SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIV LEGISLATURA ------
876a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
MARTEDÌ 4 OTTOBRE 2005
(Pomeridiana)
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Presidenza del presidente PERA,
indi del vice presidente DINI
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N.B. Sigle dei Gruppi parlamentari: Alleanza Nazionale: AN; Democratici di Sinistra-l'Ulivo: DS-U; Forza Italia: FI; Lega Padana: LP; Margherita-DL-l'Ulivo: Mar-DL-U; Per le Autonomie: Aut; Unione Democristiana e di Centro: UDC; Verdi-l'Unione: Verdi-Un; Misto: Misto; Misto-il Cantiere: Misto-Cant; Misto-Comunisti Italiani: Misto-Com; Misto-Democrazia Cristiana per le Autonomie: Misto-DC-Aut; Misto-Italia dei Valori: Misto-IdV; Misto-La Casa delle Libertà: Misto-CdL; Misto-Lega per l'Autonomia lombarda: Misto-LAL; Misto-MIS (Movimento Idea Sociale): Misto-MIS; Misto-Nuovo PSI: Misto-NPSI; Misto-Partito Repubblicano Italiano: Misto-PRI; Misto-Rifondazione Comunista: Misto-RC; Misto-Socialisti democratici Italiani-Unità Socialista: Misto-SDI-US; Misto Popolari-Udeur: Misto-Pop-Udeur.
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RESOCONTO SOMMARIO
Presidenza del presidente PERA
La seduta inizia alle ore 16,33.
Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana del 29 settembre.
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna. (v. Resoconto stenografico).
PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,34 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.
Esposizione economico-finanziaria del Ministro dell'economia e delle finanze
TREMONTI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'economia e delle finanze. L'analisi della manovra economica prevista dalla legge finanziaria deve essere inquadrata in un contesto europeo, il solo che può rendere comprensibile il recente andamento dell'economia italiana e fornire prospettive per il futuro. Cinque dei sei più grandi Paesi dell'Europa hanno superato il limite del 3 per cento, il che non significa che il Patto non abbia funzionato sotto il profilo politico, quanto piuttosto che l'economia europea si è trovata impreparata a fronteggiare la globalizzazione: le difficoltà economiche dell'Europa nel 2004 stridono con la fortissima crescita dell'economia mondiale ed il sostenuto sviluppo degli Stati Uniti e dell'Asia. È pertanto ineludibile una politica a dimensione europea, con l'adozione di un concreto programma finalizzato in via prioritaria alla ripresa dell'economia. L'Europa deve smettere di applicare ai Paesi membri penalizzanti regole asimmetriche. Bisogna giungere all'emissione di titoli di debito pubblico europeo per finanziare la riconversione dell'industria, visto che il Trattato di Roma vieta aiuti di Stato ma non l'utilizzo della leva pubblica; occorre inoltre attrarre capitali esterni all'area euro e trasferire l'asse del prelievo fiscale dalle persone alle cose. Nel contesto europeo, bisogna esaminare razionalmente le cause strutturali che hanno influito sull'andamento dell'economia italiana, che dagli anni '60 fino al 1985 è cresciuta più della media europea, mentre dal 1986 fino alla fine degli anni '90 ha registrato un differenziale negativo e negli ultimi anni è cresciuta poco, anche se in misura superiore alla Germania. La bassa crescita italiana non è stata influenzata dagli attentati dell'11 settembre del 2001, quanto piuttosto dai contraccolpi che sul sistema economico ha determinato l'adozione dell'euro e la concorrenza della Cina; l'ingresso nell'euro è stato un elemento estremamente positivo per tutti i Paesi dell'area e per il consolidamento del debito pubblico italiano, ma il repentino passaggio dalle periodiche svalutazioni competitive ad una sopravvalutazione della moneta ha determinato forti tensioni sul sistema produttivo nazionale, mentre i bassi tassi di interesse, elemento certamente positivo per la finanza pubblica, hanno ridotto i consumi delle famiglie influendo sull'andamento economico. Inoltre, il change over non è stato neutrale in nessun Paese d'Europa, il che può parzialmente spiegare l'andamento dei referendum, mentre l'asimmetrica concorrenza della Cina ha coinvolto oltre metà dei prodotti che determinano l'export italiano, con conseguente notevole sottrazione di quote di mercato. Ciò nonostante, l'economia italiana è ancora molto forte e la finanziaria contiene misure, relative ai distretti, alla protezione e alla riconversione dell'apparato industriale, precipuamente finalizzate a rafforzarla. Se inoltre si vuol cogliere l'occasione dell'ultima finanziaria della legislatura per tentare un bilancio anche comparativo rispetto alla legislatura precedente, non si può non rilevare che allora lo straordinario risultato dell'ingresso nella moneta unica non fu accompagnato da un oggettivo risanamento dei conti pubblici, visto che già nel 2001 il deficit superava i parametri del Patto di stabilità; inoltre, ad esclusione del cosiddetto pacchetto Treu, i Governi di centrosinistra non hanno realizzato riforme strutturali, mentre l'istituzione dell'IRAP e l'intervento sulle rendite finanziarie possono definirsi delle controriforme. Nella presente legislatura, pur in condizioni oggettivamente difficili, la gestione della finanza pubblica ha consentito di mantenere tenuta sociale, un adeguato sostegno alla domanda ed il sostanziale controllo dei conti pubblici, evitando che l'Italia fosse il primo Paese a violare i parametri di Maastricht. Inoltre, sono state realizzate riforme strutturali nei settori delle pensioni, del lavoro, delle infrastrutture e dell'istruzione. Le più recenti rilevazioni indicano segnali positivi per l'economia italiana, quali la crescita del PIL nel secondo trimestre, l'aumento dei consumi delle famiglie e degli investimenti, l'incremento delle esportazioni e la riduzione delle scorte e più complessivamente un clima di maggiore fiducia da parte delle imprese e delle famiglie. L'occupazione continua a crescere, tanto che il tasso di disoccupazione è al livello più basso dal 1993 e l'inflazione resta stabile nonostante il forte aumento del prezzo del petrolio, le retribuzioni sono cresciute al tasso del 3 per cento ed è notevole anche il livello dei profitti. Pertanto, la strategia di politica economica consente di formulare attendibili previsioni di una modesta crescita nel secondo semestre dell'anno in corso e di un suo consolidamento nel prossimo anno. In conclusione, le più rilevanti misure contenute nella finanziaria e nel decreto-legge (che prevede un rapporto equilibrato tra interventi strutturali e una tantum e stime assolutamente ragionevoli del recupero dell'evasione) riguardano la riforma del secondo pilastro della previdenza; il riconoscimento giuridico dei distretti finalizzato al sostegno delle medie imprese; la riforma delle esattorie ed il coinvolgimento dei Comuni nella riduzione dell'evasione fiscale, non sufficientemente contrastata negli anni '90; l'introduzione del 5 per mille per il finanziamento della ricerca e del volontariato, misura che modificherà in profondità la struttura sociale e morale del Paese; l'istituzione di una banca del Sud a proprietà diffusa, per assicurare un'effettiva crescita del Mezzogiorno. Inoltre, a riprova della vocazione sociale della compagine di Governo, vengono incrementati gli stanziamenti per la sanità, garantita la continuità degli investimenti al Sud e l'entità del Fondo per le aree sottoutilizzate. D'altro canto, gli interventi di rigore sono equilibrati, visto che l'intervento sugli enti locali (che riporta lo stanziamento ai livelli del 2003) è ragionevole ed incide su un'area passibile di economie, mentre restano invariate le spese sociali e quelle per il personale ed ulteriori benefici potranno derivare dalla ricontrattazione dei mutui accesi dagli stessi enti locali. Auspica pertanto che su questi problemi, essenziali per gli interessi del Paese, si realizzi in Senato una costruttiva dialettica. (Vivi applausi dai Gruppi FI, AN, UDC e LP e della senatrice Thaler Ausserhofer e dai banchi del Governo).
PRESIDENTE. Per consentire alla Commissione bilancio di perfezionare il parere sugli emendamenti riferiti al provvedimento iscritto al punto successivo dell'ordine del giorno, sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 17,20, è ripresa alle ore 17,50.
Seguito della discussione del disegno di legge:
(3587) Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2005, n. 163, recante disposizioni urgenti in materia di infrastrutture (Relazione orale)
PRESIDENTE.Procede all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che sono dati per illustrati, e ricorda che la 5a Commissione ha espresso, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, parere contrario sugli emendamenti 1.100 (limitatamente al comma 1), 1.9, 1.0.1, 1.0.5, 1.0.9 e 1.0.10 e parere condizionato sugli emendamenti 1.0.100 e 1.0.11.
GRILLO, relatore. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 1.4, 1.11, 1.500, 1.18, 1.19, 1.20, 1.0.1, 1.0.11, 1.0.100 e 1.0.12; invita i presentatori degli emendamenti 1.0.5 e 1.0.10 a ritirarli in quanto assorbiti da proposte della Commissione ed esprime parere contrario sui restanti emendamenti.
MARTINAT, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Condivide il parere del relatore.
DONATI (Verdi-Un). Ritira l'emendamento 1.100.
Il Senato respinge l'emendamento 1.2.
PRESIDENTE. Passa alla votazione dell'emendamento 1.300 e dispone la verifica del numero legale, chiesta dalla senatrice DONATI (Verdi-Un). Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.
La seduta, sospesa alle ore 18, è ripresa alle ore 18,22.
Presidenza del vice presidente DINI
Previe distinte verifiche del numero legale, chieste dalla senatrice DONATI (Verdi-Un), il Senato approva l'emendamento 1.4 e respinge gli emendamenti 1.300, 1.6, 1.7 e 1.8. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla stessa senatrice DONATI, è altresì respinto l'emendamento 1.5.
Calendario dei lavori dell'Assemblea
Discussione e reiezione di proposta di modifica
PRESIDENTE. Invita il senatore segretario a dare lettura dei pareri espressi dalla 5a e dalla 1a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti. (v. Resoconto stenografico). Ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, dichiara improponibili, per estraneità al contenuto del decreto-legge, gli emendamenti 1.0.6, 1.0.106, 4.20, 4.21, 4.300, 4.0.110, 4.0.111, 5.3, 5.0.100, 5.0.101, 5.0.102, 6.0.5, 6.0.101, 6.0.6, 6.0.102, 6.0.103, 6.0.104, 6.0.19, 6.0.200, 6.0.21, 6.0.22 e 6.0.200a. Passa all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge di conversione, avvertendo che gli emendamenti sono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.Comunica le determinazioni assunte a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo in ordine al calendario dei lavori fino al 7 novembre, specificando che la sessione di bilancio decorrerà dal 7 ottobre. (v. Resoconto stenografico).
BOCO (Verdi-Un). In coerenza con l'ostruzionismo deciso dall'opposizione per difendere l'attuale sistema elettorale contro il tentativo della maggioranza di cambiarlo in senso proporzionale nello scorcio finale della legislatura, propone di modificare il calendario dei lavori con l'immediata interruzione dell'esame del decreto-legge sulle infrastrutture e il passaggio a quello concernente l'influenza aviaria. Propone quindi di verificare la presenza del numero legale.
Previa verifica del numero legale, il Senato respinge la proposta di modifica formulata dal senatore Boco, restando pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Riprende la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge.
Con votazione nominale elettronica chiesta dalla senatrice DONATI (Verdi-Un) ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge l'emendamento 1.9. Previe distinte verifiche del numero legale, chieste sempre dalla senatrice DONATI, sono respinti gli emendamenti 1.10 e 1.12 ed è approvato l'1.11.
PRESIDENTE. Su richiesta della senatrice DONATI (Verdi-Un), prima della votazione dell'emendamento 1.13 dispone la verifica e avverte che il Senato non è in numero legale. Sospende quindi la seduta per venti minuti.
La seduta, sospesa alle ore 18,47, è ripresa alle ore 19,07.
Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore ZANDA (Mar-DL-U), il Senato respinge l'emendamento 1.13.
PRESIDENTE. Su richiesta del senatore ZANDA (Mar-DL-U), dispone la verifica del numero legale sulla votazione dell'emendamento 1.14. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.
La seduta, sospesa alle ore 19,09, è ripresa alle ore 19,30.
Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-Un), il Senato respinge l'emendamento 1.14. Il Senato approva l'emendamento 1.500. Con votazioni precedute da distinte verifiche del numero legale, chieste dalla senatrice DONATI (Verdi-Un), il Senato respinge gli emendamenti 1.15 e 1.16 (identico all'1.17) e approva l'emendamento 1.18. Vengono altresì approvati gli emendamenti 1.19 e 1.20.
GRILLO, relatore. L'emendamento 1.0.1 propone il rafforzamento del personale dell'ENAC, che provvederebbe all'onere aggiuntivo con proprie risorse. Chiede l'opinione del Governo sul parere contrario espresso dalla Commissione bilancio e si rimette alle decisioni dell'Assemblea.
MARTINAT, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Governo conferma il parere favorevole già espresso in Commissione.
BRUTTI Paolo (DS-U). Chiede ai senatori Democratici di sinistra di sostenere l'emendamento 1.0.1, importante per il rafforzamento della sicurezza nel trasporto aereo ed anche per affrontare la condizione di alcuni lavoratori precari.
Con votazione nominale elettronica, ai sensi articolo 102-bis del Regolamento, il Senato approva l'emendamento 1.0.1.
BRUTTI Paolo (DS-U). Ritira gli emendamenti 1.0.5 e 1.0.9.
PRESIDENTE. L'emendamento 1.0.10 si intende ritirato.
Il Senato approva l'emendamento 1.0.11 (testo 2), identico all'1.0.100 (testo 2), e l'emendamento 1.0.12. Sono invece respinti gli emendamenti 1.0.101, 1.0.102, 1.0.103, 1.0.105 e 1.0.104.
PRESIDENTE. Passa all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, ricordando che la Commissionebilancio ha espresso, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, parerecontrario sugli emendamenti 2.1, 2.0.106, 2.0.3, 2.0.101, 2.0.20, 2.0.102, 2.0.6 e parere condizionato sugli emendamenti 2.0.108, 2.0.109 e 2.0.1.
ZANDA (Mar-DL-U). Illustra gli emendamenti 2.0.13 e 2.0.100 tendenti a regolare più correttamente il rapporto tra progettazione ed esecuzione delle grandi opere al fine di garantire controlli più efficaci. Rileva che l'emendamento 2.0.20 della Commissione ripropone una parte dell'emendamento 2.0.100 sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario.
MALABARBA (Misto-RC). Gli emendamenti a sua firma, che non può illustrare a causa del contingentamento dei tempi di discussione, riguardano il Ponte sullo Stretto di Messina, il traffico ferroviario tra Italia e Francia, l'indennità di malattia degli autoferrotranvieri, il potenziamento del trasporto aereo e la pubblicazione dell'elenco delle compagnie cui è stato negato il permesso di sorvolo sull'Italia, nonché il salario di mancato avviamento al lavoro nelle attività portuali.
GRILLO, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti ad eccezione di quelli presentati dalla Commissione, disponibile tuttavia ad adeguarsi al parere contrario della Commissione bilancio.
MARTINAT, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ricorda che sull'emendamento 2.1 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario.
GRILLO, relatore. Ritira l'emendamento 2.1.
Il Senato respinge l'emendamento 2.2.
GRILLOTTI (AN). Contesta il parere contrario del relatore sull'emendamento 2.2.
CICOLANI (FI). Riformula l'emendamento 2.0.1 (v. Allegato A) sopprimendo il capoverso 2-ter su cui vi è il parere contrario della Commissione bilancio.
GRILLO, relatore. Esprime parere favorevole sulla prima parte dell'emendamento.
MARTINAT, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Concorda con il relatore.
Il Senato approva l'emendamento 2.0.1 (testo 2).
DONATI (Verdi-Un). Annuncia il voto favorevole sull'emendamento 2.0.3 e insiste per la sua votazione.
ZANDA (Mar-DL-U). Dissente del parere contrario della Commissione bilancio in quanto l'emendamento non comporta oneri aggiuntivi.
Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge l'emendamento 2.0.3. Con votazione preceduta dalla verifica del numero legale, chiesta dalla senatrice DONATI (Verdi-Un), è respinto l'emendamento 2.0.100.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.0.101 è improcedibile.
GRILLO, relatore. In considerazione del parere contrario della Commissione bilancio, ritira l'emendamento 2.0.20 ed invita il senatore Zanda a ritirare l'identico 2.0.102.
ZANDA (Mar-DL-U). Insiste per la votazione dell'emendamento,segnalando l'erroneità del parere della Commissione bilancio su un emendamento importante, che non comporta oneri e garantisce il controllo sulla realizzazione delle grandi opere.
Con votazione nominale elettronica, ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, il Senato respinge l'emendamento 2.0.102. Con votazioni precedute da distinte verifiche del numero legale, chieste dalla senatrice DONATI (Verdi-Un),sono respinti gli emendamenti 2.0.200, 2.0.201, 2.0.103 e 2.0.4. Con votazione nominale elettronica, chiesta sempre dalla senatrice DONATI, il Senato respinge l'emendamento 2.0.5.
PRESIDENTE. Su richiesta della senatrice DONATI (Verdi-Un), indìce la verifica del numero legale sulla votazione dell'emendamento 2.0.104. Avverte che il Senato non è in numero legale e, apprezzate le circostanze, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta. Dà quindi annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno per le sedute del 5 ottobre.
La seduta termina alle ore 20,15.
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del presidente PERA
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,33).
Si dia lettura del processo verbale.
PASSIGLI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 29 settembre.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico
PRESIDENTE.Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.
Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,34).
Esposizione economico-finanziaria del Ministro dell'economia e delle finanze
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca: "Esposizione economico-finanziaria del Ministro dell'economia e delle finanze".
Ha facoltà di parlare il ministro Tremonti.
TREMONTI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, signori senatori, alle cifre relative ai conti pubblici per il 2006 e seguenti, vorrei aggiungerne alcune altre - politiche - per discutere su quanto è avvenuto, su quanto avviene e su quanto avverrà in Italia e in Europa, o forse è meglio dire in Europa ed in Italia.
Questa visione non è volta a ridurre il grado relativo delle responsabilità nazionali; è per accrescere il margine oggettivo di comprensione della realtà. La visione, infatti, è organica o non lo è, è europea o non lo è. Secondo i dati della Commissione europea Eurostat, 5 dei 6 più grandi Paesi dell'Unione, Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Polonia, sono sopra il 3 per cento del rapporto deficit-PIL.
Stiamo dunque facendo riferimento ad un fenomeno che, per dimensione, interessa i tre quarti circa della popolazione europea, i tre quarti circa del PIL europeo. L'eccezione si è trasformata in regola. Questo non vuol dire che il Patto di stabilità e di crescita, essenziale per la meccanica costituzionale europea non abbia funzionato come strumento politico; all'opposto, il Patto ha funzionato come strumento politico. Ha escluso politiche unilaterali e discrezionali, e comunque devianti, di deficit spending, ha determinato la prassi di una disciplina comune. Quello che non ha funzionato in Europa non è stato il Patto, è stata l'economia.
Permettetemi la lettura di un frammento tratto da un discorso politico che considero di grande rilevanza: «Il sogno europeo si urta con una realtà economica e sociale che desta preoccupazione, e anche angoscia, in molti cittadini europei. Il bilancio economico di questi ultimi cinque anni non è certo esaltante. La crescita economica non riparte, la competizione mondiale si fa più dura, l'invecchiamento della popolazione aumenta, nuove paure ed incertezze minano la fiducia delle nostre società, la paura di perdere il lavoro, di essere esclusi, di essere costretti ad affrontare una guerra fra popoli fra delocalizzazione, immigrazione clandestina.
