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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00323


Atto n. 2-00323

Pubblicato il 22 marzo 2011, nella seduta n. 523
Trasformato

SPADONI URBANI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

i mutamenti istituzionali in vari Paesi del Nord Africa hanno causato un aumento, che sembra strutturale, del prezzo del petrolio e, pertanto, appare auspicabile l'adozione in Italia di un sistema più equilibrato di approvvigionamento energetico basato, oltre che sui combustibili fossili, anche sullo sviluppo delle varie fonti energetiche pulite (solare, fotovoltaico, eolico eccetera), al fine di raggiungere un margine di autosufficienza che rimane l'obiettivo strategico di sicurezza nazionale;

in questi giorni il Governo ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo sulle energie rinnovabili che, correttamente, riapre il dibattito sull'utilizzo e l'incentivazione delle fonti "a zero emissioni" e che gli operatori del settore sono stati rassicurati dal rischio di dover licenziare 15.000 persone a seguito di un presunto "tetto" alla capacità complessiva di produzione;

è da ritenersi positivo che nel nostro Paese in questi ultimi anni sia cresciuto esponenzialmente il settore dell'industria legata alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici,

si chiede di sapere:

quale sia il costo complessivo a carico delle diverse componenti della bolletta elettrica e, più in generale, per il nostro sistema Paese, dell'investimento nel settore del fotovoltaico;

se la produzione di energia elettrica di questa fonte di energia sia supportata da un'adeguata rete di trasmissione nazionale, onde evitare delle disfunzioni strutturali nel sistema;

se sia vero che, all'interno della filiera italiana del fotovoltaico (ricerca, produzione, realizzazione e messa in opera), per i meccanismi incentivanti attualmente in vigore, vengano maggiormente favorite le imprese installatrici che utilizzano pannelli di scarsa qualità prodotti all'estero, a scapito di quelle che fanno ricerca, ad esempio sul cosiddetto "fotovoltaico concentrato", creando occupazione e prodotti di qualità;

quale percentuale, rispetto al totale dei manufatti fotovoltaici installati, sia di importazione e, conseguentemente, quanta parte dell'incentivo vada sostanzialmente all'estero;

se non si ritenga più utile per il Paese superare dette storture, sostenendo la produzione italiana di qualità nel fotovoltaico capace di generare, a parità di superficie, maggiore energia, e insieme agevolare le altre fonti energetiche pulite, in aggiunta al fotovoltaico stesso.