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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00575


Atto n. 1-00575 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 1 marzo 2012
Seduta n. 684

SARO , PEGORER , PERTOLDI , PISANU , SANNA , PICHETTO FRATIN , SANCIU , SCARPA BONAZZA BUORA , BATTAGLIA , GIARETTA , PALMIZIO , LADU , FOSSON , MAZZARACCHIO , SANTINI , TEDESCO , STRANO , DIGILIO , SERAFINI Giancarlo , CONTI , LEDDI , CABRAS , BIONDELLI , FLUTTERO , SALTAMARTINI , BURGARETTA APARO , FIRRARELLO , DEL VECCHIO , GHIGO , CASTRO , PISTORIO , PAPANIA , D'ALIA , BLAZINA , MAZZUCONI , BOSONE , ANDRIA , GARAVAGLIA Mariapia , ASTORE , MUSI , ARMATO , BUBBICO , GALPERTI , OLIVA , SAIA , FLERES , CASTIGLIONE , FERRARA , CECCANTI , GARRAFFA , COLLI , ROSSI Paolo , SARRO , CARRARA , GRAMAZIO , CIARRAPICO , PASTORE , BALBONI , LENNA , SCIASCIA , COSTA , MERCATALI , MORRI , AGOSTINI , MARINARO , SIRCANA , VIMERCATI , BARBOLINI , TONINI , FONTANA , MICHELONI , LIVI BACCI , SPADONI URBANI

Il Senato,

premesso che:

per effetto del combinato disposto dei decreti legislativi n. 23 del 2011 e n. 68 del 2011, dei decreti del Ministero dell'economia e delle finanze del 30 dicembre 2011 concernenti l'aumento dell'accisa erariale sull'energia elettrica e del decreto-legge n. 1 del 2012, in corso di esame in Parlamento, attualmente nei territori delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome si è venuta a creare una grave sperequazione impositiva rispetto ai territori delle Regioni a statuto ordinario;

i cittadini delle Regioni a statuto speciale devono, infatti, corrispondere, in relazione ai propri consumi di energia elettrica, l'accisa quintuplicata dal decreto ministeriale del 30 dicembre 2011 e continuano a corrispondere, inoltre, anche l'addizionale comunale ormai soppressa nel resto d'Italia;

le imprese delle Regioni a statuto speciale devono corrispondere in relazione ai propri consumi di energia elettrica l'accisa quadruplicata dal decreto ministeriale del 30 dicembre 2011 e continuano, inoltre, a corrispondere l'addizionale provinciale ormai soppressa nel resto d'Italia;

il maggiore gettito stimato derivante alle Regioni a statuto speciale dalla compartecipazione all'incrementata accisa erariale sull'energia elettrica è stato destinato alla copertura della spesa per interessi derivante dall'esigenza di maggiori emissioni di titoli di Stato;

premesso, inoltre, che l'attuale assetto normativo in materia risulta, pertanto, pesantemente discriminatorio nei confronti dei cittadini e delle imprese delle Regioni a statuto speciale: l'ingiustificato assoggettamento ad una duplice imposizione risulta particolarmente gravoso nell'attuale situazione economica sia per i bilanci delle famiglie che per quelli delle aziende e può comportare una perdita di competitività per il territorio nel suo complesso;

preso atto che:

l'articolo 2, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e l'articolo 18, comma 5, del decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, hanno rispettivamente disposto la cessazione dell'applicazione dell'addizionale comunale e di quella provinciale all'accisa sull'energia elettrica nelle Regioni a statuto ordinario a decorrere dall'anno 2012;

a favore degli enti locali delle Regioni a statuto ordinario sono state altresì espressamente previste misure a compensazione del minor gettito stimato;

con separati decreti del Ministero dell'economia e delle finanze del 30 dicembre 2011 è stata corrispondentemente aumentata l'accisa erariale calcolata in modo da assicurare la neutralità finanziaria nei territori delle Regioni a statuto ordinario ai fini del rispetto dei saldi di finanza pubblica;

l'aumento dell'accisa erariale ha trovato, tuttavia, applicazione sull'intero territorio nazionale, poiché l'applicazione di aliquote diversificate in relazione al luogo geografico in cui avviene il consumo non sarebbe risultato coerente con il diritto comunitario;

successivamente, l'articolo 35, comma 4, del decreto-legge n. 1 del 2012 ha stabilito che, in relazione alle maggiori entrate rivenienti nei territori delle autonomie speciali dagli incrementi delle aliquote dell'accisa sull'energia elettrica, il concorso alla finanza pubblica delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano sia incrementato di 235 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2012,

impegna il Governo ad intervenire con celerità al fine di promuovere il riequilibrio della disparità tributaria derivante dal mantenimento delle addizionali comunali e provinciali all'accisa erariale sull'energia elettrica nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome a fronte della simultanea applicazione dell'aumento dell'accisa stessa, assicurando, nel contempo, la piena neutralità finanziaria nei confronti dei vari livelli di Governo coinvolti.