Sono problemi veri, sono problemi seri, percepiti sulla propria pelle da molti dei nostri concittadini. E noi, Governi nazionali e istituzioni europee, forze politiche e attori sociali, abbiamo il dovere di proporre risposte». Questo è un frammento tratto dal discorso pronunciato dal Presidente del Parlamento europeo Joseph Borell al congresso DS del 3 febbraio scorso. Lo sottoscrivo totalmente, e per questo cercherò di chiudere il mio intervento parlando di Europa.
Nel 2004 l'economia mondiale è cresciuta al tasso più elevato registrato negli ultimi trent'anni: più 5, 1 per cento. Ciò è stato per effetto della forte espansione degli Stati Uniti d'America (più 4,4) e dei Paesi asiatici, in particolare della Cina (più 9,5). Non è stato così in Europa. Cosa è avvenuto, cosa avviene in Europa? In estrema sintesi non è l'Europa che è entrata nella globalizzazione, ma la globalizzazione che è entrata in Europa trovandola non preparata. Ma teniamo ancora l'Europa in chiusura, torniamo all'Italia.
Dobbiamo - io credo - e possiamo essere equilibrati tra due estremi opposti. Come non ha senso considerare solo l'Italia, ignorando il rapporto dell'Italia con l'Europa e dell'Europa con il resto del mondo, così non ha senso neanche ignorare quanto è specifico dell'Italia. Per capire come siamo e dove andiamo è necessario capire da dove veniamo.
Negli anni che vanno dal 1961 al 1985 l'Italia cresce più dell'Europa. Fra il '61 e il '73 la crescita media italiana è del 5,3 per cento, contro il 5,1 della crescita media europea, con l'Europa a dodici. Negli anni fra il 1970 ed il 1975 la crescita media italiana è del 2,7 per cento contro il 2,1 per cento della crescita media europea, sempre con l'Europa a dodici. L'inversione nel differenziale di crescita da negativo a positivo per l'Italia si manifesta e si registra successivamente.
Nel periodo fra il 1986 ed il 1990 la crescita media italiana è del 2,9 per cento, contro il 3,3 della crescita media europea. Il differenziale negativo per l'Italia si stabilizza durante tutti gli anni Novanta. Fra il '91 ed il '95, Italia 1,3, Europa 1,5 (Europa a dodici); nel 1996 1,1 contro 1,4; nel 1997 2 contro 2,3; nel 1998 1,8 contro 2,9; nel 1999 1,7 contro 2,8; nel 2000 3 contro 3,5; nel 2001 1,8 contro 1,6 (questa è una relativa eccezione); nel 2002 0,4 contro 0,9; nel 2003 0,3 contro 0,4, nel 2004 1,2 contro 1,7. In sintesi, in questo periodo l'Europa cresce meno di prima e l'Italia continua a crescere meno dell'Europa.
Le cause del differenziale di crescita negativo italiano rispetto all'Europa non sono congiunturali, sono strutturali; quindi hanno origini insieme profonde e remote. Nell'analizzarle e nel valutare la situazione presente io credo che tutti insieme dobbiamo applicare un criterio razionalistico, un criterio causa-effetto, non un criterio paralogico del tipo "post hoc, ergo propter hoc". Cerco di essere chiaro: se c'è colpa di un Governo non è nell'essere venuto dopo; se c'è colpa di un Governo è nel non aver fatto prima.
Semplificando, ma non generosamente (non voglio farlo), si potrebbe dire che negli anni Novanta l'Italia è riuscita a entrare nell'euro, ma non è riuscita a restare nella competizione globale internazionale. Non sarebbe corretto metterla in termini così schematici, ma, vi prego, non è neanche corretto l'opposto, cioè dire: post hoc, ergo propter hoc. Io credo che il meccanismo di analisi delle cause e degli effetti porti a dire che, se la crisi è strutturale, anche gli effetti sono remoti, antecedenti e non imputabili solo per il fatto di essere venuti dopo.
Per fare un esempio della posizione relativa dell'economia italiana e un esempio ulteriore dell'intensità di crisi che si sta manifestando in Europa, vorrei fare un rapporto tra Italia e Germania.
Nel 2001 l'Italia è cresciuta dell'1,8 per cento, la Germania dello 0,6; nel 2002 l'Italia è cresciuta dello 0,4 per cento, la Germania dello 0,2; nel 2003 l'Italia è cresciuta dello 0,3 per cento, la Germania è cresciuta di un meno 0,1. Uno potrebbe dire che l'Italia è cresciuta comunque il doppio della Germania, ma non mi sembra questo un criterio di analisi particolarmente rilevante; però non è neanche rilevante il criterio opposto, cioè l'identificazione di paradigmi esterni positivi e, per differenza, la valutazione negativa del nostro Paese.
Si può dire: adesso l'economia tedesca riprende, ha generato una profonda riconversione dell'apparato industriale, ha una performance economica che attualmente è leggermente migliore di quella italiana (ma sulla performance italiana vorrei dire dopo). Io invito a una lettura più critica delle cifre, che dimostra l'intensità dei fenomeni che registriamo in Europa. Non dimentichiamo il fatto che siamo un mercato comune e che l'andamento dell'economia tedesca è comunque fortemente rilevante anche per l'andamento dell'economia italiana.
La Germania ha creato 5 milioni di posti di lavoro fuori dai suoi confini, ha creato 5 milioni di disoccupati nei suoi confini; ha delocalizzato la produzione industriale e la tassazione industriale, fonte di risorse per il bilancio federale, ha localizzato il welfare State; un conto è il made in Germany e un conto è il made by Germany. Si chiede di prendere i dati dell'export? Bene, guardiamo lì dentro: su un bene che viene esportato dal sistema Germania, dalle multinazionali tedesche, spesso - faccio il caso di un'automobile - il valore aggiunto generato in Germania è pari al 12 per cento, mentre il valore aggiunto generato fuori dalla Germania è pari all'88 per cento; il fatturato è complessivamente fatto da 100, ma quello che resta nelle tasche delle famiglie tedesche e nel bilancio federale tedesco è 12.
Io credo che, dietro questi fenomeni, vi sia la determinante del voto politico in Germania, dell'assetto critico del sistema politico tedesco, dell'assetto critico delle finanze tedesche. Il progetto di finanziaria per la Germania 2006 prevede 34 miliardi di entrate una tantum.
Cosa è successo in Italia negli ultimi anni? Credo di aver avuto un po' di tempo per riflettere su tutti questi fatti. Non c'entra niente con l'Italia o con l'Europa l'11 settembre…
MORANDO (DS-U). Hai sostenuto per anni che c'entrava moltissimo.
TREMONTI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'economia e delle finanze. Non c'entra nulla con quello che è successo in Italia o in Europa l'11 settembre. L'11 settembre c'è stato in America e abbiamo visto che l'America e il resto del mondo hanno sviluppato una… (Commenti del senatore Morando).
PRESIDENTE. Senatore Morando, non si faccia prendere la mano.
TREMONTI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'economia e delle finanze. Ti ringrazio, è una garbata osservazione. Mi permetto però di dire che i fenomeni che cerco di rappresentare hanno una complessità che non era nota o conoscibile anche a quelli che avevano responsabilità.
Sicuramente - e lo abbiamo visto dopo, da come è andata in seguito l'economia americana e asiatica - l'11 settembre ha prodotto effetti limitati proprio nel luogo dell'epicentro. Se uno legge tutta la letteratura economica, i rapporti della Commissione europea, della BCE, del Fondo monetario internazionale, dell'OCSE, del G7, non trova evidenza in ordine alla cascata, alla intensità dei fenomeni che erano in atto in Europa.
L'espressione più comune che potete trovare è «andamento congiunturale negativo verso una prospettiva positiva». La mia impressione è che tutto quanto è successo in questi anni sia chiaro adesso, dopo un lasso di tempo e una cascata di fenomeni molto complessa.
Qui dirò una cosa che può sembrare, senatore Morando, una precisazione autocritica. Non ho mai creduto nelle magnifiche e progressive sorti della congiuntura: capivo che stavano avvenendo fatti particolarmente critici. A chi mi dice di aver fatto una finanza di tenuta nella prospettiva della ripresa rispondo che non era la mia politica. Credetemi, la finanza di tenuta è stata fatta per tenere l'impianto sociale ed economico nel modo più efficiente, quindi meno traumatico possibile, e poi - l'ho detto in sede europea - per evitare che il mio Paese fosse il primo a superare il 3 per cento di Maastricht. Sarebbe stato molto diverso se l'Italia - e non la Germania o la Francia - fosse stata la prima.
Quali sono, a mio avviso, le criticità che si sono accumulate in questi anni e che hanno determinato l'andamento dell'economia italiana? Le indicherò, ma vi prego di non formulare subito una reazione critica perché cercherò di svilupparle. Io credo che debbano essere cercate dalle parti dell'euro e dalle parti della Cina.
Cominciamo con l'euro. Per essere chiari - l'ho detto e lo ripeto - l'euro è stato straordinariamente positivo per la Repubblica italiana per l'effetto che ha prodotto di consolidamento del nostro debito pubblico. Credo che tutti i Paesi d'Europa abbiano guadagnato dall'euro, alcuni specificamente: la Germania ha avuto l'unificazione, l'Italia il consolidamento del suo debito pubblico.
Questo è un dato fondamentale e principale che credo stia sopra tutto. Ma, nella transizione dalle vecchie monete all'euro, nel profondo dell'economia italiana, sono avvenuti alcuni fatti che non possiamo considerare inesistenti o irrilevanti.
In primo luogo, l'industria italiana è passata di colpo dalla storica tecnica delle svalutazioni ad una supervalutazione del corso del cambio. Non voglio fare qui, naturalmente, l'apologia delle svalutazioni: mi limito a dire che passare da un eccesso all'eccesso opposto in due anni produce effetti di shock, di tensione, su qualsiasi apparato industriale.
In secondo luogo, la nuova moneta ha determinato bassi, minimi saggi di interesse. Siamo passati di colpo a questo, partendo da una struttura del risparmio - e quindi della remunerazione del risparmio e della domanda - che era basata su alti tassi di interesse. Non farò un'apologia degli alti tassi di interesse: mi limito a constatare che su questi le famiglie italiane hanno basato una parte dei loro consumi, spesso consumi durevoli. Il passaggio improvviso da un eccesso all'eccesso opposto ha prodotto effetti non irrilevanti sul piano economico.
In terzo luogo, il changeover non è stato neutrale in nessun Paese d'Europa. Ovunque vai, ti senti dire che i prezzi sono saliti o che i salari sono scesi. Non voglio qui formulare valutazioni critiche o analitiche su ciò che è successo tecnicamente in sede di changeover, ma ovviamente sono a disposizione per un approfondimento della discussione su questo punto. Certamente, in tutta Europa (e questo spiega anche l'andamento dei referendum) il changeover non è stato neutrale.
Seconda criticità: l'impatto della concorrenza asimmetrica che viene dall'Asia, in particolare dalla Cina, un modo per indicare un fenomeno complesso. Secondo una recente indagine della Fondazione Edison, dal 1996 al 2004 (quindi un periodo piuttosto lungo, che si posiziona comunque dopo il WTO di Marrakech della primavera del 1994) la concorrenza cinese in Europa a danno dell'Italia ha toccato direttamente 21 dei primi 40 prodotti che determinano i più elevati saldi attivi nella nostra bilancia commerciale.
In 21 prodotti l'import della UE dall'Italia è cresciuto, tra il 1996 e il 2004, solo del 23 per cento, da 17 a 20 miliardi di euro; invece l'import europeo dalla Cina per gli stessi prodotti è aumentato del 251 per cento. Non sono dunque solo il tessile, l'abbigliamento e le calzature italiane a risultare colpiti dalla concorrenza cinese, ma anche la meccanica, il mobilio, il materiale per l'edilizia e persino i prodotti alimentari. Nel complesso, tra il 1996 e il 2004 la Cina ha sottratto all'Italia, a livello UE, circa 13 miliardi di euro di quote di mercato, nei soli 21 prodotti esaminati dalla Fondazione Edison.
Per essere chiari, siamo ancora molto forti e cercherò di fornire tre dati per indicare la permanente forza dell'economia italiana. L'industria alimentare delle bevande italiane ha generato, nel 2004, un valore aggiunto pari a 18 miliardi di euro, superiore a quello dell'industria tedesca e finlandese negli apparecchi telefonici, radio e tv messi insieme; l'abbigliamento-moda e l'arredo-casa hanno generato insieme un valore aggiunto pari a 42,4 miliardi di euro, superiore a quello dell'industria tedesca degli autoveicoli, che è piuttosto grande e registra 38,2 miliardi di euro, e superiore a quello dell'intera industria della Svezia pari a 41 miliardi di euro; la meccanica italiana, esclusa l'elettronica, ha generato un valore aggiunto pari a 54 miliardi di euro, ed è dunque seconda in Europa solo a quella tedesca.
Siamo forti e dobbiamo restare forti. E' questo il senso dell'intervento che cercherò di fare parlando della finanziaria a proposito dei distretti; questo è il senso dell'esposizione che cercherò di fare parlando sull'Europa a proposito di competizione, di protezione e di riconversione industriale dell'apparato europeo.
Questa è l'ultima finanziaria della legislatura, dunque è - se permettete - anche una finanziaria di bilancio: il bilancio di questa legislatura, il bilancio della precedente legislatura. Posso fare un bilancio comparato? (Commenti del senatore Morando). La legislatura di centro-sinistra ha certamente portato al Paese un risultato straordinario come quello dell'ingresso nell'euro.
Tuttavia, se posso aggiungere, salvo l'effetto della caduta dei saggi di interesse mondiali, europei ed italiani, non c'è stato un oggettivo risanamento dei conti pubblici. Il 2001 chiude a 3,2 punti, in deficit eccessivo (dato Eurostat) e non a 0,8 punti, come sarebbe stato se le previsioni fossero state corrette.
PASQUINI (DS-U). E l'avanzo primario?
TREMONTI, vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'economia e delle finanze. L'avanzo primario dipende dal PIL e da tante altre cose. Ma aggiungo e ripeto che eravamo in deficit eccessivo già nel 2001.
Il Governo è sempre disponibile, in sede di Commissione, per un'analisi sulla quantità e la qualità delle procedure una tantum adottate nella legislatura. In ogni caso, escluso l'euro ed escluso il fondamentale pacchetto Treu, non sono state fatte riforme strutturali in tutto il corso di quella legislatura. Se posso avanzare una critica, mi sembra che siano state fatte anche due controriforme, quella dell'IRAP e quella delle rendite finanziarie, che ha reso regressivo il nostro sistema fiscale.
Il bilancio della nostra legislatura: pur in un contesto di economia non positivo, per le ragioni che ho cercato di dire in Europa e in Italia, noi abbiamo cercato - e credo siamo riusciti - di garantire la tenuta sociale e la relativa tenuta - relativa rispetto al resto d'Europa - dei conti pubblici. In ogni caso, abbiamo fatto alcune riforme strutturali, pur in un contesto relativamente avverso.
La riforma italiana delle pensioni è considerata la migliore d'Europa e vi prego di credere che chi fa una riforma delle pensioni, non lo fa per prendere voti o soldi, dato che l'effetto si avrà nel 2008.
Per quanto riguarda la riforma del lavoro e i numeri sull'occupazione che vi darò dopo, riconosco il fatto che c'è una base della riforma Dini, ma anche voi dovete riconoscere che, sulla base di quella, era importante un intervento successivo.
Vi sono poi la riforma delle infrastrutture, la riforma - può essere valutata in positivo o in negativo - dell'istruzione, quella del diritto fallimentare e da ultimo tante altre. Oggi vi è questa finanziaria.
Per quanto concerne la ripresa congiunturale dell'economia italiana e le prospettive del 2006, le più recenti informazioni relative all'andamento dell'economia italiana segnalano un miglioramento della congiuntura, coerente con le previsioni presentate dal Governo nella Relazione previsionale e programmatica che accompagna la manovra di bilancio per il 2006.
In merito al PIL e ai conti nazionali, nel secondo trimestre 2005 il tasso di crescita del PIL è stato pari allo 0,7 per cento rispetto al primo trimestre, in netto recupero rispetto ai risultati negativi dei due trimestri precedenti. Nello stesso periodo i consumi delle famiglie sono cresciuti dello 0,6 per cento e gli investimenti dell'1,5 per cento.
Dal lato estero, le importazioni sono state trainate dalla rinnovata vivacità della domanda mentre il deprezzamento dell'euro, verificatosi nel secondo trimestre, ha determinato un recupero di competitività e quindi ha favorito le esportazioni - più 5,5 per cento in termini congiunturali - in netto miglioramento anche rispetto alla performance dei principali partner europei.
Dopo due trimestri fortemente positivi, il contributo delle scorte alla crescita del PIL è stato negativo, meno 0,3 per cento, a riprova del fatto che le imprese hanno dovuto far fronte alla crescente domanda. Nello stesso periodo dell'anno il PIL è cresciuto dello 0,5 per cento nel Regno Unito, dello 0,8 per cento in Giappone e negli Stati Uniti; viceversa la crescita della Francia e della Germania è rimasta sostanzialmente piatta.
Per quanto riguarda l'industria e il clima di fiducia, anche le condizioni produttive delle imprese industriali rilevano segnali di miglioramento. A luglio la produzione industriale è cresciuta dello 0,5 per cento rispetto al mese precedente, dopo un bimestre di andamenti negativi. Segnali positivi vengono anche dal fatturato e dagli ordinativi, in ripresa, rispettivamente, da due e quattro mesi consecutivi. Particolarmente buona è risultata la performance sull'estero rispetto a quella sul mercato nazionale. Le ultime inchieste ISAE mostrano un miglioramento del clima di fiducia sia delle imprese sia delle famiglie. A settembre entrambi gli indici hanno registrato un incremento pari a circa due punti percentuali rispetto ai valori di agosto.
Per quanto concerne il mercato del lavoro, nel primo semestre dell'anno in corso l'occupazione ha continuato a crescere. Secondo i dati dell'ultima rilevazione ISTAT sulle forze lavoro, a giugno di quest'anno gli occupati hanno superato i 22 milioni e 650.000 unità, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2004 di 213.000 unità (1 per cento). Il tasso di disoccupazione ha continuato a ridursi, attestandosi al 7,5 per cento, il valore più basso dal 1993.
In merito all'inflazione e alla retribuzione, nonostante le pressioni esterne legate al forte incremento del prezzo del petrolio, il tasso di inflazione è rimasto sostanzialmente stabile, lievemente al di sotto del 2 per cento nei primi otto mesi dell'anno. Le riduzioni registrate nei settori dei prodotti alimentari, dei servizi sanitari e delle comunicazioni hanno compensato i forti aumenti registrati nei capitoli di spesa relativi ai trasporti, acqua, elettricità, combustibili, bevande alcoliche e tabacchi. Nello stesso periodo le retribuzioni contrattuali sono cresciute a tassi di poco superiori al 3 per cento su base annua.
Nel 2004 i profitti delle società considerate in una indagine Medio banca sono risultati pari a 28 miliardi di euro, il valore più elevato nel decennio. Le società che ne hanno maggiormente beneficiato sono quelle appartenenti ai settori dell'energia e dei servizi pubblici
Per quanto riguarda le prospettive per l'economia 2005-2006, in base al netto miglioramento degli indicatori macroeconomici relativi al 2005, è plausibile prevedere che il PIL cresca a tassi moderatamente positivi nella seconda parte di quest'anno. La ripresa dell'economia dovrebbe proseguire e consolidarsi nel corso del 2006. Si prevede un incremento del PIL intorno all'1,5 per cento, valore coerente con quanto indicato del DPEF e sostanzialmente in linea con le più recenti previsioni dei principali organismi internazionali.
Nonostante l'emergere di alcuni nuovi potenziali fattori di rischio, l'evoluzione del commercio mondiale sembra meno sostenuta rispetto alle proiezioni di luglio, e ai forti aumenti del prezzo del petrolio, lo sviluppo dell'economia italiana trarrà beneficio dagli effetti di questa strategia di politica economica.
