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Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00609


Atto n. 4-00609

Pubblicato il 16 ottobre 2001
Seduta n. 51

DEL TURCO, MARINI, MANIERI, CASILLO, LABELLARTE, CREMA, MARINO, DANIELI FRANCO, SODANO TOMMASO, MALENTACCHI, D'AMICO, DEBENEDETTI, GIOVANELLI, MARTONE, CALVI, DONATI, DE PETRIS, DALLA CHIESA, BOCO, DEL PENNINO, RIPAMONTI, CARELLA. - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, della giustizia e dell'ambiente e della tutela del territorio. -

Premesso che:

        in data 17 febbraio 1998 ai sensi delle leggi n.  575 del 1965 e n.  646 del 1982, cosiddetta Rognoni-La Torre, veniva disposta con decreto irrevocabile la confisca integrale di tutti i beni costituenti il patrimonio sociale della s.a.s Castelsandra, e in specie l’intero complesso edilizio ospitante l’ex Hotel Castelsandra;

            in data 7 ottobre 1999, con decreto n.  32375 del Direttore Centrale per i servizi immobiliari – Direzione Gestione beni confiscati dell’Agenzia del Demanio, tali beni venivano trasferiti, ai sensi della legge n.  109 del 1996, al patrimonio indisponibile del Comune di Castellabate (Salerno) con specifica destinazione di «Centro Mediterraneo di ricerca e formazione permanente per l’ambiente marino e costiero e per lo studio in campo archeologico, ambientale, di biologia marina ed attività ecocompatibili»;

            con sentenza del Consiglio di Stato n.  1379 del 14 ottobre 1998 veniva confermata la demanialità delle aree sulle quali insistono i manufatti costituenti il complesso alberghiero;

            con decreto n.  19019 del 27 settembre 2001 il Direttore della citata Agenzia del Demanio revocava il precedente suo decreto n.  32375 del 7 ottobre 1999 in quanto la confisca doveva ritenersi improduttiva di effetti nei terreni gravati da usi civici e statuiva nel dispositivo, altresì, che «di conseguenza, al complesso immobiliare insistente su terreni di natura demaniale è applicabile l’istituto dell’accessione degli immobili e delle infrastrutture al demanio civico e spetta quindi al Comune di Castellabate, ove non si rinvengano motivi ostativi per violazione di norme edilizie e/o ambientali, utilizzare il compendio con la destinazione più opportuna per conseguire gli scopi che l’ordinamento assegna alle autonomie locali»;

            tale ultimo provvedimento deve ritenersi abnorme in quanto, con lo stesso, un’autorità amministrativa poneva nel nulla un provvedimento irrevocabile emesso dall’Autorità giudiziaria ai sensi delle citate leggi;

            in specie il Direttore dell’Agenzia del Demanio ha esorbitato dai poteri di discrezionalità vincolata attribuitigli dalla legge n.  109 del 1996 che gli consentono di determinare solo la destinazione del bene confiscato;

            la citata sentenza del Consiglio di Stato si riferisce, comunque, esclusivamente ai terreni demaniali e non anche alle opere realizzate su di essi, come esplicitamente e correttamente interpretato dall’Avvocatura dello Stato;

            le opere sono state realizzate in violazione delle norme edilizie e di tutela paesaggistica e, quindi, sono destinate ad essere demolite in quanto tali norme sono vincolanti e prevalgono anche sulla decisione irrevocabile di confisca,

        gli interroganti chiedono di conoscere quale decisione intendano assumere i Ministri cui è destinata in indirizzo affinché:

            venga data attuazione alla sentenza irrevocabile di confisca;

            venga revocato, in virtù dei poteri di autotutela dell’Amministrazione, il decreto n. 19019 emesso il 27 settembre 2001;

            venga risolto prima che esso determini un conflitto tra poteri dello Stato che sulla questione oggetto dell’interrogazione hanno espresso opinioni e orientamenti diversi;

            nel più breve tempo sia possibile la demolizione dell’intero complesso edilizio oggetto di confisca, ma illecitamente realizzato.

        Si fa presente che senza una revisione urgente della decisione dell’Agenzia del Demanio si rischia di determinare un precedente pericoloso capace di mettere in crisi tutto il percorso positivo che lo Stato ha sviluppato in questi anni in tema di lotta alla mafia ed ai suoi arricchimenti illeciti. Una conclusione come quella che si profilerebbe ove non venisse dato un orientamento coerente con le leggi vigenti può produrre un indebolimento ed una caduta grave di tensione di tutte le forze di sicurezza, dei magistrati, delle istituzioni dello Stato che operano con tanta coraggiosa solerzia all’applicazione corretta delle misure di prevenzione, strumento decisivo nella lotta contro il crimine mafioso.