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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00097


Atto n. 2-00097 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 23 luglio 2009
Seduta n. 243

D'AMBROSIO LETTIERI , AMORUSO , ALLEGRINI , AMATO , AZZOLLINI , BIANCONI , CALABRO' , CARRARA , CASOLI , CONTI , CONTINI , COSTA , DE ANGELIS , DE LILLO , DI STEFANO , ESPOSITO , FLUTTERO , FOSSON , GENTILE , GERMONTANI , GRAMAZIO , LATRONICO , LENNA , LICASTRO SCARDINO , MAZZARACCHIO , MORRA , NESSA , PICCIONI , PICHETTO FRATIN , SACCOMANNO , SAIA , SALTAMARTINI , SANTINI , SCARPA BONAZZA BUORA , TOMASSINI , TOTARO , SPADONI URBANI , VICARI , VICECONTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dello sviluppo economico. -

Premesso che:

Poste italiane SpA è una società a partecipazione pubblica le cui azioni sono detenute dal Ministero dell'economia e delle finanze per il 65 per cento e dalla Cassa depositi e prestiti SpA per il restante 35 per cento;

il modello di governance che Poste italiane ha adottato si basa sulla classica dicotomia tra Consiglio di amministrazione e Collegio sindacale;

le attività di controllo contabile sull'operato di Poste italiane SpA sono affidate ad una società di revisione e sono soggette, per quel che concerne la gestione del bilancio e del patrimonio, al controllo della Corte dei conti;

il Consiglio di amministrazione assume deliberazioni in merito all'andamento della gestione, ai risultati consuntivi, alle proposte relative alla struttura organizzativa e ad operazioni di rilevanza strategica ed è, dunque, responsabile verso lo Stato della gestione delle risorse pubbliche;

il gruppo Poste italiane, oltre ad effettuare il servizio universale postale, offre anche prodotti e servizi integrati di comunicazione, logistici e finanziari su tutto il territorio nazionale;

fatto presente che:

la direttiva 97/67/CE del 15 dicembre 1997 inserisce le prestazioni postali tra i servizi di interesse di economia generale e stabilisce specifiche obbligazioni comunitarie per la tutela dei servizi universali a garanzia della piena efficienza a favore degli utenti;

secondo la sopraccitata direttiva, inoltre, il cittadino-utente non soddisfatto del servizio postale può appellarsi, in prima istanza, all'operatore postale responsabile; in seconda istanza, all'autorità nazionale competente e, da ultimo, alla Commissione europea;

la direttiva 2008/06/CE stabilisce, poi, che gli Stati membri dell'Unione europea devono conformare il processo di liberalizzazione del proprio mercato postale entro il 2010;

considerato che:

i persistenti disservizi di Poste italiane, frequentemente riportati dalla stampa locale e nazionale, hanno indotto i cittadini a richiedere a gran voce il rispetto degli standard qualitativi previsti dal servizio universale postale;

i servizi postali offerti da Poste italiane risultano essere carenti anche a seguito dell'esternalizzazione del servizio di recapito;

considerato, inoltre, che tra il 2000 e il 2001, Poste italiane SpA ha collocato sul mercato una serie di prodotti obbligazionari postali index linked sottoscritti da circa 70.000 piccoli risparmiatori che, successivamente, hanno subito, per detto investimento, ingenti perdite;

preso atto che nel corso dell'audizione svoltasi presso l'8a Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) del Senato il 24 febbraio 2009, l'Amministratore delegato di Poste italiane SpA ha anticipato che, in riferimento ai sopra riportati prodotti obbligazionari index linked, Poste italiane SpA ha già dato la disponibilità a rinegoziare gli strumenti derivati in oggetto contattando circa l'80 per cento dei risparmiatori coinvolti i quali, pressoché all'unanimità, hanno aderito alla proposta di rinegoziazione;

preso atto, inoltre, che:

la società Poste italiane, pur disponendo di un organico effettivo sottodimensionato, ha proceduto, dalla fine degli anni '90 e per tutto il 2008, ad assumere decine di migliaia di lavoratori con contratti a tempo determinato;

dette assunzioni, nel corso degli anni, hanno provocato l'insorgere di un contenzioso, stimato in circa 44.000 ricorsi, aventi ad oggetto la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato;