La dimensione quantitativa della finanziaria che si cala in questo contesto è rappresentata, oltre che nel testo ufficiale, in una tabella che mi permetto di lasciare agli atti.
Cerco di formulare una lettura politica. Le riforme che iniziano con questa finanziaria sono: il secondo pilastro della previdenza, con la devoluzione dei TFR ai fondi pensione; i distretti - questo è un punto fondamentale - previsti in termini graduali e sperimentali, che rimuovono probabilmente la più forte anomalia in essere nel nostro sistema industriale e integrano, o comunque iniziano, un fondamentale indirizzo di politica industriale in questo Paese. La grande industria ha criticità note, ma è importante, perché unico contesto in cui si fa ricerca, pur con difficoltà che derivano dalla struttura proprietaria.
Peraltro, mancano i fondi pensione. Ricordo anche il rapporto con le banche e le privatizzazioni, che in certi casi sono state fatte in modo oligarchico. Poi abbiamo milioni di piccole e medie imprese. Certo è ragionevole, ed è stato fatto, introdurre incentivi o premi per la concentrazione e la fusione, ma il processo deve superare le resistenze individuali degli imprenditori ed è comunque molto lento. Quel che va fatto, e che noi cerchiamo di fare, è far convergere la realtà legale sulla realtà sostanziale, sulla realtà industriale. In Italia i distretti esistono, sono parte strutturale del nostro sistema produttivo, ma non esistono per la legge, se non in forme marginali.
Quel che pensiamo fondamentale per una riforma della struttura industriale del Paese è far convergere la struttura formale della legge sulla realtà sostanziale dei distretti. Le ipotesi che vanno sviluppate, tutti insieme, perché non è la riforma di una parte, visto che si tratta del futuro del Paese e che l'unione fa la forza, mentre la divisione è un limite, sono molteplici. Bisogna pensare di costruire, nei limiti possibili in Europa, una base fiscale consolidata o quanto meno un circuito di compensazioni finanziarie tra crediti e debiti ed una base amministrativa comune (chi lavora deve lavorare e la difesa o la gestione della contabilità, nei rapporti con terzi, la fa il distretto).
Poi vi è il rapporto con le banche. È difficile andare in banca da soli. Forse è più facile che ci vada il distretto. Sto parlando dell'ipotesi di obbligazioni di distretto, del rating o dei distretti rispetto a Basilea 2. Sono tutte ipotesi su cui è fondamentale lavorare per l'interesse del Paese.
Sull'evasione fiscale voglio formulare alcune considerazioni oggettive. I dati relativi al 2000 indicano che l'evasione negli anni Novanta non è stata contrastata a sufficienza. Il dato più indicativo è che le dichiarazioni del 2000 evidenziano solo 14.000 contribuenti che dichiarano più di 600 milioni lordi. Pari anno sono state negoziate in Italia quasi 300.000 automobili di lusso. C'è qualcosa che non va. Credo sia molto serio tornare ad un sistema che affianchi all'amministrazione finanziaria centrale i Comuni. Il ruolo dei Comuni, nella strategia di contrasto all'evasione, data la geografia economica italiana, è fondamentale.
La riforma dell'esattoria. Per 100 euro messi a ruolo, se ne riscuotono tre. Questo indica che il rapporto fiscale non è credibile, perché non è temibile.
Le cifre inserite nella finanziaria - le troverete nella tabella sull'evasione fiscale - sono molto basse e comunque in progressione: partiamo, per il 2006, da 300 milioni di euro, laddove credo che nelle finanziarie scorse l'importo stanziato sul recupero di evasione per effetto di provvedimenti di intensità molto minore era assai maggiore.
Il 5 per mille affianca l'8 per mille. Non si tratta di una addizionale. Fatto 100 quanto si deve di imposta, il 5 per mille lo si può destinare fondamentalmente per due finalità: volontariato e ricerca scientifica. Si tratta di una misura iniziale e sperimentale (d'altra parte anche l'8 per mille ha avuto un lungo periodo di progressiva applicazione) che quando andrà a regime credo modificherà una parte non piccola della struttura sociale, politica e morale del Paese.
Mi permetto di aggiungere come molto rilevante, pure se non costosa per l'Erario se non in termini di nucleo iniziale di capitale promotore, la Banca per il Sud. Il Mezzogiorno d'Italia è l'unica area d'Europa che non ha banche proprie: le aveva, non ci sono più e non credo sia una colpa del Mezzogiorno d'Italia. Ci sono banche attive nel Sud, ma non sono banche del Sud, non sono banche che conoscono il territorio, che vivono sul territorio e per il territorio e noi sappiamo quanto è importante nell'attività di banca conoscere il territorio; sono banche del Nord che fanno la raccolta e anche gli impieghi nel Sud, ma non sono banche del Sud.
Credo che la Banca del Sud sia una riforma strutturale per il Paese. Mi sono sempre chiesto cosa succede: in tutte le legislature, la precedente, questa, si stanziano sul Sud fondi crescenti ma è come versare acqua su un terreno arido, scompare. Forse, l'anello mancante è una banca che lavori per lo sviluppo del Sud: non si tratta di un carrozzone pubblico, ma di una banca che deve avere la proprietà diffusa tra i cittadini del Sud.
Nel suo insieme la finanziaria è responsabile e non di tipo elettorale; inoltre, è strutturale: il rapporto - vedrete nella tabella che allego - tra voci strutturali e voci non strutturali è equilibrato in applicazione della riforma del Patto di stabilità e di crescita.
Abbiamo fissato tre priorità di impresa dei fondi pubblici. La prima è la sanità, per la quale lo stanziamento è in crescita, anche significativa, a riprova della cifra non antisociale della politica del Governo. Data una quantità limitata di risorse, l'impiego sulla sanità è moralmente prioritario. Seguono, poi, la sicurezza ed il Sud. Il Mezzogiorno non è terra di arretratezza dove nulla cambia e dunque nulla va fatto, ma è un'area dove è ancora basso l'utilizzo del potenziale produttivo, a cominciare dal lavoro e dalle infrastrutture, dove, proprio per questo motivo, è opportuno per l'intero Paese concentrare una efficiente politica economica.
Anche in questa legge finanziaria la scelta è di garantire la continuità dei finanziamenti, condizione per il successo pieno degli interventi che abbiamo incrementato e attivato in questi anni. Per questo la finanziaria consolida la scelta di continuare ad aumentare la percentuale di spesa destinata agli investimenti e a semplificare gli interventi a favore delle attività produttive.
Il rifinanziamento del Fondo per le aree sottoutilizzate, per un valore di circa 8 miliardi (pari allo 0,6 per cento del PIL secondo l'impegno assunto nel DPEF 2006-2009) e l'esclusione di specifiche limitazioni all'operatività di questo fondo consentiranno di rafforzare e migliorare la qualità degli interventi infrastrutturali e la loro concentrazione su priorità strategiche. Lo stock di risorse disponibili sul Fondo per le aree sottoutilizzate pari a oltre 32 miliardi di euro (erano 31 l'anno scorso) consentirà, tra l'altro, la piena attuazione delle riforme di incentivo e l'attivazione della fiscalità di vantaggio introdotta con la legge n. 80 del 2005, in corso di approvazione in sede comunitaria in questi giorni.
L'intervento a sostegno diretto delle imprese è stato infine rafforzato con due interventi sulle norme relative al credito di imposta e investimenti e sul bonus occupazione, che ne consentiranno un più veloce ed efficace utilizzo. Sono rifinanziati tutti gli altri strumenti agevolativi a partire dal contratto di localizzazione, che nel primo anno di funzionamento ha dimostrato come sia possibile lavorare con successo sull'attrazione degli investimenti esteri.
La parte rigore. Come ho cercato di spiegare, gli stanziamenti sulla priorità sociale fondamentale, la sanità, sono significativamente maggiori rispetto all'anno scorso. Si sta molto discutendo della manovra relativamente ai governi locali: sarà evidente, credo, leggendo la finanziaria che restano invariate la spesa sociale per il personale ed i trasferimenti per il trasporto. Viene aumentata la possibilità di operare investimenti; c'è un'area che è interessata, simmetricamente a quanto è per il Governo, per il grande aggregato del bilancio pubblico (sei miliardi); un'area di tre miliardi che può e credo deve essere fatta oggetto di economia.
Do un'indicazione di massima che non esclude l'intensità dell'intervento ma in qualche modo lo qualifica in senso storico: se anche fosse, tutto quanto viene simulato in questi giorni, sarebbe comunque, relativamente a questo solo comparto, un ritorno ai dati del 2003-2004.
Ebbene, non mi sembra che il 2003 fosse un'età caratterizzata da particolare inciviltà sociale, da un definanziamento delle strutture pubbliche; all'opposto, nel 2003 si veniva, in quei bilanci, da un periodo di crescenti incrementi. Se anche fosse, relativamente a questo comparto, il ritorno al 2003 comunque non sarebbe il ritorno ad un'età impossibile, anche perché non mi sembra che dal 2003 al 2005 siano avvenuti fatti particolarmente drammatici sulla struttura.
Posso dare un'indicazione che va tutta verificata, ma che potrebbe essere di una qualche utilità, potrebbe essere indicativa in ordine alle cose che possono essere fatte a livello di governo locale: molti governi locali hanno stratificato strumenti di finanziamento (mutui) ed è una stratificazione storica che vede strumenti con saggi di interesse attuali medi e altissimi. Ebbene, un atto di amministrazione che potrebbe essere assistito dal Governo potrebbe essere la ricontrattazione dello stock del debito o comunque la ricontrattazione dei mutui, per produrre un effetto di economia.
Tante altre cose devono e, ripeto, possono essere fatte. La discussione sulle singole specifiche misure sarà prevedibilmente intensa, dialettica, critica, ma, ne sono certo, sempre costruttiva, come è nella tradizione del Senato della Repubblica.
Concludo parlando di Europa. Abbiamo problemi comuni e perciò dobbiamo mettere in campo soluzioni comuni: la politica economica in Europa o è europea o non è. Il problema dell'Europa non si chiama Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa o Patto di stabilità e crescita o Grandi orientamenti di politica economica o Agenda di Lisbona o bilancio comunitario: il nostro problema in Europa è una nuova epoca che si apre. Molte speranze non sono ancora realizzate, molte minacce sono incombenti. Le colpe non sono altrui, sono nostre.
In Europa non è più il tempo delle garanzie, delle promesse, dell'ottimismo, del buonismo: è il tempo degli impegni e dei doveri. Non ci sono soluzioni buone per il passato, servono soluzioni buone per il futuro. Per farlo serve un programma: un programma europeo, non di destra o di sinistra, concreto e compatibile tanto con i mezzi politici che abbiamo quanto con i problemi che avanzano. Un programma che parta dal basso, dall'economia, ma che sia leggibile e comprensibile dai cittadini e certo verificabile e modificabile, ma almeno un programma.
Idee diverse, ma nuove, sono tutte comunque benvenute: se la politica non fa questo, se non capisce che sono importanti le finanziarie nazionali ma è fondamentale una politica europea, se non fa questo cosa fa? In Europa abbiamo già fatto molte e anche serie riforme strutturali dal lato dei conti pubblici: non basta. Dobbiamo guardare all'economia. E' quello che cerco di esporre qui in estrema sintesi e può anche sembrare poco, ma a me pare possibile, ed anche molto.
Primum vivere! Credo sia fondamentale per l'Europa smetterla con l'applicazione unilaterale delle regole. Siamo l'unica area del mondo che fabbrica e impone regole sulla sua produzione ed importa da fuori, senza alcun controllo normativo. Non vi è parità di standard.
Emissione di titoli del debito pubblico europeo: non è un'operazione finanziaria, ma politica. L'America, gli Stati Uniti partono con il cosiddetto debito di Hamilton. E' fondamentale l'emissione di debito pubblico europeo per finanziare la riconversione industriale. Non mi pare che una politica industriale europea sia stata fatta in questi anni; eppure, il Trattato di Roma la consente: esso vieta gli aiuti di Stato, stampelle per industrie decotte, ma non vieta l'utilizzo della leva pubblica per determinare i processi di ristrutturazione industriale.
L'attrazione di capitali da fuori: non vedo cosa impedisca in termini logici (forse, in parte, in termini giuridici, ma vanno allora modificati) all'Europa di riservare ai capitali provenienti da fuori un regime legale e fiscale di grande favore, se tali capitali sono indirizzati a settori strategici dell'industria o a particolari aree geografiche (per noi, il Mezzogiorno, ad esempio).
Spostare l'asse del prelievo fiscale dalle persone alle cose è possibile e necessario, ma può essere fatto solo a livello europeo. Come posso concludere il mio intervento? Per avere un pezzo di futuro, dobbiamo impegnarci sul piano nazionale, ed anche in Europa. Il tempo è sostanza; il tempo dell'Italia, dell'Europa, non è ancora scaduto, e dipende da noi. (Vivi applausi dai Gruppi FI, AN, UDC, LP, della senatrice Thaler Ausserhofer e dai banchi del Governo).
PRESIDENTE. Ringrazio il ministro Tremonti per il suo intervento.
Dovremmo ora procedere alla discussione del decreto-legge sulle infrastrutture. Tuttavia, per consentire alla 5a Commissione permanente di formulare il parere sugli emendamenti ad esso presentati, sospendo la seduta fino alle ore 17,45.
(La seduta, sospesa alle ore 17,20, è ripresa alle ore 17,50).
Seguito della discussione del disegno di legge:
(3587) Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2005, n. 163, recante disposizioni urgenti in materia di infrastrutture (Relazione orale)(ore 17,50)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 3587.
Ricordo che nella seduta antimeridiana si è svolta la discussione generale, ha avuto luogo la replica del relatore, mentre il rappresentante del Governo ha rinunziato ad intervenire.
Invito il senatore segretario a dare lettura dei pareri espressi dalla 5a e dalla 1a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti.
PASSIGLI, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere di nulla osta con le seguenti condizioni, rese ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione:
a) che all'articolo 1, comma 2, le parole: "l'autorizzazione di spesa" vengano sostituite dalle altre: "la dotazione del Fondo";
b) che al comma 1 dell'articolo 4, dopo le parole: "un contributo" venga aggiunta l'altra: "annuo";
c) che all'articolo 4, comma 1, lettera b), vengano sostituite le parole: "di cui al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228" con le altre: "di cui all'articolo 1, comma 2, come determinata dall'articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228";
d) che l'articolo 5, comma 1, sia sostituito dal seguente: "1. Al comma 7 dell'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Ai fini dell'applicazione del secondo periodo del presente comma, nel rispetto del limite complessivo di spesa di cui al comma 1, non si considera destinazione a struttura produttiva diversa la locazione a terzi degli immobili strumentali per natura, ai sensi dell'articolo 43, comma 2, secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, costituenti un complesso immobiliare unitario polifunzionale destinato allo svolgimento di attività commerciale, a condizione che gli stessi vengano destinati allo svolgimento di attività d'impresa ai sensi dell'articolo 55 del citato testo unico.";
e) che sia soppresso l'articolo 6.
La Commissione osserva altresì l'opportunità di precisare l'indicazione dei saldi di finanza pubblica contenuta nel comma 2 dell'articolo 1 inserendo dopo le parole: "indebitamento netto" le altre "delle Amministrazioni pubbliche"».
«La Commissione programmazione economica, bilancio, a parziale rettifica del parere precedentemente reso sul testo del disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere di nulla osta sull'articolo 6».
«La 1a Commissione permanente, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, i seguenti pareri:
- parere non ostativo sull'emendamento 1.0.12, invitando tuttavia a valutare se un intervento legislativo statale che disciplini modalità per la privatizzazione di enti e aziende regionali non confligga con competenze legislative regionali;
- parere non ostativo sugli emendamenti 2.0.20 e 2.0.102, invitando a considerare se l'obbligo ivi sancito di ricorrere a servizi di controllo del progetto e della sua realizzazione nella forma del Project and construct Management si imponga anche alle regioni e, in tal caso, a valutare se detto obbligo non confligga con le competenze regionali;
- parere non ostativo sugli emendamenti 2,0.4, 2.0.5, 2.0.104, 2.0.105, invitando tuttavia a valutare l'opportunità di modificare, con atto legislativo, l'elenco delle opere strategiche di preminente interesse nazionale, in assenza di forme di coinvolgimento degli enti territoriali interessati o della Conferenza unificata;
- parere non ostativo sull'emendamento 2.0.106, osservando tuttavia come si proponga il trasferimento di risorse alle regioni con vincolo di destinazione in una materia - quella del trasporto pubblico locale - di competenza regionale, in contrasto con l'orientamento della giurisprudenza costituzionale in materia;
- parere non ostativo sugli emendamenti 3.2, 3.100 e 3.101, osservando tuttavia come dette proposte demandino a una fonte di rango regolamentare la disciplina di ambiti riconducibili alla materia "professioni", di competenza legislativa concorrente, in contrasto con quanto sancito dall'articolo 117, comma sesto, della Costituzione;
- parere non ostativo sugli emendamenti 6.4, 6.102 e 6.103, invitando tuttavia a valutare l'opportunità di specificare le condizioni in presenza delle quali il potere regolamentare del comune può prevedere l'esenzione di cui all'articolo 6:
- parere non ostativo sull'emendamento 6.0.3, nel presupposto che l'intervento così realizzato, pur concernendo la realizzazione di porti turistici, sia da ricondurre prevalentemente per le finalità perseguite alla materia tutela della concorrenza, di competenza legislativa esclusiva statale;
- parere non ostativo sui restanti emendamenti».
PRESIDENTE. Do lettura dell'ulteriore parere espresso dalla 5a Commissione permanente sugli emendamenti al disegno di legge in esame: «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti relativi al disegno di legge in titolo, trasmessi dall'Assemblea, ad eccezione delle proposte 6.0.6, 6.0.102, 6.0.19, 6.0.22, 6.0.200 e 6.0.200a, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo condizionato, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle seguenti proposte:
a) 2.0.108 che le parole: "per un importo di euro 200 milioni di euro", vengano sostituite dalle altre: "per un importo annuo di euro 200 milioni, a decorrere dall'anno 2005";
b) 2.0.109 che le parole: "sono stanziati 10 milioni di euro", vengano sostituite dalle altre: "sono stanziati 10 milioni di euro annui, a decorrere dall'anno 2005";
c) 4.2, 4.3, 4.4, 4.103 e 4.104 a condizione che, dopo le parole: "contributo complessivo", venga aggiunta: "annuo";
d) 1.0.100 e 1.0.11, che dopo le parole: 'trasferimenti statali", vengano aggiunte le altre: "relativi agli anni 2004 e 2005" e che dopo le parole: "presente decreto", vengano aggiunte le altre: ", ad esclusione delle somme destinate a spese obbligatorie";
e) 2.0.1, che venga soppresso il capoverso 2-ter;
f) 4.101 e 4.102, che dopo le parole: "contributo complessivo", venga aggiunta l'altra: "annuo" e che le parole: "di cui al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228", vengano sostituite con le altre: "di cui all'articolo 1, comma 2, come determinata dall'articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228";
g) 4.21, che dopo le parole: "la spesa", venga aggiunta l'altra: "annua";
Esprime, altresì, parere contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale, sulle proposte 1.100 (limitatamente al comma 1), 1.9, 1.0.1, 1.0.5, 1.0.9, 1.0.10, 2.1, 2.0.106, 4.106, 5.3, 5.0.100, 5.0.101, 6.0.21, 6.500a, 2.0.3, 2.0.101, 2.0.20, 2.0.102, 2.0.6, 3.0.104, 4.20, 4.22, 4.108, 4.109, 6.0.2 e 6.0.101, nonché parere non ostativo sui restanti emendamenti.
