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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04871


Atto n. 4-04871

Pubblicato il 29 marzo 2011, nella seduta n. 528
Trasformato

SPADONI URBANI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

l'Istituto superiore di prevenzione e sicurezza del lavoro (ISPELS), le cui funzioni sono ora passate all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), era l'ente che certificava la sicurezza e la rispondenza agli standard europei di attrezzature a pressione e insiemi, conformemente alla direttiva 97/23/CE sugli organismi notificati;

sulla Gazzetta Ufficiale del 25 settembre 2010 è stato pubblicato il bando per l'affidamento, a enti pubblici e privati, dello svolgimento delle attività di ricerca, del dipartimento Processi organizzativi e del dipartimento Tecnologie di sicurezza, previste per l'anno 2009, nell'ambito del piano triennale di attività 2009-2011;

risulta che la dirigenza dell'ISPESL aveva l'obbligo di provvedere a far pubblicare il bando di cui sopra sulla Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2008 e avrebbe dovuto eseguire quanto indicato nello stesso entro il 31 dicembre 2009, ma l'avvenuta soppressione dell'ISPESL esclude la possibilità che quel bando possa essere stato esecutivo per le attività degli enti pubblici o privati allora richiamati;

le attività degli organismi notificati privati sugli insiemi a pressione risultano espressamente previste dalla lettera d) dell'art. 5 del decreto 1° dicembre 2004, n. 329 (Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2005) e la tardiva pubblicazione del bando ha di fatto ostacolato le attività degli organismi notificati che da moltissimi anni l'Italia ha comunicato alla Commissione europea per l'esecuzione delle attività di cui alla direttiva n. 97/23/CE - Pressure Equipment Directive;

con lettera n. ENTR/GS/ET/jl/ARES (2010) dell'8 dicembre 2010, la Commissione europea ha escluso la competenza dell'INAIL nella certificazione delle attrezzature a pressione;

ritenuto che nella situazione attuale non è chiaro se si certifichi l'attrezzatura con un documento siglato ISPESL (incompatibile con la fine legislativa dell'ISPESL) e attuata con l'evidenziazione del numero di riconoscimento 0100 assegnato molti anni fa allo stesso ISPESL dalla Commissione europea o se si certifichi l'attrezzatura con un documento marcato INAIL (che dovrebbe essere privo del numero di riconoscimento dell'ente imposto dalla direttiva 97/23/CE) e quindi contestabile per l'impiego in Italia con notevolissimi danni per i fabbricanti nazionali, nei diversi Paesi della comunità,

si chiede di sapere se il Governo non ritenga opportuno intervenire al fine di chiarire le argomentazioni contenute nelle indicazioni fornite dallo stesso Istituto al fine di garantire che siano immessi sul mercato e messi in servizio unicamente attrezzature a pressione e insiemi certificati conformi alla direttiva 97/23/CE dagli organismi notificati.