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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00434


Atto n. 1-00434

Pubblicato il 22 giugno 2011
Seduta n. 571

SPADONI URBANI , D'AMBROSIO LETTIERI , DE LILLO , CALIGIURI , CARRARA , CIARRAPICO , CALABRO' , GRAMAZIO , DE GREGORIO , BALBONI , AMORUSO , BATTAGLIA , MASSIDDA , VALENTINO , GIULIANO , SARRO

Il Senato,

premesso che:

il Consiglio superiore di sanità (Css) ha dato parere positivo alla commercializzazione in Italia del farmaco "EllaOne", dell'azienda francese HRA Pharma, detta "pillola dei 5 giorni dopo" la quale, per essere commercializzata, deve ancora ottenere il parere positivo dell'Agenzia italiana del farmaco;

il Css ha richiesto un test obbligatorio di gravidanza prima della sua assunzione, per scongiurare danni all'embrione poiché tale pillola, embriotossica, potrebbe avere effetti nocivi sul feto e quindi ne è vietata la somministrazione in gravidanza;

nei primi giorni di gravidanza il test richiesto quasi mai riesce a certificare l'esistenza di un embrione fecondato, per cui la donna non ha risultati sicuri, venendo così vanificata la precauzione voluta dal Css, che è presente anche nel "bugiardino" originario della pillola EllaOne;

ritenendo che nella coscienza di tanti, laici e non, il rispetto per la vita nascente è un principio irrinunciabile, e, pertanto, appare giusto tutelare il diritto alla vita e quello di ogni persona a non collaborare a qualsiasi atto ritenuto contro la vita stessa;

atteso che:

è stato chiarito come la pillola sia dannosa alla salute del feto, tanto da non poter essere assunta in stato di gravidanza, mentre non è chiarito che essa possa essere utilizzata come contraccettivo. Infatti avendo la vita inizio nel momento del concepimento, anche le analisi cliniche obbligatorie che attestino la non gravidanza potrebbero non attestare la presenza dell'embrione fecondato, e agire chimicamente su un eventuale ovulo fecondato, al di là della buona salute del feto, produce effetti abortivi certi;

senza voler sollevare questioni di ordine morale, sarebbe necessario lavorare alla promozione di una mentalità responsabile, specialmente nelle nuove generazioni, anche al fine di tutelare la salute delle persone che possono essere indotte ad un uso non appropriato di questi prodotti, invece di consentire l'utilizzo di farmaci con effetti incerti,

impegna il Governo:

ad acclarare in maniera inequivocabile la compatibilità della "EllaOne" con la legge n. 194 del 1978, data la sua certa potenzialità abortiva, prima che l'AIFA ne autorizzi la commercializzazione, dato che tale farmaco ha già ottenuto l'autorizzazione per la messa in commercio dall'Emea, l'Agenzia europea del farmaco, nel maggio 2009;

a valutare se possa servire alla salute una pillola contraccettiva "dei 5 giorni dopo" che, per la sua tossicità sul feto, non va usata in stato di gravidanza dal momento che è scientificamente provato che la vita inizia all'atto del concepimento e che le analisi indispensabili previste per accertare lo stato di maternità nei tempi richiesti non danno risultati certi;

a chiarire, onde prevenire l'eventuale immissione sul mercato di farmaci inibitori della vita, che tra il personale sanitario, cui la legge n. 194 del 1978 concede la facoltà di avvalersi della "clausola di coscienza" verso l'aborto chirurgico, siano inseriti anche i farmacisti interni ed esterni alle strutture ospedaliere nel caso di somministrazione di qualsiasi farmaco chimicamente abortivo o potenziale inibitore della vita, approvando le proposte di legge sull'obiezione di coscienza dei farmacisti che da tempo giacciono nelle Commissioni competenti;

ad attuare campagne informative e di sensibilizzazione sul valore della vita nascente e a tutela della maternità e paternità responsabile.