ePub

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07328


Atto n. 4-07328

Pubblicato il 19 aprile 2012, nella seduta n. 713

DE FEO , SALTAMARTINI , VIESPOLI , POLI BORTONE , CHIAROMONTE , SPADONI URBANI , BALBONI , SPEZIALI , IZZO , MALAN , PASTORE - Ai Ministri per i beni e le attività culturali e della salute. -

Premesso che:

il quotidiano "Il Mattino" del 17 aprile 2012 ha pubblicato l'articolo "Pompei, Sos delle guide: liberateci dai percorsi a ostacoli. Ciceroni, tassisti e imprenditori contro le transenne installate nell'area archeologica", a firma di Susy Malafronte;

nel corpo dell'articolo tra l'altro si legge: «"Togliere quelle transenne pericolose collocate tra l'arco di Porta Marina Superiore e il Tempio di Venere, prima che qualche turista si faccia male seriamente". È l'appello che le aziende e gli operatori turistici, che lavorano a ridosso dell'area archeologica, hanno lanciato alla Soprintendente di Napoli e Pompei Teresa Elena Cinquantaquattro. Si sono uniti perfino in un comitato, il "Pompei turistica - Porta Marina", per raccogliere le firme antitransenne. Alla sottoscrizione hanno aderito anche le guide turistiche e i tassisti. Fino a ora sono state raccolte 50 firme che gli imprenditori invieranno al Governo e alla Procura di Torre Annunziata. "Se chi è preposto alla tutela e alla salvaguardia dei turisti si dimentica di farlo - dicono - chi è sopra di loro deve essere informato di cosa accade nella quotidianità dei tour tra le antiche vestigia. Sarà nostra cura farlo. E pensare - continuano meravigliati gli imprenditori turistici - che il commissario Marcello Fiori, inviato a Pompei dal Governo per risanare tutte le emergenze degli scavi, fece rimuovere quegli ostacoli in ferro lo stesso giorno in cui si insediò, ritenendoli pericolosissimi per i turisti. Venti giorni fa, improvvisamente, su disposizione della Soprintendente sono ricomparsi quei pericolosi tubolari in ferro"»;

la presenza delle transenne, sostengono gli esponenti del Comitato, ostruendo il percorso sia di entrata che di uscita, crea gravi disagi in particolare alle persone anziane e ai diversamente abili che non riescono a proseguire agevolmente in quel passaggio vista la proibitiva altezza del marciapiede;

tali impedimenti creano pericolosi affollamenti sulla scaletta del percorso del tempio di Venere che è stata imposta dalla Soprintendente come unica uscita utilizzabile ai turisti presenti nell'area;

gli accompagnatori e le guide turistiche, riferisce l'articolo, lamentano un significativo incremento delle cadute e delle conseguenti richieste di intervento medico da parte dei turisti;

l'interdizione, tramite il posizionamento delle transenne, del percorso di Porta Marina quale uscita dall'area degli scavi penalizza significativamente i turisti che utilizzano il treno per raggiungere il sito archeologico, dato che la stazione si trova esattamente di fronte all'uscita di Porta Marina, costringendo gli stessi turisti a percorrere un più lungo e impegnativo percorso di avvicinamento privo tra l'altro di marciapiede;

gli operatori chiedono, si legge sempre nell'articolo, al posto delle transenne, l'apposizione di una specifica segnaletica già introdotta durante la gestione commissariale e il ripristino della pedana in legno preesistente per rendere più agevole il percorso;

ad aggravare il quadro della pericolosità della presenza delle transenne e dei rischi per l'incolumità dei turisti è bene ricordare che la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro nel settembre 2011 non ha rinnovato la convenzione con la Croce rossa italiana per la gestione del posto di primo soccorso medico presente negli scavi;

tale fondamentale servizio, istituito durante la gestione commissariale, dotato di specifici locali adeguatamente attrezzati e collocati a ridosso del Foro, garantiva la presenza di: un medico, operatori sanitari ripartiti tra infermieri e barellieri, un'ambulanza dedicata e presente sempre nell'area, un sistema di comunicazione radio che consentiva, nel caso di necessità di intervento, un rapidissimo scambio di informazioni tra i custodi, la sala regia, la direzione degli scavi e gli stessi operatori sanitari nonché un efficace raccordo con il sistema sanitario territoriale;

sono stati oltre un migliaio gli interventi effettuati dalla Croce rossa nel corso dei 15 mesi di attività e tutti improntati alla massima professionalità ed efficienza e assai apprezzati dagli stessi visitatori ed operatori turistici;

la Soprintendente non ha ritenuto di doversi avvalere della professionalità della Croce rossa ed ha avviato una procedura di gara che, secondo quanto pubblicato sullo stesso sito web della Soprintendenza speciale per i beni archelogici di Napoli e Pompei avrebbe dovuto concludersi a dicembre 2011 ma che evidentemente ha subito ritardi e dilazioni;

l'amaro e gravissimo risultato è che da settembre ad oggi (e chissà fino a quando) le migliaia di visitatori di Pompei sono privi di uno specifico servizio di assistenza medica e sanitaria ed anche per piccoli interventi, quali una distorsione o banali escoriazioni da caduta, si dovrà ricorrere al sistema sanitario territoriale intasando le già precarie condizioni di operatività del sistema di pronto soccorso;

considerato che i beni culturali costituiscono la principale risorsa per lo sviluppo e la crescita del Paese e dovrebbero essere adeguatamente valorizzati e tutelati,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano doveroso intervenire presso le competenti strutture ministeriali per accogliere le ragionevoli proposte avanzate dal Comitato degli operatori turistici di Pompei-Porta Marina volte alla utilizzazione di un percorso più agevole soprattutto per le persone anziane, le persone diversamente abili e coloro che vogliono utilizzare il treno per visitare gli scavi;

se il Ministro della salute non ritenga doveroso intervenire, con ogni consentita urgenza, per accelerare le procedure per ripristinare nell'area archeologica il servizio di primo soccorso, con le caratteristiche descritte e istituito durante il periodo commissariale, anche in considerazione dell'accrescersi dei rischi sia per i turisti che per gli stessi addetti derivanti dall'annunciata prossima apertura dei numerosi cantieri del grande progetto Pompei;

se il Ministro per i beni e le attività culturali ritenga che i siti archeologici di Pompei siano adeguatamente tutelati e valorizzati e, in caso negativo, se e quali misure intenda adottare al riguardo.