premesso che
nel DPEF 2008-2011 il Governo letteralmente dichiara: "...è auspicabile che il valore della spesa primaria diventi un punto di riferimento nella discussione Parlamentare sul presente Documento di Programmazione Economico-Finanziaria. Una indicazione in questa direzione nell'ambito della risoluzione parlamentare rappresenterebbe un'ulteriore e importante tassello della strategia seguita in questi mesi per migliorare la qualità della spesa pubblica e per sostenere il processo di risanamento dei conti pubblici. Tale indicazione costituirebbe un elemento strategico per il Governo in sede di definizione della Legge finanziaria e per il Parlamento nella fase emendativa. Ciò andrebbe nella direzione di quanto stabilito dalla legge 468/78 in tema di bilancio. Essa infatti prevede che il DPEF contenga elementi relativi alle variazioni di spesa necessarie per rispettare gli obiettivi di indebitamento netto in rapporto al PIL" (p, 38);
nel corso della sua audizione presso le commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera il Governatore della Banca d'Italia ha autorevolmente sostenuto che: "la proposta, avanzata nel Documento, di indicare un limite alla spesa primaria nell'ambito della risoluzione parlamentare relativa al DPEF va nella giusta direzione";
nella stessa occasione, il Governatore Draghi ha altresì chiarito che: "...il conseguimento del pareggio di bilancio nel 2011, senza inasprimenti fiscali né riduzioni degli investimenti rispetto agli andamenti tendenziali, richiede che l'incidenza delle spese primarie sul PIL scenda di quasi 3 punti percentuali fra il 2008 e il 2011...";
poiché la spesa per interessi è determinata dal mercato e dal livello del debito, oggetto di vincolo deve essere la spesa corrente al netto degli interessi;
nel DPEF si quantifica il rapporto fra spese primarie correnti e PIL per il 2007 nel 39,8 per cento (Tavola III. 7)
e dopo la parola: «Governo» inserire il seguente punto:
«a mantenere il rapporto fra la spesa primaria corrente e il PIL nel limite del 39,3 per cento nel 2008, del 38,7 per cento nel 2009, del 38 per cento nel 2010, del 37,2 per cento nel 2011, con una riduzione complessiva nel quadriennio di programmazione di almeno 2,6 punti percentuali».
(6-00058) 2.2
V. testo 2
Alla proposta di risoluzione n. 2 dopo la parola: «Governo,» inserire il seguente punto:
«a prevedere, nel disegno di legge collegato alla decisione di bilancio che, per la parte non inclusa nel disegno di legge finanziaria, andrà ad intervenire sui costi della politica e sulla razionalizzazione della spesa pubblica, un ridimensionamento quantitativo dell'Esecutivo e dei relativi costi, con particolare riferimento al numero dei sottosegretari,».
(6-00058) 2.2 (testo 2)
Respinto
Alla proposta di risoluzione n. 2 dopo la parola: «Governo,» inserire il seguente punto:
«a prevedere,già in sede di esame un ridimensionamento quantitativo dell'Esecutivo e dei relativi costi, con particolare riferimento al numero dei sottosegretari,».
(6-00058) 2.3
Respinto
Alla proposta di risoluzione n. 2, dopo la parola: «Governo,» inserire il seguente punto:
«ad inserire nel disegno di legge collegato alla decisione di bilancio che, per la parte non inclusa nel disegno di legge finanziaria, andrà ad intervenire sui costi della politica e sulla razionalizzazione della spesa pubblica, una modifica dell'articolo 1 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261: "Determinazione dell'indennità spettante ai membri del Parlamento", che preveda, fra l'altro, la soppressione dei meccanismi di automatico aumento delle indennità dei parlamentari».
Allegato B
Dichiarazione di voto del senatore Barbato sulla proposta di risoluzione n. 2 al Doc. LVII, n. 2-bis
Signor Presidente, colleghi, la recente e imprevista crisi dei mutui americani che ha investito i mercati finanziari mondiali ha reso necessario prevedere un lieve ribasso delle stime di crescita