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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00157


Atto n. 2-00157 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 3 febbraio 2010
Seduta n. 327

VICARI , BATTAGLIA , ALICATA , ALLEGRINI , ASCIUTTI , BARELLI , BENEDETTI VALENTINI , BEVILACQUA , BORNACIN , BUTTI , CARRARA , CASOLI , CENTARO , COLLI , CORONELLA , CURSI , DE ANGELIS , DE LILLO , FASANO , FAZZONE , FIRRARELLO , FLUTTERO , GALIOTO , GENTILE , GIULIANO , GRAMAZIO , LATRONICO , MALAN , MAZZARACCHIO , MUGNAI , ORSI , PASTORE , SPADONI URBANI , TOFANI , VALENTINO , VICECONTE , VIZZINI - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -


Premesso che:

Italtel SpA è un'azienda italiana di eccellenza tecnologica che, nel 2000, è stata ceduta da Telecom Italia a Clayton Dubilier & Rice e Cisco;

Telecom Italia ha conservato un portafoglio del 20 per cento del capitale di Italtel;

Italtel progetta, sviluppa e realizza soluzioni per reti e servizi di telecomunicazione di nuova generazione e fornisce servizi professionali di supporto all’operatività delle reti;

i principali clienti di Italtel sono Telecom Italia, la pubblica amministrazione e le grandi e medie imprese;

Italtel detiene circa il 74 per cento dell’installato della rete fissa Telecom in Italia;

Italtel conta tra i propri clienti oltre 40 tra i principali operatori del mondo e, nel 2008, era al venticinquesimo posto tra le aziende italiane di software e servizi;

nel settore delle telecomunicazioni Italtel è presente in Spagna, America latina (in particolare Brasile e Argentina), e in nuovi mercati/clienti importanti come France Telecom, Cegetel, Belgacom, Cable e Wireless, in Grecia con Tellas e On Telecom, Vodafone Romania;

il 47 per cento dei dipendenti Italtel si occupa di attività di sviluppo e innovazione;

considerato che:

la società Italtel il 21 luglio 2008, nell'ambio del programma di sviluppo industriale e della contestuale riduzione dei costi complessivi, ha effettuato un'operazione di fusione per incorporazione della società One-Ans, già posseduta al 100 per cento;

a quanto consta all'interrogante, nonostante i benefici derivati da detta fusione, i risultati economici del gruppo hanno registrato un andamento involutivo che, nel 2008, ha fatto registrare una perdita netta passata da 24 a 58 milioni di euro;

in conseguenza, Italtel ha presentato alle organizzazioni sindacali un nuovo piano industriale, relativo agli anni 2009-2011, intorno al quale si è sviluppato anche un confronto con il Ministero dello sviluppo economico;

considerato, inoltre, che, a quanto risulta agli interpellanti:

la crisi attuale di Italtel, che ha assunto una connotazione strutturale, è stata determinata, nel tempo, da fattori diversi, quali il calo del fatturato aziendale riscontrato negli ultimi anni, il debito elevato accumulato con le banche e, da ultimo, il taglio di commesse da parte Telecom Italia;

per quanto attiene il debito accumulato, a partire dal 2010, Italtel dovrebbe iniziare la restituzione delle quote in conto capitale e procedere al pagamento degli interessi passivi;

Italtel avrebbe richiesto, senza successo, alle banche interessate di rinegoziare i termini per la restituzione delle somme;

rilevato che:

nel 2009 Italtel aveva annunciato l'intenzione di ridurre la forza lavoro del 20 per cento entro il 2011 tutelando, comunque, i livelli occupazionali attraverso il ricorso agli strumenti consentiti dalle leggi vigenti; (si veda l'articolo pubblicato su "Milano Finanza" del 19 giugno 2009, pag. 14);

in tal senso, il 16 giugno 2009 è stato sottoscritto, presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, il verbale di accordo per l'utilizzo del contratto di solidarietà ed è stata trovata l'intesa per un piano di gestione degli esuberi a mezzo cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale, mobilità ed esodi incentivati;

rilevato, infine, che Italtel conta tre stabilimenti sul territorio italiano, dislocati a Roma, Milano e Carini (Palermo);

preso atto che:

Italtel ha annunciato la chiusura degli stabilimenti di Roma e Carini;

contro l’ipotesi di chiusura della sede di Carini i lavoratori hanno organizzato scioperi e inscenato manifestazioni di protesta;

a quanto consta agli interpellanti, le organizzazioni sindacali locali hanno espresso forti preoccupazioni e chiesto l'intervento delle istituzioni regionali e nazionali;

preso atto, inoltre, che:

secondo gli intendimenti del Governo, dovrebbero essere confermati gli investimenti per la cosiddetta "banda larga" (circa 800 milioni di euro) al fine di superare, a partire dal 2010, il digital divide e creare oltre 50.000 posti di lavoro;

il 4 febbraio 2010 dovrebbe tenersi un incontro tra lavoratori e sindacati presso il Ministero dello sviluppo economico per confrontarsi sulla crisi di Italtel;

preso atto, infine, che:

la ventilata chiusura dello stabilimento Italtel di Carini creerebbe un danno enorme all'economia della Sicilia e ai suoi abitanti, già duramente provati dalla crisi internazionale che ha già indotto altre società a dislocare altrove la propria sede di produzione;

a giudizio degli interpellanti, ancora una volta, se fosse confermata la chiusura dello stabilimento di Carini, a pagare il prezzo più alto per la crisi sarebbero proprio i lavoratori siciliani che verrebbero privati delle esigue risorse industriali ancora presenti sull'isola senza poter disporre di mezzi, offerte e risorse alternativi;

tale strategia industriale è, a parere degli interpellanti, nettamente in contrasto con una politica a favore delle aree più disagiate del Paese e in particolare della Sicilia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del piano industriale di Italtel e i criteri che lo hanno determinato;

se in detto piano industriale sia contenuta, in particolare, la chiusura dello stabilimento con sede a Carini;

se siano noti i motivi e le strategie che hanno determinato la chiusura di detto stabilimento;

se e in quali modi i Ministri in indirizzo ritengano di dover intervenire al fine di ricercare e definire, d'intesa con le istituzioni siciliane e Italtel, le più opportune iniziative utili ad evitare detta chiusura;

se e in quali modi intendano intervenire al fine di individuare, in accordo con Italtel, un nuovo piano industriale che, salvaguardando gli attuali livelli occupazionali, preveda il mantenimento dello stabilimento di Carini e renda ancora competitiva l'azienda;

se, nella prospettiva di avvio del progetto della "banda larga", ritengano di poter privilegiare le aree geografiche del Paese che si trovano in una situazione di crisi particolarmente acuta, con particolare riferimento alla Sicilia;

se siano a conoscenza dei motivi per i quali ancora non sono stati pubblicati i bandi previsti dal programma operativo regionale per gli anni 2007-2013;

se risultino ai Ministri in indirizzo i criteri in base ai quali Italtel abbia avuto accesso al credito e se questi stessi siano in linea con le modalità di accesso al credito previste per le aziende in sofferenza;

se i Ministri in indirizzo ritengano di intervenire, di concerto con le istituzioni della Regione Sicilia, al fine di individuare e promuove le opere infrastrutturali indispensabili alle imprese per promuovere ciascuna la propria specializzazione e favorire, in tal modo, la ripresa economica di tutta l'isola;

se e in quali modi, infine, intendano intervenire per evitare che i lavoratori Italtel di tutti gli stabilimenti d'Italia abbiano a pagare le conseguenze della strategia industriale fin qui posta in essere dall'azienda.