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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07456


Atto n. 4-07456

Pubblicato il 10 maggio 2012, nella seduta n. 721
Risposta pubblicata

ARMATO , INCOSTANTE , CHIAROMONTE , MONGIELLO , MAZZUCONI , BIONDELLI , GRANAIOLA , ANTEZZA , PINOTTI , DEL VECCHIO , CECCANTI , VITA , LEGNINI , CASELLI , DONAGGIO , GARAVAGLIA Mariapia , FIORONI , DI GIOVAN PAOLO , SPADONI URBANI , DE SENA , DE LUCA Vincenzo - Al Ministro per gli affari regionali, il turismo e lo sport. -

Premesso che:

secondo quanto si apprende da fonti Ansa dei giorni scorsi, tra le azioni che il Governo si appresta a varare nell'ambito delle misure di spending review, con particolare riferimento al contenimento della spesa dei Ministeri, rientrerebbe anche la soppressione del Dipartimento del turismo, che diventerebbe un ufficio del Dipartimento per gli affari regionali;

in un momento di grave crisi economica è giusto razionalizzare le spese dello Stato, anche per fronteggiare la situazione di pesante debito pubblico in cui versa il Paese, ma la ripresa di uno Stato non può essere demandata solo ad una politica di tagli, bensì deve prevedere una serie di misure dirette a stimolare la crescita e in grado di rilanciare quei settori trainanti del sistema economico-produttivo del Paese;

il turismo costituisce un comparto fondamentale dell'economia italiana, con il 12 per cento di Pil annuo, malgrado negli ultimi anni abbia scontato la totale assenza di una strategia nazionale di sviluppo, crescita e sostegno;

più volte la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha rilevato nel corso di questa Legislatura quanto il settore avrebbe avuto bisogno di serie politiche nazionali e di concrete misure per essere riqualificato e rilanciato;

la recente sentenza della Corte costituzionale n. 80 del 5 aprile 2012 denota l'insufficiente attenzione da parte del Governo per questo settore ed il ruolo marginale nell'ambito delle politiche economiche nazionali. La suprema Corte ha infatti dichiarato l'illegittimità costituzionale di ben 19 articoli del codice del turismo di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, per eccesso di delega del Governo, confermando quelli che erano stati anche i rilievi del Gruppo PD in sede di esame del provvedimento in 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato; in quella sede, il Gruppo aveva infatti espresso orientamento contrario per il metodo con il quale era stato adottato a causa del mancato coinvolgimento delle Regioni, per carenza di concertazione con le parti sociali, oltre che per i contenuti, carenti di interventi e misure concrete per sostenere e rilanciare il comparto;

sulle problematiche connesse al turismo e all'esigenza di rilanciare il settore, la prima firmataria di questo atto ha presentato di recente un'altra interrogazione in 10ª Commissione che, ad oggi, non ha ancora avuto risposta e nella quale si sottolinea la necessità di individuare e definire le misure più adeguate per rilanciare la crescita della competitività del turismo a livello nazionale e internazionale, con l'adozione di un piano nazionale per il turismo e di misure fiscali di favore che consentano di rendere le nostre imprese più competitive con gli altri Paesi europei,

si chiede di sapere:

quali siano le considerazioni del Governo sui fatti riportati;

se non ritenga che il comparto turistico possa costituire un settore trainante dell'economia del Paese e, in caso affermativo, considerata l'inadeguatezza della legislazione di riferimento attualmente in vigore, se non ritenga che debbano essere individuate al più presto misure adeguate per rilanciare la crescita della competitività del turismo a livello nazionale e internazionale, con l'adozione di un piano nazionale per il turismo;

se non ritenga che l'accorpamento del Dipartimento del turismo nel Dipartimento per gli affari regionali, con conseguente sottrazione di risorse umane e materiali, possa costituire un ulteriore segnale di disinteresse da parte dello Stato per un settore che invece andrebbe sostenuto e rilanciato.