Premesso che:
vari comuni hanno segnalato che sono costretti a far fronte a richieste di iscrizione anagrafica da parte di nomadi, girovaghi e giostrai che, dopo aver acquistato un terreno ad uso agricolo nel comune, vi vanno a posizionare le proprie roulotte;
la legislazione anagrafica impone all'ufficiale d'anagrafe soltanto la verifica della sussistenza dei requisiti che danno diritto all'iscrizione e quindi dell'effettiva dimora delle persone, non prevedendo nessun'altra verifica soprattutto relativa al luogo o all'edificio scelto;
il comune, quindi, deve prendere atto del "diritto" alla residenza, registrando, eventualmente, situazioni anomale di natura urbanistica e igienico-sanitaria, conseguenti all'insediamento avvenuto e con l'esigenza, spesso, dell'adozione di provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di salute pubblica;
accertato inoltre che qualsiasi cittadino che intenda realizzare un edificio su un qualsiasi terreno deve, invece, fornire idonea documentazione relativa all'area, agli impianti e al decoro,
si chiede di sapere se non si intenda, verificata l'anomala situazione che costringe i sindaci ad emettere provvedimenti chiaramente contraddittori circa, da una parte, il rilascio della residenza anagrafica e, contemporaneamente, dall'altra, lo sgombero di roulotte ed altro dal luogo dove viene riscontrato l'insediamento, proporre la modifica delle norme esistenti circa l'iscrizione anagrafica, nel senso che i comuni possano e debbano accertare, prima di rilasciarla, l'idoneità del terreno, dell'edificio e di ogni altro contenitore.