ePub

Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00514


Atto n. 4-00514

Pubblicato il 19 settembre 2006
Seduta n. 33

SODANO , RUSSO SPENA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

come già denunciato nella XIV legislatura con l’interrogazione 4-17440, presentata alla Camera il 26 ottobre 2005 dall’on.le Russo Spena, nel territorio della provincia di Palermo, ed in particolare nel comune di Isola delle Femmine, è presente una cementeria della Italcementi Spa la cui attività estrattiva ha determinato e continua tutt’oggi a determinare il ripetersi di gravi fenomeni di inquinamento che provocano seri danni alla salute pubblica della popolazione residente;

presso l’Isola delle Femmine, ai sensi della direttiva CEE, recepita in Italia dal decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell’8 settembre 1997, esistono delle aree di protezione ambientale (Codice sito Natura 2000 SICITA20023 Raffo Rosso, M. Cuccio e Vallone Sagana; Sic ITAA020047 Fondali di Isola delle Femmine; Sic ITAA020005 Capo Gallo; R.N.O. Isola delle Femmine). Si tratta di risorse naturali da proteggere e valorizzare, che invece vengono minacciate dall’attività inquinante e distruttiva della Italcementi. Per esempio, in Raffo Rosso, l’Arpa ha accertato la presenza di una cava per lo stoccaggio di pet-coke (carbone di petrolio, si tratta dei residui della raffinazione del petrolio) e, per la conformazione morfologica del terreno (presenza di condutture naturali), è facile supporre un inquinamento del terreno e delle falde acquifere. L’Arpa ha dichiarato e verbalizzato che alcune parti del terreno non sono state impermeabilizzate e presentano alcune pozze d’acqua;

nel porto di Palermo il 13 gennaio 2006 un campione di pet-coke (prelevato dalla stiva della Amber K, carico destinato alla Italcementi) analizzato dal Dipartimento Arpa, ha evidenziato la presenza di idrocarburi policiclici aromatici e di metalli quali vanadio e nichel. Il dipartimento Arpa, dalle analisi condotte sui punti di emissione dello stabilimento, connessi all’uso del pet-coke, rileva la presenza degli inquinanti idrocarburi policiclici aromatici, vanadio e nichel;

l’Arpa ha evidenziato che fin dal 1987 l’Italcementi utilizza il pet-coke, ma nei vari sopralluoghi effettuati dall’Arpa, l’Italcementi ha sempre utilizzato la parola “carbone”. Cosa ancora più grave è l’aver verificato che da parte della Italcementi non è stato mai comunicato, e quindi mai autorizzato, l’uso del pet-coke come combustibile. Da tenere presente che la Italcementi non ha mai effettuato analisi sulle concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici (IPA), vanadio e nichel, emessi nell'atmosfera. Consistenti emissioni diffuse avvengono all’interno e all’esterno del capannone dove si effettua lo stoccaggio e la movimentazione del pet-coke (dove purtroppo vi è la presenza di operai adibiti alla movimentazione di gru). Oltretutto parte del capannone risulta aperto verso l’esterno con conseguente rischio di contaminazione;

il pet-coke, secondo la definizione industriale, è un prodotto che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta (petroleum coke o pet-coke). Nel processo di coking si realizza un craking termico spinto che dà origine, attraverso reazioni di piroscissione, a frazioni liquide e a coke, costituito per il 90-95% da carbonio. Il coke è costituito da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare e presenta un elevato tenore di carbonio e basso contenuto di ceneri. In sostanza il pet-coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene considerato lo scarto dello scarto dell’oro nero tanto da guadagnarsi il nome di "feccia del petrolio". Per la sua composizione, comprendente oltre ad IPA (in particolare benzopirene) e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio, va movimentato con cura per evitare di sollevare polveri respirabili. Le polveri sospese nell’aria provocano diverse malattie nell’uomo: allergie e malattie dell’apparato respiratorio in genere. Quelle più sottili (pm 2,5) si depositano nei polmoni e possono incistarsi o essere trasportate dal sangue provocando anche tumori. Le polveri di silice sono responsabili dell’asbestosi, una malattia mortale che colpisce i polmoni. Il nichel, presente nel pet-coke (carbone di petrolio, si tratta dei residui della raffinazione del petrolio) in quantità che oscillano da 0,1 milligrammi a 3.000 milligrammi per chilogrammo, provoca il cancro ai polmoni e si riscontra in livelli eccessivi nell’uomo in casi di infarto, ictus, cancro all’utero, tossicemia gravidica. I sintomi di intossicazione da nichel sono: emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi respiratori;