Poste italiane SpA ha preferito affidare i procedimenti per contenzioso ad avvocati esterni piuttosto che ricorrere a procedure di evidenza pubblica;

rilevato che risulterebbe che, nonostante la sopra riportata preoccupante situazione occupazionale, Poste italiane SpA abbia, comunque, proceduto ad effettuare assunzioni di personale con contratto a tempo indeterminato;

rilevato, inoltre, che:

l'articolo 2, comma 1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, conferiva a Poste italiane SpA la facoltà di assumere migliaia di lavoratori a tempo determinato senza la necessaria specificazione dei motivi in base ai quali si apponeva il termine;

l'articolo 21 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, ha introdotto l'articolo 4-bis del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 (la cosiddetta "norma antiprecari") nel quale è stabilita una misura sanzionatoria transitoria con efficacia retroattiva per la società e la possibilità di evitare, pertanto, la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato;

la Corte costituzionale ha bocciato tale norma del decreto-legge n. 112 del 2008 finalizzata ad evitare le assunzioni poiché in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione sul principio di uguaglianza;

in particolare, la Corte ha ritenuto che "situazioni di fatto identiche (contratti a termine illegittimi) risultano destinatarie di discipline sostanziali diverse (i primi ottengono l'erogazione di un'indennità economica, i secondi la conversione del rapporto a tempo indeterminato) per la casuale circostanza della pendenza (i primi) o meno (i secondi) di un giudizio al 22 agosto 2008 (data di entrata in vigore dell'articolo 4-bis dichiarato incostituzionale, introdotto al decreto legislativo n. 368 del 2001 dal decreto legge n. 112 del 2008)" (si veda sentenza n. 214 del 2009, "Italia Oggi" del 15 luglio 2009),

si chiede di sapere dal Presidente del Consiglio dei ministri e dai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza:

se e quali iniziative intendano assumere in conseguenza della pronuncia della Corte costituzionale sulla norma cosiddetta "antiprecari";

se e quali iniziative intendano assumere nei confronti dell'attuale management e di quello delle precedenti amministrazioni responsabili, dalla fine degli anni '90 ad oggi, delle migliaia di assunzioni a tempo determinato e dei conseguenti contenziosi;

se siano a conoscenza dell'ammontare delle retribuzioni spettanti al Presidente, all'Amministratore delegato e agli altri Consiglieri di Poste italiane e se tali retribuzioni siano commisurate agli effettivi "asset intangibili" di Poste italiane SpA;

se e in quali modi intendano verificare che l'attuale management di Poste italiane abbia correttamente gestito le risorse pubbliche e, in caso negativo, se e in quali modi intendano intervenire;

se e quali provvedimenti intendano assumere al fine di salvaguardare i livelli occupazionali di Poste italiane SpA;

se siano a conoscenza dei criteri sui quali è informata la proposta di rinegoziazione dei prodotti obbligazionari index linked, così come anticipato dall'Amministratore delegato di Poste italiane nel corso dell'audizione in 8a Commissione permanente del Senato;

se ritengano opportuno intervenire al fine di far cessare il regime di monopolio del quale beneficia, ad oggi, Poste italiane SpA avviando il processo di liberalizzazione secondo il dettato comunitario;

se il Governo in indirizzo intenda far conoscere l'elenco comprendente i nominativi di tutti i legali esterni cui Poste italiane SpA ha affidato i procedimenti di contenzioso con le corrispondenti retribuzioni;

se intenda altresì far conoscere l'elenco comprendente i nominativi di tutti i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato, negli ultimi 18 mesi, da Poste italiane SpA e i criteri in base quali la società ha proceduto alla stipula di detti contratti.