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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00136


Atto n. 1-00136 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 27 maggio 2009, nella seduta n. 217
Esame concluso nella seduta n. 218 dell'Assemblea (09/06/2009)

BETTAMIO , GASPARRI , QUAGLIARIELLO , ALICATA , ALLEGRINI , AMATO , AMORUSO , ASCIUTTI , AUGELLO , AZZOLLINI , BALBONI , BALDASSARRI , BALDINI , BARELLI , BATTAGLIA , BENEDETTI VALENTINI , BERSELLI , BEVILACQUA , BIANCONI , BONFRISCO , BORNACIN , BOSCETTO , BUTTI , CALABRO' , CALIGIURI , CAMBER , CANTONI , CARRARA , CARUSO , CASELLI , CASOLI , CASTRO , CENTARO , CICOLANI , COLLI , COLLINO , COMINCIOLI , COMPAGNA , CONTI , CONTINI , CORONELLA , COSTA , CURSI , CUTRUFO , D'ALI' , D'AMBROSIO , DE ANGELIS , DE ECCHER , DE FEO , DE GREGORIO , DE LILLO , DELL'UTRI , DELOGU , DI GIACOMO , DIGILIO , DI GIROLAMO Nicola , DINI , DI STEFANO , ESPOSITO , FASANO , FAZZONE , FERRARA , FIRRARELLO , FLERES , FLUTTERO , GALIOTO , GALLO , GALLONE , GAMBA , GENTILE , GERMONTANI , GHIGO , GIORDANO , GIULIANO , GRAMAZIO , GRILLO , IZZO , LATRONICO , LAURO , LICASTRO SCARDINO , LONGO , MALAN , MASSIDDA , MAZZARACCHIO , MENARDI , MESSINA , MORRA , MUGNAI , MUSSO , NANIA , NESPOLI , NESSA , ORSI , PALMIZIO , PARAVIA , PASTORE , PERA , PICCIONI , PICCONE , PICHETTO FRATIN , PISANU , PISCITELLI , POLI BORTONE , PONTONE , POSSA , RAMPONI , RIZZOTTI , SACCOMANNO , SAIA , SALTAMARTINI , SANCIU , SANTINI , SARO , SARRO , SCARABOSIO , SCARPA BONAZZA BUORA , SCIASCIA , SERAFINI Giancarlo , SIBILIA , SPADONI URBANI , SPEZIALI , STANCANELLI , TANCREDI , TOFANI , TOMASSINI , TOTARO , VALDITARA , VALENTINO , VETRELLA , VICARI , VICECONTE , VIZZINI , ZANETTA , ZANOLETTI

Il Senato,

premesso che:

la Birmania, ufficialmente Myanmar, un tempo "terra dell'oro", è oggi un Paese in via di sviluppo dell'Asia sud orientale, tra i più poveri e i più arretrati, guidato, dal 2006, da una Giunta militare;

dal settembre 2007 il Myanmar è interessato da frequenti proteste di piazza, talora sfociate in gravi incidenti con vittime, capeggiate dai monaci buddisti che chiedono a gran voce un cambiamento del regime del Paese in senso democratico;

la situazione della Birmania, i cui rapporti con la comunità internazionale sono piuttosto difficili a causa del Governo illiberale, è stata riferita al Consiglio di sicurezza dell'ONU già dal 2005 ma, ad oggi, non sono stati registrati cambiamenti radicali nel Paese anche a causa del sostegno di Paesi vicini influenti, quali la Cina;

l'Italia e l'Unione europea, come il resto del mondo, continuano a seguire con grande apprensione e viva attenzione le vicende politiche e umanitarie interne alla Birmania;

considerato che:

tra i partiti politici presenti in Birmania, la "Lega nazionale per la democrazia", guidata da Aung San Suu Kyi, alle elezioni del 1990, le prime dopo 30 anni di regime, guadagnò oltre il 60 per cento dei voti;

Aung San Suu Kyi ha ricevuto, nel 1991, il premio Nobel per la pace, essendosi distinta, come attivista, in azioni finalizzate a riportare un governo democratico nel Paese;

la detenuta politica Aung San Suu Kyi, negli ultimi 13 anni, è stata costretta dalla Giunta militare birmana agli arresti domiciliari;

in Birmania, nonostante la sospensione delle sentenze capitali dal 1993, sono frequenti le condanne detentive, con pene pesanti, per gli oppositori della Giunta militare, soprattutto di quelli che vengono arrestati a seguito di manifestazioni di dissenso dal regime;

detti arresti sono palesemente contrari alle aspettative della comunità internazionale che, oltre a lanciare appelli al dialogo alle diverse componenti politiche ed etniche della società birmana, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche che dovrebbero tenersi nel 2010, ribadisce con forza, in ogni occasione, la necessità che si proceda alla liberazione immediata di tutti i prigionieri politici;

l'Italia, di concerto con gli altri Paesi europei, svolge un'azione costante all'interno delle Nazioni Unite finalizzata ad ottenere il rispetto dei diritti umani;

l'Unione europea presenta ogni anno una risoluzione all'Assemblea generale sulla situazione dei diritti umani in Birmania;

anche nel 2008 è stata approvata una risoluzione di condanna nei confronti delle autorità birmane nella quale si fa riferimento alle sistematiche violazioni dei diritti umani - sono frequenti le "sparizioni forzate", gli arresti arbitrari, le forme di tortura e le forme di maltrattamento - e, quindi, si rinnova l'appello affinché il Governo di Yangon rilasci tutti i prigionieri e consenta lo svolgimento pacifico delle attività politiche;