in questi ultimi anni si sono verificati nel territorio di Isola delle Femmine diversi casi di mortalità a causa di tumori. Inoltre, sono aumentati a dismisura i casi di tiroiditi oltre a forme allergiche e malattie legate all’apparato respiratorio;

con protocollo 3975 del 15 marzo 2006 il comune di Isola delle Femmine ha diffidato la Italcementi, ai sensi e per gli effetti degli articoli 8,9, 10 e 11 del decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza d’emergenza per quanto concerne lo straripamento delle acque della vasca di raccolta, il materiale depositato sull’area non impermeabilizzata, ed ancora ad adottare urgenti interventi di bonifica e di ripristino ambientale;

rilevato inoltre che il 12 aprile 2006, in seguito alla diffida del comune di Isola delle Femmine, la Italcementi ha formulato una proposta di Piano di caratterizzazione (consulente geologo dott. Giovanni Ventura Bordenca) ex decreto ministeriale 471/99 in relazione all’area di deposito di combustibile solido (coke di petrolio) in località “Raffo Rosso”, dal quale risulta quanto segue:

- pag. 3 “(...) a partire dal 2001, presso la località Raffo Rosso si è effettuata l’attività di deposito del combustibile solido (pet-coke) e tale attività, descritta in seguito, è tuttora in essere.”;

- pag. 14 “da un punto di vista idrogeologico si nota che la formazione originaria presenta una permeabilità variabile in funzione della fatturazione delle litologie carbonariche tanto che le acque meteoriche possono penetrare in profondità fino al contatto con il Fliysch Numidico sottostante. Lungo tale contatto il drenaggio avviene direttamente verso il mare oppure verso zone costiere particolarmente disturbate per faglie e piegamenti. (...)";

- pag. 9-10 “(...) Il sito in oggetto (Raffo Rosso) è sede di un deposito di pet-coke (combustibile solido) destinato all’utilizzo nel forno per la produzione di clinker della vicina cementerai di Isola delle Femmine.” e “Sono pertanto da tenere in considerazione, nel processo di formulazione del modello concettuale le probabilità di formazione:

a) di un percolato contaminato da IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e/o metalli pesanti quali vanadio e nichel;

b) di polveri sottili che possano contaminare i suoli vicini al deposito.

Gli ambienti naturali particolarmente vulnerabili a possibili fonti di inquinanti possono essere identificati:

a) nell’ambiente suolo;

b) nell’ambiente sottosuolo ed in particolare le acque di falda se presenti.”

- pag. 10 "Considerata l'unicità tipologica del materiale depositato nel sito, nonché l'assetto morfologico e litologico dei terreni d'imposta descritti in precedenza, si può ragionevolmente ipotizzare che i maggiori impatti potenziali siano imputabili ad eventuali infiltrazioni nel sottosuolo di percolato contaminato proveniente dal dilavamento del materiale del combustibile solido quali idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti (nichel, vanadio)",

alla luce del grave pericolo rappresentato dall’uso del pet-coke si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere al fine di evitare i danni alla salute, all’ambiente e allo sviluppo economico dell’intera area, causati dall’attività degli impianti della Italcementi;

quali interventi di bonifica, messa in sicurezza e di ripristino ambientale si intendano adottare al fine di salvaguardare l’ambiente nel rispetto dei livelli occupazionali e del diritto alla salute degli addetti alla produzione, anche in riferimento a quanto indicato dal citato Piano di caratterizzazione elaborato della Italcementi.