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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01660


Atto n. 3-01660

Pubblicato il 20 ottobre 2010, nella seduta n. 441
Ritirato

SPADONI URBANI , D'AMBROSIO LETTIERI - Ai Ministri dello sviluppo economico e della salute. -

Premesso che:

il gruppo Merck & Co. Italia (composto da quattro entità legali; Merck Sharp & Dohme Italia SpA, Neopharmed SpA, Istituto Gentili SpA e l'Istituto di ricerche di biologia Molecolare "Pietro Angeletti" SpA) è una tra le maggiori case farmaceutiche di prodotti etici a livello mondiale;

Merck & Co. Italia è, inoltre, la più grande consociata della Merck & Co. in Europa, ed attualmente occupa quasi 2.800 persone;

essa è presente in Italia da circa 50 anni con un ciclo integrato di attività di ricerca, produttive e commerciali;

il fatturato dell'azienda in Italia la consacra tra i primi gruppi sul mercato nazionale dei farmaci etici;

considerato che nel 2009, a seguito di una maxi-operazione di consolidamento del settore farmaceutico, dovuto, in primis, alla crisi internazionale dei mercati, Merck ha acquisito la rivale Schering-Plough e presumibilmente detto processo di consolidamento, che si avvarrà di ulteriori alleanze produttive, dovrebbe concludersi entro maggio 2011;

considerato, inoltre, che il settore farmaceutico in Italia è di cruciale importanza per l'economia per la rilevante presenza di imprese multinazionali e, in tale ottica, a parere degli interroganti, vi è la necessità di riorganizzare l'intero comparto;

a quanto risulta agli interroganti, il gruppo avrebbe manifestato interesse a "rimanere in Italia anche se con una configurazione operativa diversa",

si chiede ai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di propria competenza, di sapere:

se risulti quale dovrebbe essere la nuova configurazione operativa italiana della società Merck;

se risultino proposte concrete di riorganizzazione avanzate da Merck e, in caso affermativo, quali siano;

se sia in programma un altro tavolo di confronto tra i rappresentanti della società, delle organizzazioni sindacali e del Ministero dello sviluppo economico per ricercare, nell'ambito di un compiuto piano industriale, le soluzioni più adeguate a consolidare e rilanciare le attività del settore farmaceutico in modo da mantenere in Italia tutte le attività senza tuttavia penalizzare i lavoratori.