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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00570


Atto n. 1-00570

Pubblicato il 22 febbraio 2012
Seduta n. 677

BIANCONI , TOMASSINI , CALABRO' , D'AMBROSIO LETTIERI , DE LILLO , GRAMAZIO , RIZZOTTI , SACCOMANNO , VICECONTE , ALBERTI CASELLATI , ALLEGRINI , BIANCHI , BONFRISCO , COLLI , DE FEO , GALLONE , LICASTRO SCARDINO , SPADONI URBANI , VICARI , BURGARETTA APARO

Il Senato,

premesso che:

soffrire di vescica iperattiva significa non avere il controllo su quando e con che frequenza è necessario urinare. È possibile avere perdite inaspettate, più o meno abbondanti, o avere la necessità di un'impellente urgenza alla minzione. Quasi sempre le persone sperimentano entrambe le situazioni;

la vescica iperattiva è caratterizzata da contrazioni involontarie della vescica. Vi sono diversi tipi di vescica iperattiva: quella che porta ad avere un frequente ed urgente bisogno di urinare (frequenza-urgenza), e quella più seria in cui vi è un'incapacità a trattenere l'urina o le perdite (incontinenza da urgenza);

fattori quali la menopausa o una prostata ingrossata possono aumentare il rischio di problemi di controllo della vescica. La vescica iperattiva non fa parte del normale processo di invecchiamento. Gravidanza, parto, obesità, muscolatura pelvica debole, diabete, cancro alla prostata, cancro o calcoli alla vescica e disturbi neurologici rappresentano ulteriori fattori concorrenti. Inoltre, l'utilizzo di alcuni farmaci, elevati livelli di calcio, stitichezza o inattività fisica possono incrementare il rischio;

le ripercussioni del disturbo sulle normali attività quotidiane risultano sempre molto preoccupanti perché limitano notevolmente la qualità della vita alla persona che ne soffre essendo causa di imbarazzo, isolamento, stress, insonnia che molto spesso sfocia in una vera sindrome depressiva;

considerato che:

la vescica iperattiva è un problema socio-sanitario emergente, tanto che è stato stimato che il 10,7 per cento della popolazione mondiale (460 milioni di donne e di uomini) sia colpito da questa sindrome;

in Italia si calcolano oltre 3 milioni di pazienti con la vescica iperattiva, e di questi il numero maggiore sono donne. L'alta prevalenza femminile porta ad importanti implicazioni per quanto attiene alla sanità pubblica in termini di assistenza e cura della patologia dal punto di vista clinico;

il paziente donna più dell'uomo, che soffre di incontinenza urinaria da vescica iperattiva e dei disturbi correlati, è particolarmente riluttante a parlare del suo problema, rendendo così più complicata una diagnosi in tempi stretti e di conseguenza un puntuale percorso clinico di cura,

impegna il Governo:

a promuovere sia in ambito nazionale che tramite le ASL regionali adeguate campagne informative e di sensibilizzazione del fenomeno, che spieghino, soprattutto alle donne, che il primo passo da compiere è quello di un'accurata visita medica che permetta di inquadrare le cause che hanno portato la persona a soffrire di questa patologia, così da approfondire il quadro clinico con accurati esami di primo e di secondo livello, essendo l'unica strada percorribile per individuare un adeguato percorso di cura;

ad agevolare quella fascia di pazienti, prevalentemente anziani, che soffrono della sindrome da vescica iperattiva, predisponendo tramite il Servizio sanitario nazionale percorsi diagnostico-terapeutici in grado di integrare l'operato del medico di medicina generale e quello dei diversi specialisti interessati (ginecologo, urologo, fisiatra), permettendo anche una risposta adeguata in termini di trattamento riabilitativo e/o farmacologico sempre a totale carico del sistema sanitario.