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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00382


Atto n. 1-00382

Pubblicato il 8 marzo 2011, nella seduta n. 516
Ritirato

LAURO , IZZO , GIORDANO , PALMIZIO , PASTORE , SPEZIALI , BIANCONI , ALLEGRINI , AMATO , TANCREDI , PICHETTO FRATIN , COMPAGNA , DE FEO , AZZOLLINI , GRAMAZIO , SCARPA BONAZZA BUORA , CALIGIURI , BALDINI , NESSA , DE LILLO , SANTINI , DI GIACOMO , VALENTINO , SERAFINI Giancarlo , FLERES , MAZZARACCHIO , SARRO , SANCIU , LICASTRO SCARDINO , SACCOMANNO , PONTONE , COSTA , CAMBER , BEVILACQUA , CALABRO' , DI STEFANO , GALLONE , COLLI , RIZZOTTI , SPADONI URBANI , VICARI

Il Senato,

premesso che:

negli ultimi decenni si è andato progressivamente modificando il rapporto tra famiglia, istituzioni scolastiche e adolescenti, con la conseguente messa in discussione di modelli educativi e culturali consolidati nella nostra tradizione;

lo sviluppo esponenziale dei mezzi di comunicazione tradizionali come radio e televisione ne ha determinato in tutto il mondo una crescente pervasività nella vita delle persone, legittimando da una parte l'esibizione pubblica di comportamenti da sempre attinenti alla sfera privata, e dall'altra una superficiale adesione ai canoni del "politicamente corretto" piuttosto che un'attenzione ai contenuti;

i mezzi di comunicazione di nuova generazione come Internet e i social network, nonché la sempre maggiore convergenza multimediale hanno determinato, soprattutto tra i giovani, un cambiamento del sistema dei rapporti interpersonali. Tutto ciò ha indebolito le tradizionali agenzie educative e ha alimentato l'autoreferenzialità delle nuove generazioni, che sempre più si riferiscono al "gruppo dei pari", anche attraverso l'emulazione di modelli di comportamento estremi e trasgressivi;

in questo quadro, la crescente incidenza di tali strumenti da un lato ha contribuito ad affermare modelli effimeri di realizzazione personale, dall'altro ha determinato il consolidarsi di una rappresentazione della società italiana largamente non corrispondente alla realtà;

la progressiva affermazione di tali stereotipi, mutuati essenzialmente da una cultura sensibile ai soli diritti individuali e del tutto indifferente ai doveri e alle responsabilità, ha messo in discussione la centralità della famiglia naturale come nucleo della società e agenzia formativa primaria, la funzione formativa della scuola e la struttura stessa dei rapporti interpersonali, contribuendo all'approfondirsi dell'emergenza educativa nel nostro Paese;

in questo contesto, grazie alla banalizzazione e alla relativizzazione dei costumi, retaggio del '68, si è determinata la tendenza ad un uso strumentale della figura femminile e ad una sua inappropriata rappresentazione da parte dei mezzi di comunicazione di massa,

impegna il Governo:

a promuovere ogni iniziativa utile a valorizzare il ruolo dei mezzi di comunicazione di massa quali strumenti educativi e di formazione, evitando il rischio che la loro influenza possa porsi in termini concorrenziali o addirittura antagonisti, affinché al contrario si ponga in termini di integrazione e cooperazione con le agenzie educative tradizionali;

ad adottare ogni iniziativa utile a promuovere, nell'ambito della comunicazione mass-mediatica, una rappresentazione della persona, della famiglia, delle agenzie di educazione e socializzazione il più possibile aderente alla realtà della società italiana e ai suoi principi fondanti;

a promuovere in ambito comunicativo la valorizzazione della figura femminile, con un approccio mainstreaming e non in obbedienza ai canoni del "politicamente corretto", con una particolare attenzione ai saperi di cui è storicamente portatrice, e una sua adeguata rappresentazione che prescinda da modelli fittizi e da vecchi e nuovi stereotipi.