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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00196


Atto n. 2-00196 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 22 aprile 2010
Seduta n. 365

VITA , BUTTI , MURA , GIAMBRONE , D'ALIA , FINOCCHIARO , ZANDA , LATORRE , CASSON , BAIO , GIARETTA , SBARBATI , ADAMO , ADRAGNA , AGOSTINI , AMATI , AMATO , ANDRIA , ANTEZZA , ARMATO , BARBOLINI , BASSOLI , BASTICO , BENEDETTI VALENTINI , BERTUZZI , BIANCHI , BIANCO , BIONDELLI , BLAZINA , BONINO , BOSONE , BUBBICO , CABRAS , CAMBER , CARLONI , CAROFIGLIO , CARRARA , CECCANTI , CENTARO , CERUTI , CHIAROMONTE , CHITI , CHIURAZZI , CONTI , COSENTINO , CRISAFULLI , D'AMBROSIO , D'AMBROSIO LETTIERI , DE LUCA , DE SENA , DEL VECCHIO , DELLA MONICA , DELLA SETA , DI GIOVAN PAOLO , DONAGGIO , D'UBALDO , FERRANTE , FILIPPI Marco , FIORONI , FISTAROL , FLUTTERO , FOLLINI , FONTANA , FRANCO Vittoria , GALLO , GALPERTI , GARAVAGLIA Mariapia , GARRAFFA , GASBARRI , GHEDINI , GIORDANO , GRANAIOLA , ICHINO , INCOSTANTE , LANNUTTI , LATRONICO , LAURO , LEDDI , LEGNINI , LEONI , LIVI BACCI , LONGO , LUMIA , LUSI , MAGISTRELLI , MALAN , MARCENARO , MARCUCCI , MARINARO , MARINI , MARINO Ignazio , MARINO Mauro Maria , MARITATI , MAZZUCONI , MERCATALI , MICHELONI , MILANA , MOLINARI , MONGIELLO , MORANDO , MORRI , MUSI , NEGRI , NEROZZI , PALMIZIO , PAPANIA , PASSONI , PEGORER , PERDUCA , PERTOLDI , PIGNEDOLI , PINOTTI , PITTONI , PORETTI , POSSA , PROCACCI , RAMPONI , RANDAZZO , RANUCCI , ROILO , ROSSI Nicola , ROSSI Paolo , RUSCONI , SACCOMANNO , SANGALLI , SANNA , SANTINI , SCANU , SERAFINI Anna Maria , SERRA , SIRCANA , SOLIANI , SPADONI URBANI , STRADIOTTO , TEDESCO , TOMASELLI , TONINI , TREU , VERONESI , VICARI , VIMERCATI , VITALI , ZANOLETTI , ZAVOLI , CURSI , BORNACIN , BATTAGLIA , GRAMAZIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo 2010 è stato pubblicato il decreto dei Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze del 30 marzo 2010 con il quale viene disposta la sospensione, a decorrere dal 1° aprile 2010, delle tariffe agevolate per le spedizioni di prodotti editoriali di cui ai decreti ministeriali del 13 novembre 2002 e del 1° febbraio 2005, in ragione del venire meno delle risorse disponibili sugli appositi capitoli di bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri;

l'emanazione e la pubblicazione immediata del provvedimento è avvenuta con una procedura insolita, senza il necessario coinvolgimento dei soggetti beneficiari interessati - imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC), imprese editrici di libri, associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro, associazioni le cui pubblicazioni periodiche abbiano avuto riconosciuto il carattere politico dai gruppi parlamentari di riferimento, sindacati, associazioni professionali di categoria e di associazioni d'arma e combattentistiche - che nel breve volgere di un giorno sono state private di agevolazioni ritenute dai più fondamentali per la loro sopravvivenza, e senza alcuna comunicazione alle competenti commissioni parlamentari;

le Poste italiane SpA, in attuazione di quanto previsto dal decreto ministeriale, hanno immediatamente diramato ed applicato agli editori le nuove griglie tariffarie per la spedizione di quotidiani, periodici, pubblicazioni, informative e promozioni non profit, equiparando tutte le suddette tariffe alla tariffa-base (0,2830 euro fino a 200 grammi di peso ed oltre per pesi ulteriori);

