Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:
sabato 23 luglio 2011, all'aeroporto di Orio al Serio di Bergamo, alle ore 9.30 circa, all'imbarco del volo FR 04708, con destinazione Alghero, sei ragazze in partenza per una settimana di vacanza da trascorrere in una località turistica della Sardegna si presentano puntualmente per viaggiare sul volo indicato, operato dalla compagnia Ryanair. Cinque delle sei ragazze accedono all'aereo; la sesta - M.S. - no. Le è scaduta la carta d'identità, e può solo esibire, per l'identificazione all'imbarco, la patente di guida in regolare corso di validità;
il documento non è tuttavia giudicato adeguato dall'operatrice della compagnia aerea, di nazionalità italiana, addetta al controllo, e di qui il diniego dell'accesso a bordo;
con le conseguenze di: perdita della somma pagata per l'acquisto del biglietto; perdita di uno dei sette giorni di vacanza programmati (ripartirà il giorno successivo con la sua patente di guida, e con un volo della compagnia Alitalia); perdita (temporanea) del connesso buonumore; maggior costo per l'acquisto del secondo biglietto di viaggio. Tutto questo è avvenuto per la colpa (presunta) della disponibilità della sola patente di guida; a giudizio degli interroganti l'irricevibile irragionevolezza dell'assunto, anche in ragione di evidente improporzionalità, è tale da non meritare qualsiasi illustrazione;
la questione in discussione non è tuttavia, ovviamente, quella specificamente riferita, che è solo in guisa di introduzione, e nemmeno quella dell'incapacità della valutazione di circostanza da parte dell'operatrice addetta al controllo degli imbarchi sugli aerei della compagnia Ryanair, sebbene tale abilità non abbia affatto rango secondario in capo ad un soggetto deputato ad un controllo di sicurezza (secondo la procedura stabilita dalla compagnia Ryanair, e acriticamente adottata dai suoi operatori, ivi compresa l'impiegata bergamasca, potrebbe essere paradossalmente accettabile la disponibilità da parte di un passeggero di un passaporto falso o illegalmente detenuto, piuttosto che di una patente di guida vera e legittimamente conseguita). Né la presente può essere sede di discussione per il commento della, comunque sussistente e improducente, cattiveria caratterizzante la condotta dell'operatrice (giacché di questo in realtà stupidamente si tratta). Altri sono dunque gli argomenti che sono sottoposti e le richieste che sono avanzate all'attenzione del Ministro in indirizzo;
la prima riguarda, per l'appunto, la questione del diniego di validità del documento di guida italiano per l'identificazione del passeggero all'imbarco, da scalo italiano, in quanto vera e propria policy stabilita dalla compagnia aerea;
la questione è già stata argomento a suo tempo trattato, allorché l'ENAC si fece responsabilmente carico di tutelare i diritti degli utenti, con esito sbrigativamente e acriticamente liquidato dalla assai poco patriottica stampa nazionale (si veda il quotidiano "la Repubblica", per tutti) come una "vera e propria disfatta" per il detto ente, senza che fosse peraltro svolto un qualsiasi approfondimento in ordine alla risibilità degli argomenti utilizzati dalla compagnia irlandese a sostegno della propria tesi: "Questi sono documenti non riconosciuti dall'Europa" e "diverso sarà il discorso per chi è titolare di una patente internazionale" (che è il documento notoriamente non più richiesto, per via della sua inutilità, anche dagli addetti al traffico nelle strade africane, e quindi da operatori con l'oggettiva maggiore difficoltà di comprensione di lingue non locali); "rifiutiamo qualsiasi interferenza con le regole accettate dagli stessi passeggeri" (come se le "regole" di un contratto per adesione - peraltro di dubbia validità nella sua stipulazione telematica, a norma delle leggi italiane, che sono quelle cui la compagnia irlandese è tenuta, in Italia, ad attenersi - avessero rango tale da costituire principi insuperabili in ogni loro articolazione e in qualsivoglia condizione; per poi sfondare il muro del ridicolo con affermazioni quali: "gli unici documenti validi saranno, infatti, quelli che garantiscono la sicurezza dei passeggeri, ovvero il passaporto (documento incompleto perché non reca nemmeno la residenza, e quindi l'indicazione della materiale e concreta provenienza della persona), e le carte d'identità nazionali (in Italia ne esistono - come è noto - di varie fatte e modelli, e sono tra i documenti più, e più facilmente, contraffatti)", "sarebbe impossibile da parte dei dipendenti Rayanair conoscere tutte le tipologie di documenti, ed essere sicuri della loro autenticità. Soltanto il passaporto e la carta d'identità sono documenti validi in quanto facilmente verificabili ed universalmente simili in tutto il mondo" (l'inveridicità del secondo assunto è assolutamente palese, tanto quanto è preoccupante - per l'appunto, proprio agli effetti della sicurezza dei passeggeri e delle aree interessate al volo - l'impreparazione del personale di Ryanair, in relazione a moderate capacità richieste, quali quelle della valutazione di un documento d'identità utilizzato da alcuni milioni di persone e di corrispondenza dello stesso alla persona che lo esibisce, scarsa preparazione che la compagnia irlandese candidamente confessa);
