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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00357


Atto n. 1-00357

Pubblicato il 21 dicembre 2010
Seduta n. 479

BEVILACQUA , BOLDI , GASPARRI , QUAGLIARIELLO , ASCIUTTI , CASTRO , DE ECCHER , DE FEO , FANTETTI , MAZZARACCHIO , SPADONI URBANI , TANCREDI

Il Senato,

premesso che:

la Commissione europea ha approvato in data 14 dicembre 2010 un progetto di cooperazione rafforzata sul regime di traduzione del brevetto europeo a richiesta di 12 Stati membri dell'Unione;

tale progetto, basato sul sistema del cosiddetto trilinguismo e prevedendo come requisito obbligatorio per la validità del brevetto europeo la traduzione nelle lingue inglese, francese e tedesco, è palesemente discriminatorio e lede interessi fondamentali dell'Italia e del suo "sistema impresa"; introduce, inoltre, elementi di distorsione della concorrenza e alterazione della competitività delle imprese nel mercato unico europeo, a solo vantaggio dei Paesi la cui lingua ufficiale coincida con una delle tre lingue della proposta in esame;

esso contrasta con il dettato dell'art. 118, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che stabilisce la definizione del regime linguistico dei titoli europei mediante regolamenti adottati con procedura legislativa speciale che prevede l'unanimità in Consiglio previa consultazione del Parlamento europeo, con gli artt. 61 e 63 del regolamento sul brevetto europeo nonché con le conclusioni adottate all'unanimità dal Consiglio Competitività del 4 dicembre 2009;

esso è stato presentato senza attendere il parere della Corte di giustizia dell'Unione europea sul regime giurisdizionale del futuro brevetto europeo;

il 13 ottobre 2010, la 14a Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea) del Senato, in relazione all'atto COM (2010) 350 definitivo (Doc. XVIII-bis, n. 17) ha formulato, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli con la condizione che "si ritiene necessario individuare un sistema che non si ispiri al criterio del trilinguismo obbligatorio e preveda invece per i brevetti europei la lingua del Paese di provenienza dell'inventore, con traduzione nella sola lingua inglese, la lingua della comunità scientifica internazionale. In tal modo, si otterrebbe una versione dei brevetti UE in un'unica lingua e senza spese di traduzione, qualora l'inventore sia di lingua inglese, e in sole due lingue con un'unica traduzione, nella maggior parte dei casi, al posto delle tre lingue previste dalla proposta, con almeno due, ma spesso anche tre traduzioni";

la procedura seguita dalla Presidenza belga nella gestione di una così delicata questione appare contraddistinta da numerosi ed evidenti vizi sostanziali e formali;

il comportamento del Commissario europeo per il Mercato interno e i servizi Michel Barnier e dei competenti servizi della Commissione non è apparso conforme ai principi di imparzialità e indipendenza che devono ispirare l'azione dell'Esecutivo comunitario e denota altresì palesi elementi di incongruenza fattuale presupponendo il funzionamento di un sistema di traduzioni automatiche ad oggi inesistente;

considerato che occorrerebbe intraprendere ogni idonea azione di sensibilizzazione nei riguardi dei parlamentari europei italiani in vista dell'espressione del parere del Parlamento europeo sulla proposta della Commissione,

impegna il Governo:

a proseguire ed intensificare l'azione di contrasto al progetto di cooperazione rafforzata in oggetto denunciandone in ogni opportuna sede la gravità sul piano istituzionale, politico e giuridico;

a ribadire la disponibilità italiana ad un costruttivo negoziato sulla base dell'art. 118, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, prendendo a base di riferimento la posizione già espressa dal nostro Paese nelle opportune sedi - così come formulata anche dalla 14ª Commissione permanente del Senato nella citata risoluzione - e condivisa dalle associazioni industriali di Italia, Spagna, Polonia e Portogallo;

a chiedere formalmente il ritiro della proposta della Commissione non appena la Corte di giustizia delle Comunità europee avrà reso il proprio parere sulla compatibilità tra la cooperazione rafforzata, che esclude Italia e Spagna, e il mercato europeo;

ad utilizzare tutti gli strumenti previsti dai trattati e dai regolamenti delle istituzioni comunitarie per contrastare qualsiasi forma di discriminazione della lingua italiana;

ad evocare la questione in sede di Consiglio europeo sottolineando come la stessa rivesta carattere di preminente interesse nazionale per il nostro Paese;

ad evidenziare in ogni sede come la proposta di cooperazione rafforzata avanzata in materia di brevetto europeo da 11 Paesi dell'Unione costituisca sostanzialmente una forzatura rispetto al metodo, ai valori e alla cultura comunitari;

a valutare l'opportunità di rinviare la ratifica parlamentare di accordi misti volti a definire un regime giurisdizionale del brevetto europeo ove si perpetuasse l'opzione del trilinguismo.