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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04745


Atto n. 4-04745

Pubblicato il 9 marzo 2011
Seduta n. 518

GRAMAZIO , VITA , BARELLI , VALENTINO , NANIA , PALMIZIO , GENTILE , GASPARRI , SPEZIALI , COMPAGNA , PICCONE , RANUCCI , DELLA SETA , DI GIOVAN PAOLO , CALIGIURI , CIARRAPICO , DE LILLO , SPADONI URBANI , GALLONE , ALLEGRINI , TOFANI , BENEDETTI VALENTINI , TOTARO , LI GOTTI , LANNUTTI , CORONELLA , BIANCHI , BEVILACQUA , NESSA , BALBONI , MORRA , PONTONE , NESPOLI , COLLI , RAMPONI , LAURO , AMORUSO , LENNA , MARINI - Ai Ministri per i beni e le attività culturali e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

con la fusione fra Cinecittà Holding e Istituto Luce, nel maggio 2009 ha preso corpo la nuova realtà Cinecittà Luce SpA, in cui si sintetizza il legame tra le profonde radici che risalgono al 1924 - data di fondazione dell'originario Istituto Luce - e la ricchezza degli apporti che nel corso del tempo sono confluiti nelle due società;

oggi Cinecittà Luce SpA rappresenta uno dei principali attori del settore cinematografico, che opera a supporto dello sviluppo e della promozione del cinema italiano in Italia e all'estero, e si distingue per la capacità di integrare diverse aree di attività, essenziale per affrontare in maniera competitiva il mercato globalizzato;

nella missione che Cinecittà Luce SpA persegue è chiaro il suo ruolo istituzionale così come la responsabilità insita nel suo agire, che si traduce nell'impegno a creare valore economico e sociale per l'insieme dei suoi interlocutori nel lungo periodo, con lo sguardo rivolto alle generazioni future, assumendo così la responsabilità sociale, intesa come capacità di coniugare crescita economica, impegno sociale e tutela ambientale, quale asse strategico della propria gestione d'impresa;

con i suoi 140 dipendenti, un patrimonio intellettuale, sociale e materiale di inestimabile valore, Cinecittà Luce SpA intende porsi come fondamentale punto di riferimento dell'industria cinematografica italiana, centro di proposta, organizzazione e valorizzazione dei talenti e delle iniziative finalizzate a rendere il cinema italiano, in tutti i suoi comparti, all'altezza dell'importanza culturale e industriale che riveste;

considerato che il Fondo unico dello spettacolo (FUS), che serve fra l'altro a finanziare anche Cinecittà Luce SpA, è stato progressivamente ridotto, passando dai 29 milioni di euro nel 2004 ai 17,2 del 2010 fino ai 7,5 previsti per il 2011. Tali finanziamenti, serviranno a stento a pagare gli stipendi ed in questo senso si rischia di aprire un tavolo di crisi con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la riduzione dell'organico che comunque provocherebbe un rallentamento nell'opera di digitalizzazione dell'archivio audiovisivo (tra i più importanti del mondo), di promozione del nostro cinema, di distribuzione di opere prime e seconde finanziate dallo Stato,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non ritengano che una riduzione dei finanziamenti a Cinecittà Luce SpA, con il conseguente ridimensionamento dei suoi programmi, non comporti un danno di immagine, e non solo, per il nostro Paese in un settore strategico come quello della cinematografia;

inoltre, quali azioni urgenti intendano intraprendere per tutelare i lavoratori di Cinecittà Luce SpA dal rischio reale di un ridimensionamento dell'organico della società stessa.