Premesso che:
per effetto di quanto previsto dalle disposizioni in materia di trattamento fiscale e contributivo della retribuzione di risultato corrisposta in adempimento della contrattazione aziendale e territoriale emanate nel 2011, è affidata al Governo la determinazione della misura effettiva dell'incentivazione a tali forme di reddito;
sono sempre più insistenti le anticipazioni che vorrebbero, nel decreto che dovrà essere emanato dal Ministero del lavoro e politiche sociali di concerto con quello dell'economia e delle finanze, significativamente ridotti sia le percentuali di detassazione e di decontribuzione, sia il tetto reddituale entro cui far operare le percentuali medesime;
considerato che:
una riduzione degli incentivi a favore della contrattazione di prossimità rappresenterebbe una contraddizione patente con tutte le indicazioni provenienti dai maggiori organismi e istituzioni internazionali, che invitano al contrario l'Italia a depotenziare il contratto nazionale e a favorire le dimensioni aziendale e territoriale della contrattazione, considerate naturalmente idonee a promuovere la produttività e la competitività del sistema economico italiano;
tale riduzione rallenterebbe le migliori esperienze nazionali di valorizzazione delle relazioni industriali e del loro assetto collaborativo come vettore di efficienza competitiva, penalizzandole con un incremento inatteso del costo del lavoro e con un'alterazione dei loro ormai definiti equilibri organizzativi e remunerativi,
si chiede di sapere se il Governo, e in particolare il Ministro dell'economia e delle finanze e del lavoro e politiche sociali, intenda dare con urgenza rassicurazioni in ordine al fatto che non saranno emanati provvedimenti peggiorativi delle attuali condizioni fiscali e contributive di favore nei riguardi della contrattazione di prossimità.