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Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00606


Atto n. 4-00606

Pubblicato il 28 settembre 2006
Seduta n. 41

FERRANTE - Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

il mercato delle candele, in Italia, dal 2000 ad oggi ha subito una crescita esponenziale, facendo aumentare i consumi e l’utilizzo del prodotto da parte delle famiglie, trasformandolo da semplice elemento di uso domestico, con funzione d’emergenza in caso di black out, ad un vero complemento d’arredo, segno di stile dell’abitare la casa. L’introduzione di essenze profumate nella paraffina, abbinata alle forme più accattivanti e al calore del balenare della luce, ne hanno poi consacrato il successo di pubblico;

il consumo pro capite è passato dai 40 ai 100 grammi in pochi anni e il settore si è trasformato da nicchia a vero e proprio mercato;

con l’aumento della domanda, si sono presentati sul mercato nuovi interlocutori di cui molti inesperti ed improvvisati, che approfittando della mancanza di una normativa chiara e precisa sulle candele, hanno iniziato un’importazione “selvaggia”, cercando sempre e solo il prezzo più competitivo, a scapito della sicurezza;

oggi il mercato delle candele è invaso da prodotti di varia provenienza, realizzati con materie prime non sicure - paraffine sature di policiclici aromatici, benzene o zolfo; profumate con additivi a base di solventi al piombo; stoppini con anime di nailon o piombo, per citarne alcuni a puro titolo d’esempio - in grado d’inquinare l’ambiente in proporzione maggiore rispetto al fumo passivo provocato dalle sigarette e di provocare malattie al sistema respiratorio, fino al tumore polmonare;

oggi, oltre alle candele profumate e a quelle non gradite agli insetti, per la maggior parte importate direttamente anche dai gruppi della grande distribuzione, senza un controllo scientifico ed oculato, immettendo nel mercato veri e propri agenti inquinanti, anche il mercato delle decorazioni per pasticceria, ultimo baluardo della qualità italiana, è stato contaminato dall’importazione di candele per torta che dovrebbero, necessariamente, essere conformi al contatto con gli alimenti;

da un’indagine condotta di recente risulta che il 100 per cento delle candele asiatiche, attualmente in circolazione sul mercato italiano, sono inquinanti e pericolose; infatti contengono elementi tossici come benzene, ftalati, formaldeide, piombo e zolfo, per citarne dei più comuni e dannosi;

persino nelle candele utilizzate in pasticceria è stata riscontrata la presenza di ossido di zolfo tossico, mentre lo stoppino di nailon sprigiona diossine dalla fiamma delle candeline;

negli Stati Uniti sono già iniziate cause di risarcimento per milioni di dollari a favore di consumatori che hanno utilizzato candele cinesi; inoltre sono stati sequestrati numerosi prodotti d’importazione a scapito delle catene distributive Wal Mart e Target Corp. Solo durante il mese di novembre 2005 sono stati ritirati dal mercato da Target Corp. di Minneapolis 290.000 confezioni di lumelle, di produzione cinese, che hanno causato incidenti per incendi e bruciature, per un valore di 870.000 dollari;

un’ordinanza del DFI (Dipartimento federale dell’interno) sulle candele, fiammiferi, accendini e articoli da carnevale, prevede che le candele, bastoncini fumiganti e oggetti simili possono emanare durante il processo di combustione sostanze o miscele di sostanze unicamente in quantitativi che non mettano in pericolo la salute. Il tenore di piombo degli stoppini non deve superare i 600 milligrammi/chilo;

l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici, nel dicembre 2005, denuncia il pericolo di inquinamento indoor provocato da alcuni deodoranti, dichiarando che le candele profumate, incensi e diffusori di profumo possono essere considerati, appunto, possibili fonti di inquinamento indoor. La profumazione spesso è legata a sostanze chimiche tossiche ed irritanti, capaci di provocare effetti dannosi per la salute. Negli ultimi anni diverse evidenze scientifiche hanno rilevato potenziali impatti sulla qualità dell’aria indoor dovuti alla combustione di candele e incensi. Tra i tipici prodotti di combustione, in questo caso generati in piccole percentuali, ricordiamo il monossido di carbonio, il biossido di zolfo e gli ossidi di azoto. Sovente la combustione di certe candele è fonte di emissione di particolato disperso e specifici contaminanti, come i composti organici volatili, in particolare formaldeide e benzene, ma anche IPA (idrocarburi policiclici aromatici) presenti nella paraffina non raffinata e non idrogenata;

secondo quanto riportato dalla rivista "New Scientist", quando si bruciano candele di bassa qualità, vengono liberate nell'aria particelle di piombo con concentrazioni ben tredici volte superiori a quelle consentite. La rivista scientifica ha evidenziato l'aumento del piombo nel sangue attraverso l'esposizione, per quattro ore al giorno per trenta giorni, alla combustione di candele al piombo. Questo problema è stato presentato in Commissione da alcuni parlamentari europei, allo scopo di vietare questo tipo di candele. Negli USA il Comitato dei consumatori ha iniziato una battaglia legale contro produttori ed importatori di tali candele;

considerato, inoltre, che il problema in questione era stato già sollevato durante la XIV legislatura anche a seguito delle numerose denuncie della storica Cereria Terenzi, e si era cercato di sensibilizzare i Ministri competenti ma senza ottenere nemmeno un accenno di risposta,

si chiede di sapere:

quali misure i Ministri in indirizzo intendano urgentemente adottare al fine di garantire la sicurezza e la salute del cittadino consumatore di candele e per garantire adeguata tutela ai produttori scrupolosi ed attenti all’etica della qualità, della sicurezza e dell’ambiente;

se, inoltre, non ritengano opportuno prevedere una normativa chiara e precisa sulla produzione e la commercializzazione delle candele nel nostro Paese.