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Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-10257


Atto n. 4-10257

Pubblicato il 7 marzo 2006
Seduta n. 964

FORCIERI - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso:

che in data 25 ottobre 2004, a Parigi, il Ministro della difesa, on. Antonio Martino, ha sottoscritto una dichiarazione congiunta con il Ministro della difesa francese, signora Michèle Alliot-Marie, per l'avvio della fase di sviluppo e produzione del programma FREMM per la costruzione delle nuove fregate multimissione, essendosi conclusa con esito positivo la fase dello studio di fattibilità, avviata nel 2002;

che il progetto FREMM rappresenta, come recita testualmente un comunicato stampa dello stesso Ministero della difesa in data 24 ottobre 2004, "il più importante programma di costruzioni navali mai realizzato in Europa nel contesto di una cooperazione internazionale" e che esso "prevede la realizzazione di una nuova linea di fregate multimissione - 27 unità, di cui 10 per la Marina militare italiana - caratterizzate da elevata flessibilità di impiego e con capacità di operare in tutte le situazioni tattiche";

che le nuove unità navali sono, sempre secondo il citato comunicato ufficiale del Ministero, "l'espressione di un progetto di grande valore strategico, operativo e tecnico a livello europeo, che assicurerà altresì il mantenimento e lo sviluppo delle già eccellenti capacità delle industrie italiane e francesi del settore"

che il programma FREMM si inserisce dunque a pieno titolo nel quadro degli impegni sottoscritti dall'Italia e dal Governo in ambito Unione europea e Nato (Helsinki Headline Goals, Berlin Plus, Prague Capabilities Committments) per lo sviluppo di capacità di difesa congiunte ed interoperabili con i nostri alleati;

che le unità navali destinate alla Marina italiana dovranno sostituire le fregate della classe Lupo e Maestrale, con la caratteristica di richiedere equipaggi meno numerosi e di poter essere impiegate in funzioni multiruolo, con riduzione dei costi, grande flessibilità e capacità di impiego in tutte le situazioni di difesa e di pattugliamento;

che a distanza ormai di numerosi anni dal varo del programma FREMM, il programma stesso, da parte italiana ha avuto luogo un difficile e tormentato iter legislativo per il finanziamento;

che il finanziamento per l'avvio del programma fu inserito - in una prima fase e su iniziativa dell'opposizione - nell'iter parlamentare di conversione del decreto-legge sulla competitività, che avrebbe dovuto sostenere, nel 2005, la ripresa dell'economia nazionale;

che tale finanziamento fu poi dal Governo parzialmente soppresso nella prima stesura della legge finanziaria del 2006 e che, dopo una dura battaglia parlamentare da parte dell'opposizione e a seguito di numerose iniziative politiche e sindacali, nella finanziaria del 2006 venne poi nuovamente inserito il finanziamento per l'avvio del programma, comprendente gli oneri relativi alle spese di progettazione e alla realizzazione delle prime due unità navali;

che in conseguenza di quanto sopra il finanziamento del programma FREMM è attualmente previsto dalla vigente legge finanziaria per il 2006;

considerato:

che il programma viene ritenuto fondamentale per l'ammodernamento delle due Marine e addirittura vitale per l'industria cantieristica italiana e francese;

che le unità navali previste dal programma FREMM sono caratterizzate da un altissimo contenuto tecnologico, con ricadute positive non soltanto per l'industria cantieristica italiana, ma anche per lo sviluppo dei sistemi elettronici, radaristici, di comunicazione, dell'armamento, della motoristica e con un forte potenziale di ricaduta anche sull'industria civile, e non solo militare, e che gli ordinativi daranno luogo ad una produzione di eccellenza garantendo stabilità e continuità occupazionale per un rilevante numero di addetti e per un significativo periodo di tempo;

che un così avanzato investimento tecnologico potrà aprire ampi spazi all'esportazione per tutti i comparti produttivi interessati accrescendo la competitività del paese sui mercati internazionali;

che i Ministeri della difesa e delle attività produttive hanno ultimato tutto l'iter amministrativo previsto mentre giunge notizia che permangono tuttora difficoltà per quanto concerne l'iter finanziario;

che in particolare, a quanto si apprende informalmente, presso il Ministero del tesoro vi sarebbero dubbi sull'effettiva quota di spesa che dovrebbe essere imputata all'esercizio finanziario 2006 relativamente al programma FREMM;

che starebbe prendendo consistenza una interpretazione in virtù della quale potrebbe gravare sull'esercizio finanziario 2006 l'intero ammontare del debito del programma FREMM, e non invece la sua quota annuale, come il Governo riteneva allorché formalizzò l'emendamento alla finanziaria che recepiva il finanziamento del programma stesso;

che tale interpretazione metterebbe in discussione la possibilità di impegnare le somme già stanziate e quindi il concreto avvio del programma FREMM,

l'interrogante chiede di sapere:

se tale ipotesi corrisponda a verità;

come sia possibile, ove ciò corrispondesse al vero, che a distanza di solo poche settimane dall'approvazione della legge finanziaria il tesoro assuma orientamenti in contrasto con posizioni assunte dal Governo ai massimi livelli di responsabilità politica e finanziaria, e altresì in contrasto con la volontà del legislatore, che si è inequivocabilmente espresso a favore del finanziamento del programma;

se il Presidente del Consiglio abbia considerato le conseguenze che si verificherebbero qualora il programma FREMM non potesse essere concretamente avviato, con l'inevitabile conseguente ritiro dell'Italia dal programma stesso, mentre la Francia procederebbe in autonomia;

se egli abbia considerato che ciò avrebbe effetti devastanti sul piano dell'affidabilità internazionale del nostro paese nei confronti dei paesi alleati e partner, e che rappresenterebbe il secondo clamoroso dietro-front dopo l'uscita dal programma A400M, con conseguente isolamento e perdita di competitività e di quote di mercato anche nel settore navale;

che effetti non meno devastanti tale situazione avrebbe sul presente e sul futuro dell'industria cantieristica e della difesa italiana;

che il ritiro dal programma porrebbe una seria ipoteca sul futuro di moltissimi lavoratori della cantieristica navale e dell'industria dell'alta tecnologia, oltretutto fortemente concentrati nel territorio ligure, con il rischio, tutt'altro che teorico, di una crisi economica ed occupazionale che penalizzerebbe tutte le componenti del tessuto lavorativo della regione, indotto incluso;

si chiede infine di sapere se il Presidente del Consiglio sia consapevole, in assenza di validi rimedi, che la dotazione delle nuove fregate multiruolo Fremm è indispensabile per mettere le Forze Armate italiane in condizione di svolgere, oltre ai compiti di istituto, delicati compiti in materia di lotta al terrorismo nel Mediterraneo e di adempiere gli impegni conseguenti alla nostra partecipazione a numerose missioni internazionali di pace e, quindi, quali iniziative egli intenda assumere per scongiurare che una tale situazione possa verificarsi.