ePub

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06318


Atto n. 4-06318

Pubblicato il 29 novembre 2011
Seduta n. 638

SPADONI URBANI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

è certamente giusto riconoscere a Trenitalia, e nella fattispecie alla Divisione passeggeri nazionale/internazionale, di poter attuare in piena autonomia una politica di risanamento dei propri bilanci, compiendo i tagli necessari laddove ci siano servizi non completamente remunerativi;

nelle valutazioni di Trenitalia devono essere altrettanto giustamente considerati, nel rapporto costi/benefici, anche i costi sociali per i numerosi pendolari che gravitano su Roma ed adoperano gli Eurostar per i propri spostamenti di lavoro o di altra natura;

considerato che:

l'Umbria, tagliata fuori dall'alta velocità, è stata già oggetto di numerosi tagli da parte di Trenitalia che ha eliminato biglietterie, stazioni e fermate a dismisura di Eurostar, treni che sono al di fuori del contratto di servizio regionale;

sembra si stiano prospettando ulteriori diminuzioni di servizi Eurostar, effettuati da Trenitalia sulle tratte che collegano Ancona con Perugia e Roma, e contestualmente sembra ancora che si stiano per realizzare riclassificazioni di servizi da Eurostar ad InterCity, al punto che l'Umbria rischia di diventare un territorio privo di Eurostar, benché già molto penalizzato da un trasporto ferroviario estremamente ridotto,

si chiede di sapere:

se corrisponda al vero la notizia secondo cui l'Umbria e gran parte delle Marche sarebbero escluse di fatto dalla mobilità internazionale;

in caso di risposta affermativa, se, alla luce dell'esiguità del servizio ferroviario veloce in Umbria, il Governo non intenda intervenire per evitare ulteriori diminuzioni di servizi e tagli di fermate degli Eurostar in Umbria ove non c'è accesso all'alta velocità;

se intenda, inoltre, far presente a Trenitalia che detta operazione non solo escluderebbe l'Umbria dalla mobilità europea con gravi danni per l'economia dell'intera collettività regionale economica e sociale, ma significherebbe anche che centinaia di pendolari non avrebbero più la possibilità di raggiungere Roma nei tempi attuali con grave disagi economici e personali per la difficoltà di conciliare i tempi di lavoro e la vita di famiglia.