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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00360


Atto n. 1-00360 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 12 gennaio 2011, nella seduta n. 484
Ritirato

GASPARRI , QUAGLIARIELLO , DINI , COMPAGNA , SPADONI URBANI , BIANCONI , CASOLI , IZZO , TOFANI , ALICATA , ALLEGRINI , AMATO , AMORUSO , ASCIUTTI , AZZOLLINI , BALBONI , BALDINI , BARELLI , BATTAGLIA , BENEDETTI VALENTINI , BERSELLI , BETTAMIO , BEVILACQUA , BONFRISCO , BORNACIN , BOSCETTO , BURGARETTA APARO , BUTTI , CALABRO' , CALIGIURI , CAMBER , CANTONI , CARDIELLO , CARRARA , CARUSO , CASELLI , CASTRO , CENTARO , CIARRAPICO , CICOLANI , COLLI , COMINCIOLI , CONTI , CORONELLA , COSTA , CURSI , CUTRUFO , D'ALI' , D'AMBROSIO LETTIERI , DE ECCHER , DE FEO , DE GREGORIO , DE LILLO , DELL'UTRI , DELOGU , DI GIACOMO , DI STEFANO , ESPOSITO , FANTETTI , FASANO , FAZZONE , FERRARA , FIRRARELLO , FLERES , FLUTTERO , GALLO , GALLONE , GAMBA , GENTILE , GHIGO , GIORDANO , GIULIANO , GRAMAZIO , GRILLO , LATRONICO , LAURO , LENNA , LICASTRO SCARDINO , LONGO , MALAN , MASSIDDA , MAZZARACCHIO , MESSINA , MORRA , MUGNAI , NANIA , NESPOLI , NESSA , ORSI , PALMIZIO , PARAVIA , PASTORE , PERA , PICCIONI , PICCONE , PICHETTO FRATIN , PISANU , PISCITELLI , POSSA , RAMPONI , RIZZOTTI , SACCOMANNO , SALTAMARTINI , SANCIU , SANTINI , SARO , SARRO , SCARABOSIO , SCARPA BONAZZA BUORA , SCIASCIA , SERAFINI Giancarlo , SIBILIA , SPEZIALI , STANCANELLI , TANCREDI , TOMASSINI , TOTARO , VALENTINO , VICARI , VIZZINI , ZANETTA , ZANOLETTI

Il Senato,

premesso che:

il 1° gennaio 2011, poco dopo la mezzanotte, ad Alessandria d'Egitto c'è stato l'ennesimo sanguinoso attentato contro la comunità cristiana; in particolare, mentre stava per terminare la celebrazione della santa messa in una chiesa copta, appena fuori dall'edificio è esplosa un'autobomba che ha causato la morte di 21 persone, mentre altre 43 sono state ferite; attentato che, tuttavia, è stato prontamente condannato dal Governo egiziano e da parte dei più eminenti esponenti del mondo musulmano egiziano;

i numerosi attentati contro le minoranze cristiane compiuti nel 2010 in varie parti del mondo, si pensi al massacro della cattedrale sirio-cattolica di Baghdad dello scorso 31 ottobre 2010 e ai ripetuti episodi di violenza ed intimidazione da parte di Al Qaeda ai cristiani d'Egitto, pongono come irrinunciabile un più forte presidio della libertà di religione;

dai dati riportati nel Rapporto sullo stato della libertà religiosa nel mondo 2010 (novembre 2010), edito da "Aiuto alla Chiesa che soffre" emergerebbe che a circa 5 miliardi di persone (il 70 per cento dei quasi 7 miliardi di abitanti del pianeta) la libertà religiosa è negata, interdetta, repressa;

in numerosi Paesi a maggioranza islamica, inoltre, le minoranze religiose verrebbero sistematicamente emarginate dalla vita pubblica, se non addirittura perseguitate;

i dati statistici dell'OSCE segnalano che il 75 per cento delle persecuzioni religiose riguarderebbero i cristiani e verrebbero compiute quasi tutte ad opera di gruppi musulmani;

considerato che:

il perpetuarsi di episodi di violenza e di intolleranza religiosa, in particolare, nei confronti di chi professa la religione cristiana, non deve essere ignorato da un Paese come l'Italia;

