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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07455


Atto n. 4-07455

Pubblicato il 10 maggio 2012, nella seduta n. 721
Risposta pubblicata

BIANCONI , CECCANTI , FILIPPI Alberto , D'AMBROSIO LETTIERI , DI GIACOMO , LENNA , BOLDI , SBARBATI , DEL VECCHIO , SPADONI URBANI , BAIO , FOSSON , MARITATI , ZANOLETTI , SANGALLI , ANTEZZA , ESPOSITO , THALER AUSSERHOFER , VICARI , GARAVAGLIA Mariapia , GUSTAVINO - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

la stampa nazionale ed internazionale ha diffuso in questi giorni la notizia che il 7 maggio 2012 gli uffici doganali della sud Corea hanno fermato la vendita illegale di capsule, che venivano distribuite come "integratori energetici". Gli agenti della dogana hanno sequestrato circa 17.000 pillole composte da resti umani, corpicini di bambini o feti abortiti ridotti in polvere. Migliaia di confezioni hanno però raggiunto in questi mesi la Corea del sud, dove la domanda sembra essere molto alta, data la fama della pillola come anti-impotenza. Un commercio illegale che desta forti preoccupazioni dato che gli "ingredienti" principali provengono dalla vicina Cina;

tali capsule venivano consigliate per la cura di diverse malattie, tra cui l'impotenza e il vigore sessuale maschile. Secondo quanto riportato dal "San Francisco Times", dai test effettuati sulle pillole, si rivela che il 99,7 per cento della composizione è formata da resti umani;

secondo le indagini, aperte già nell'agosto scorso, i medici cinesi e gli operatori sanitari avrebbero chiesto il coinvolgimento di importanti aziende farmaceutiche, al fine di essere informati di tutti gli aborti avvenuti negli ospedali. I corpicini verrebbero, quindi, venduti e trattati industrialmente attraverso il processo di "micro onde", fino alla polverizzazione. La polvere verrebbe poi trasformata in compresse alle quali sono aggiunti ingredienti vegetali per confondere le autorità sanitarie e gli ufficiali delle dogane;

oltre alle questioni etiche, le autorità che hanno analizzato le capsule hanno segnalato il fatto che questi medicinali sono molto spesso contaminati da "superbatteri". Inoltre, le capsule prodotte per la maggioranza dalle città di Yanji e Jilin (nel nord est della Cina) verrebbero vendute anche in erboristeria e in alcuni negozi di medicina orientale, al prezzo di 35-44 dollari,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti che tale farmaco o simili abbiano realmente una composizione così macabra e se nel nostro Pese si possa considerare scongiurata la diffusione di tali capsule;

se risulti che ci sono industrie farmaceutiche realmente coinvolte;

se i Nuclei antisofisticazioni e sanità abbiano predisposto azioni tali da bloccare la vendita on line di queste capsule e se il Ministro in indirizzo non consideri necessario promuovere una campagna informativa volta a non incentivare l'acquisto di farmaci dalla provenienza non sicura.