Si chiede di conoscere il giudizio del Governo della Repubblica sull’azione di comando e sull’azione politica svolta, anche con dichiarazioni alla stampa e alla televisione di grande ostilità verso le forze armate israeliane e di grandi riconoscimenti verso le milizie sciite di Hezbollah, e che è stata determinante nel fare della missione Unifil ed in particolare del contingente italiano una forza determinante per il massiccio riarmo delle forze militari del movimento degli Hezbollah che ha ad esso permesso, con una breve guerra civile, di battere il Governo Siniora e di costringerlo con la forza alla istituzione di un Governo cosiddetto di “unità nazionale” che ha riconosciuto il diritto del movimento a organizzare, armare e utilizzare le proprie milizie, senza alcuna dipendenza dalle autorità politiche e militari legali, per la “resistenza contro l’imperialismo sionista” e per la “liberazione delle terre occupate dallo Stato sionista”;
inoltre, si chiede di sapere se il Governo approvi questa linea di condotta e comando, che ha portato anche alla resa degli onori militari alle salme di terroristi sciiti uccisi in territorio israeliano dalla forze di sicurezza mentre commettevano atti di terrore anche contro la popolazione civile e, insieme a altri terroristi detenuti nelle carceri israeliane, scambiati con le salme di due soldati delle forze di difesa israeliane catturate, torturate e uccise dalle milizie del movimento degli Hezbollah, salme cui non sono stati tributati gli onori militari;
se essa sia per caso l’espressione di un nuovo “Lodo segreto Tizio-Caio-Mevio-Sempronio”, dopo il “Lodo Moro” recentemente svelato dal portavoce del riaffermatosi Fronte popolare per la liberazione della Palestina e confermato da un altissimo magistrato con dovizia di particolari, per tutelare la vita dei nostri militari in quel teatro ed anche in altri, e per assicurare la “pax islamico-radicale” nei confronti della popolazione italiana mettendola al riparo da attacchi terroristici, e se quindi il Governo non ritenga il generale Graziano meritevole di essere mantenuto in servizio e nel comando, promosso per meriti eccezionali al grado superiore e insignito del massimo grado dell’Ordine militare d’Italia per aver dimostrato eccezionali doti di coraggio e di professionalità nel comando di unità militari all’estero con azioni a favore della “Rivincita Islamica” contro l’imperialismo sionista e occidentale;
infine, se invece il Governo, sulla linea di politica generale Berlusconi-Fini nei confronti d’Israele, dissenta da questa linea di comando e non creda necessario, quindi, richiedere alle Nazioni Unite la sostituzione del generale Graziano, richiamarlo in Patria e collocarlo a riposo d’autorità, come recenti disposizioni di legge permettono.