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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00353


Atto n. 1-00353

Pubblicato il 23 novembre 2010, nella seduta n. 464
Ritirato

MARINO Ignazio , PORETTI , TOMASSINI , RIZZI , BOSONE , BIONDELLI , BASSOLI , CHIAROMONTE , SCANU , PERDUCA

Il Senato,

premesso che:

la sclerosi multipla è una malattia altamente invalidante che colpisce in Italia circa 58.000 persone;

l'insufficienza venosa cerebrospinale cronica (CCSVI) è una condizione clinica che consiste in stenosi congenite o di altra natura che colpiscono le vene giugulari e altre vene del tronco, determinando un alterato deflusso del sangue dal cranio al torace. Inserita fra le malformazioni venose di tipo trunculare, ovvero fra quelle che si sviluppano fra il terzo ed il quinto mese di vita intrauterina, la CCSVI è già stata riconosciuta come condizione clinica e la sua diagnosi, così come potenziali protocolli terapeutici, sono stati descritti anche dal professor Paolo Zamboni, responsabile del centro malattie vascolari dell'università di Ferrara, e sono stati inseriti nella "Consensus conference" mondiale dei chirurghi vascolari e votate dai rappresentanti di 47 Paesi, all'unanimità, nel settembre 2009, a Monaco;

la CCSVI, secondo autorevoli studi scientifici, risulta spesso associata con la sclerosi multipla;

l'angioplastica dilatativa è una procedura consolidata da 25 anni, mininvasiva, con rischi minimi;

in diversi Paesi sono stati avviati studi clinici per verificare l'efficacia e l'appropriatezza della angioplastica dilatativa nella cura della CCSVI,

considerato che la correlazione individuata tra le due patologie non poteva non suscitare un comprensibile interesse tra i malati di sclerosi multipla per il possibile beneficio derivante dall'accesso al trattamento di eventuali anomalie nel sistema venoso extracranico, interesse accentuato da passaparola via Internet e poi anche da trasmissioni televisive;

considerato altresì che:

la teoria dell'associazione tra le due malattie ha prodotto enorme attenzione nella comunità scientifica internazionale e in molti Paesi è già stata avviata la sperimentazione clinica sui malati di sclerosi multipla;

in Italia ci sono centri pubblici e privati dove viene eseguito l'esame con ecodoppler per la diagnosi della CCSVI, nonché l'angioplastica dilatativa che cura questa condizione;

tali operazioni sono state autorizzate dal Ministro della salute con la circolare del 27 settembre 2010, indicando anche un codice, generico e non specifico, da utilizzare per le operazioni: ICD-9-CM codice 3950 "angioplastica o aterectomia di altro/i vaso/i non coronarico/i";

in tale circolare, tuttavia, non è stato fornito un codice specifico per la CCSVI, che non è stata inserita nei Livelli essenziali di assistenza; per ciò tale circolare ha solo concesso di continuare ad operare a quei centri vascolari che lo stanno facendo o vogliono farlo, senza entrare nel merito di come questo intervento sarà fatto né di come e dove sarà eseguita la diagnosi di CCSVI;

il professor Zamboni ha sostenuto, anche in sede di audizione dinnanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale del Senato, che la durata dell'esame e il metodo con cui questo viene realizzato siano parametri necessari affinché l'esito sia affidabile;

in detta circolare viene più volte indicato uno studio diagnostico della Fondazione italiana sclerosi multipla quale studio finalizzato a testare l'eventuale correlazione con la sclerosi multipla, senza considerare che il professor Zamboni stesso è uscito dal gruppo di lavoro di questo studio denunciandone le gravi carenze,

impegna il Governo:

affinché il Ministero della salute, anche attraverso l'Istituto superiore di sanità e il Consiglio superiore di sanità, si adoperi nel chiarire come e dove possa essere effettuata la diagnosi, nonché il trattamento, della CCSVI, e in base a quali parametri, anche con la consulenza dello scopritore di questa patologia, il professor Zamboni;

ad istituire un codice apposito per la diagnosi e la cura della CCSVI, in modo da consentire la tracciabilità dei dati;

a monitorare la raccolta dati di correlazione tra CCSVI e sclerosi multipla e predisporre controlli adeguati sulla correttezza delle sperimentazioni in atto;

affinché il Consiglio superiore di sanità fornisca il parere già richiesto da mesi;

affinché l'Istituto superiore di sanità realizzi un censimento e una mappatura di tutti i luoghi e i centri, pubblici e privati, in cui vengono realizzati diagnosi con ecodoppler e trattamenti con angioplastica, omogeneizzando la raccolta dei dati affinché dalla loro lettura si possa verificare l'efficacia terapeutica della dilatazione venosa mediante angioplastica, sulla base dell'urgenza e della responsabilità nonché del rigore scientifico che la procedura richiede.