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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00392


Atto n. 1-00392

Pubblicato il 22 marzo 2011, nella seduta n. 523
Esame concluso nella seduta n. 526 dell'Assemblea (24/03/2011)

Note: (Testo 2)

GASPARRI , QUAGLIARIELLO , VICARI , CURSI , PICCONE , PARAVIA , CARUSO , CASELLI , GHIGO , CASOLI , SPADONI URBANI , MESSINA , GIORDANO , SPEZIALI

Il Senato,

premesso che:

il decreto legislativo sulle fonti rinnovabili è stato adottato nella seduta del Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2011 in attuazione della Direttiva 2009/28/CE e si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2, definendo gli strumenti, i meccanismi, gli incentivi ed il quadro istituzionale, finanziario e giuridico necessari al raggiungimento degli obiettivi fino al 2020 in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energie e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti;

la 10ª Commissione permanente del Senato (Industria, commercio, turismo), in occasione dell'esame dello schema di decreto legislativo sulle fonti rinnovabili, ha svolto un ampio ciclo di audizioni di tutti i soggetti interessati, dalle associazioni di categoria agli operatori del settore, al fine di acquisire tutti gli elementi informativi utili per l'espressione al Governo del prescritto parere, che è stato reso nella seduta della Commissione del 16 febbraio 2011, tenendo inoltre conto del parere inviato dalla 13ª Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali);

secondo il World Energy Outlook 2010 la lotta ai cambiamenti climatici ed il loro contenimento è possibile, ma solo attraverso un profondo cambiamento del settore energetico e per questo le fonti rinnovabili avranno un ruolo di cruciale importanza nell'indirizzare il mondo verso un percorso energetico più sicuro, affidabile e sostenibile;

risulta evidente però che il solo impegno europeo in tale direzione, in mancanza di un analogo sforzo da parte delle principali economie mondiali, grandi produttrici di CO2, rischia di essere insufficiente;

in Italia, all'obiettivo definito in sede europea e finalizzato alla riduzione di CO2, si aggiungono altri due importanti obiettivi, la riduzione degli inquinanti chimico fisici prodotti dalla combustione delle fonti fossili, quali micro polveri, NOx ed altri, che pongono molte aree del nostro Paese tra le più inquinate d'Europa con conseguenti danni alla salute umana ed all'ambiente e l'aumento dell'indipendenza energetica reso ancora più strategico in considerazione delle turbolenze geopolitiche che stanno interessando i nostri principali fornitori di fonti fossili;

la rapidità con cui le energie rinnovabili contribuiranno a soddisfare la quota parte della domanda di energia dipende soprattutto dalla efficacia delle misure di supporto che attueranno i governi al fine di renderle competitive con altre fonti e tecnologie;

in questo contesto un ruolo centrale deve inoltre essere svolto dalla capacità di sostenere il nostro sistema produttivo ed i consumi domestici nel raggiungere un significativo aumento dell'efficienza nell'uso finale dell'energia riducendo conseguentemente i consumi finali di energia;

a livello comunitario la Commissione ha attuato diversi programmi pluriennali volti a promuovere politiche di efficienza energetica, basate sull'utilizzo più razionale dell'energia e sulla diffusione di fonti energetiche rinnovabili;

con l'adozione del cosiddetto pacchetto "clima-energia", l'Unione europea punta a ridurre, entro il 2020, del 20 per cento le emissioni di CO2, rispetto ai livelli del 1990, ad aumentare l'efficienza energetica del 20 per cento ed a raggiungere una quota di produzione di energia da fonti rinnovabili del 20 per cento;

con la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, si stabilisce un quadro comune finalizzato al raggiungimento di tali obiettivi;

ogni Stato membro deve assicurare che il raggiungimento degli obiettivi assegnati, calcolati conformemente ai criteri dettati dalla direttiva stessa, sia almeno pari al proprio obiettivo nazionale generale per quell'anno; a loro volta, questi obiettivi nazionali generali devono concorrere a raggiungere gli obiettivi della Comunità europea al 2020;

l'Italia, in relazione al raggiungimento degli obiettivi assegnati in sede europea nel settore energetico tra cui in particolare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ha recentemente approvato le linee guida nazionali ed il Piano d'azione nazionale (PAN) per le energie rinnovabili;

l'obiettivo fondamentale che emerge dal Piano di azione nazionale è il forte impegno che l'Italia intende affrontare per arrivare a soddisfare il 17 per cento dei consumi nazionali tramite lo sfruttamento delle energie rinnovabili entro il 2020, in sintonia con le linee guida europee;

l'Italia è interessata a porre lo sviluppo delle energie rinnovabili e la promozione dell'efficienza energetica tra le priorità della sua politica energetica, avendo, come obiettivi, la promozione di filiere tecnologiche ed industriali innovative, la riduzione dei costi dell'energia per cittadini e le imprese, la riduzione degli impatti ambientali determinati dal grande uso di fonti fossili, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, la creazione delle condizioni per nuovi investimenti, il miglioramento del livello di sicurezza del sistema;

al fine di raggiungere gli obiettivi descritti risulta infine necessario assicurare una stabilità del quadro normativo che garantisca un contesto certo alle iniziative imprenditoriali ed una adeguata tutela per gli investimenti già avviati,

