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Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00046


Atto n. 1-00046

Pubblicato il 29 ottobre 2008, nella seduta n. 80
Ritirato

GASPARRI , QUAGLIARIELLO , FERRARA , TOFANI , BALBONI , POLI BORTONE , SANTINI , PICHETTO FRATIN , SARO , DE FEO , SANCIU , COMINCIOLI , PASTORE , GIULIANO , CALIGIURI , SCOTTI , SACCOMANNO , VALENTINO , DE ECCHER , VALDITARA , RIZZOTTI , AMORUSO , LAURO , SPADONI URBANI , CARRARA

Il Senato,

premesso che:

più di 60 cristiani sono stati uccisi dalla fine di agosto 2008 nell’est dell’India, nello Stato di Orissa, dopo l’omicidio, due mesi fa, di un dignitario religioso fondamentalista indù. In questi quattro mesi è stato lanciato un vero e proprio pogrom anticristiano: sono stati attaccati 300 villaggi, con più di 18.000 feriti, distrutte più di 60 chiese, decine di scuole e quattro sedi di organizzazioni non governative. Picchiati i religiosi, violentate le suore e le donne. Incendiate oltre 4.000 case, con più di 50.000 persone costrette a fuggire. Per il Governo indiano i morti sono stati 35, quasi il doppio per la conferenza episcopale indiana;

in Iraq, soprattutto nella città di Mosul, dagli inizi di ottobre sono state uccise 14 persone per la loro fede cristiana e circa 2.400 famiglie sono state costrette a fuggire. Nel corso degli ultimi quattro anni, tra il 2004 e il 2008 le famiglie cristiane sfollate sono state 50.000;

considerato che:

secondo il Rapporto 2008 sulla libertà religiosa nel mondo dell’associazione "Aiuto alla Chiesa che soffre" sono più di 60 le nazioni nel mondo dove si verificano gravi violazioni del diritto alla libertà religiosa dei propri cittadini;

comunità cristiane vengono perseguitate anche in alcune regioni del Laos, della Nigeria, dell’Etiopia, delle Filippine e di altri Paesi, soprattutto dove vigono regimi islamici;

il 6 settembre 2008 alla riunione dei Ministri degli esteri dell'Unione europea ad Avignone, il ministro Frattini aveva ottenuto che il tema delle uccisioni dei cristiani in India venisse posto nell’agenda dei colloqui del successivo vertice UE-India; il 30 dello stesso mese al vertice di Marsiglia tra UE e India, il presidente di turno Nikolas Sarkozy ha sollevato al premier indiano Manmohan Singh la questione del pogrom anticristiano;

il 13 ottobre il primo ministro indiano Singh ha annunciato punizioni esemplari per fermare la barbarie nei confronti dei cristiani;

le violenze contro cittadini di religione cristiana sono proseguite anche se in tono minore;

in India sono emerse storie come quella della violenza subita da suor Meena a Nuagaon che hanno evidenziato atteggiamenti di connivenza da parte della polizia e di altre autorità locali;

in Iraq le Nazioni Unite hanno lanciato attraverso l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati un programma di aiuto ai profughi cristiani costretti a fuggire da Mosul;

tenuto conto che:

il diritto alla libertà religiosa è un elemento inalienabile di ogni persona umana;

il 2 ottobre i Vescovi europei riuniti nel Consiglio delle Conferenze episcopali europee, l’organismo che riunisce i presidenti delle Conferenze episcopali di tutta Europa, hanno lanciato un appello “ai governi e alle istituzioni d’Europa ad intervenire in ogni modo per far cessare queste violenze”, osservando che “ci sembra lecito chiedere che ogni forma di discriminazione e di intolleranza nei confronti dei cristiani, in Europa e nel mondo, debba essere affrontata dalla comunità internazionale e dai responsabili dei mass media, pubblici e privati, alla stregua e con la stessa determinazione con cui si combattono forme di incitamento all’odio contro altre comunità religiose”;

domenica 26 ottobre nel corso dell'Angelus papa Benedetto XVI ha fatto proprio l’appello lanciato alla fine del Sinodo dai patriarchi delle chiese orientali “per richiamare l’attenzione della comunità internazionale, dei leader religiosi e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà sulla tragedia che si sta consumando in alcuni Paesi dell’Oriente, dove i cristiani sono vittime di intolleranze e di crudeli violenze, uccisi, minacciati e costretti ad abbandonare le loro case e a vagare in cerca di rifugio”,

impegna il Governo ad assumere iniziative volte a contrastare la persecuzione delle comunità cristiane in India, in Iraq e in altri Paesi.