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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00545


Atto n. 1-00545 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 7 febbraio 2012, nella seduta n. 670
Esame concluso nella seduta n. 708 dell'Assemblea (12/04/2012)

Note: (Testo 2)

SOLIANI , CONTINI , MALAN , CARLINO , FLERES , GALIOTO , ASTORE , LEVI-MONTALCINI , MARCENARO , FINOCCHIARO , ZANDA , TONINI , ADAMO , AMATI , ARMATO , ASCIUTTI , BAIO , BALDASSARRI , BARBOLINI , BIONDELLI , BLAZINA , BOSONE , BRUNO , CABRAS , CAFORIO , CAROFIGLIO , CASELLI , CECCANTI , CERUTI , CHIAROMONTE , CHIURAZZI , COLLI , DE ANGELIS , DELLA SETA , DEL VECCHIO , DE SENA , DE TONI , DIGILIO , DI GIOVAN PAOLO , DI NARDO , DONAGGIO , FONTANA , FRANCO Vittoria , GALPERTI , GARAVAGLIA Mariapia , GENTILE , GERMONTANI , GHEDINI , GIAMBRONE , GIARETTA , GRANAIOLA , GUSTAVINO , LANNUTTI , LIVI BACCI , MARINARO , MARINI , MARINO Mauro Maria , MARITATI , MASCITELLI , MAZZUCONI , MICHELONI , MILANA , MOLINARI , MONGIELLO , NEGRI , PARDI , PEDICA , PEGORER , PERTOLDI , PETERLINI , PIGNEDOLI , PINOTTI , RUSCONI , RUSSO , RUTELLI , SPADONI URBANI , STRANO , VALDITARA , VIMERCATI , VITA

Il Senato,

premesso che:

la grave situazione in cui versa la Birmania/Myanmar dal punto di vista del rispetto dei diritti umani è stata nel corso degli anni al centro dell'attenzione internazionale. Di fronte alle ripetute e sistematiche violazioni dei diritti umani nel Paese, l'Italia, insieme con l'Unione europea (UE) e la comunità internazionale, ha intrapreso la via delle sanzioni come strumento per determinare l'avvio di un processo politico verso la democrazia;

il Senato della Repubblica ha ripetutamente, attraverso gli strumenti a sua disposizione, mozioni, interrogazioni, e interventi diretti dei suoi membri, preso posizione sulla grave situazione dei diritti umani nel Myanmar, sulle condizioni di vita del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi e sulla necessità della sua scarcerazione, auspicando l'avvio della transizione democratica nel Paese;

una prima apertura al dialogo è stata compiuta negli ultimi tempi nel Myanmar con la liberazione di Aung San Suu Kyi, avvenuta nel novembre del 2010, per iniziativa del presidente Thein Sein;

il Governo ha poi compiuto ulteriori passi decisivi: dalla liberazione di numerosi prigionieri politici di primo piano, che lo stesso presidente Thein Sein auspica avranno un "ruolo costruttivo nel processo politico" del Myanmar, allo storico cessate il fuoco con il movimento armato Karen, alla decisione di procedere ad elezioni suppletive nell'aprile 2012, con la candidatura di Aung San Suu Kyi, la registrazione ufficiale del suo partito, la Lega nazionale per la democrazia;

le elezioni suppletive svoltesi il 1° aprile per l'elezione di 44 rappresentanti nel parlamento del Myanmar, che ha visto la vittoria di Aung San Suu Kyi e dei candidati del suo partito, la Lega per la democrazia, in 43 seggi su 44, costituiscono un passaggio decisivo per l'evoluzione politica del Myanmar, oggi all'attenzione del mondo intero;

l'elezione di Aung San Suu Kyi al Parlamento birmano, dopo 15 anni di arresti domiciliari e di carcere, non solo costituisce l'apertura di una nuova fase politica che avrà ripercussioni in tutta l'area, ma rappresenta il riconoscimento unanime di una leadership democratica il cui peso si manifesterà sempre di più in Asia e in tutto il mondo;