Il parere non ostativo sull'emendamento 6.0.800 (testo 2) è reso preso atto dell'impegno ribadito dal Governo a presentare un emendamento soppressivo dell'articolo 18 del disegno di legge n. 3533, le cui correlate prenotazioni del fondo speciale di conto capitale si intendono pertanto revocate, e nel presupposto che le disposizioni indicate nella suddetta proposta 6.0.800 (testo 2) siano approvate in via definitiva prima delle analoghe disposizioni recate dal disegno di legge n. 3018, già approvato dal Senato (A.C. 5181) che, in relazione ad analoghe finalità, impiega a copertura le medesime risorse».
Inoltre, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, dichiaro improponibili, in quanto risultano estranei al contenuto del decreto-legge al nostro esame, i seguenti emendamenti: 1.0.6, 1.0.106, 4.20, 4.21, 4.300, 4.0.110, 4.0.111, 5.3, 5.0.100, 5.0.101, 5.0.102, 6.0.5, 6.0.101, 6.0.6, 6.0.102, 6.0.103, 6.0.104, 6.0.19, 6.0.200, 6.0.21, 6.0.22, 6.0.200a.
Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.
Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti al testo del decreto-legge da convertire.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che si intendono illustrati e su cui invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunciarsi.
GRILLO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.100, 1.2 e 1.300. Parere favorevole sull'emendamento 1.4 della Commissione. Parere contrario sugli emendamenti 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9 e 1.10 e parere favorevole sull'emendamento 1.11, presentato dalla Commissione. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.12, 1.13, 1.14 e 1.15 e favorevole sull'emendamento 1.500. Parere contrario sugli emendamenti 1.16 e 1.17 e favorevole sugli emendamenti 1.18, 1.19 e 1.20.
Esprimo favorevole sull'emendamento 1.0.1 della Commissione ed invito il senatore Brutti Paolo a ritirare l'emendamento 1.0.5, che è identico e quindi da considerare assorbito. Esprimo parere contrario sull'emendamento 1.0.9 e invito al ritiro dell'emendamento 1.0.10 perché esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.0.11 della Commissione. Parere favorevole sull'emendamento 1.0.100 e contrario sugli emendamenti 1.0.101, 1.0.102, 1.0.103, 1.0.105 e 1.0.104. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.0.12 della Commissione mentre risultano improponibili gli emendamenti 1.0.6 e 1.0.106.
PRESIDENTE. Senatore Grillo, lei ha espresso parere favorevole sull'emendamento 1.0.1 della Commissione, sul quale però la Commissione bilancio ha espresso parere contrario.
GRILLO, relatore. C'è una sollecitazione del Governo, signor Presidente, e visto quello che sta accadendo nei cieli in questo periodo, io insisterei per votarlo chiedendo anche alla Commissione bilancio di motivare il parere contrario.
PRESIDENTE. Eventualmente lo accantoneremo.
MARTINAT, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il Governo esprime parere conforme al relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.100, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, limitatamente al comma 1.
DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.2, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori. (La senatrice Donati fa cenno di voler intervenire).
Non è approvato.
Senatrice Donati, potrà intervenire sul successivo emendamento.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.300.
DONATI (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, avevo rinunciato alla votazione dell'emendamento 1.100 perché intendevo intervenire sull'emendamento 1.2. Di questo sono dispiaciuta. Comunque, sull'emendamento 1.300 chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Sospendo la seduta per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18, è ripresa alle ore 18,22).
Presidenza del vice presidente DINI
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 1.300.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
BOCO (Verdi-Un). Signor Presidente, guardi sopra la porta!
GARRAFFA (DS-U). Chi c'è accanto al senatore Servello?
PRESIDENTE. Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.300, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.4.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
BOCO (Verdi-Un). Signor Presidente, guardi sopra la porta.
PRESIDENTE. Sopra la porta ci sono quattro luci e solo tre senatori. Dov'è il quarto? Nell'emiciclo?
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.4, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.5.
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.5, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.6.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
GARRAFFA (DS-U). Chi c'è accanto al senatore Servello? E accanto al senatore Mugnai? (Commenti della senatrice Donati).
PRESIDENTE. Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.6, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.7.
DONATI (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale. Vorrei, inoltre, invitarla a controllare, signor Presidente, perché nell'ultima fila del quadrante dell'emiciclo in cui siedono i senatori del Gruppo Forza Italia vi sono tre senatori presenti, ma nella precedente verifica risultavano cinque luci accese. (Commenti dai Gruppi FI e UDC).
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Non credo sia una osservazione da contrastare: se non risponde a verità, lo vedremo.
Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
GARRAFFA (DS-U). Signor Presidente, controlli il terzo banco del settore di Alleanza Nazionale!
PRESIDENTE. Prego i presenti di non votare per gli assenti.
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.7, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.8.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Colleghi, votate tutti correttamente per proprio conto, non per conto di altri colleghi.
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.8, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Sui lavori del Senato
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo, riunitasi questa mattina, ha approvato modifiche al calendario corrente e il nuovo calendario dei lavori fino al 7 novembre.
La seduta pomeridiana di oggi, che potrà protrarsi anche oltre l'orario stabilito, sarà essenzialmente dedicata al prosieguo dell'esame - fino a conclusione - del decreto-legge in materia di infrastrutture e dei disegni di legge recanti rendiconto e assestamento del bilancio dello Stato.
La Conferenza ha poi proceduto alla organizzazione del seguito della discussione del disegno di legge per la tutela del risparmio, per complessive 10 ore, onde consentire la conclusione dell'esame entro giovedì 6 ottobre.
Nella seduta pomeridiana dello stesso giorno, come già preannunciato, saranno rese all'Assemblea le comunicazioni del Presidente sul contenuto del disegno di legge finanziaria, ai sensi dell'articolo 126, commi 3 e 4, del Regolamento.
Sempre nel corso di questa settimana saranno esaminati i documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari in tema di insindacabilità. Restano inoltre in calendario le ratifiche di accordi internazionali e il disegno di legge sugli emoderivati.
La sessione di bilancio avrà inizio venerdì 7 ottobre con l'assegnazione alla 5a Commissione permanente e alle altre Commissioni in sede consultiva dei disegni di legge finanziaria e di bilancio.
Le Commissioni trasmetteranno entro lunedì 17 ottobre i propri rapporti alla Commissione bilancio, che avrà tempo fino a martedì 1° novembre per la conclusione dell'esame in sede referente. Gli emendamenti all'Assemblea dovranno essere presentati entro le ore 17 di giovedì 3 novembre.
L'incardinamento dei documenti finanziari, congiuntamente al decreto-legge in materia fiscale, avrà luogo nella giornata di lunedì 7 novembre, secondo la scansione riportata dal calendario dei lavori.
Nelle settimane che precedono tale data, l'Assemblea tornerà a riunirsi, con orari ridotti rispetto al consueto, per la sola trattazione dei decreti-legge in scadenza (attività cinematografica; violenza negli stadi; patente a punti; influenza aviaria), al fine di consentire alle Commissioni competenti un esame attento dei documenti finanziari.
Calendario dei lavori dell'Assemblea
Discussione e reiezione di proposta di modifica
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi questa mattina con la presenza dei Vice presidenti del Senato e con l'intervento del rappresentante del Governo, ha adottato - ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento - le seguenti modifiche al calendario corrente ed il nuovo calendario dei lavori dell'Assemblea fino al 7 novembre 2005:
|
Martedì |
4 |
ottobre |
pom. |
h. 16,30 |
- Esposizione economico-finanziaria del Ministro dell'economia e delle finanze Seguito disegno di legge n. 3587 - Decreto-legge n. 163, in materia di infrastrutture (Presentato al Senato) (Scade il 17 ottobre 2005) - Seguito disegni di legge nn. 3524 e 3525 - Rendiconto e assestamento del bilancio dello Stato (Votazioni finali con la presenza del numero legale) - Seguito disegno di legge n. 3328 e connessi - Tutela risparmio e disciplina mercati finanziari (Approvato dalla Camera dei deputati) - Documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari - Ratifiche di accordi internazionali - Disegno di legge n. 255-379-623-640-658-660-B - Attività trasfusionali (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) - Comunicazioni del Presidente sul contenuto del disegno di legge finanziaria ex art. 126, commi 3 e 4, del Regolamento (giovedì 6, pom.) |
|
Mercoledì |
5 |
" |
ant. |
h. 9,30-13,30 |
|
|
" |
" |
" |
pom. |
h. 16,30 |
|
|
Giovedì |
6 |
" |
ant. |
h. 9,30-14 |
|
|
" |
" |
" |
pom. |
h. 16 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
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I disegni di legge finanziaria e di bilancio saranno deferiti venerdì 7 ottobre. Le Commissioni in sede consultiva trasmetteranno i propri rapporti alla Commissione bilancio entro lunedì 17 ottobre.
La 5a Commissione permanente concluderà l'esame dei documenti finanziari entro martedì 1° novembre.
Gli emendamenti ai disegni di legge finanziaria e di bilancio dovranno essere presentati all'Assemblea entro le ore 17 di giovedì 3 novembre.
|
Martedì |
11 |
ottobre |
pom. |
h. 17-20 |
- Disegno di legge n. ... - decreto-legge n. 164, recante disposizioni urgenti in materia di attività cinematografica (Ove approvato e trasmesso in tempo utile dalla Camera dei deputati - Scade il 17 ottobre 2005) - Disegno di legge n. ... - decreto-legge n. 162, recante misure per contrastare la violenza negli stadi (Ove approvato e trasmesso in tempo utile dalla Camera dei deputati - Scade il 17 ottobre 2005) - Avvio discussione generale:
- Interpellanze e interrogazioni (giovedì 13, ant.) |
|
Mercoledì |
12 |
" |
ant. |
h. 10,30-13 |
|
|
" |
" |
" |
pom. |
h. 17 |
|
|
Giovedì |
13 |
" |
ant. |
h. 10,30 |
|
|
|
|
|
|
|
Il termine per la presentazione degli emendamenti ai disegni di legge di conversione dei decreti-legge n. 164 (cinematografia) e n. 162 (violenza negli stadi) sarà stabilito in relazione ai tempi di trasmissione dalla Camera dei deputati.
Gli emendamenti al disegno di legge n. 3596 (decreto-legge n. 184, in materia di patente a punti) dovranno essere presentati entro le ore 19 di giovedì 13 ottobre 2005.
|
Mercoledì |
19 |
" |
ant. |
h. 10-13 |
- Seguito disegno di legge n. 3596 - Decreto-legge n. 184, in materia di patente a punti (Presentato al Senato - Voto finale entro il 21 ottobre 2005) (Scade il 20 novembre) - Disegno di legge n. 3616 - Decreto-legge n. 202, in materia di influenza aviaria (Presentato al Senato - Voto finale entro il 2 novembre) (Scade il 30 novembre) - Interpellanze e interrogazioni (giovedì 20, ant.) |
|
" |
" |
" |
pom. |
h. 17 |
|
|
Giovedì |
20 |
" |
ant. |
h. 10 |
Gli emendamenti al disegno di legge n. 3616 (decreto-legge n. 202, in materia di influenza aviaria) dovranno essere presentati entro le ore 17 di martedì 18 ottobre.
|
Martedì |
25 |
ottobre |
pom. |
h. 17-20 |
- Eventuale seguito disegno di legge n. 3616 - Decreto-legge n. 202, in materia di influenza aviaria (Presentato al Senato - Voto finale entro il 2 novembre) (Scade il 30 novembre) |
|
Mercoledì |
26 |
" |
ant. |
h. 10 (se necessaria) |
Nel periodo 31 ottobre-3 novembre l'Assemblea non terrà seduta per consentire alla 5a Commissione permanente di concludere l'esame dei documenti finanziari entro il termine stabilito.
Gli emendamenti ai disegni di legge nn. 3613 (legge finanziaria 2006), 3614 (bilancio 2006) e 3617 (decreto-legge n. 203, in materia fiscale) dovranno essere presentati entro le ore 17 di giovedì 3 novembre.
|
Lunedì |
7 |
novembre |
ant. |
h. 10 |
- Svolgimento relazioni:
|
|
Lunedì |
7 |
novembre |
pom. |
h. 16-24 |
- Votazione eventuali questioni incidentali (disegni di legge nn. 3617 - Decreto-legge n. 203, in materia fiscale; 3614 - Bilancio 2006; 3613 - Finanziaria 2006; … - decreto-legge n. 182, in materia di agricoltura) - Discussione generale congiunta disegni di legge n. 3617 - Decreto-legge n. 203, in materia fiscale; disegno di legge n. 3614 - Bilancio 2006; disegno di legge n. 3613 - Finanziaria 2006 - Discussione generale disegno di legge n. … - Decreto-legge n. 182, in materia di agricoltura (Ove trasmesso dalla Camera dei deputati) (Scade l'11 novembre) |
|
|
|
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|
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|
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Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 3587
(Decreto-legge in materia di infrastrutture)
(Totale 4 ore e 30 minuti)
|
Relatore |
|
15' |
|
Governo |
|
15' |
|
Votazioni |
1 h. |
30' |
|
Gruppi 2 ore e 30', di cui: |
|
|
|
AN |
|
19' |
|
UDC |
|
15' |
|
DS-U |
|
23' |
|
FI |
|
25' |
|
LP |
|
12' |
|
Mar-DL-U |
|
16' |
|
Misto |
|
16' |
|
Aut |
|
10' |
|
Verdi-Un |
|
10' |
|
Dissenzienti |
|
5' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 3328
(Tutela risparmio e disciplina mercati finanziari)
(Totale 10 ore)
|
Relatori |
|
30' |
|
Governo |
|
30' |
|
Votazioni |
3 h. |
|
|
Gruppi 6 ore, di cui: |
|
|
|
AN |
|
46' |
|
UDC |
|
36' |
|
DS-U |
|
55' |
|
FI |
1 h. |
02' |
|
LP |
|
29' |
|
Mar-DL-U |
|
39' |
|
Misto |
|
38' |
|
Aut |
|
25' |
|
Verdi-Un |
|
25' |
|
Dissenzienti |
|
10' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ...
(Decreto-legge n. 164, recante disposizioni urgenti in materia
di attività cinematografica)
(Totale 4 ore)
|
Relatore |
|
15' |
|
Governo |
|
15' |
|
Votazioni |
1 h. |
|
|
Gruppi 2 ore e 30', di cui: |
|
|
|
AN |
|
19' |
|
UDC |
|
15' |
|
DS-U |
|
23' |
|
FI |
|
25' |
|
LP |
|
12' |
|
Mar-DL-U |
|
16' |
|
Misto |
|
16' |
|
Aut |
|
10' |
|
Verdi-Un |
|
10' |
|
Dissenzienti |
|
5' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. ...
(Decreto-legge n. 162, recante misure per contrastare la violenza negli stadi)
(Totale 4 ore)
|
Relatore |
|
15' |
|
Governo |
|
15' |
|
Votazioni |
1 h. |
|
|
Gruppi 2 ore e 30', di cui: |
|
|
|
AN |
|
19' |
|
UDC |
|
15' |
|
DS-U |
|
23' |
|
FI |
|
25' |
|
LP |
|
12' |
|
Mar-DL-U |
|
16' |
|
Misto |
|
16' |
|
Aut |
|
10' |
|
Verdi-Un |
|
10' |
|
Dissenzienti |
|
5' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 3596
(Decreto-legge n. 184, in materia di patente a punti)
(Totale 4 ore)
|
Relatore |
|
15' |
|
Governo |
|
15' |
|
Votazioni |
1 h. |
|
|
Gruppi 2 ore e 30', di cui: |
|
|
|
AN |
|
19' |
|
UDC |
|
15' |
|
DS-U |
|
23' |
|
FI |
|
25' |
|
LP |
|
12' |
|
Mar-DL-U |
|
16' |
|
Misto |
|
16' |
|
Aut |
|
10' |
|
Verdi-Un |
|
10' |
|
Dissenzienti |
|
5' |
Ripartizione dei tempi per la discussione del disegno di legge n. 3136
(Decreto-legge n. 202, in materia di influenza aviaria)
(Totale 4 ore)
|
Relatore |
|
15' |
|
Governo |
|
15' |
|
Votazioni |
1 h. |
|
|
Gruppi 2 ore e 30', di cui: |
|
|
|
AN |
|
19' |
|
UDC |
|
15' |
|
DS-U |
|
23' |
|
FI |
|
25' |
|
LP |
|
12' |
|
Mar-DL-U |
|
16' |
|
Misto |
|
16' |
|
Aut |
|
10' |
|
Verdi-Un |
|
10' |
|
Dissenzienti |
|
5' |
BOCO (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCO (Verdi-Un). Signor Presidente, questo calendario, che reca al proprio interno l'organizzazione dei lavori per la legge finanziaria e alcuni decreti-legge ovviamente in scadenza, è stato approvato a maggioranza, e solamente a maggioranza, dalla Conferenza dei Capigruppo.
Le anticipo, signor Presidente, che farò una proposta alternativa, legata ovviamente alla nostra valutazione dell'attività del Parlamento, comprendendo i lavori di Camera e Senato: è la nostra battaglia, che cerchiamo di portare avanti con dignità, nel Parlamento e nel Paese, per contrastare quello che la maggioranza così tanto declama e annuncia, con un atteggiamento sbagliato (mi riferisco alla nuova proposta di modifica della legge elettorale), senza sentire altri, senza pensare che vi sia la necessità di discuterne tra maggioranza e opposizione.
Ciò provoca ovviamente da parte nostra un'azione convintamente ostruzionistica per difendere il diritto di tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno votato per la Casa delle libertà, come forse si appresteranno a fare per l'Unione. Noi pensiamo che il vostro sia un atteggiamento sbagliato, pericoloso, e cerchiamo di svegliare le coscienze sia dei vostri elettori che dell'intero Paese.
Ecco perché continuiamo a bocciare il calendario, un calendario all'interno del quale si prevede l'esame di provvedimenti che riteniamo giusto che prima o poi vengano licenziati; ma voi non vi siete posti il problema e avete contingentato tutto. Ecco perché la nostra posizione è convinta, e non parlo solo a nome del mio partito, dei Verdi, ma anche degli Gruppi dell'Unione.
Noi continueremo questa battaglia, contrasteremo, voto per voto, ogni decisione che vorrete prendere. Ecco perché, signor Presidente, formulo la richiesta di poter inserire all'ordine del giorno odierno uno dei decreti-legge in scadenza da lei annunciato: mi riferisco a quello sull'influenza aviaria.
Io chiedo a quest'Aula di interrompere subito la discussione del disegno di legge in materia di infrastrutture e di anticipare il voto di un decreto-legge in scadenza, come lei ha detto, nelle settimane a venire. Credo vi sia bisogno di discutere di questo provvedimento, ritengo che esso debba essere approvato nei tempi contingentati che sono stati annunciati dalla Conferenza dei Capigruppo. Riteniamo che esso sia più necessario di altri; per questo chiedo che il suo esame sia anteposto a tutto il resto, con l'interruzione quindi della discussione del provvedimento in materia di infrastrutture.
Questa è la proposta che formulo, signor Presidente; è una proposta figlia di una battaglia parlamentare che continueremo a portare avanti, colleghi, su tutto, con la volontà di arrivare ad alcune decisioni anche per la legge sulla tutela, (almeno nel titolo), del risparmio. Pensiamo che i risparmiatori da voi traditi debbano vedere chi siete.
Noi chiediamo che sia affrontata subito la discussione di questo decreto-legge in scadenza. Con questa proposta le chiedo, signor Presidente, un voto sul calendario.
PRESIDENTE. Colleghi, il senatore Boco non condivide il calendario approvato, maggioranza, dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Pertanto, egli propone d'interrompere l'esame degli emendamenti presentati al decreto-legge concernente le infrastrutture e di passare subito all'esame del decreto- legge riguardante l'influenza aviaria, che il calendario approvato prevede successivamente. Devo purtuttavia farle notare, senatore Boco, che questo decreto-legge è stato inviato in Commissione e non abbiamo ancora ricevuto il parere di quest'ultima.
