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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01254


Atto n. 3-01254 (in Commissione)

Pubblicato il 31 marzo 2010, nella seduta n. 355
Svolto nella seduta n. 139 della 10ª Commissione (28/04/2010)

SPADONI URBANI , BENEDETTI VALENTINI - Ai Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

nel 2007, a seguito della fusione delle aziende Basell e Lyondell, è nata la terza azienda mondiale della chimica: Lyondell-Basell Industries;

Lyondell-Basell, la cui sede centrale si trova nei Paesi bassi, ha un fatturato annuo di circa 30 miliardi di dollari, conta una sessantina di stabilimenti produttivi in 19 Paesi (più di 15.000 dipendenti) ed è presente con rete di rappresentanza e commerciale in tutto il mondo;

Lyondell-Basell opera nel settore dei polimeri, della chimica e dei combustibili;

in Italia Lyondell-Basell è presente con impianti produttivi a Ferrara, a Terni e a Brindisi;

considerato che:

risulta che la Direzione aziendale di Lyondell-Basell di Terni avrebbe deciso di giungere entro la fine del 2010 alla chiusura definitiva dello stabilimento;

allo stato detto stabilimento di Terni occupa 140 lavoratori e determina circa 1.000 addetti dell'indotto più connesso;

nei giorni scorsi si sono svolti presso la Provincia incontri tra le istituzioni e i sindacati a seguito dei quali è stata promossa l'apertura di un tavolo di confronto tra il Governo i vertici aziendali al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento che, tra l'altro, è in una situazione di attivo;

il citato incontro tra i vertici Lyondell-Basell e i funzionari del Ministero dello sviluppo economico si è svolto l'11 marzo 2010;

a conclusione del tavolo, la vertenza dell'azienda sarebbe stata dilazionata in attesa di proposte e ipotesi alternative alla chiusura;

considerato, inoltre, che:

lo stabilimento di Terni ha un ruolo strategico per la chimica italiana, sebbene le infrastrutture a Terni siano carenti rispetto alle aree di Ferrara e Brindisi;

solo nel 2007 la Basell aveva investito nell'impianto di Terni circa 2 milioni di euro per aumentarne efficienza energetica e sicurezza;

la chiusura dell'impianto rischierebbe di compromettere l'intero polo chimico ternano e avrebbe importanti ripercussioni in termini occupazionali su un territorio già significativamente provato dall'attuale situazione di crisi;

il mercato italiano, se perdesse lo stabilimento di Terni, dovrebbe diventare importatore netto di prodotti chimici per settori come quello dell'auto o per gli imballaggi;

preso atto, inoltre, che:

la legge 23 luglio 2009, n. 99, "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia", all'articolo 33, affronta il problema delle reti interne di utenza con il tentativo di non far pagare gli oneri di trasporto alle aziende che sono collegate direttamente ad una centrale di produzione interna allo stabilimento;

la politica di Trenitalia, al contrario, è tesa a limitare il trasporto delle merci su rotaia, tanto da apparire non disponibile neanche a fornire il servizio alla citata azienda;

Trenitalia procede sistematicamente alla chiusura delle officine autorizzate al controllo e al collaudo delle ferro-cisterne, mentre l'officina ternana funziona con solo 2 addetti;

la citata politica di Trenitalia, comportando costi superiori per le aziende multinazionali, le induce, probabilmente, ad abbandonare l'Italia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, siano a conoscenza dei motivi per i quali Lyondell-Basell Industries stia procedendo alla chiusura dello stabilimento di Terni, pur essendo il citato stabilimento in attivo;

se risulti che Lyondell-Basell abbia preso in considerazione la possibilità di vendere lo stabilimento di Terni o, in caso negativo, se corrisponda al vero che l'azienda Lyondell-Basell non intenda effettivamente trovare un acquirente concorrente al fine di evitarne, appunto, la concorrenza;

se risulti un piano di ricollocamento per i dipendenti che perderanno il posto di lavoro o, in alternativa, se intendano adottare tutti gli strumenti di ammortizzazione sociale previsti dalla legge;

se siano a conoscenza delle gravi conseguenze che la cessata attività dell'azienda produrrà sull'indotto;

se intendano prendere in considerazione la possibilità di promuovere l'erogazione di incentivi, come la riduzione dei costi energetici, similmente a quanto si è fatto per realtà produttive di altri settori e territori, al fine di agevolare le aziende che investano nel settore chimico ternano, tema fortemente sentito da tutte le grandi imprese;

se ritengano di intervenire nei confronti di Trenitalia al fine di favorire il trasporto su rotaia delle merci, con particolare riferimento ai prodotti del polo chimico ternano, limitando, di contro, il trasporto su gomma e secondando in tal modo i dettami della normativa europea;

se ritengano di dover intervenire al fine di promuovere delle sinergie tra lo Stato e le imprese che si riforniscono presso l'azienda Lyondell-Basell ternana al fine di investire nel polo chimico ternano;

se e quali provvedimenti urgenti intendano, più in generale, porre in essere al fine di propiziare l'individuazione di una soluzione non penalizzante per i lavoratori dipendenti e per l'indotto e scongiurare la chiusura dello stabilimento ternano Lyondell-Basell.