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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02754


Atto n. 3-02754

Pubblicato il 27 marzo 2012
Seduta n. 699

SPADONI URBANI , DE GREGORIO , BARELLI , CASTIGLIONE , CENTARO , AZZOLLINI , MENARDI , GRAMAZIO , CALIGIURI , CALIENDO , RAMPONI , BONDI , CURSI , PALMA , ESPOSITO , IZZO , AMATO , BALBONI , PASTORE , MAZZARACCHIO , TOFANI , FLUTTERO , DE FEO , LANNUTTI , LEGNINI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

la Corte costituzionale, con la sentenza n. 238 del 24 luglio 2009, aveva stabilito che la tariffa di igiene ambientale (TIA) è una tassa e non una tariffa, e pertanto sulla stessa non è applicabile l'IVA, sancendo così l'illegittimità dell'IVA al 10 per cento applicata dai Comuni interessati sulla TIA;

la Corte di cassazione, con sentenza del 9 marzo 2012, n. 3756, ha definitivamente assimilato la tariffa integrata ambientale alla sua precedente versione di TIA, censurando il comportamento del Governo precedente, che, con la circolare n. 3 del 2010 del Ministero dell'economia e delle finanze e con la disposizione di interpretazione autentica contenuta nel decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, aveva provato ad aggirare l'ostacolo rappresentato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 238 del 2009 "cambiando" nome alla TIA, da tariffa di igiene ambientale in tariffa integrata ambientale, ed etichettandola pertanto come prestazione di servizio assoggettabile all'IVA;

in mancanza del regolamento attuativo per la nuova TIA il Governo aveva stabilito che ad essa andasse applicato il regolamento del 1999 della precedente TIA, sulla quale l'IVA era stata dichiarata illegittima;

migliaia di cittadini hanno richiesto in questi anni il rimborso di quanto illegittimamente pagato e migliaia sono stati i ricorsi vinti presso i giudici di pace; ora è la Corte di cassazione a ribadire nuovamente che l'IVA sulla TIA non deve essere applicata e che quindi i cittadini che fino ad ora hanno pagato lo hanno fatto ingiustamente;

le associazioni dei consumatori stanno già lavorando a pieno ritmo per far ottenere i rimborsi ai cittadini che hanno pagato l'imposta, invitandoli ad avanzare richiesta di immediata cessazione dell'applicazione dell'IVA senza aspettare il 1° gennaio 2013, quando l'IVA scomparirà con la nuova tassa sui rifiuti,

si chiede di sapere se il Governo non intenda evitare l'intasamento dei tribunali con migliaia di cause - che saranno probabilmente perse - intervenendo, con provvedimenti di autotutela, per impedire la doppia imposizione dell'IVA al 10 per cento sulla TIA impropriamente introitato.