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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00394


Atto n. 1-00394

Pubblicato il 23 marzo 2011
Seduta n. 524

D'ALI' , GASPARRI , QUAGLIARIELLO , CENTARO , VALENTINO , BENEDETTI VALENTINI , BATTAGLIA , VIZZINI , BURGARETTA APARO , BALBONI , FLERES , CASELLI , CASTIGLIONE , BERSELLI , ALICATA , VICARI , SALTAMARTINI , ORSI , FLUTTERO , FERRARA , FIRRARELLO , BEVILACQUA , MURA , LEONI , NESSA , CASOLI , CIARRAPICO , CALIGIURI , GRAMAZIO , PARAVIA , CORONELLA , DI STEFANO , MUGNAI , GRILLO , SPADONI URBANI , SCARPA BONAZZA BUORA , BONFRISCO , PICCIONI , IZZO , ASCIUTTI , TOMASSINI , POSSA , DE GREGORIO

Il Senato,

premesso che in attuazione della risoluzione n. 1973 approvata in sede ONU l'Italia ha assicurato il suo appoggio all'operazione in termini di disponibilità logistica con ben sette basi aeronautiche sul proprio territorio, tra cui è annoverata la base militare di Birgi 37simo stormo, unica assieme a Pantelleria ad essere contigua ad uno scalo civile;

rilevato che:

in realtà tale attività registra l'uso prevalente della base di Birgi rispetto alle altre disponibili tanto da fare ritenere che la stessa, anche a causa della conseguente elevatissima attenzione mediatica, si trovi in una zona esposta a pericoli di guerra;

il 20 marzo 2011 le autorità militari, come alcune cronache hanno riferito, non avvertendo l'autorità politica, hanno deliberato ed attuato la chiusura dello scalo civile di Trapani Marsala Birgi con l'effetto immediato (appena 20 ore di tempo per ricoverare in via assolutamente provvisoria sullo scalo di Palermo "Falcone e Borsellino" 36 voli di linea) della cessazione di tutti i collegamenti nazionali ed internazionali in programmazione;

considerato che:

l'aeroporto civile di Trapani Marsala, contiguo alla base militare di Birgi, nell'arco di soli quattro anni ha incrementato il volume di passeggeri da circa 300.000 ad oltre 1.800.000 unità, ponendosi come terzo scalo nazionale ed internazionale per volumi di traffico in Sicilia, primo per incremento percentuale dell'intero territorio nazionale nel 2010, complementare con lo scalo di Palermo nell'offerta del trasporto aereo ad un bacino di oltre 2 milioni di abitanti e ad un notevolissimo traffico turistico;

l'assistenza a terra è prestata da una società di gestione a maggioranza pubblica con circa 250 addetti, in un'efficiente e moderna aerostazione i cui rilevanti lavori di risistemazione appena terminati sono stati effettuati con rilevanti risorse (oltre 20 milioni di euro) sui fondi europei 2000/2007 e della stessa società di gestione;

il personale ha già ricevuto preavviso di licenziamento e il danno emergente in capo alle attività della società di gestione aeroportuale è quantificabile in oltre 100.000 euro al giorno; mentre il danno immediato per il territorio è stato già quantificato da analisti economici in oltre 600.000 euro al giorno ed è destinato ad aggravarsi in presenza di un preoccupante flusso già avviato nelle ultime ore di cancellazioni di prenotazioni per l'imminente stagione turistica;

ritenuto che in considerazione di quanto sopra, ogni giorno di chiusura dello scalo civile di Trapani Marsala sempre più ne compromette gravemente la possibilità di una futura ripresa di attività ai livelli di efficienza raggiunti;

ritenuto che è precipuo interesse della nazione e del Governo ridurre al minimo le conseguenze negative in danno di singole porzioni di territorio nazionale causate da attività collegate alla decisione di partecipare ad operazioni militari internazionali,

impegna il Governo all'immediato insediamento di un tavolo permanente tra autorità di Governo (Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministeri delle infrastrutture e trasporti e della difesa), autorità militari, ENAC, Provincia regionale di Trapani e tutte le autorità, gli enti locali e le società di gestione locale interessate finalizzato:

a valutare un più equilibrato dimensionamento delle attività di supporto logistico aeronautico da apprestare nel contesto dell'operazione «Odyssey Dawn-Alba dell'Odissea», interessando anche in più larga misura, tra quelle individuate dallo stesso Governo, strutture di esclusiva attività militare, in maniera da consentire con immediatezza e non oltre il 28 marzo 2011 il ripristino della piena operatività dell'aeroporto civile di Trapani Marsala Birgi e dei voli di linea che lo collegano con l'Europa intera, fugando così pure ogni possibile dubbio per i cittadini e per i visitatori in ordine alla complessiva sicurezza del territorio in Sicilia occidentale;

a riconsiderare in ogni caso allo stesso fine dell'immediato ripristino, le valutazioni in ordine ai criteri operativi indispensabili a mantenere l'attività e la piena operatività di entrambi gli scali;

ad assicurare la massima assistenza alle operazioni del conseguente provvisorio riposizionamento dei voli di linea su altri scali, principalmente quello di Palermo, con un attento, diretto supporto operativo alle società di gestione di Palermo e Trapani, impegnate in tale delicatissima operazione;

a salvaguardare l'occupazione diretta di oltre 250 lavoratori addetti alle attività di gestione e accoglienza nell'ambito dello stesso aeroporto e di alcune migliaia nel settore turistico locale e regionale, anche predisponendo nella fase transitoria le opportune forme di ammortizzatori sociali;

a stanziare le risorse necessarie ad indennizzare la società di gestione aeroportuale improvvisamente privata della disponibilità dei beni goduti in concessione e sui quali ha investito notevolissime risorse proprie;

a mettere in atto interventi per il recupero del danno di immagine creatosi, a causa delle attività militari prevalentemente concentrate sulla base trapanese, che lo fanno identificare come un territorio minacciato dalla guerra e quindi fortemente insicuro.