la sospensione delle tariffe postali agevolate stabilite il 30 marzo per il 1° aprile coinvolge circa 8.000 testate, le quali subiscono un insostenibile aggravio economico con pesanti ed ulteriori difficoltà per un settore che sta attraversando la difficile congiuntura a tutti ben nota;

le maggiori conseguenze saranno subite in particolare dalle piccole associazioni, dalle Onlus e dalla stampa locale, molte delle quali hanno già annunciato la sospensione delle rispettive pubblicazioni;

considerato che:

il provvedimento appare del tutto illegittimo nei contenuti e con effetti retroattivi tali da comportare la chiusura di numerose testate editoriali;

le agevolazioni tariffarie postali per l'editoria, infatti, sono state introdotte dall'articolo 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, allo scopo di sostenere la copertura parziale dei costi sostenuti dalle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al ROC, dalle imprese editrici di libri, dalle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro e dalle associazioni le cui pubblicazioni periodiche abbiano avuto riconosciuto il carattere politico dai gruppi parlamentari di riferimento per le spedizioni di prodotti editoriali, nonché da parte di sindacati, di associazioni professionali di categoria e di associazioni d'arma e combattentistiche, per la spedizione dei bollettini dei propri organi direttivi;

il decreto-legge appena citato ha stabilito che l'ammontare delle tariffe agevolate viene determinato periodicamente con apposito decreto ministeriale, il quale assolve dunque alla funzione di mera esecuzione, in concreto, della volontà espressa dal Parlamento di sostenere, in funzione di tutela del pluralismo informativo, l'editoria periodica e quotidiana;

la sospensione delle agevolazioni disposta con decreto ministeriale annette, di fatto, alla sfera di competenza ministeriale una materia che ricade sotto la competenza del Parlamento, peraltro con il gravissimo risultato di porre fine ad una fondamentale forma di sostegno pubblico all'editoria;

constatato che:

con l'articolo 56, comma 4, della legge 23 luglio 2009, n. 99, è stato stabilito che, nelle more della liberalizzazione dei servizi postali e fino alla rideterminazione delle tariffe agevolate per la spedizione di prodotti editoriali di cui ai decreti del Ministro delle comunicazioni in data 13 novembre 2002, a decorrere dal 31 luglio 2009, il costo unitario cui si rapporta il rimborso in favore della società Poste italiane SpA nei limiti dei fondi stanziati sugli appositi capitoli di bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, "è pari a quello riveniente dalla convenzione in essere in analoga materia più favorevole al prenditore";

in base a quanto previsto dallo stesso articolo, la tariffa riveniente dalla convenzione in essere in analoga materia più favorevole al prenditore che pratica la società Poste italiane SpA è inferiore a 0,18 euro a copia,

si chiede di sapere:

se il Governo abbia valutato le gravi ricadute economiche ed occupazionali del decreto ministeriale del 30 marzo 2010 sul comparto dell'editoria, già sottoposta agli effetti di una forte crisi caratterizzata da un notevole calo di fatturati e volumi;

quali iniziative intenda adottare per porre rimedio alla situazione determinata dal predetto decreto ministeriale e per salvaguardare un'indispensabile forma di sostegno indiretto all'editoria, soprattutto per i piccoli e medi editori che nella spedizione in abbonamento postale trovano l'unica ed insostituibile forma di diffusione al pubblico delle proprie testate;

se non ritenga opportuno prorogare, almeno fino al 31 dicembre 2010, le tariffe agevolate per le spedizioni di prodotti editoriali di cui ai decreti ministeriali del 13 novembre 2002 e del 1° febbraio 2005, nelle more della presentazione, da parte del Governo, del disegno di legge di riforma dell'editoria, più volte e variamente sollecitato dal Parlamento nel corso delle scorse settimane;

se intenda dare attuazione, e in quali tempi, all'art. 56, comma 4, della legge 23 luglio 2009, n. 99, che stabilisce la compensazione per Poste SpA fino alla tariffa praticata ai loro migliori clienti. Ciò al fine di conseguire i risparmi necessari per ridurre il fabbisogno e di mantenere le tariffe agevolate, evitando - in tal modo - un altro durissimo colpo all'editoria.