BOCO (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BOCO (Verdi-Un). Signor Presidente, molte volte è stato richiamato in Aula un provvedimento senza che la Commissione di merito avesse terminato i propri lavori. Per questo ho avanzato la mia proposta, che chiedo venga posta ai voti previa verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione di proposta di modifica
del calendario dei lavori dell'Assemblea
PRESIDENTE. Metto ai voti la proposta di modifica del calendario dei lavori dell'Assemblea, avanzata dal senatore Boco.
Non è approvata.
Resta pertanto definitivo il calendario dei lavori adottato a maggioranza dalla Conferenza dei Capigruppo e da me comunicato all'Assemblea.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587 (ore 18,40)
PRESIDENTE. Riprendiamo la votazione degli emendamenti presentati al decreto-legge sulle infrastrutture.
Passiamo all'emendamento 1.9, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
DONATI (Verdi-Un). Ne chiediamo la votazione.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.9, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.10.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.10, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.11.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Dietro il senatore Malan c'è una scheda in più. Vedo sei luci accese e cinque senatori. Rimuovete quella scheda.
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.11, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.12.
DONATI (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, volevo nuovamente segnalare che nel quadrante dei senatori del Gruppo di Forza Italia, nell'ultimo settore, come si può vedere, ci sono quattro senatori e hanno votato in sei: provate a verificare. E accanto alla senatrice Ioannucci i voti erano due invece che uno. (Proteste dai Gruppi AN e FI). Chi deve controllare deve far rispettare le regole anche dentro quest'Aula per cortesia.
Chiedo su questo emendamento la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Colleghi, facciamo il massimo sforzo di correttezza.
Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Accanto al senatore Cantoni vedo una scheda in più; vi prego di rimuoverla. (Brusìo in Aula).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.12, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.13.
DONATI (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, la invito nuovamente a controllare. (Proteste dai Gruppi AN e FI). Io credo che almeno una volta la Presidenza dovrebbe controllare il voto a votazione conclusa, con le persone sedute, per verificare quelle cinque, sei o sette luci che si accendono nel momento in cui lei dichiara chiusa la votazione.
Ritengo che quelli siano i numeri decisivi su cui si gioca la presenza del numero legale dentro quest'Aula. Pertanto, non faccia la verifica precedentemente, ma successivamente.
CALLEGARO (UDC). Controlli anche da quella parte!
PRESIDENTE. Verificheremo che questo non avvenga. In ogni caso, il Senato è ampiamente in numero legale; tuttavia, invito i colleghi ad essere corretti. Questo è scontato.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Sospendo la seduta per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18,47, è ripresa alle ore 19,07).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 1.13.
Verifica del numero legale
ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, le chiedo che sia controllata nuovamente la presenza delnumero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale). (Commenti del senatore Iovene).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.13, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.14.
Verifica del numero legale
ZANDA (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Sospendo la seduta per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19,09, è ripresa alle ore 19,30).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 1.14.
Verifica del numero legale
BOCO (Verdi-Un). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.14, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.15.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Anche su questo emenamento chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.15, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.500, presentato dal relatore.
E' approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.16, identico all'emendamento 1.17.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.16, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori, identico all'emendamento 1.17, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.18.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.18, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.19, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.20, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Passiamo all'emendamento 1.0.1, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
GRILLO, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRILLO, relatore. Signor Presidente, chiedo un attimo di attenzione sull'emendamento 1.01, presentato dalla Commissione.
Abbiamo dibattuto a lungo in quella sede e ci era parso di sostenere con forza e convinzione la problematica che attiene, a seguito degli incidenti aerei che si sono verificati quest'estate, ad un rafforzamento delle unità di personale dell'ENAC. Ci sembrava che questa potesse essere una risposta all'altezza della situazione, considerato che per la copertura degli oneri finanziari previsti al fine di assumere personale, l'ENAC avrebbe provveduto con risorse proprie.
Siamo di fronte ad una questione molto delicata, sulla quale sono curioso di conoscere l'opinione del Governo. A noi della Commissione che abbiamo votato l'emendamento è stata fatta presente l'importanza della copertura offerta dal suo comma 2. Tengo a sottolineare che sono sempre stato rispettoso del parere della 5a Commissione, la quale ragiona in termini di quadratura complessiva del bilancio. Quindi, non c'è solo la copertura delle risorse in capo all'ENAC, ma viene meno il mancato risparmio di cui alla legge finanziaria del 2005.
Questo è oggettivamente un elemento di debolezza che a me pare dover rilevare. In questo senso, vorrei conoscere l'opinione del Governo e mi rimetto all'Aula su questo emendamento.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti relativi all'ENAC, l'opinione della Commissione bilancio è diversa, per cui va manifestato apprezzamento per il fatto che la 5a Commissione sia d'accordo sull'utilizzo di risorse di parte corrente per gli investimenti che l'ENAC intende realizzare.
PRESIDENTE. Chiedo al Governo di pronunciarsi sull'emendamento 1.0.1. È noto che la 5a Commissione afferma che non c'è copertura finanziaria per tale emendamento.
MARTINAT, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, come Governo e come Ministero avevamo già espresso parere favorevole in Commissione, tant'è che l'emendamento è presentato dalla Commissione, e lo confermiamo in questa sede.
BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, si tratta di un emendamento importante e il senatore Grillo ne ha spiegato il significato.
In un momento in cui abbiamo bisogno di rafforzare tutti gli enti che si occupano di sicurezza del trasporto aereo, la proposta di modifica al nostro esame va proprio in questa direzione e per di più risolve anche il problema di un certo numero di giovani precari all'interno dell'ente, che sino ad oggi sono riusciti a rimanere ma che non si sa per quanto ancora riusciranno a rafforzare, come stanno facendo, le attività dell'ENAC.
Ritengo, pertanto, che l'emendamento 1.0.1 vada approvato e chiedo ai senatori del mio Gruppo di votare in tal senso, se il Presidente lo metterà in votazione.
PRESIDENTE. Poiché i presentatori ne chiedono la votazione, invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.0.1, presentato dalla Commissione.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.0.5, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.0.5, come pure il successivo 1.0.9, su cui analogamente la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
PRESIDENTE. Anche l'emendamento 1.0.10, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, si intende ritirato.
Metto ai voti l'emendamento 1.0.11 (testo 2), presentato dalla Commissione, identico all'emendamento 1.0.100 (testo 2), presentato dal Governo.
È approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.0.101, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.0.102, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.0.103, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.0.105, presentato dai senatori Malabarba e Sodano Tommaso.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.0.104.
DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, su questo emendamento chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta non risulta appoggiata).
Metto ai voti l'emendamento 1.0.104, presentato dal senatore Brutti Paolo e da altri senatori.
Non è approvato.
Metto ai voti l'emendamento 1.0.12, presentato dalla Commissione.
È approvato.
Ricordo che gli emendamenti 1.0.6 e 1.0.106 sono improponibili.
Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.
ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, illustro gli emendamenti 2.0.3 e 2.0.100; vorrei esprimere inoltre un'opinione sull'emendamento 2.0.20 della Commissione. Questi emendamenti, signor Presidente, vanno a regolamentare, in modo direi addirittura più corretto, l'esecuzione delle grandi opere così come sono regolamentate dalla legge obiettivo.
Il primo emendamento prevede una riscrittura della legge Merloni per quello che riguarda la separazione della realizzazione delle opere dalla progettazione; il secondo emendamento corregge la legge obiettivo che, come i colleghi sanno, prevede, a mio avviso in modo assolutamente improprio, che il general contractor non solo esegua la realizzazione delle opere, ma sia anche titolare della progettazione e addirittura della direzione dei lavori.
In questo modo, di fatto, le grandi opere sono realizzate senza nessun controllo durante la loro esecuzione e sulla base di progetti redatti dalla stessa impresa che deve eseguirli. Ricordo all'Assemblea che tale commistione di compiti è stata una delle cause prime delle gravi deviazioni del sistema dei lavori pubblici alla fine degli anni Ottanta ed inizi degli anni Novanta.
La 5a Commissione permanente ha espresso parere contrario persino al comma 3 dell'emendamento 2.0.3 (poi ripreso dalla Commissione e che ha trovato l'approvazione anche del Governo oltre che del relatore) che, di fronte alla situazione di assoluta mancanza di controllo per la realizzazione delle infrastrutture strategiche, prevede la obbligatorietà del project management, una forma di controllo delle opere pubbliche, soprattutto di quelle più grandi, più consistenti, più costose, più lunghe e più complesse adottata in tutto il mondo.
Per questo, con l'approvazione dell'emendamento 2.0.20 della Commissione (sul quale chiedo che 15 senatori si esprimano per superare il parere contrario della 5a Commissione, sembrando chiaro che non esiste alcun ulteriore aggravio per il bilancio dello Stato) disporremo di un sistema di controllo, non dico effettivamente adeguato, ma almeno superiore all'assoluta assenza di verifiche oggi esistente nel nostro ordinamento.
MALABARBA (Misto-RC). Signor Presidente, all'articolo 2 ho presentato 6 emendamenti che non ho il tempo di illustrare compiutamente. Mi limiterò, pertanto, a citarne i titoli, non rinunciando però a stigmatizzare il fatto che con il contingentamento dei tempi al mio Gruppo non è consentita un'esposizione completa.
Il primo emendamento, il 2.0.103, riguarda il ponte sullo Stretto. Ovviamente la nostra posizione è contraria e puntiamo al potenziamento dell'attuale sistema di trasporto, recuperando tra l'altro un'enorme dispersione di risorse utilizzate che servono in realtà ad un progetto che comporta un disastroso impatto ambientale.
Nella stessa direzione va l'emendamento 2.0.105 che riguarda le ipotesi di potenziamento del traffico ferroviario tra Italia e Francia: ci opponiamo al trasporto ad alta velocità che comporterebbe il noto scempio della Val di Susa.
Per quanto riguarda un successivo emendamento, il 2.0.107, anche in questo caso faccio un cenno al titolo. Esso riguarda il conferimento a carico del bilancio dello Stato delle indennità di malattia per gli autoferrotranvieri. Come è noto, questo è oggetto di un contenzioso molto forte a livello contrattuale nell'ambito del trasporto urbano.
Un successivo emendamento che proponiamo per il potenziamento del trasporto aereo riguarda concrete misure di riduzione dell'IVA, delle accise sul carburante e delle tariffe aeroportuali per un totale di 200 milioni di euro. Questa è misura molto concreta, che si contrappone ad altre che non condividiamo e di cui chiediamo la soppressione.
Sullo stesso argomento, anche se non di seguito dal punto di vista degli emendamenti, vi è una proposta relativa alla necessità di pubblicare l'elenco delle compagnie aeree cui è negata da parte dell'ENAC l'autorizzazione al volo. Questo è un elemento importante della discussione delle passate settimane e ritengo che questo sia il momento giusto per porre la questione.
Da ultimo, vi è l'emendamento 2.0.109 riguardante lo stanziamento di 10 milioni di euro per il salario di mancato avviamento in materia di lavoro portuale.
Mi rendo conto di aver solo elencato solo i titoli degli emendamenti, tuttavia non ho più tempo a mia disposizione e quindi chiedo che su questi emendamenti ci sia un voto dell'Assemblea.
PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.
Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.
GRILLO, relatore. Signor Presidente, ovviamente sono molto interessato a conoscere l'opinione della Commissione bilancio e sono disposto anche ad adeguarmi.
In ogni caso, esprimo parere favorevole sull'emendamento 2.1 e contrario agli emendamenti 2.2, 2.0.1, 2.0.3, 2.0.100 e 2.0.101. Esprimo invece parere favorevole sull'emendamento 2.0.20, mentre il parere è contrario sugli emendamenti 2.0.102, 2.0.200, 2.0.201, 2.0.103, 2.0.4, 2.0.5, 2.0.104 e 2.0.105.
Il mio parere è favorevole sull'emendamento 2.0.6 e contrario sugli emendamenti 2.0.106, 2.0.107, 2.0.108, 2.0.109 e 2.0.110.
MARTINAT, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Il mio parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 2.1, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
GRILLO, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRILLO, relatore. Signor Presidente, per una questione metodologica, le chiederei di farci conoscere i pareri espressi dalla 5a Commissione, dato che siamo disponibili a ritirare gli emendamenti sui quali la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Quindi, stante il parere contrario della 5a Commissione, ritiro l'emendamento 2.1.
PRESIDENTE. La 5a Commissione ha espresso parere contrario sui seguenti emendamenti: 2.1, 2.0.106, 2.0.108, 2.0.109, 2.0.3, 2.0.101, 2.0.20, 2.0.102, 2.0.3, 2.0.6 e 2.0.1, condizionato alla soppressione del capoverso 2-ter.
Metto dunque ai voti l'emendamento 2.2, presentato dal senatore Grillotti.
Non è approvato. (Commenti del senatore Grillotti).
Senatore Grillotti, sul suo emendamento 2.2 c'era il parere contrario di relatore e Governo. Io ho ascoltato il relatore Grillo e il rappresentante del Governo, che ha espresso parere conforme a quello del relatore, cioè contrario all'emendamento stesso.
GRILLOTTI (AN). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRILLOTTI (AN). Signor Presidente, chiedo al relatore come mai ha cambiato idea in venti secondi. Prima lei, senatore Grillo, ha espresso un parere sugli emendamenti e, fra quelli sui quali il suo parere era negativo, l'emendamento 2.2 non c'era. Adesso come mai diventa contrario? Me lo motivi, per favore?
PRESIDENTE. Dia le sue motivazioni, senatore Grillo.
GRILLO, relatore. Signor Presidente, l'emendamento è stato respinto con parere contrario del relatore e del Governo; non c'entra nulla la Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Ho dato per cortesia la parola al senatore Grillotti, tuttavia l'emendamento 2.2 era già stato respinto, quindi, non possiamo tornarci sopra. (Il senatore Grillotti si reca al banco del relatore Grillo e protesta con lui).
Passiamo all'emendamento 2.0.1, su cui il parere della 5a Commissione è favorevole a condizione che si cancelli l'articolo 2-ter. Tuttavia, senatore Cicolani, su questo emendamento, come lei ha ascoltato, ci sono i pareri contrari di relatore e Governo.
CICOLANI (FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CICOLANI (FI). Signor Presidente, riformulo l'emendamento 2.0.1 sopprimendo l'articolo 2-ter, quello su cui è contraria la 5a Commissione, quindi rimane in vita soltanto l'articolo 2-bis, cioè la parte che riguarda disposizioni in materia di localizzazione dei centri prova autoveicoli (i CPA) e degli uffici speciali per i trasporti ad impianti fissi (gli USTIF).
Si tratta semplicemente dell'adeguamento alla nuova situazione dei provveditorati, per la quale con i SIT sono state accorpate varie Regioni. Questo articolo 2-bis non fa altro che fotografare la situazione attuale e adeguare la normativa.
Chiedo pertanto al relatore e al Governo di riconsiderare l'emendamento 2.0.1, come riformulato.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore, senatore Grillo, e al rappresentante del Governo se confermano il proprio parere contrario oppure no.
GRILLO, relatore. Signor Presidente, con la modifica apportata, cioè con il mantenimento del solo articolo 2-bis, a mio modo di vedere, l'emendamento 2.0.1 si può accogliere.
MARTINAT, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore, quindi, favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.1 (testo 2).
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta non risulta appoggiata).
Metto ai voti l'emendamento 2.0.1 (testo 2), presentato dal senatore Cicolani.
È approvato.
Passiamo all'emendamento 2.0.3, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
DONATI (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, chiedo la votazione elettronica per superare il parere contrario della 5a Commissione sull'emendamento in esame e dichiaro il mio voto favorevole.
ZANDA (Mar-DL-U). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, intervengo solo per sottolineare che il parere contrario della 5a Commissione è limitato al comma 3: così a me risulta e così lei aveva detto precedentemente.
PRESIDENTE. No, il parere contrario della 5a Commissione riguarda l'intero emendamento.
ZANDA (Mar-DL-U). Continuo a non capirne il motivo, signor Presidente, perché l'emendamento non comporta alcun aggravio di spesa. Mi dispiace essere in totale dissenso con il parere della 5a Commissione.
PRESIDENTE.Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, in precedenza avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(art. 102-bis Reg.)
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.0.3, presentato dai senatori Zanda e Brutti Paolo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione)
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.100.
DONATI (Verdi-Un). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, oltre a dichiarare il voto favorevole su questo emendamento, che tende a separare progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici, secondo un principio di buona amministrazione, chiedo la verifica del numero legale.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.0.100, presentato dai senatori Zanda e Brutti Paolo.
Non è approvato.
Passiamo all'emendamento 2.0.101, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
DONATI (Verdi-Un). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DONATI (Verdi-Un). Signor Presidente, chiediamo la votazione di questo emendamento del senatore Zanda, per superare il parere contrario espresso dalla 5a Commissione.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta non risulta appoggiata).
L'emendamento 2.0.101 pertanto è improcedibile.
Passiamo all'emendamento 2.0.20, sostanzialmente identico all'emendamento 2.0.102, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
Chiedo al relatore se mantiene l'emendamento 2.0.20 della Commissione.
GRILLO, relatore. Signor Presidente, questo emendamento merita il massimo di attenzione e in Commissione lo abbiamo approvato, ma se la 5a Commissione ha espresso su di esso parere contrario è perché, evidentemente, ha individuato dei costi aggiuntivi in capo alle amministrazioni locali che dovrebbero dotarsi di questi soggetti qualificati, scelti con procedura a evidenza pubblica.
È ovvio che chiedo anche al collega Zanda di adeguarsi al parere della 5a Commissione.
PRESIDENTE. Chiedo al senatore Zanda se intende ritirare il proprio emendamento.
ZANDA (Mar-DL-U). Signor Presidente, quando in precedenza ho illustrato le mie proposte di modifica, ho già chiesto l'appoggio di quindici colleghi su questo emendamento, al fine di superare il parere contrario della 5a Commissione.
Torno a sottolineare che, così come per l'emendamento di cui abbiamo discusso precedentemente, anche in questo caso il parere negativo della Commissione bilancio è assolutamente privo di fondamento. Il controllo viene eseguito sui costi dell'opera già deliberata e con risorse già stanziate. Chi ha espresso il parere contrario non conosce i meccanismi dei lavori pubblici che presiedono a tale tipo di controllo.
Pertanto, non solo chiedo a quindici colleghi di sostenere la mia richiesta di votazione dell'emendamento, ma invito la maggioranza dell'Aula ad accoglierlo, avendone valutato l'importanza anche etica per un controllo, finalmente, sulla progettazione ed esecuzione delle grandi opere.
PRESIDENTE. Senatore Grillo, le chiedo se intende ritirare l'emendamento 2.0.20.
GRILLO, relatore. Signor Presidente, nell'intervento precedente mi pareva di avere chiarito i motivi in forza dei quali, di fronte ad un parere contrario della 5a Commissione (che mi pare debba leggersi come verifica di un aumento dei costi in carico alle amministrazioni locali), il sottoscritto ritira l'emendamento della Commissione, proponendo al senatore Zanda di fare altrettanto con il proprio.
ZANDA (Mar-DL-U). Che c'entrano le amministrazioni locali; si tratta delle grandi opere! Mantengo dunque il mio emendamento e chiedo l'appoggio di quindici colleghi al fine di superare il parere contrario della 5a Commissione.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
(ex art. 102-bis Reg.)
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.0.102, presentato dal senatore Zanda e da altri senatori .
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B)
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.200.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.0.200, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.201.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il senatore Segretario segnala una luce disattesa alle spalle del senatore Eufemi. Chiedo di togliere quella scheda.
Onorevoli colleghi, vi chiedo di sedervi altrimenti non possiamo fare nessuna verifica. La Presidenza intende andare avanti con questo provvedimento, ma è necessario un minimo di legalità.
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.0.201, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.103.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiediamo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.0.103, presentato dai senatori Malabarba e Sodano Tommaso.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.4.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato è in numero legale.
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.0.4, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.
Non è approvato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.5.
