ePub

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03334


Atto n. 4-03334

Pubblicato il 16 giugno 2010
Seduta n. 397

GRAMAZIO , DE GREGORIO , NESPOLI , AMORUSO , GERMONTANI , TANCREDI , CALIGIURI , PALMIZIO , LENNA , DE LILLO , CURSI , BENEDETTI VALENTINI , CARRARA , LICASTRO SCARDINO , GIULIANO , CASTRO , DE ECCHER , MESSINA , SCARABOSIO , DE ANGELIS , PISCITELLI , BEVILACQUA , RIZZOTTI , SPADONI URBANI , ESPOSITO , BARELLI , TOTARO , GALIOTO , D'AMBROSIO LETTIERI , SAIA , CIARRAPICO , GENTILE , BORNACIN , COMPAGNA , DIGILIO , SCARPA BONAZZA BUORA - Al Ministro per i beni e le attività culturali. -

Premesso che:

generano profonde preoccupazioni le notizie, peraltro pubblicate anche sulla stampa nazionale, in ordine alla progettazione in corso su mandato dell'amministrazione comunale di rilevanti modifiche all'assetto della piazza principale di Sabaudia (Latina), storico esemplare documento delle città di fondazione, frutto del progetto di Luigi Piccinato;

altresì, appare senza motivo l'inserimento di strutture di tipo piuttosto precario, certamente estranee alle linee originali, e che alterano pesantemente la composizione urbanistica ed architettonica che ormai è acquisita alla cultura mondiale, quale indiscusso esito dell'architettura razionalistica;

considerato che la piazza, sicuramente rientrante nella definizione dei centri storici "zona A" di cui all'articolo 4 del decreto ministeriale n. 1444 del 1968, non può, perché lo vieta la disciplina statale e regionale vigente, essere manomessa con l'introduzione di elementi, ancorché accessori, ma di pari invasività e durevolezza delle strutture edilizie, che annullano gli effetti anche visivi di uno spazio pubblico costituente il centro e l'immagine primaria della città, anche al di là delle valutazioni culturali cui si è fatto cenno,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno intervenire con urgenza attraverso appropriati interventi interdittivi, come reclamato da più parti ed in particolare dalle associazioni di tutela e di categoria nonché da insigni studiosi, al fine di garantire il rispetto della disciplina urbanistico-edilizia e paesistica e la salvaguardia di un bene culturale particolarmente qualificato, che non merita certo di essere modernizzato.