la seconda questione riguarda le modalità di comunicazione adottate dalla compagnia: a parte amenità quali quelle dei posti in piedi e quelle delle toilette a pagamento (astrattamente autolesionistiche, se si pensasse al caso del passeggero che, pur avendo accettato la relativa regola pensata dall'immaginifico management della compagnia, si trovi nell'indisponibilità di danaro da consegnare al personale di bordo e nella condizione dell'incontenibilità del bisogno, e si porti nell'area destinata al servizio di bordo), ci si vuole soffermare su altra precisa pratica che caratterizza la compagnia e che ha gravi effetti fuorvianti per i consumatori, e per la relativa compiuta conoscenza dei servizi acquistati e dei diritti connessi. Nuovamente si faccia riferimento alla destinazione della città di Alghero, ma identicamente è per molte altre, in Italia e in Europa. La destinazione servita, della città di Alghero, è comunicata e pubblicizzata dalla compagnia Ryanair, sia sui propri orari, sia sul materiale illustrativo specifico (sito Internet ufficiale compreso), sia in ogni altra occasione di pubblicità generalista, come originante dalla "Città di Milano (Bergamo)". In realtà la tratta impegnata è semplicemente quella di collegamento della città di Alghero, dalla città di Bergamo, e - segnatamente - dallo scalo di Orio al Serio, che è aeroporto del tutto autonomo rispetto alla città e alla provincia di Milano, e rispetto al relativo network, come del resto del tutto distinta è, in tutta evidenza, la città di Bergamo rispetto alla città di Milano. La comunicazione della compagnia Ryanair è dunque mendace e fuorviante, tesa ad accaparrare maggiore appetibilità (e maggiore bacino di mercato) ad un servizio reso, che ha rango e qualità oggettivamente inferiore;
terza e (allo stato) ultima questione. Risulta agli interroganti, essendone fonte alcuni comandanti di altre compagnie aeree italiane e straniere (Alitalia, Meridiana, Vueling, Air France) e alcuni addetti al controllo del traffico aereo, che gli operatori destinati ai controlli dei documenti, degli impianti e delle dotazioni, a fini di sicurezza, degli aeromobili e degli equipaggi della compagnia irlandese in transito presso scali italiani incontrano ricorrenti difficoltà nell'eseguire i prescritti controlli a causa della mancanza cooperazione degli equipaggi ospiti, il più delle volte concretizzantesi nell'utilizzo di modalità dui linguaggio incomprensibili e comunque non facilitanti, oltre che nel generalizzato disordine nel mantenimento dei documenti e delle attrezzature di bordo. Si aggiunge poi, in termini ancora più allarmanti, il dubbio, sempre più diffuso, che componenti degli equipaggi della compagnia irlandese non dispongano di adeguate certificazioni professionali,
si chiede di sapere:
se non sia il caso, trascurando in questa occasione l'eventuale minaccia (ove la stessa dovesse essere ripetuta dalla compagnia Ryanair) della cancellazione ostile di talune rotte (non mancherebbero certo altri valenti, e corretti, vettori low cost disposti a praticarle); di conferire incarico ad ENAC di promuovere, eventualmente anche nelle competenti sedi europee (anche in coerenza dei principi di libertà nelle stesse affermati), la facilitazione dell'accesso dei passeggeri a bordo degli aeromobili, da identificarsi mediante l'esibizione dei documenti più diffusi ed aventi sobrie compilazioni, tali da consentirne la riconoscibilità con sufficiente immediatezza;
se il Ministro in indirizzo non ritenga, per quanto di competenza, di sollecitare, attraverso la competente articolazione delle Autorità di regolazione dei mercati, la verifica della correttezza delle comunicazioni pubblicitarie e dei sistemi informativi dei servizi offerti, nell'interesse della compiuta consapevolezza dei consumatori e degli utenti, da parte della compagnia Ryanair;
se non ritenga di accertare il numero e le tipologie dei controlli eseguiti nel corso dell'anno 2010 su aeromobili a qualunque titolo operati dalla compagnia Ryanair, in transito presso scali italiani, indicandone l'esito e specificando il tasso di facilitazione e di cooperatività assicurato da parte degli equipaggi interessati all'espletamento dei medesimi;
se non ritenga opportuno accertare il numero e le tipologie dei controlli eseguiti nel corso dell'anno 2010 sui documenti e le certificazioni professionali jn possesso del personale navigante utilizzato dalla detta compagnia Ryanair, per voli in transito presso scali italiani, indicandone l'esito e specificando il tasso di facilitazione e di cooperatività assicurato da parte degli equipaggi interessati all'espletamento dei medesimi.