmacologici, pedagogici e sociali dei disturbi ad essa collegati, gli interventi di prevenzione e le modalità di fornitura dei servizi, da presentare annualmente, per il parere, alle competenti Commissioni di Camera e Senato.