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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00403


Atto n. 2-00403 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 17 gennaio 2012, nella seduta n. 657
Svolto nella seduta n. 665 dell'Assemblea (26/01/2012)

GIOVANARDI , BENEDETTI VALENTINI , SPADONI URBANI , BALDINI , FAZZONE , SARRO , MALAN , SANCIU , PASTORE , DELOGU , BURGARETTA APARO , CALIENDO , PONTONE , CASTRO , BONDI , IZZO , COLLI , SALTAMARTINI , FLUTTERO , BALBONI , ALLEGRINI , CALIGIURI , PALMIZIO , SACCONI , TOTARO , LADU , FLERES , GHIGO , VIESPOLI , CURSI , GIULIANO , MAZZARACCHIO , LICASTRO SCARDINO , DE GREGORIO , RIZZOTTI - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che il 15 e 16 maggio 2011 si sono svolte nel Comune di Trevi (Perugia) le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale, vinte con uno scarto di soli 14 voti dalla lista "Noi per Trevi" capeggiata da Bernardino Sperandio, sulla lista "Trevi per Andreani Sindaco" capeggiata dal dottor Luigi Andreani;

considerato che la sottocommissione circondariale elettorale di Spoleto rispettivamente il 14 e il 15 maggio, ad urne aperte, ammetteva al voto 35 cittadini comunitari che avevano presentato al Sindaco di Trevi domanda di iscrizione nelle liste elettorali aggiunte dopo il termine previsto dall'art. 3 del decreto legislativo n. 197 del 1996 e cioè oltre il quinto giorno successivo all'affissione del manifesto di convocazione dei comizi elettorali, che nel caso di specie coincideva con il 5 aprile 2011;

verificato che:

l'ammissione al voto dei 35 cittadini comunitari, deliberata ai sensi dell'art. 32-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1967, che è norma di carattere eccezionale anche secondo la costante giurisprudenza amministrativa, si è rivelata determinante per la vittoria della lista "Noi per Trevi";

successivamente, considerata l'erronea applicazione del citato art. 32-bis in quanto il diritto elettorale dei cittadini comunitari in questione era preesistente rispetto alla scadenza del termine per la domanda di iscrizione nelle liste aggiunte, il dottor Luigi Andreani, in qualità di candidato sindaco non eletto, presentava ricorso presso il TAR dell'Umbria che lo accoglieva ritenendo fondata la tesi interpretativa sulla corretta applicazione dell'art. 32-bis di cui sopra;

pertanto, con sentenza 238 del 27 luglio 2011, il TAR dell'Umbria annullava le elezioni amministrative sciogliendo il Consiglio comunale;

si precisa che, in questo giudizio di primo grado, il Ministro dell'interno pro tempore, per quanto poteva occorrere, non si costituiva in giudizio;

preso atto che avverso tale sentenza la lista civica "Noi per Trevi" proponeva appello al Consiglio di Stato il quale fissava la discussione all'udienza del 31 gennaio 2012;

rilevato che il Ministero in data 13 ottobre 2011 scriveva all'Avvocatura generale dello Stato e per conoscenza alla Prefettura di Perugia e all'Avvocatura distrettuale di Perugia, e testualmente affermava di non essere parte in causa, tuttavia era comunque interessato a seguire con attenzione la controversia, in particolare l'indirizzo che avrebbe dato sulla questione il Consiglio di Stato, per fare chiarezza sull'applicabilità dell'art. 32-bis ai cittadini dell'Unione europea e per dare certezza all'indirizzo tenuto in materia dal Ministero, indirizzo messo in discussione dalla decisione del TAR dell'Umbria;

gli interpellanti ritengono che tale lettera costituisce, in un contenzioso giuridico pendente, "un'entrata a gamba tesa" a favore di una parte, che nella fattispecie è quella soccombente in primo grado, nel tentativo di spostare la questione da un terreno squisitamente giuridico ad un terreno di scontro politico;

rilevato, altresì, che:

il Ministro dell'interno in carica all'epoca, sen. Maroni, interpellato sulla questione, ha dichiarato di non essere mai stato messo a conoscenza dalla Direzione centrale dei sevizi elettorali della missiva;

a quanto risulta agli interpellanti, inoltre, detta lettera, inviata dal Ministero ad altri organi dello Stato, è stata utilizzata sul terreno della propaganda politica da parte della lista "Noi per Trevi" che l'ha diffusa nella città e l'ha utilizzata in alcuni articoli sulla stampa locale tesi a legittimare i propri comportamenti e a diffamare i presentatori del ricorso, non tenendo conto che ad oggi la sentenza del TAR dell'Umbria rappresenta l'unico provvedimento giurisdizionale sulle elezioni amministrative del Comune di Trevi,

si chiede di conoscere:

quali siano i motivi che hanno indotto la Direzione centrale dei servizi elettorali ad abbandonare il suo ruolo di terzo garante super partes, a giudizio degli interpellanti per scendere sul terreno dello scontro politico schierandosi apertamente con la lista "Noi per Trevi" che ha come riferimento le posizioni del centro-sinistra non tenendo in alcuna considerazione le argomentazioni e la sentenza del TAR dell'Umbria;

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che il candidato Sindaco della lista "Noi per Trevi", venuto in possesso della missiva del Ministero l'ha resa nota utilizzandola al fine di propaganda politica di parte, attraverso la stampa locale, con l'unico intento di screditare i ricorrenti che hanno esercitato, nel rispetto della democrazia, un diritto costituzionalmente garantito, ed il TAR Umbria, reo di aver emesso una sentenza che per prima in Italia fa chiarezza sull'applicazione dell'art. 32-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1967 ritenendolo una norma di carattere eccezionale che non può essere applicata come regola generale;

in quale modo sia garantito il diritto dei candidati a svolgere la propaganda elettorale, se essi non sono in grado di conoscere l'elenco degli elettori, dal momento che l'interpretazione estensiva dell'art.32-bis, condivisa dal Ministero, permetterebbe l'accesso al voto a chiunque ne facesse richiesta anche ad urne aperte;

quali provvedimenti di competenza intenda adottare per ripristinare la terzietà del Ministero in occasione della discussione del giudizio di appello che si terrà avanti al Consiglio di Stato all'udienza del 31 gennaio 2012.