DONATI (Verdi-Un). Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Donati, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.0.5, presentato dalla senatrice Donati e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Il Senato non approva. (v. Allegato B).
Ripresa della discussione del disegno di legge n. 3587
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.104.
Verifica del numero legale
DONATI (Verdi-Un). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).
Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.
(Segue la verifica del numero legale).
Il Senato non è in numero legale.
Apprezzate le circostanze, rinvio il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.
Interrogazioni, annunzio
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza interrogazioni, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Ordine del giorno
per le sedute di mercoledì 5 ottobre 2005
PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi domani, mercoledì 5 ottobre, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 9,30 e la seconda alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:
(Vedi ordine del giorno)
La seduta è tolta (ore 20,15).
Allegato A
DISEGNO DI LEGGE
Conversione in legge del decreto-legge 17 agosto 2005, n. 163, recante disposizioni urgenti in materia di infrastrutture (3587)
ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE
Art. 1.
1. È convertito in legge il decreto-legge 17 agosto 2005, n. 163, recante disposizioni urgenti in materia di infrastrutture.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
ARTICOLO 1 DEL DECRETO-LEGGE
Articolo 1.
(Misure urgenti per la funzionalità del Registro Italiano Dighe)
1. All’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, dopo il comma 119 è inserito il seguente: «119-bis). Il Registro Italiano Dighe può procedere ad assunzioni di personale a tempo determinato, tramite convenzione o altra forma di flessibilità e di collaborazione, nel limite massimo di euro 2.500.000,000. I relativi oneri sono posti a carico del Registro Italiano Dighe.».
2. Il Registro Italiano Dighe provvede, per l’anno 2005, all’attuazione dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 139, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 57, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Conseguentemente, per la compensazione degli effetti finanziari che ne derivano, per l’anno 2005, sul fabbisogno e sull’indebitamento netto, l’autorizzazione di spesa di cui al comma 27 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è ridotta di 17.500.000,00 euro.
3. Nel comma 3 dell’articolo 91 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Al Presidente del Registro Italiano Dighe – R.I.D. è riconosciuto il compenso determinato ai sensi della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 gennaio 2001, con l’imputazione a carico del bilancio del R.I.D., fatto salvo, ove dipendente di pubbliche amministrazioni collocato in posizione di aspettativa senza assegni da parte dell’amministrazione di appartenenza, esclusivamente il trattamento economico già in godimento.».
EMENDAMENTI
1.100
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RitiratoSostituire l’articolo con il seguente:
«Art. 1. – (Misure urgenti per la funzionalità del Registro Italiano Dighe). – 1. All’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e successive modificazioni, dopo il comma 119 è inserito il seguente:
"119-bis. Al fine di garantire l’espletamento dei propri compiti istituzionali, con particolare riferimento alla messa in sicurezza delle grandi dighe, il Registro Italiano Dighe (RID) può procedere ad assunzioni, tramite concorso pubblico, di personale laureato a tempo indeterminato, necessario al completamento della pianta organica, nel limite massimo di euro 2.500.000,000. I relativi oneri sono posti a carico del Registro Italiano Dighe".
2. Il Registro Italiano Dighe provvede, per l’anno 2005, all’attuazione dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2004, n. 139, in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, comma 57, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Conseguentemente, per la compensazione degli effetti finanziari che ne derivano, per l’anno 2005, sul fabbisogno e sull’indebitamento netto, l’autorizzazione di spesa di cui al comma 27 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è ridotta di 17.500.000,00 euro.
3. Le assunzioni di cui al comma 1, devono comunque garantire il reperimento di professionalità idonee all’espletamento delle valutazioni dell’impatto ambientale delle opere esistenti e delle condizioni strutturali delle stesse, procedendo secondo un criterio di priorità che assicuri comunque la completa messa in sicurezza delle opere. A tal fine le regioni, le province autonome e le autorità di bacino segnalano al Registro italiano dighe entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la presenza nel loro territorio di eventuali ulteriori impianti fuori esercizio o di situazioni di rischio o di criticità ambientale, tenendo anche conto delle risultanze dell’attività straordinaria di ricognizione lungo i corsi d’acqua di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2000, n. 365».
1.2
BRUTTI PAOLO, MONTALBANO, MONTINO, VISERTA COSTANTINI
RespintoSopprimere il comma 1.
1.300
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoSostituire il comma 1 con il seguente:
«All’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, dopo il comma 119 è inserito il seguente:
"119-bis. Il Registro italiano dighe può procedere, ai fini dell’espletamento dei compiti affidatigli dalla legge, ad assunzioni a tempo determinato di personale in possesso di laurea, comprovata esperienza nel settore e idonei requisiti di professionalità tecnico-scientifica, nel limite massimo di euro 2.500.000,000. I relativi oneri sono posti a carico del Registro italiano dighe».
1.4
LA COMMISSIONE
ApprovatoAl comma 1, dopo le parole: «legge 30 dicembre 2004, n. 311,» inserire le seguenti: «e successive modificazioni,».
1.5
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoAl comma 1, al capoverso 119-bis) ivi richiamato, premettere le seguenti parole: «Per il potenziamento dell’organico, finalizzato allo svolgimento delle attività istituzionali, con particolare riguardo all’esigenza di effettuare, presso le sedi dell’Ente, attività di monitoraggio delle grandi dighe concernenti, fra l’altro, gli aspetti di sicurezza sismica e idraulica».
1.6
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoAl comma 1, al capoverso 119-bis) ivi richiamato, prima delle parole: «Il Registro italiano dighe», inserire le seguenti: «Ai fini della rivalutazione delle condizioni di sicurezza sismica e idraulica delle grandi dighe di cui all’articolo 4 della legge 28 maggio 2004, n. 139 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 79, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza di grandi dighe" e avendo riguardo altresì alla variata classificazione sismica dei siti overo dei ridotti franchi di sicurezza idraulica e allo svolgimento dei relativi interventi,».
1.7
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoAl comma 1, dopo le parole: «Registro Italiano dighe» inserire le seguenti: «avendo riguardo anche all’esigenza di effettuare, presso le sedi dell’Ente, attività di monitoraggio delle grandi dighe concernenti, fra l’altro, gli aspetti di sicurezza idraulica e sulla base della situazione delle criticità idraulica nelle diverse regioni,».
1.8
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
Respinto
Al comma 1, dopo le parole: «può procedere» inserire le seguenti: «con l’obiettivo di assicurare l’incolumità delle popolazioni, il monitoraggio degli effetti delle dighe sugli ecosistemi e lo svolgimento dei compiti connessi all’approvazione tecnica dei progetti e alla vigilanza sulla costruzione e sulle operazioni di controllo spettanti ai concessionari degli impianti, nonché la predisposizione della normativa tecnica in materia di prestazione di assistenza e perizia tecnica specialistica,».
1.9
BRUTTI PAOLO, MONTALBANO, MONTINO, VISERTA COSTANTINI
RespintoAl comma 1, sostituire le parole da: «di personale» fino a: «e di collaborazione» con le seguenti: «, tramite concorso pubblico, di personale a tempo indeterminato necessario al completamento della pianta organica».
1.10
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoAl comma 1, dopo le parole: «di personale» inserire le seguenti: «avente alti profili di professionalità nel settore della sicurezza delle dighe».
1.11
LA COMMISSIONE
ApprovatoAl comma 1, sostituire le parole: «euro 2.500.000,000» con le seguenti: «euro 2.500.000».
1.12
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoAl comma 1, primo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «per l’attuazione dei compiti tecnici ed operativi connessi alla gestione delle emergenze nell’ambito del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico».
1.13
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoAl comma 1, dopo il primo periodo, aggiungere il seguente: «Il personale deve essere selezionato tra soggetti di comprovata professionalità tecnico-scientifico o amministrativa, che siano in possesso di laurea e per i quali non ricorrano casi di incompatibilità amministrativa per collaborazioni in essere o pregresse con le società direttamente o direttamente riconducibili al concessionario o al gestore di opere soggette alla vigilanza del R.I.D.».
1.14
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoAl comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «Le assunzioni di cui al presente comma sono effettuate garantendo il reperimento di professionalità qualificate per lo svolgimento delle attività connesse all’elaborazione dei dati per la messa in sicurezza sismico-idraulica, lo svolgimento di interventi per il governo delle piene dei corsi d’acqua e la regolazione dei deflussi e delle criticità idrauliche di cui al decreto del Capo del dipartimento protezione civile n. 252 del 26 gennaio 2005».
1.15
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoAl comma 1, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Una quota di personale di cui al presente comma è impiegata altresì nel monitoraggio degli interventi eseguiti per la messa in sicurezza degli impianti nonché per la valutazione dell’impatto sugli ecosistemi e la biodiversità degli interventi medesimi. L’onere per gli adempimenti connessi alle verifiche e alla messa in sicurezza delle dighe ricade comunque sui concessionari o sui gestori laddove previsto dalla concessione o dal foglio di condizione».
1.500
IL RELATORE
ApprovatoAl comma 2, sostituire le parole: «l’autorizzazione di spesa» con le seguenti: «la dotazione del Fondo».
1.16
BRUTTI PAOLO, MONTALBANO, MONTINO, VISERTA COSTANTINI
RespintoSopprimere il comma 3.
1.17
TURRONI, DONATI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
Id. em. 1.16Sopprimere il comma 3.
1.18
LA COMMISSIONE
ApprovatoAl comma 3, dopo le parole: «decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,» inserire le seguenti: «e successive modificazioni,».
1.19
LA COMMISSIONE
ApprovatoAl comma 3, sopprimere le parole: «Registro italiano dighe -».
1.20
LA COMMISSIONE
ApprovatoAl comma 3, sostituire le parole: «direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 gennaio 2001,» con le seguenti: «direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 gennaio 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2001,».
EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 1
1.0.1
LA COMMISSIONE
ApprovatoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure urgenti per gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali e per la sicurezza del trasporto aereo)
1. Al fine di migliorare il livello di sicurezza del trasporto aereo, l’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC), in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 95 della legge n. 311 del 30 dicembre 2004 (legge finanziaria 2005), è autorizzato ai sensi dell’articolo 1, commi 96 e 97 della medesima legge finanziaria 2005, ad assumere, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, 130 unità di personale a tempo indeterminato, incluso il personale a tempo determinato in servizio presso l’ENAC alla data del 31/12/2004, che ha espletato selezione pubblica, da destinare ai settori della sicurezza del volo.
2. Gli oneri finanziari derivanti dall’applicazione del precedente comma sono coperti con le entrate proprie dell’ENAC di cui all’articolo 7 del decreto legislativo n. 250 del 25 luglio 1997, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato».
1.0.5
RitiratoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure urgenti per gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali e per la sicurezza del trasporto aereo)
1. Al fine di migliorare il livello di sicurezza del trasporto aereo, l’ENAC, in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 95 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è autorizzato ai sensi dell’articolo 1, commi 96 e 97 della medesima legge, ad assumere, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, 109 unità di personale a tempo indeterminato da destinare ai settori della sicurezza del volo.
2. Gli oneri finanziari derivanti dall’applicazione del precedente comma si provvede mediante le entrate proprie dell’ENAC, di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato».
1.0.9
RitiratoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure urgenti per gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali e per la sicurezza del trasporto aereo)
1. Al fine di garantire la massima economicità, efficacia ed efficienza dell’ENAC nello svolgimento dei suoi compiti d’autorità di vigilanza dell’aviazione civile, nonché per ridurre al minimo i tempi di attivazione dell’autorità stessa, l’ENAC è autorizzato ad assumere e ad integrare nella propria struttura organizzativa anche parte del personale dell’ENAV s.p.a., già in servizio come pubblici dipendenti alla data di entrata in vigore della legge n. 65 del 1996 ed in possesso di appropriati requisiti professionali ed esperienza del settore.
2. Il transito di tale personale può avvenire su richiesta diretta degli interessati, la cui domanda dovrà essere presentata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. L’ENAC valuta autonomamente le richieste pervenute e stabilisce, congiuntamente con ENAV s.p.a. la quota di personale da transitare, in base alle esigenze legate allo svolgimento dei nuovi compiti attribuiti, nonché i tempi di rilascio del personale prescelto. Questo ultimo viene inquadrato applicando le modalità ed i criteri definiti nell’ordinamento professionale dell’ENAC, valutando titoli professionali e qualifiche possedute, avvalendosi se necessario di apposite tabelle di equiparazione e fatti salvi i diritti maturati prima del transito.
3. Agli eventuali maggiori oneri finanziari derivanti dall’applicazione dei commi 2 e 3 si provvede mediante le entrate proprie dell’ENAC, di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato».
1.0.10
RitiratoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure urgenti per gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali e per la sicurezza del trasporto aereo)
1. In deroga all’articolo 3, comma 53, della legge n. 350 del 2003, per l’assolvimento delle funzioni di autorità dell’aviazione civile italiana, il personale con contratto a tempo determinato assunto a seguito di selezione pubblica, in servizio presso l’ENAC alla data del 31 dicembre 2003, che attualmente copre vacanze nella pianta organica già approvata, è inquadrato, con effetto immediato e nel numero massimo di 60 unità, nei ruoli del personale dell’ENAC, nelle categorie e nei profili corrispondenti, ivi compreso il personale appartenente all’allora Ente poste italiane in posizione di comando presso l’ENAC, nelle categorie e nei profili corrispondenti, nonché il personale di cui all’articolo 9 della legge n. 250 del 2000.
2. Ai maggiori oneri finanziari derivanti dall’applicazione del comma 1 si provvede mediante le entrate proprie dell’ENAC, di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato».
1.0.11
LA COMMISSIONE
V. testo 2Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure urgenti per gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali e per la sicurezza del trasporto aereo)
1. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) è autorizzato ad utilizzare le risorse di parte corrente derivanti da trasferimenti statali, disponibili nel proprio bilancio alla data d’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, anche per far fronte a spese di investimento per le infrastrutture aeroportuali. Entro quindici giorni dalla data d’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’ENAC comunica l’ammontare delle disponibilità di cui al presente articolo al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che individua, con proprio decreto, gli investimenti da finanziare a valere sulle medesime risorse».
1.0.100
IL GOVERNO
V. testo 2Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure urgenti per gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali)
1. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) è autorizzato ad utilizzare le risorse di parte corrente derivanti da trasferimenti statali, disponibili nel proprio bilancio alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto anche per far fronte a spese d’investimento per le infrastrutture aeroportuali. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’ENAC comunica l’ammontare delle disponibilità di cui al presente articolo al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che individua, con proprio decreto, gli investimenti da finanziare a valere sulle medesime risorse».
1.0.11 (testo 2)
LA COMMISSIONE
ApprovatoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure urgenti per gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali e per la sicurezza del trasporto aereo)
1. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) è autorizzato ad utilizzare le risorse di parte corrente derivanti da trasferimenti statali relativi agli anni 2004 e 2005, disponibili nel proprio bilancio alla data d’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ad esclusione delle somme destinate a spese obbligatorie, anche per far fronte a spese di investimento per le infrastrutture aeroportuali. Entro quindici giorni dalla data d’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’ENAC comunica l’ammontare delle disponibilità di cui al presente articolo al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che individua, con proprio decreto, gli investimenti da finanziare a valere sulle medesime risorse».
1.0.100 (testo 2)
IL GOVERNO
Id. em. 1.0.11 (testo 2)Dopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure urgenti per gli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali)
1. L’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) è autorizzato ad utilizzare le risorse di parte corrente derivanti da trasferimenti statali relativi agli anni 2004 e 2005, disponibili nel proprio bilancio alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ad esclusione delle somme destinate a spese obbligatorie, anche per far fronte a spese d’investimento per le infrastrutture aeroportuali. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’ENAC comunica l’ammontare delle disponibilità di cui al presente articolo al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che individua, con proprio decreto, gli investimenti da finanziare a valere sulle medesime risorse».
1.0.101
BRUTTI PAOLO, MONTALBANO, MONTINO, VISERTA COSTANTINI
RespintoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo)
1. Le disposizioni di cui al comma 93 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 non si applicano all’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
2. All’onere di cui al comma 1, determinato nel limite massimo di 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2005, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione:
a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
1.0.102
BRUTTI PAOLO, MONTALBANO, MONTINO, VISERTA COSTANTINI
RespintoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo)
1. Le disposizioni di cui al comma 96 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 non si applicano all’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo sino al completamento del proprio organico.
2. All’onere di cui al comma 1, determinato nel limite massimo di 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2005, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione:
a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
1.0.103
BRUTTI PAOLO, MONTALBANO, MONTINO, VISERTA COSTANTINI
RespintoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo)
1. L’Agenzia nazionale della sicurezza del volo può continuare ad avvalersi sino al completamento delle procedure dirette all’assunzione di personale a tempo indeterminato, del personale in servizio dell’anno 2005 con contratto a tempo determinato.
2. All’onere di cui al comma 1, determinato nel limite massimo di 20 milioni di euro a decorrere dall’anno 2005, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione:
a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
1.0.105
RespintoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
1. Al fine di migliorare il livello di sicurezza del trasporto aereo, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo è autorizzata ad assumere 20 unità di personale a tempo indeterminato.
2. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione del precedente comma si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione:
a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
1.0.104
BRUTTI PAOLO, MONTALBANO, MONTINO, VISERTA COSTANTINI
RespintoDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
(Misure per il funzionamento dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo)
1. Per far fronte ai compiti di istituto è attribuito all’ANSV un incremento della dotazione finanziaria di 6 milioni di euro per il triennio 2006-2008.
2. All’onere di cui al comma 1, pari a 6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2005, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione:
a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
1.0.12
LA COMMISSIONE
ApprovatoDopo l’articolo 1, inserire il seguente:
«Art. 1-bis.
1. All’articolo 115, del testo unico n. 267 del 2000, è aggiunto il seguente comma:
"7-ter. Alla privatizzazione di enti ed aziende delle regioni a statuto ordinario e ad autonomia speciale, fermo restando quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia, si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi. Delle obbligazioni sorte anteriormente alla costituzione delle società di capitali di cui al comma 1 rispondono in ogni caso le regioni"».
1.0.6
ImproponibileDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
1. Per il personale alle dipendenze dell’ente CONI alla data del 7 luglio 2002, in fase di prima attuazione dell’articolo 8 del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2006, si applica l’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».
1.0.106
MAGNALBÒ, MENARDI, MEDURI, DEMASI
ImproponibileDopo l’articolo 1, aggiungere il seguente:
«Art. 1-bis.
1. Per il personale alle dipendenze dell’ente CONI alla data del 7 luglio 2002, in fase di prima attuazione dell’articolo 8 del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2006, si applica l’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».
ARTICOLO 2 DEL DECRETO-LEGGE
ARTICOLO 2.
(Gestione economico-finanziaria dei Servizi integrati infrastrutture e trasporti)
1. Alla gestione economico-finanziaria dei Servizi integrati infrastrutture e trasporti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, istituiti dall’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2004, n. 184, si applicano le disposizioni di cui alla legge 17 agosto 1960, n. 908.
EMENDAMENTI
2.1
LA COMMISSIONE
RitiratoDopo il comma 1, aggiungere i seguenti:
«1-bis. Al comma 2-ter. dell’articolo 43 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, le parole "Al SIIT competente per le regioni Lazio e Abruzzo è preposto un dirigente generale" sono sostituite dalle seguenti "Al SIIT competente per le regioni Lazio, Abruzzo e Sardegna, che si articola in due settori infrastrutture, di cui uno riservato specificatamente alla Sardegna, ed uno trasporti, è preposto un dirigente generale".
1-ter. Al comma 2, dell’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2004 n. 184, è aggiunto in fine il seguente periodo: "Il SIIT Lazio-Abruzzo-Sardegna è articolato in tre settori organici denominati settore infrastrutture per il Lazio e l’Abruzzo, settore infrastrutture per la Sardegna e settore trasporti"».
