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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06619


Atto n. 4-06619

Pubblicato il 18 gennaio 2012
Seduta n. 658

SPADONI URBANI , MAGISTRELLI , AMATI , ASCIUTTI , BENEDETTI VALENTINI , CASOLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

è certamente giusto riconoscere a Trenitalia, e nella fattispecie alla Divisione passeggeri nazionale/internazionale, di poter attuare in piena autonomia una politica di risanamento dei propri bilanci, compiendo i tagli necessari laddove ci siano servizi non completamente remunerativi;

nelle valutazioni di Trenitalia devono essere altrettanto giustamente considerati, nel rapporto costi/benefici, anche i costi sociali per i numerosi pendolari che gravitano su Roma ed adoperano gli Eurostar per i propri spostamenti di lavoro o di altra natura;

considerato che:

l'Umbria e le Marche, escluse dall'alta velocità, sono state già oggetto di numerosi tagli da parte di Trenitalia che ha eliminato biglietterie, stazioni e fermate a dismisura di Eurostar, treni che sono al di fuori del contratto di servizio regionale;

sembra si stiano prospettando ulteriori diminuzioni di servizi Eurostar, effettuati da Trenitalia sulle tratte che collegano Ancona con Perugia e Roma, e contestualmente sembra ancora che si stiano per realizzare riclassificazioni di servizi da Eurostar ad InterCity, al punto che entrambe dette Regioni rischiano di diventare un territorio privo di Eurostar, benché già molto penalizzato da un trasporto ferroviario estremamente ridotto,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero la notizia secondo cui l'Umbria e gran parte delle Marche sarebbero escluse di fatto dalla mobilità internazionale;

in caso di risposta affermativa, se, alla luce dell'esiguità del servizio ferroviario veloce in Umbria e nelle Marche, il Ministro in indirizzo non intenda intervenire nei confronti di Trenitalia, affinché eviti ulteriori diminuzioni di servizi e tagli di fermate degli Eurostar ove non c'è accesso all'alta velocità;

se non intenda, inoltre, far considerare a Trenitalia che l'operazione non solo escluderebbe l'Umbria e le Marche dalla mobilità europea con gravi danni per l'economia dell'intera collettività regionale economica e sociale, ma significherebbe anche che centinaia di pendolari non avrebbero più la possibilità di raggiungere Roma nei tempi attuali con grave disagi economici e personali per la difficoltà di conciliare i tempi di lavoro e la vita di famiglia.