premesso inoltre che:

il riconoscimento dell'apertura di una nuova fase politica in Myanmar è confermato anche dalle recenti visite di esponenti di Governo di diversi Paesi, come il Segretario di Stato USA Hillary Clinton, il Ministro degli esteri della Francia Alain Juppé e molti altri Ministri, incluso quello degli esteri britannico, quello della cooperazione tedesco e numerosi altri, che hanno favorevolmente commentato l'evoluzione in atto e dato aperture al Governo birmano;

l'inviato speciale dell'UE per il Myanmar, dal 2007 al 2011, Piero Fassino, ha contribuito alla positiva evoluzione della situazione politica nel Paese, migliorando le relazioni e la comprensione reciproca tra la Birmania e l'UE e consentendo a quest'ultima, grazie ad un ritrovato dialogo, di recuperare influenza in Myanmar ed esercitare più fruttuose pressioni per la svolta democratica;

il consolidamento della riforma democratica in Myanmar non può non avere conseguenze positive in tutta l'Asia, anche in vista dell'assunzione della presidenza dell'Associazione delle nazioni dell'Asia sud orientale (ANSEAN) da parte del Mynamar prevista nel 2014;

considerato che:

la realizzazione dell'obiettivo di completare la transizione democratica attraverso un percorso di riconciliazione nazionale, come sempre auspicato da Aung San Suu Kyi, basato su un concreto dialogo tra tutti gli attori in gioco, a partire dalle opposizioni e dai diversi gruppi etnici, di garantire il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, e di aprire il Paese al mondo richiede altresì una forte coesione e determinazione della comunità internazionale, con l'assunzione di coerenti responsabilità da parte di ogni Stato;

in questo contesto è necessario considerare concretamente la possibilità di sospendere e procedere al definitivo superamento delle sanzioni contro il Myanmar, soprattutto nelle parti che colpiscono la popolazione, nonché di favorire il rientro del Paese in seno alla comunità internazionale, promuovendo politiche di cooperazione utili al consolidamento della democrazia e al processo di riforma avviato;

la stessa UE sta esaminando la possibilità di togliere le sanzioni imposte al Myanmar e di assicurare nuovi aiuti economici al Paese per corrispondere ai segnali di apertura politica dati dal Governo;

l'Italia è vicina da tempo al popolo birmano e ha manifestato il suo sostegno anche attraverso la costituzione dell'associazione parlamentare "Amici della Birmania" e di analoghe associazioni della società civile, e il conferimento della cittadinanza onoraria ad Aung San Suu Kyi e ad altri detenuti politici, da parte di numerose città piccole e grandi,

impegna il Governo:

ad intensificare gli scambi diplomatici ed i rapporti politici con il Myanmar, con il Governo e direttamente con i rappresentanti dello scenario politico birmano, in particolare con Aung San Suu Kyi, seguendo con grande attenzione l'evoluzione politica in atto nel Paese. A tali fini, sarebbe altamente auspicabile che lo stesso Ministro degli affari esteri italiano si recasse nel Paese, nel più breve tempo possibile, per incoraggiare il nuovo processo democratico;

a sostenere presso le autorità del Myanmar la necessità del consolidamento e dell'accelerazione del processo democratico e l'affermazione di un vero Stato di diritto, anche attraverso il completamento della liberazione di tutti i prigionieri politici, e a sostenere, allo stesso tempo, in sede europea ed internazionale, la necessità di giungere alla sospensione delle sanzioni e, in relazione al consolidarsi del processo di democratizzazione e al rispetto dei diritti umani nel Paese, al loro definitivo superamento;

a promuovere in tutte le sedi internazionali e comunitarie il sostegno al dialogo tra tutte le diverse componenti della società birmana per favorire una più rapida transizione verso la democrazia;

a promuovere, nel medesimo tempo, iniziative di aiuto umanitario e politiche di cooperazione economica, sociale e culturale a sostengo del popolo birmano, rafforzando un proficuo rapporto di scambio e collaborazione tra l'Italia e la Birmania.