impegna il Governo:

a proseguire in tempi rapidi i lavori del tavolo istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, coinvolgendo i Ministeri interessati, le associazioni del settore e gli operatori, in modo da definire prima del 30 aprile 2011, così come previsto all'articolo 23, comma 9-ter, il decreto che disciplina in modo stabile l'incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici, favorendo le iniziative imprenditoriali e scoraggiando quelle speculative;

a definire un periodo transitorio con incentivi decrescenti, in modo da evitare una penalizzazione degli investimenti fino ad ora avviati dalle famiglie e dalle imprese;

a contenere i futuri aumenti del carico sulla bolletta elettrica della componente A3 relativa al finanziamento degli incentivi per le fonti rinnovabili, dato che l'entità complessiva di tale componente di prelievo obbligatorio sulla bolletta ha già raggiunto valori molto elevati, ben oltre la media europea;

a rendere ancor più trasparente e consapevole l'impatto di tutti i costi delle agevolazioni per la produzione di energia elettrica nelle bollette di famiglie ed imprese;

a determinare gli incentivi previsti in modo tale da armonizzarli con il livello di incentivazione adottato nei principali paesi dell'Unione europea;

ad assumere iniziative per definire un sistema di incentivazione che, evitando aggravi del costo complessivo dell'energia, garantisca una prospettiva di crescita per il settore fotovoltaico, in un contesto di misure incentivanti che deve sostenere le fonti rinnovabili maggiormente compatibili con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche del nostro territorio, con lo sviluppo di possibili filiere industriali nazionali, con le opportunità di integrazione con il settore agricolo e con stabili ricadute occupazionali;

a favorire, nella definizione degli incentivi del decreto, cosiddetto "quarto conto energia", gli impianti fotovoltaici collocati in aree già compromesse e salvaguardando così i terreni agricoli di pregio, quelli realizzati in interventi di bonifica di coperture in Eternit di edifici industriali, nonché quelli installati sui tetti degli edifici in forma totalmente integrata. Sotto questo profilo si ribadisce quanto già segnalato nel parere della 10ª Commissione permanente del Senato finalizzato a sollecitare i Comuni affinché nei loro strumenti di pianificazione urbanistica e di regolamentazione edilizia privilegino le installazioni in aree già fabbricate con priorità per gli stabilimenti industriali artigianali e commerciali. Particolare attenzione si dovrebbe porre nell'incentivare gli impianti di piccola taglia connessi ad interventi di efficienza energetica promossa da enti locali su edifici pubblici;

in merito al sistema delle aste, introdotto con il sopracitato decreto legislativo 3 marzo 2011 a prevedere, come già richiesto dal parere della 10ª Commissione permanente del Senato, un floor minimo, al di sotto del quale le offerte al ribasso non potranno scendere;

a valutare la possibilità di adottare nei decreti attuativi, così come previsto dall'articolo 1, comma 5, della legge comunitaria per il 2009, le ulteriori osservazioni espresse dalle Commissioni parlamentari competenti in occasione dell'esame dello schema di decreto legislativo sulle fonti rinnovabili;

nella definizione dei nuovi incentivi, a mantenere un adeguato sostegno al settore delle energie rinnovabili con una progressiva riduzione degli incentivi fino al raggiungimento della grid parity in linea con la progressiva riduzione dei costi di produzione del kilowattora da fonti rinnovabili;

a prevedere adeguati strumenti di incentivazione dei biocarburanti, così come individuati nel parere reso dalla 10ª Commissione permanente;

a favorire, nell'ambito delle bioenergie, la filiera corta attraverso il ricorso agli impianti di piccola taglia e l'utilizzo di materie prime provenienti dal territorio, nonché, nella rimodulazione degli incentivi, a favorire gli investimenti degli enti pubblici e la produzione destinata all'autoconsumo;

a sostenere la ricerca e lo sviluppo dei processi di industrializzazione delle nuove tecnologie del settore fotovoltaico, delle biomasse, dei biocombustibili e di tutte le rinnovabili in generale;

ad adottare misure che responsabilizzino il gestore della rete elettrica al fine di assicurare tempi contenuti e certi per l'allaccio alla rete elettrica;

ad aggiornare, qualora necessario, il Piano di azione nazionale (PAN) per le energie rinnovabili, anche al fine di meglio tarare gli obiettivi delle diverse fonti rinnovabili, sostenendo quelle maggiormente compatibili con le caratteristiche ambientali del nostro territorio, con le possibili filiere industriali nazionali, con le opportunità di integrazione con il settore agricolo e con stabili ricadute occupazionali;

tale scelta deve tener conto di un mix energetico complessivo in grado di dare un costo finale dell'energia in linea con i Paesi competitori europei e generare una legislazione stabile tale da incoraggiare investimenti imprenditoriali e non speculativi;

a valutare la possibilità di prevedere per le aree colpite da calamità naturale così come individuate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il 10 marzo 2011, pubblicato nella G.U. n. 65 del 21 marzo 2011 che ha dichiarato lo stato di emergenza, una proroga al 31 dicembre 2011 del termine per la fruizione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 6 agosto 2010.