2.2
RespintoDopo il comma 1, aggiungere il seguente:
«1-bis. Al comma 3, secondo periodo dell’articolo 1 del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito in legge con la legge 22 aprile 2005, n. 58, dopo le parole: "presso le aziende di trasporto pubblico locale" aggiungere le seguenti: "e presso le aziende ferroviarie limitatamente a quelle che applicano il contratto auto-ferrotranvieri alla data del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355, convertito nella legge 27 febbraio 2004, n. 47"».
EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 2
2.0.1
V. testo 2Dopo l’articolo 2, aggiungere i seguenti:
«Art. 2-bis.
(Disposizioni in materia di localizzazione dei Centri prova autoveicoli (CPA) e degli Uffici Speciali per i trasporti ad impianti fissi (USTIF)
1. Il comma 2 dell’articolo 12 della legge 1º dicembre 1986, n. 870, è sostituito dal seguente:
"Tali uffici sono i seguenti:
1. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Piemonte e la Valle d’Aosta "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Torino;
2. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Lombardia e la Liguria "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Milano;
3. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Veneto, il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Venezia;
4. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per l’Emilia Romagna e le Marche "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" sede in Bologna;
5. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Toscana e l’Umbria "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Firenze;
6. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Roma;
7. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Campania e il Molise "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Napoli;
8. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Puglia e la Basilicata "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Bari;
9. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Calabria e la Sicilia "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Catanzaro".
2. Il comma 2 dell’articolo 15 della legge 1º dicembre 1986, n. 870, è sostituito dal seguente:
"Tali uffici sono i seguenti:
1. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Piemonte e la Valle d’Aosta "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Torino;
2. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Lombardia e la Liguria "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Milano e "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Brescia;
3. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Veneto, il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Verona;
4. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per l’Emilia Romagna e le Marche "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Bologna;
5. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Toscana e l’Umbria "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Firenze;
6. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Lazio, Abruzzo e la Sardegna "Centro Superiore Ricerche e Prove Autoveicoli e Dispositivi con sede in Roma e "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Pescara;
7. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Campania e il Molise «Centro Prova Autoveicoli» con sede in Napoli;
8. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Puglia e la Basilicata "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Bari;
9. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Calabria e la Sicilia "Centro Prova autoveicoli" con sede in Catania e "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Palermo".
Art. 2-ter.
(Miglioramento dei servizi erogati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti)
1. Con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze e stabilito un aumento delle tariffe applicabili per le operazioni di cui all’articolo 18 della legge 1º dicembre 1986, n. 870, in modo da assicurare su base annua, maggior entrate pari a 45 milioni di euro.
Dette maggiori entrate annue sono destinate, quanto a 15 milioni di euro all’avvio di un processo di riorganizzazione delle strutture centrali e periferiche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con particolare riguardo alle politiche del personale e alla promozione e sviluppo delle professionalità e quanto a 30 milioni di Euro al funzionamento ed allo sviluppo del Centro Elaborazione Dati del Dipartimento dei trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in ragione delle aumentate competenze derivanti dalle modifiche apportate al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a disporre annualmente, a partire dall’anno 2006, l’assegnazione in termini di competenza e di cassa nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, degli stanziamenti di cui al presente comma.
2. In relazione alla pubblica utilità del servizio erogato dal Centro Elaborazione Dati del Dipartimento dei trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al fine di garantirne la piena continuità nelle more del completamento delle procedure per il nuovo affidamento della gestione del servizio medesimo, in deroga a quanto previsto all’articolo 23 della legge 18 aprile 2005, n. 62, è autorizzata l’ulteriore proroga del contratto vigente, per il tempo necessario al completamento delle procedure per il nuovo affidamento, in relazione alla disponibilità finanziaria di cui al precedente comma».
2.0.1 (testo 2)
ApprovatoDopo l’articolo 2, aggiungere i seguenti:
«Art. 2-bis.
(Disposizioni in materia di localizzazione dei Centri prova autoveicoli (CPA) e degli Uffici Speciali per i trasporti ad impianti fissi (USTIF)
1. Il comma 2 dell’articolo 12 della legge 1º dicembre 1986, n. 870, è sostituito dal seguente:
"Tali uffici sono i seguenti:
1. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Piemonte e la Valle d’Aosta "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Torino;
2. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Lombardia e la Liguria "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Milano;
3. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Veneto, il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Venezia;
4. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per l’Emilia Romagna e le Marche "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" sede in Bologna;
5. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Toscana e l’Umbria "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Firenze;
6. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Roma;
7. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Campania e il Molise "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Napoli;
8. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Puglia e la Basilicata "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Bari;
9. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Calabria e la Sicilia "Ufficio Speciale per i Trasporti ad Impianti Fissi" con sede in Catanzaro".
2. Il comma 2 dell’articolo 15 della legge 1º dicembre 1986, n. 870, è sostituito dal seguente:
"Tali uffici sono i seguenti:
1. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Piemonte e la Valle d’Aosta "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Torino;
2. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Lombardia e la Liguria "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Milano e "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Brescia;
3. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Veneto, il Trentino Alto Adige ed il Friuli Venezia Giulia "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Verona;
4. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per l’Emilia Romagna e le Marche "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Bologna;
5. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Toscana e l’Umbria "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Firenze;
6. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per il Lazio, Abruzzo e la Sardegna "Centro Superiore Ricerche e Prove Autoveicoli e Dispositivi con sede in Roma e "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Pescara;
7. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Campania e il Molise «Centro Prova Autoveicoli» con sede in Napoli;
8. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Puglia e la Basilicata "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Bari;
9. Per il Servizio Integrato Infrastrutture e Trasporti – Settore Trasporti – per la Calabria e la Sicilia "Centro Prova autoveicoli" con sede in Catania e "Centro Prova Autoveicoli" con sede in Palermo".
2.0.3
RespintoDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
(Nuove norme in materia di separazione delle fasi di progettazione ed esecuzione di lavori pubblici)
1. All’articolo 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, il comma 10 e sostituito dal seguente:
"10. Gli incarichi di progettazione di lavori affidati da tutti i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, per un importo pari o superiore alla soglia di applicazione della disciplina comunitaria, sono affidati con le procedure di evidenza pubblica di cui al decreto legislativo n. 157 del 1995 e successive modificazioni ovvero per i soggetti tenuti all’applicazione del decreto legislativo n. 158 del 1995 e successive modificazioni. Le disposizioni del presente comma si applicano altresì alle opere ricomprese nel programma di infrastrutture strategiche di interesse nazionale, di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443 e relativo decreto legislativo attuativo 20 agosto 2002, n. 190.".
2. Al decreto legislativo 20 agosto 2002 n. 190 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1, comma 1, sono abrogate le parole "progettazione e";
b) all’articolo 1, comma 7, lettera m) sono abrogate le parole "progettazione e";
c) all’articolo 1, comma 7, lettera n) sono abrogate le parole "progettazione e";
d) all’articolo 2, comma 2, lettera b) sono abrogate le parole "da parte dei soggetti aggiudicatori, anche attraverso eventuali opportune intese o accordi procedimentali tra i soggetti comunque interessati";
e) all’articolo 3, comma 1, le parole "soggetti aggiudicatori" sono sostituite con le parole: "progettisti individuati con le procedure di cui all’articolo 16 della legge quadro";
f) all’articolo 3, è abrogato il comma 2;
g) all’articolo 3, comma 4, le parole "soggetti aggiudicatori" sono sostituite con le parole: "soggetti incaricati della progettazione, individuati con le procedure di cui all’articolo 16 della legge quadro";
h) all’articolo 4, comma 3, le parole "da parte del soggetto aggiudicatore, del concessionario o contraente generale" sono sostituite con le parole: "da parte dei soggetti incaricati della progettazione";
i) all’articolo 5, comma 2, le parole ", a cura del soggetto aggiudicatore," sono sostituite con le parole: "a cura dei soggetti incaricati della progettazione,";
j) all’articolo 6, comma 1, è abrogata la lettera b);
k) all’articolo 8, comma 3, le parole "il promotore" sono sostituite con le parole: "il soggetto incaricato della progettazione";
l) all’articolo 9, comma 1, sono abrogate le parole "redatto dal soggetto aggiudicatore e";
m) all’articolo 9, comma 2, sono abrogate le lettere a) e c);
n) all’articolo 9, comma 3, lettera a) sono abrogate le parole ", ove detto progetto non sia stato posto a base di gara";
o) all’articolo 9, è abrogato il comma 5;
p) all’articolo 9, comma 3, è abrogato l’ultimo periodo;
q) all’articolo 13, comma 4, sono abrogate le parole "apportati dal soggetto aggiudicatore".
3. Al fine di dotare le amministrazioni appaltanti degli strumenti tecnici più adeguati a svolgere con efficacia ed efficienza la alta sorveglianza su costi, tempi e qualità delle realizzazioni da parte del contraente generale, per la realizzazione delle opere ricomprese nel programma di infrastrutture strategiche di interesse nazionale, di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443 e relativo decreto legislativo attuativo, è fatto obbligo alle Amministrazioni appaltanti di prevedere il ricorso obbligatorio a servizi di controllo del progetto e della sua realizzazione, forniti da soggetti qualificati scelti con procedure a evidenza pubblica tra i soggetti di cui all’articolo 17, comma 1, lettere d), e), f), g) e g-bis) della legge quadro».
2.0.100
RespintoDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
(Nuove norme in materia di separazione delle fasi di progettazione ed esecuzione di lavori pubblici)
1. All’articolo 17 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, il comma 10 e sostituito dal seguente:
"10. Gli incarichi di progettazione di lavori affidati da tutti i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, per un importo pari o superiore alla soglia di applicazione della disciplina comunitaria, sono affidati con le procedure di evidenza pubblica di cui al decreto legislativo n. 157 del 1995 e successive modificazioni ovvero per i soggetti tenuti all’applicazione del decreto legislativo n. 158 del 1995 e successive modificazioni. Le disposizioni del presente comma si applicano altresì alle opere ricomprese nel programma di infrastrutture strategiche di interesse nazionale, di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443 e relativo decreto legislativo attuativo 20 agosto 2002, n. 190."».
2.0.101
ImprocedibileDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
(Nuove norme in materia di separazione delle fasi di progettazione ed esecuzione di lavori relativi alle opere ricomprese nel programma di infrastrutture strategiche di interesse nazionale)
1. Al decreto legislativo 20 agosto 2002 n. 190 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1, comma 1, sono abrogate le parole "progettazione e";
b) all’articolo 1, comma 7, lettera m) sono abrogate le parole "progettazione e";
c) all’articolo 1, comma 7, lettera n) sono abrogate le parole "progettazione e";
d) all’articolo 2, comma 2, lettera b) sono abrogate le parole "da parte dei soggetti aggiudicatori, anche attraverso eventuali opportune intese o accordi procedimentali tra i soggetti comunque interessati";
e) all’articolo 3, comma 1, le parole "soggetti aggiudicatori" sono sostituite con le parole: "progettisti individuati con le procedure di cui all’articolo 16 della legge quadro";
f) all’articolo 3, è abrogato il comma 2;
g) all’articolo 3, comma 4, le parole "soggetti aggiudicatori" sono sostituite con le parole: "soggetti incaricati della progettazione, individuati con le procedure di cui all’articolo 16 della legge quadro";
h) all’articolo 4, comma 3, le parole "da parte del soggetto aggiudicatore, del concessionario o contraente generale" sono sostituite con le parole: "da parte dei soggetti incaricati della progettazione";
i) all’articolo 5, comma 2, le parole ", a cura del soggetto aggiudicatore," sono sostituite con le parole: "a cura dei soggetti incaricati della progettazione,";
j) all’articolo 6, comma 1, è abrogata la lettera b);
k) all’articolo 8, comma 3, le parole "il promotore" sono sostituite con le parole: "il soggetto incaricato della progettazione";
l) all’articolo 9, comma 1, sono abrogate le parole "redatto dal soggetto aggiudicatore e";
m) all’articolo 9, comma 2, sono abrogate le lettere a) e c);
n) all’articolo 9, comma 3, lettera a) sono abrogate le parole ", ove detto progetto non sia stato posto a base di gara";
o) all’articolo 9, è abrogato il comma 5;
p) all’articolo 9, comma 3, è abrogato l’ultimo periodo;
q) all’articolo 13, comma 4, sono abrogate le parole "apportati dal soggetto aggiudicatore".
2.0.20
LA COMMISSIONE
RitiratoDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
(Esecuzione delle opere comprese nel programma sulle infrastrutture strategiche di interesse nazionale)
1. Al fine di dotare le amministrazioni appaltanti degli strumenti tecnici più adeguati a svolgere con efficacia ed efficienza la alta sorveglianza su costi, tempi e qualità delle realizzazioni da parte del contraente generale, per la realizzazione delle opere ricomprese nel programma di infrastrutture strategiche di interesse nazionale, di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443 e relativo decreto legislativo attuativo, è fatto obbligo alle Amministrazioni appaltanti di prevedere il ricorso obbligatorio a servizi di controllo del progetto e della sua realizzazione, nella forma del Project and construct Management (P.M.C.) forniti da soggetti qualificati scelti con procedure a evidenza pubblica tra i soggetti di cui all’articolo 17, comma 1, lettere d), e), f), g) e g-bis) della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni».
2.0.102
ZANDA, BRUTTI PAOLO, CHIRILLI, CICOLANI, GUASTI, MONTALBANO
RespintoDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
(Nuove norme in materia di sorveglianza su costi, tempi e qualità delle realizzazioni da parte del contraente generale)
1. Al fine di dotare le amministrazioni appaltanti degli strumenti tecnici più adeguati a svolgere con efficacia ed efficienza la alta sorveglianza su costi, tempi e qualità delle realizzazioni da parte del contraente generale, per la realizzazione delle opere ricomprese nel programma di infrastrutture strategiche di interesse nazionale, di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443 e relativo decreto legislativo attuativo, è fatto obbligo alle Amministrazioni appaltanti di prevedere il ricorso obbligatorio a servizi di controllo del progetto e della sua realizzazione nella forma del Project and Construct Management (P.C.M.), forniti da soggetti qualificati scelti con procedure a evidenza pubblica tra i soggetti di cui all’articolo 17, comma 1, lettere d), e), f), g) e g-bis) della legge quadro».
2.0.200
DONATI, TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente.
«Art. 2-bis.
(Modifiche al decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, "Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale")
1. All’articolo 20 del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, il comma 5 e sostituito dal seguente:
"5. Qualora il progetto definitivo sia diverso da quello preliminare, la Commissione riferisce al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. Nel caso che le varianti modifichino l’area di sedime su cui insiste il tracciato o l’area di cantierizzazione, o eccedano per oltre il 5 per cento anche uno solo dei seguenti parametri: volumetrico, dimensionale (anche per le fondazioni o le strutture portanti, considerate come parametri specifici), lunghezza del tracciato, costo dell’opera, il Ministro dispone nei trenta giorni dalla comunicazione fatta dal soggetto aggiudicatore, concessionario o contraente generale, l’aggiornamento dello studio di impatto ambientale e la nuova pubblicazione dello stesso, anche ai fini dell’eventuale invio di osservazioni da parte dei soggetti pubblici e privati interessati"».
2.0.201
DONATI, TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
(Modifiche al decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, "Attuazione della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di interesse nazionale")
Al comma 5 dell’articolo 20 del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, le parole da: "ove ritenga", fino a: "sull’ambiente" sono sostituite con le seguenti: ", nel caso che le varianti modifichino l’area di sedime su cui insiste il tracciato e l’area di cantierizzazione, o eccedano per oltre il 5 per cento anche uno solo dei seguenti parametri: volumetrico, dimensionale (anche per le fondazioni o le strutture portanti, considerate come parametri specifici), lunghezza del tracciato, costo dell’opera».
2.0.103
RespintoDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
1. È sospesa la procedura per l’assegnazione della progettazione, costruzione, gestione del Ponte sullo Stretto al fine di un’ulteriore verifica degli equilibri finanziari, del rapporto costi benefici anche in relazione ad altre alternative di razionalizzazione e potenziamento del trasporto marittimo nello stretto».
2.0.4
DONATI, TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoDopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
(Modifiche alla legge 1º agosto 2002, n. 166, recante "Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti")
1. All’articolo 13 della legge 1º agosto 2002, n. 166, dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:
"1-bis. Dall’elenco delle opere strategiche di cui al comma 1 e escluso il progetto per l’attraversamento stabile dello stretto di Messina. Le maggiori risorse disponibili sono utilizzate:
a) per l’ammodernamento e la ristrutturazione della rete idrica della Regione Sicilia;
b) per il potenziamento, il raddoppio, l’elettrificazione e la riqualificazione della rete ferroviaria della Regione Sicilia.
1-ter. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica, con propria delibera aggiorna l’elenco delle opere strategiche di cui al comma 1 dell’articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443».
2.0.5
DONATI, TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
RespintoDopo l’articolo 2, inserire il seguente.
«Art. 2-bis.
(Modifiche alla legge 1º agosto 2002, n. 166, recante "Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti")
1. All’articolo 13 della legge 1º agosto 2002, n. 166, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
"1-bis. Dall’elenco delle opere strategiche di cui al comma 1 e escluso il progetto dell’autostrada Livorno-Civitavecchia. Le maggiori risorse disponibili sono utilizzate per l’ammodernamento della SS1 ‘Aurelia’.
1-ter. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica, con propria delibera aggiorna l’elenco delle opere strategiche di cui al comma 1 dell’articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443"».
2.0.104
DONATI, TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DE ZULUETA, RIPAMONTI, ZANCAN
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente.«Art. 2-bis.
(Modifiche alla legge 1º agosto 2002, n. 1667 recante "Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti")
1. All’articolo 13 della legge 1º agosto 2002, n. 166, dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:
"1-bis. Sono esclusi dall’elenco delle opere strategiche di cui al comma 1 il progetto per la salvaguardia della Laguna e della città di Venezia ‘Mo.s.e.’ e l’attraversamento stabile dello stretto di Messina. Le maggiori risorse disponibili sono utilizzate, rispettivamente:
a) per il disinquinamento, il riequilibrio idraulico e morfologico della laguna, la manutenzione urbana della città storica e delle isole, la gestione e razionalizzazione del traffico acqueo e la rivitalizzazione socio-economica della città;
b) per l’ammodernamento e la ristrutturazione della rete idrica della Regione Sicilia e per il potenziamento, il raddoppio, l’elettrificazione e la riqualificazione della rete ferroviaria della Regione Sicilia.
1-ter. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica, con propria delibera, aggiorna l’elenco delle opere strategiche di cui al comma 1 dell’articolo 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443"».
2.0.105
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:«Art. 2-bis.
All’articolo 13 della legge 1º agosto 2002 n. 166, dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:
a) dall’elenco delle opere strategiche è escluso il tratto ferroviario Torino Lione passante per Val di Susa;
b) il governo verifica, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge altre alternative per il potenziamento del trasporto ferroviario Francia-Italia».
2.0.6
LA COMMISSIONE
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:«Art. 2-bis.
(Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale)
1. La disposizione di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 15 dicembre 1990, n. 385, per le aziende i cui servizi non hanno formato oggetto di delega di funzioni ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni, è da intendere estesa anche alle opere di ammodernamento e di potenziamento finanziate dal decreto legge 4 ottobre 1996, n. 517, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1996, n. 611, e dalle leggi 7 dicembre 1999, n. 472, 23 dicembre 1999, n. 488 e 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni».
2.0.106
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:«Art. 2-bis.
1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali da adottare entro il 30 novembre 2005, sono determinati i minori oneri prodotti, alla medesima data, dall’attuazione del comma 148 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato dall’articolo 1, comma 3-ter del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2005 n. 58.
2. Presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è istituito, per l’anno 2005, un fondo per la concessione di contributi per il rinnovo, da parte delle regioni, del parco autobus destinato al trasporto pubblico locale. Per il medesimo anno la dotazione del fondo corrisponde all’entità della quota dei minori oneri, come determinati ai sensi del comma 1, che risulti eccedere l’importo di 40 milioni di euro.