la timidezza con la quale, in seno all'Unione europea, si usa far riferimento alle nostre radici giudaico-cristiane ha contribuito a far ritenere "negoziabili" identità e valori di libertà che il nostro continente dovrebbe ritenere irrinunciabili;

l'Italia da tempo chiede insistentemente alla comunità internazionale l'adozione di misure concrete di intervento contro la persecuzione delle minoranze religiose nel mondo e, in particolare, del cristianesimo, poiché la libertà religiosa è diritto fondamentale di ogni persona ed implica condizioni di reciprocità che non solo vanno riaffermate dopo essere state violate, ma devono essere soprattutto difese prima che vengano oltraggiate;

nel luglio 2010 l'Unione europea ha adottato il "Piano d'azione" sulla libertà di religione o di culto promosso dall'Italia;

la risoluzione adottata nel 2010 dalla Terza Commissione dell'Assemblea generale dell'Onu contiene, grazie anche all'iniziativa dell'Italia, elementi di preoccupazione per l'aumento degli episodi di violenza contro gli appartenenti a minoranze religiose e il dovere degli Stati di esercitare la massima vigilanza per prevenirli e punirne i responsabili;

tuttavia, le azioni e la linea dell'Onu (la cui Assemblea generale si è pronunciata il 21 dicembre 2010 sulla "Risoluzione contro la diffamazione delle religioni", promossa dall'Organizzazione della consultazione islamica) continuano a rivelarsi fin troppo attente alle sedicenti "offese" alla libertà islamica e assai poco partecipi del principio di reciprocità;

tenuto conto che:

il garantismo ha la sua massima espressione nella libertà religiosa, nel cui diritto è radicata la dignità stessa della persona umana;

la libertà religiosa non può dirsi patrimonio esclusivo dei credenti, ma dell'intera condizione umana, in quanto sintesi di tutti i diritti e le libertà fondamentali, da cui lo Stato di diritto non può prescindere;

la libertà religiosa è sempre via per la pace, nel senso che essa aiuta alla costruzione di un ordine giusto, pacifico, a livello nazionale e internazionale, sicché il fanatismo fondamentalista è sempre atteggiamento radicalmente contrario alla fede in qualsiasi dio e, anzi, il terrorismo strumentalizza non solo l'uomo, ma anche il proprio dio, degradandolo a idolo di cui servirsi come era emerso nel discorso del Papa a Ratisbona nel 2006, al quale era seguito da parte dei fondamentalisti l'assassinio di suor Leonella;

l'Italia è convinta sostenitrice della tesi enunciata da sua Santità, papa Benedetto XVI, nel messaggio per la celebrazione della XLIV Giornata Mondiale per la pace lo scorso 1° gennaio 2011, secondo la quale «La politica e la diplomazia dovrebbero guardare al patrimonio morale e spirituale offerto dalle grandi religioni del mondo per riconoscere e affermare verità, principi e valori universali che non possono essere negati senza negare con essi la dignità della persona umana»;

lo stesso Pontefice in una missiva al Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad lo scorso 11 novembre 2010, in merito alle condizioni dei cristiani in Medio oriente, aveva affermato che: «il rispetto per la dimensione trascendente della persona umana è una condizione indispensabile per la costruzione di un ordine sociale giusto e una pace stabile» e «i credenti di ogni religione hanno una speciale responsabilità e possono giocare un ruolo decisivo, collaborando ad iniziative comuni. Il dialogo interreligioso e interculturale è un percorso fondamentale per la pace»,

impegna il Governo:

ad adoperarsi presso le Nazioni Unite perché vengano adottate tutte le misure volte ad assicurare la tutela ed un'effettiva applicazione dei principi sanciti dall'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani adottata nel 1948 e dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite del 1981 per l'eliminazione di ogni forma di intolleranza e discriminazione basate sulla religione o sul credo, al fine di consentire la tutela e il rispetto delle minoranze religiose;

a contribuire in sede internazionale nei modi e con i mezzi opportuni ad un monitoraggio continuo e credibile delle violazioni in materia;

a richiamare con la dovuta fermezza l'attenzione delle singole organizzazioni internazionali e dei singoli Governi degli Stati membri dell'Unione europea sulle persecuzioni religiose nei confronti delle minoranze cristiane nel mondo e sull'inaccettabilità di tali persecuzioni per i valori e le identità europei.