ePub

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n░ 1-00519


Atto n. 1-00519

Pubblicato il 10 gennaio 2012, nella seduta n. 652
Ritirato

GASPARRI , QUAGLIARIELLO , SACCONI , CASOLI , PICCONE , IZZO , SPADONI URBANI , SPEZIALI , PARAVIA , CONTI , GALLO , D'AMBROSIO LETTIERI , DE ECCHER , DI STEFANO

Il Senato,

premesso che:

i tempi medi di pagamento da parte delle Pubbliche amministrazioni per somministrazioni, prestazioni, forniture e appalti raggiungono nel Paese livelli intollerabili sia in termini comparativi che in termini di sostenibilitÓ per le imprese fornitrici e prestatrici di opere e servizi;

secondo la stima fornita dal Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici raggiunge ormai la cifra di 60-80 miliardi di euro di debito forzoso;

il fenomeno del ritardo nei pagamenti da parte delle Pubbliche amministrazioni appare intollerabile in primo luogo dal punto di vista dei principi liberali di tutela della buona fede, dell'affidamento e della certezza delle relazioni giuridiche. E tale intollerabilitÓ diviene anche maggiore alla luce delle sempre pi¨ serrate politiche di rigore sul versante degli adempimenti fiscali e del recupero dei tributi non pagati, le quali richiedono analoga sollecitudine nell'assolvimento degli obblighi contratti dagli enti pubblici nei confronti dei privati a fronte delle relative prestazioni;

tutto ci˛ assume una importante valenza di politica economica nel contesto dell'attuale crisi economico-finanziaria internazionale che, fra l'altro, ha determinato un preoccupante fenomeno di stretta creditizia nei confronti delle imprese, sempre pi¨ spesso in difficoltÓ nell'accesso al credito bancario o chiamate a rientrare della propria esposizione creditizia;

nonostante la tendenziale eterogeneitÓ, in alcuni casi anche molto consistente, dei dati relativi ai tempi medi di pagamento da parte delle Pubbliche amministrazioni nelle diverse aree del Paese, la capillare distribuzione delle piccole e medie imprese sul territorio e i drammatici eventi succedutisi nell'ultimo periodo impongono di considerare il fenomeno un problema di indubbia portata nazionale,

impegna il Governo:

a elaborare misure di carattere strutturale che impediscano l'accumularsi di ulteriori debiti da parte delle Pubbliche amministrazioni nei confronti di privati, mediante la fissazione di termini di pagamento la cui inderogabilitÓ sia resa effettiva da prescrizioni efficaci in termini di deterrenza;

ad assumere tutte le iniziative necessarie per recepire e dare sollecita attuazione alla direttiva 2011/7/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce termini rigorosi e non derogabili per l'adempimento delle obbligazioni monetarie delle Pubbliche amministrazioni, prima del termine di recepimento, fissato al 16 marzo 2013;

a rendere pienamente operative mediante l'adozione dei relativi decreti attuativi le disposizioni di cui all'art. 28-quater del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, introdotto dall'art. 31, comma 1-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che prevedono la compensabilitÓ dei crediti non prescritti certi, liquidi ed esigibili nei confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo;

a valutare la possibilitÓ di introdurre ulteriori meccanismi di compensazione dei crediti vantati dai privati nei confronti delle Pubbliche amministrazioni con le obbligazioni di natura fiscale, per consentire un rientro dello stock di debiti delle Pubbliche amministrazioni accumulato sino ad oggi;

nell'ambito dell'attuazione del federalismo fiscale, a valorizzare gli strumenti di responsabilizzazione delle amministrazioni locali e i meccanismi di premio e sanzione al fine di incentivare le pratiche virtuose nelle aree del Paese in cui il ritardo nei pagamenti assume dimensioni medie pi¨ consistenti.