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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02190


Atto n. 3-02190 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 24 maggio 2011, nella seduta n. 557

D'ALIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale. -

Premesso che:

in sede di Commissione Politiche sociali della Conferenza Stato-Regioni è stata avanzata la proposta di adottare quale criterio di ripartizione dei volontari del Servizio civile nazionale quello utilizzato per la distribuzione il Fondo nazionale per le politiche sociali (FNPS);

questo comporterebbe una grave penalizzazione per la Regione Siciliana che passerebbe dalla quota del 17,4 per cento, calcolata sulla base del criterio del numero degli enti iscritti all'albo, a quella del 9,39 per cento, quantificata sulla base del FNPS;

nell'ordine del giorno della seduta del 20 aprile 2011 della Conferenza Stato - Regioni, al punto 7, figuravano il contestuale riparto dei fondi alle Regioni per spese di funzionamento (pari a 910.000 euro), comunicazione e formazione (pari a 400.000 euro) secondo i parametri del FNPS, nonché la verifica del numero di giovani ripartito tra le Regioni sempre con gli indicatori già adottati per il FNPS, e la predisposizione di una nuova intesa;

nel corso della riunione della Commissione Politiche sociali del 30 marzo 2011 si era convenuto di adottare i parametri del FNPS per i fondi relativi a funzionamento, comunicazione e formazione;

nonostante ciò comportasse una leggera penalizzazione per la Sicilia, in quella sede, i rappresentanti istituzionali siciliani avevano espresso parere favorevole ritenendo che il principio di unificare le modalità di ripartizione dei vari fondi fosse fondato;

tuttavia, nella medesima sede non è stato mai fatto riferimento alla possibilità di utilizzare i medesimi parametri anche per la ripartizione del numero di volontari fra le Regioni, come peraltro risulta da verbale;

inoltre, fra gli allegati all'ordine del giorno di cui sopra, figurano soltanto le somme relative a funzionamento, comunicazione e formazione, ma non c'è alcun riferimento al numero di volontari e quindi nessun tipo di verifica può essere stato fatto;

pertanto, sulla base dell'ordine del giorno, e sulla base dei pareri espressi in sede di Commissione Politiche sociali del 30 marzo 2011, l'interrogante ritiene che la Conferenza Stato Regioni del 20 aprile 2011 si sia espressa favorevolmente solo sul riparto delle somme relative a funzionamento, formazione e comunicazione assegnate alle Regioni e alle Province autonome;

inoltre la tesi di una automatica assimilazione dei criteri di ripartizione dei fondi di funzionamento comunicazione e formazione a quelli di ripartizione del numero dei volontari non ha fondamento, in quanto tali criteri sono diversi: ad esempio nel 2010 i fondi suddetti furono assegnati alla Sicilia nella misura del 13,82 per cento a fronte di una ripartizione di volontari pari al 17,44 per cento;

se si adottasse il criterio del FNPS, la Sicilia passerebbe, pur in presenza di un lieve aumento del numero di volontari assegnati alle Regioni, dai 1.418 del 2010 ad appena 772 del 2011, con un taglio inaccettabile e ingiustificato, alla luce del ruolo leader da sempre ricoperto dalla Regione per numero di enti iscritti agli Albi nazionale e regionale e per numero di richieste di partecipazione che vengono dai giovani siciliani;

questo vanificherebbe inoltre le attese degli enti siciliani che hanno già presentato i relativi progetti per l'anno in corso; infatti, il cambiamento del criterio di ripartizione dei volontari interverrebbe a bandi aperti e progetti presentati;

inoltre si rileva che il percorso di adozione dei nuovi parametri di ripartizione dei volontari non è stato, a dir poco, affatto chiaro poiché non è mai stata sottoposta ai componenti della commissione alcuna simulazione circa i numeri che ne sarebbero derivati e la stessa tabella allegata all'ordine del giorno del 20 aprile 2011 riguarda le spese di funzionamento, formazione e comunicazione ma non riporta la ripartizione dei volontari;

non si può accettare quindi questa iniqua penalizzazione che mortifica un movimento che ha saputo conquistarsi nel tempo una posizione di preminenza nel contesto nazionale, grazie alla sua vitalità e alla generosa partecipazione dei giovani siciliani che, lo scorso anno, hanno presentato quasi diecimila domande per 1.418 posti disponibili,

si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo non intendano porre in essere le debite misure affinché l'argomento venga affrontato in sede di Conferenza Stato-Regioni con la necessaria consapevolezza onde evitare un'ingiusta penalizzazione per la Regione Siciliana che peraltro avvantaggia considerevolmente soltanto la Lombardia (dove il numero dei posti disponibili sostanzialmente coincide con le richieste dei volontari) e in subordine se non ritengano opportuno evitare questa drastica riduzione dei volontari nel corso di quest'anno, a bandi aperti e progetti presentati, procedendo sì ad un progressivo ridimensionamento della quota della Sicilia ma nell'arco almeno di un quinquennio, così salvaguardando tutte le iniziative in essere nel campo dell'assistenza, dell'ambiente, della promozione culturale, della protezione civile e del turismo.