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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04251


Atto n. 4-04251

Pubblicato il 7 dicembre 2010
Seduta n. 471

FERRANTE , FIORONI , AGOSTINI , SPADONI URBANI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

dal 2000, con l'entrata in vigore della riforma cosiddetta "Bassanini", i Governi regionali sono subentrati allo Stato nel ruolo di interlocutore con i gestori del servizio ferroviario; le Regioni hanno, ovviamente, la possibilità teorica di ampliare la quantità degli investimenti, ma il potere decisionale sulla sopravvivenza, o meno delle tratte, resta a Trenitalia;

oggi però, rispetto al 2000, le cose sono ulteriormente cambiate, e non sempre in meglio, in pratica a seguito all'introduzione, negli ultimi anni, da parte di Trenitalia del cosiddetto "catalogo"; in pratica Trenitalia presenta alle Regioni non tanto il prezzo unitario dei servizi ferroviari per treno al chilometro, ma il costo reale di produzione del singolo treno e tipologia (numero di carrozze, tipo di carrozze, eccetera), comprensivo non solo della sua effettuazione ma del pedaggio sulla rete e dei servizi accessori (personale, biglietterie, informazione, eccetera);

tale modifica però non ha portato assolutamente alcun miglioramento ai pendolari, anzi, ancora oggi in Italia un treno pendolare ogni tre arriva in ritardo (dalla lettura della Carta dei servizi sottoscritta dalle associazioni dei consumatori, il 54 per cento dei treni pendolari arriva in ritardo), e la soppressine di fermate in stazioni di città medie e piccole ha aggravato la situazione;

in particolare ormai da più di un anno, a Spoleto non fermano più ben 6 fermate degli EuroStar (ES): i treni ci sono ma non fermano a Spoleto; il disagio è soprattutto la mattina visto che in quella fascia oraria (dalle 7.30 alle 10.30) non c'è più alcun collegamento con Roma pur transitando ben due ES in questa fascia oraria;

contrariamente alla grave situazione in cui versa la città di Spoleto, di recente si è trovata una soluzione per la città marchigiana di Jesi (che per bacino di utenza ed attrattività turistico culturale ha molte analogie con la città di Spoleto), infatti anche a Jesi c'era stata la soppressione delle stesse fermate ES, ma successivamente le stesse sono state ripristinate,

si chiede di conoscere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tali drastici tagli e quali provvedimenti intenda adottare per garantire ai cittadini di Spoleto le stesse condizioni di trasporto giustamente concesse alla città di Jesi, al fine anche di non creare sperequazioni territoriali fra aree omogenee;

se intenda fare in modo, inoltre, che i cittadini umbri più in generale, possano disporre di un servizio di trasporto pubblico su ferro del medesimo standard qualitativo degli altri Paesi europei e se, al contempo, invece di tagliare, non ritenga improcrastinabile aumentare l'offerta e la qualità del servizio di trasporto pubblico su ferro, non solo per rendere migliore la vita dei pendolari, ma soprattutto per dotare di un servizio ferroviario più competitivo una regione che, per motivi legati al turismo, alle imprese, alla mobilità sociale per motivi di studio e di lavoro, ha necessità di avere garantito un sistema di trasporto veloce ed accessibile.