l'Italia, in qualità di membro del Consiglio dei diritti umani per il periodo 2007-2010, ha partecipato attivamente a tutte le iniziative e ad ogni attività di monitoraggio della situazione in Birmania; ha contribuito alla proroga del mandato dello Special Rapporteur in Myanmar del Consiglio dei diritti umani che potrà così proseguire l'attività intrapresa;

anche in sede di Consiglio di sicurezza dell'ONU, del quale l'Italia è membro non permanente, il nostro Paese ha sostenuto l'appello al dialogo con le diverse rappresentanze presenti in Birmania;

preso atto che:

l'attuale situazione politica in Birmania è caratterizzata da una costante violazione dei diritti umani, civili e politici, che viene realizzata, tra l'altro, attraverso la pratica del lavoro forzato, l'uso delle mine antiuomo e il divieto di accesso ai mezzi di comunicazione indipendenti;

la comunità internazionale, nonostante gli sforzi fin qui compiuti, non ha avuto la necessaria forza per favorire una transizione democratica in Birmania, per favorire gli aiuti umanitari alle popolazioni e per promuovere il ripristino delle libertà fondamentali, nonostante l'attivismo del premio Nobel Aung San Suu Kyi;

nelle zone di scontro il regime militare ha vietato anche la possibilità alla Croce rossa di prestare soccorso ai prigionieri;

dopo il passaggio del ciclone Nargis, che ha colpito violentemente il territorio birmano, le condizioni di vita delle popolazioni sono ulteriormente peggiorate;

il Governo italiano, inoltre, è impegnato a proseguire il dialogo con la giunta militare e con le diverse componenti della società birmana e a verificare se vi sono le condizioni per cooperare allo sviluppo del Paese;

il Consiglio di sicurezza dell'ONU, nonostante le sollecitazioni europee, non è riuscito ad approvare una risoluzione di condanna né l'adozione di sanzioni economiche per l'intransigenza di Russia e Cina;

gli Stati Uniti hanno adottato unilateralmente delle sanzioni economiche, seguiti poi anche dall'Unione europea; dette sanzioni non hanno raggiunto alcun evidente obiettivo poiché il commercio estero birmano si è sviluppato con partner commerciali alternativi quali la Cina e l'Associazione delle Nazioni del Sud Est asiatico, di cui fa parte la stessa Birmania;

in una nota del 2008, Amnesty International ha denunciato che in Birmania vi sarebbero oltre 1.850 prigionieri politici e prigionieri di coscienza, tra i quali Aung San Suu Kyi è solo la più nota;

la Birmania è priva di una Costituzione dal 1988;

rilevato che:

il 14 maggio 2009 un cittadino statunitense che si era recato nell'abitazione della leader della Lega nazionale per la democrazia è stato incriminato per violazione delle norme sull’immigrazione in Birmania;

la sopra citata leader è stata accusata di aver violato le restrizioni previste dagli arresti domiciliari proprio a pochi giorni dalla scadenza della misura detentiva ed è stata condotta nuovamente in carcere;

il 18 maggio 2009 ha avuto inizio il processo,

impegna il Governo:

ad adottare tutte le iniziative finalizzate alla difesa dei diritti umani e all'affermazione delle libertà democratiche in Birmania;

ad agire, di concerto con gli altri Paesi dell'Unione europea, al fine di prevedere e disporre ogni misura adeguata, compreso il rafforzamento "puntuale e mirato" dell'attuale regime sanzionatorio;

a sostenere con i mezzi opportuni le organizzazioni democratiche birmane in esilio, affinché le stesse si rafforzino non solo nella loro capacità di denuncia ma anche nella loro capacità di rappresentare una sorta di "traino" della società birmana per la riorganizzazione di libere e democratiche istituzioni;

ad operare, attraverso lo strumento della cooperazione allo sviluppo e delle iniziative di aiuto umanitario, ogni azione di sostegno alla popolazione e ogni programma di cooperazione in favore di progetti utili allo sviluppo del territorio birmano;

a promuovere in tutte le sedi internazionali e comunitarie l'avvio e/o il prosieguo del dialogo tra tutte le diverse componenti della società birmana per favorire una più rapida transizione verso la democrazia;

a sollecitare il Governo di Yangon per ottenere la liberazione di tutti i detenuti politici e di tutti i detenuti di coscienza;

ad adoperarsi presso il Governo cinese e presso il Governo russo affinché questi ultimi intervengano, a loro volta, in forza dei loro saldi legami di partenariato commerciale e di amicizia con il Myanmar, sollecitando la Giunta militare al potere ad un maggior rispetto dei diritti umani, in accordo con la comunità internazionale, e ad una politica di pacificazione interna nei confronti dell'opposizione e dei monaci buddisti;

ad attivarsi in sede ONU affinché le Nazioni Unite, a mezzo del loro più alto rappresentante, promuovano un appello alla tolleranza e in favore della liberazione del premio Nobel per la pace e leader della Lega nazionale per la democrazia Aung San Suu Kyi;

ad invitare le massime autorità morali dell'umanità a far sentire la loro voce in favore delle popolazioni oppresse per addivenire in tempi brevi ad una soluzione pacifica e concordata fra le diverse componenti presenti nella società birmana.