3. Le disponibilità del fondo sono ripartite tra le regioni, in proporzione alla rispettiva popolazione, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 31 dicembre 2005.
4. Qualora successivamente alla data di cui al comma 3 venga accertato che l’entità dei minori oneri è inferiore alla quota di cui al comma 2 il Ministro dell’economia e delle finanze provvede a ripetere presso le regioni destinatarie la parte eccedente in proporzione alla quota assegnata ai sensi del comma 3».
2.0.107
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente.«Art. 2-bis.
(Disposizioni in materia di trasporto locale)
1. Gli oneri derivanti dall’accordo nazionale degli autoferrotranvieri sottoscritto dalle parti il 19 settembre 2005 inerente la diaria di indennità di malattia sono a carico del bilancio dello stato.
2. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione del precedente comma si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione: a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
2.0.108
V. testo 2Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente.
«Art. 2-bis.
1. Ai fini della razionalizzazione e potenziamento del trasporto aereo nazionale sono diminuiti l’importo dell’IVA, delle accise sul carburante, delle tariffe aeroportuali per un importo di euro 200 milioni di euro.
2. È fatto divieto agli enti locali di finanziare compagnie aeree per i servizi nell’aeroporto di pertinenza senza la preventiva autorizzazione del Ministero dei trasporti.
3. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione del precedente comma si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione: a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
2.0.108 (testo 2)
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente.«Art. 2-bis.
1. Ai fini della razionalizzazione e potenziamento del trasporto aereo nazionale sono diminuiti l’importo dell’IVA, delle accise sul carburante, delle tariffe aeroportuali per un importo annuo di euro 200 milioni, a decorrere dall’anno 2005.
2. È fatto divieto agli enti locali di finanziare compagnie aeree per i servizi nell’aeroporto di pertinenza senza la preventiva autorizzazione del Ministero dei trasporti.
3. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione del precedente comma si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione: a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
2.0.109
V. testo 2Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:
«Art. 2-bis.
1. Ai fini dell’attuazione della legge n. 84 del 1994 in materia di lavoro portuale sono stanziati 10 milioni di euro per il salario di mancato avviamento.
2. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione del precedente comma, pari a 10 milioni di euro, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
2.0.109 (testo 2)
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente:«Art. 2-bis.
1. Ai fini dell’attuazione della legge n. 84 del 1994 in materia di lavoro portuale sono stanziati 10 milioni di euro annui, a decorrere dall’anno 2005 per il salario di mancato avviamento.
2. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione del precedente comma, pari a 10 milioni di euro, si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della seguente disposizione a) l’articolo 13 e l’articolo 14, comma 1, della legge 18 ottobre 2001, n. 383 sono abrogati».
2.0.110
Dopo l’articolo 2, aggiungere il seguente.«Art. 2-bis.
1. Ai fini della sicurezza del trasporto aereo e della dovuta informazione ai cittadini, il governo comunica le eventuali esclusione di compagnie aeree dall’autorizzazione a volare nello spazio nazionale entro una settimana dall’applicazione dall’approvazione della presente legge».
Allegato B
Tabella allegata all'intervento del ministro Tremonti in sede di esposizione economico-finanziaria
MANOVRA 2006 - 2008 in termini di indebitamento netto
|
2006 |
2007 |
2008 |
|
|
A) Manovra 0,8% PIL |
11.500 |
11.911 |
12.322 |
|
B) Eccedenze di spesa, proroghe fiscali e altri oneri inderogabili |
4.000 |
3.450 |
4.700 |
|
C) Famiglia e sviluppo |
|||
|
- Previdenza complementare |
200 |
400 |
600 |
|
- Previdenza - TOTALIZZAZIONE |
160 |
160 |
160 |
|
- 5 per mille ricerca e volontariato |
0 |
70 |
130 |
|
- Cuneo contributivo |
2.000 |
1.550 |
1.830 |
|
- Fondo famiglia e sviluppo |
1.140 |
0 |
0 |
|
- Soppressione brevetti |
40 |
30 |
35 |
|
- Distretti |
50 |
50 |
50 |
|
Totale C) |
3.590 |
2.260 |
2.805 |
|
|
|
|
|
|
Totale A) + B) + C) |
19.090 |
17.621 |
19.827 |
|
COPERTURA |
|||
|
BILANCIO STATO |
5.610 |
6.685 |
8.785 |
|
SANITA' |
2.500 |
2.500 |
2.500 |
|
ENTI TERRITORIALI |
3.120 |
3.200 |
3.250 |
|
PUBBLICO IMPIEGO |
985 |
985 |
985 |
|
LOTTA EVASIONE |
300 |
460 |
460 |
|
ALTRE ENTRATE |
4.350 |
3.840 |
3.900 |
|
REGOLAZIONE FLUSSI DI TESORERIA |
2.236 |
|
|
|
|
19.101 |
17.670 |
19.880 |
|
AGENDA DI LISBONA |
|||
|
INTERVENTI |
3.000 |
0 |
0 |
|
DISMISSIONI |
3.000 |
0 |
0 |
VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori:
Alberti Casellati, Antonione, Baldini, Bettamio, Bosi, Costa, Cursi, Cutrufo, D'Alì, Giuliano, Iervolino, Lauro, Magnalbò, Mantica, Moro, Pellegrino, Rizzi, Saporito, Sestini, Siliquini, Vegas e Ventucci.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori:
Contestabile, per attività della 4a Commissione permanente;
Pedrizzi, per attività della 6a Commissione permanente;
Tredese, per attività della 12a Commissione permanente;
Turroni, per attività della 13a Commissione permanente;
Budin, Crema, Danieli Franco, De Zulueta, Gaburro, Giovanelli, Gubert, Iannuzzi, Manzella, Mulas, Nessa, Occhetto, Provera e Rigoni, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa;
Bettoni, Carella, Cozzolino, Liguori, Longhi, Sanzarello, Tatò e Ulivi, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale;
Ayala, Centaro, Novi e Zancan, per attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare;
Coviello, Murineddu e Tarolli, per attività dell'Unione interparlamentare;
Brignone, Gubetti e Palombo, per attività dell'Assemblea parlamentare NATO;
Debenedetti, per presiedere una commissione di concorso;
Bassanini, per partecipare ad un incontro internazionale.
Gruppi parlamentari, composizione
Il senatore Pininfarina in data 29 settembre 2005 ha dichiarato di aderire al Gruppo Misto.
Insindacabilità, presentazione di relazioni su richieste di deliberazione
A nome della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sono state presentate le seguenti relazioni:
dal senatore Ziccone la relazione sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ex articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile pendente presso il Tribunale di Napoli nei confronti del senatore Michele Florino (Doc. IV-quater, n. 27);
dal senatore Castagnetti la relazione sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ex articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile pendente presso il Tribunale di Milano nei confronti del senatore Roberto Castelli (Doc. IV-quater, n. 28);
dal senatore Castagnetti la relazione sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità ex articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile pendente presso il Tribunale di Bergamo nei confronti del senatore Roberto Castelli (Doc. IV-quater, n. 29).
Governo, trasmissione di documenti
Il Ministero dell'economia e delle finanze, con lettera pervenuta in data 30 settembre 2005, ha inviato, ai sensi dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 1985, n. 808, - in allegato alla relazione previsionale e programmatica per l'anno 2006 - la relazione sullo stato dell'industria aeronautica per l'anno 2004 (Doc. XIII, n. 5-quinquies).
Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, alla 5a e alla 10a Commissione permanente.
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 22 settembre 2005, ha inviato, ai sensi dell'articolo 8 della legge 12 giugno 1990, n. 146, recante «Norme sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali», copia dell'ordinanza n. 132T, emessa dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in data 2 settembre 2005, relativa al personale dipendente delle Società Enav presso il SAAV di Malpensa (n. 53).
Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 11a Commissione permanente.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 4 ottobre 2005, ha inviato, ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, la comunicazione concernente la nomina del dottor Giulio Maninchedda a Commissario straordinario del Governo per gli interventi sulle aree del territorio del Comune di Castelvolturno (Caserta).
Tale comunicazione è trasmessa, per competenza, alla 1a Commissione permanente.
Negli scorsi mesi di agosto e settembre 2005 sono pervenute copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione dei Ministeri degli affari esteri, della difesa, dell'economia e delle finanze, dell'interno, delle politiche agricole e forestali, delle attività produttive, delle infrastrutture e dei trasporti per l'esercizio finanziario 2005, concernenti le variazioni compensative tra capitoli delle medesime unità previsionali di base e in termini di competenza e cassa.
Sono pervenute altresì copie di decreti ministeriali, inseriti nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per l'esercizio finanziario 2005, concernenti l'utilizzo del "Fondo di riserva per l'integrazione delle autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente".
Tali comunicazioni sono state trasmesse alle competenti Commissioni permanenti.
Con lettera in data 28 settembre 2005, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi del decreto del Presidente della Repubblica concernente lo scioglimento del consiglio comunale di San Benedetto del Tronto (AP).
La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettere in data 13 e 20 settembre 2005, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, le comunicazioni concernenti il conferimento degli incarichi di livello dirigenziale generale:
ai dottori Paolo Germani, Antonio Schettino, Dante Vassallo, Paolo Coluzzi, Giuseppe Imparato, Giorgio Pagano, Petro Fagiani e Giovanni De Simone, nell'ambito del Ministero dell'economia e delle finanze;
alle dottoresse Paola Chiari e Matilde Mancini, nell'ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
al dottor Alberto Di Ferrante, nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per l'attuazione del programma di Governo;
alla dottoressa Armanda Bianchi Conti, nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie.
Il Ministero dell'economia e delle finanze ha trasmesso la modifica delle tabelle nn. 2, 3 e 16, relative al disegno di legge: «Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale 2006-2008» (A.S. 3614). I relativi errata corrige saranno pubblicati e distribuiti.
Corte dei conti, trasmissione di relazioni sul rendiconto generale dello Stato
Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 21 settembre 2005, ha inviato - ad integrazione della decisione sul Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2004 (Doc. XIV, n. 5) - le analisi speciali concernenti:
gli interventi di contenimento della spesa: dal decreto "taglia spese" al decreto-legge n. 168 del 2004 ed alla regola del 2 per cento;
le gestioni fuori bilancio e fondi di rotazione.
Detta documentazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento, alla 5a Commissione permanente.
Mozioni, apposizione di nuove firme
I senatori Longhi e Rollandin hanno aggiunto la propria firma alla mozione 1-00362, dei senatori Falomi ed altri.
Interpellanze, apposizione di nuove firme
Il senatore Longhi ha aggiunto la propria firma all'interpellanza 2-00779, dei senatori Biscardini ed altri.
Interrogazioni
MALABARBA, PAGLIARULO, DE ZULUETA, IOVENE, FALOMI, BOCO, RIPAMONTI, CORTIANA - Al Ministro degli affari esteri - Premesso che:
agli inizi di settembre il Ministro degli affari esteri decideva di negare il visto per l'ingresso in Italia ad alcuni esponenti dell'opposizione irachena, fra cui Jawad al Khalesi, Ahmed al Baghdadi e Ibrahim al Kubaysi, opponendo ragioni di pubblica sicurezza in base a informazioni prodotte dai servizi segreti italiani;
nei giorni precedenti da ambienti politici statunitensi, attraverso un appello sottoscritto da 44 congressisti, erano giunte forti pressioni sul Governo italiano perché fosse vietato l'ingresso in Italia ad esponenti iracheni e mediorientali in quanto sostenitori del terrorismo, anche se la Farnesina ha sempre negato di aver preso in considerazione tali avvertimenti, riferendosi per le proprie determinazioni esclusivamente alle informative della nostra intelligence;
recentemente il Ministro degli affari esteri ha nuovamente negato il visto di ingresso al signor Haj Ali, cittadino iracheno divenuto il simbolo dei prigionieri di Abu Ghraib torturati dai militari statunitensi che gestiscono quel carcere, anch'egli invitato in Italia per testimoniare sulla sua drammatica esperienza da parte dei 'Comitati Iraq libero';
le motivazioni di quest'ultimo diniego sarebbero di origine burocratica (si veda il quotidiano "Il Manifesto", 1°/10/2005, pag. 6), avendo il signor Haj Ali richiesto il visto ai primi di settembre non all'ambasciata italiana di Baghdad, ossia del paese in cui risiede, ma presso quella della capitale giordana Amman, presso la quale si trovava;
é fuori dubbio che la mancata concessione dei visti riguardi esponenti iracheni invisi agli Stati Uniti, tutti invitati in Italia dagli stessi organizzatori nel medesimo periodo, anche se respinti, secondo la stampa, con motivazioni differenti,
si chiede di sapere:
sulla base di quale informativa e da parte di quale servizio segreto siano stati negati i visti di ingresso agli esponenti iracheni, posto che in analoghe occasioni il comportamento dei servizi tendeva a limitarsi a seguire gli spostamenti degli stranieri e non certo a impedirne la presenza in Italia;
di fronte a una vittima della violazione dei diritti umani, diventata suo malgrado l'emblema degli orrori della guerra e come tale testimone itinerante in vari paesi, come il signor Haj Ali, se l'ambasciata italiana ad Amman e il Ministro degli affari esteri abbiano comunicato immediatamente al richiedente le modalità di concessione del visto per l'Italia e si siano adoperati per agevolarne la venuta;
se non si ritenga che sia stata impedita nelle circostanze indicate la libera circolazione delle persone e il libero confronto delle idee nel nostro paese, sanciti dalla Costituzione, manifestando una grave subalternità nei confronti degli Stati Uniti d'America e alla dottrina neocon della cosiddetta guerra preventiva.
(3-02294)
Interrogazione orale con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
MANZIONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
il punto B. 3), lettera b-bis), della tabella di valutazione annessa al decreto-legge n. 97 del 7 aprile 2004, recante "Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005, nonché in materia di esami di Stato e di università", convertito dalla legge 4 giugno 2004, n. 143 (successivamente oggetto di una interpretazione autentica contenuta nell'art.8 - nonies del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito dalla legge 27 luglio 2004, n. 186), ha modificato i criteri di valutazione dei titoli in base ai quali sono attribuiti i punteggi al personale docente della scuola, prevedendo - fra l'altro - che "il servizio prestato nelle scuole di ogni ordine e grado situate nei comuni di montagna di cui alla legge 1° marzo 1957, n. 90, nelle isole minori e negli istituti penitenziari" deve essere valutato in misura doppia e che "si intendono quali scuole di montagna quelle aventi sede in località situate sopra i 600 metri dal livello del mare";
tale disposizione, seppure ispirata dal condivisibile obiettivo di riconoscere il valore peculiare del servizio svolto dagli insegnanti precari in sedi disagiate del territorio, nei fatti si è dimostrata gravemente lesiva dei diritti quesiti, incidendo direttamente sul posizionamento in graduatoria di tutti gli insegnanti ammessi alla nuova valutazione dei titoli;
in particolare, l'attuale configurazione dei criteri di accesso alle graduatorie ha penalizzato ingiustificatamente i docenti con maggiore anzianità di servizio, in relazione a scelte di carriera effettuate necessariamente senza consapevolezza di benefici futuri; la disposizione citata, introducendo una valutazione retroattiva delle prestazioni effettuate, risulta palesemente censurabile da parte della Corte costituzionale, in quanto gravemente lesiva del principio di uguaglianza;
occorre considerare, poi, che risultano indebitamente danneggiati quei "professori precari" che risiedono in province con ridottissime sedi montane (quali ad esempio la provincia di Salerno), giacché i docenti di altre province (montuose) confinanti - avendo goduto del raddoppio retroattivo del punteggio - hanno trovato inaspettatamente vantaggioso trasferirsi, per usufruire così ingiustamente di una migliore posizione nelle graduatorie per le immissioni in ruolo e per gli incarichi a tempo indeterminato;
l'anomalia della citata disposizione di legge la si coglie ancor più considerando, ad esempio, che i "docenti naturalmente residenti in comuni montani" riescono così ad acquisire - senza fatica o disagio alcuno - il doppio del punteggio di chi, invece, è costretto a compiere diverse decine di chilometri ogni giorno per raggiungere sedi geograficamente molto scomode, anche se non classificabili formalmente montane,
si chiede di sapere se il Governo non ritenga di dover sollecitamente intervenire con un provvedimento d'urgenza orientato a sanare i segnalati profili di illegittimità, attraverso una modifica della disposizione riferita alla valutazione delle prestazioni svolte nelle scuole di montagna, a tutela della legittimità della nuova disciplina, ferma restando la possibilità di valutare, in altra sede legislativa, specifiche misure per la valorizzazione del servizio scolastico svolto in sedi o contesti socio-ambientali disagiati a tal fine opportunamente individuati.
(3-02295)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
RIPAMONTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e per la tutela del territorio - Premesso che:
con la legge n. 342 del 21 novembre 2000 (cosiddetto collegato fiscale 2001, articoli dal 90 al 95) è stata istituita, con decorrenza 1° gennaio 2001, l'Imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aeromobili, che gli esercenti degli aeromobili devono versare alla Regione in cui è localizzato l'aeroporto, per ogni atterraggio e per ogni partenza del singolo aereo;
la ripartizione del gettito di imposta viene effettuata da ciascuna regione sulla base dei programmi di risanamento e di disinquinamento acustico presentati dai Comuni interessati da aeroporti civili;
il comma 4 dell'art. 90 della legge 342/2000 prevedeva in particolare che venisse emanato un apposito decreto del Ministero delle finanze, di concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione e con il Ministro dell'ambiente, sentita la Conferenza Stato-Regioni, per stabilire le modalità applicative dell'imposta. Tale decreto avrebbe dovuto essere emanato entro 90 giorni dall'entrata in vigore della stessa legge 342/2000;
ad oggi il decreto con le modalità applicative non risulterebbe essere stato emanato,
si chiede di sapere se risulti quali siano i motivi per cui si è verificato il ritardo dell'emanazione del provvedimento ministeriale di cui al comma 4 dell'art. 90 della legge 342/2000 e se non si ritenga di dover provvedere in tempi rapidi all'emanazione del provvedimento stesso.
(4-09459)
DONATI, ZANCAN - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
la realizzazione della "Linea ferroviaria Torino-Lione" è un progetto ritenuto strategico dal Governo e dal ministro Lunardi ed è incluso nella lista delle opere strategiche della Legge Obiettivo, così come previsto dalla delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002). Il progetto preliminare della sezione internazionale, tratta "Bruzolo-Confine di Stato", è stato approvato dal CIPE in data 5 dicembre 2003, con un costo della parte comune "St. Jean de Maurienne-Bruzolo" quantificato in 6,957 miliardi di euro, mentre il 3 agosto 2005 il CIPE ha approvato, per un costo di 2,375 miliardi di euro, il progetto preliminare per la tratta italiana da "Settimo Torinese a Bruzolo";
il progetto è fortemente contestato dai sindaci della Valle di Susa e dell'area Ovest di Torino e dalle comunità montane della Valle di Susa e della Val Cenischia, nonché da numerosi cittadini, comitati e associazioni ambientaliste, che hanno presentato studi ed osservazioni critiche che dimostrano l'inutilità odierna del nuovo tunnel di base ed il suo elevato impatto ambientale, proponendo, in alternativa, investimenti per l'adeguamento ed il potenziamento dell'attuale linea ferroviaria;
a seguito di numerose manifestazioni di protesta che hanno coinvolto migliaia di cittadini (come, ad esempio, quella del 4 giugno 2005, cui hanno partecipato circa 30.000 persone), nonché di un presidio pacifico che ha impedito l'esecuzione dei saggi di carotaggio e l'avvio del cantiere per il tunnel esplorativo di Venaus, la Regione Piemonte ha dato avvio ad una serie di colloqui interlocutori con i sindaci della Valle di Susa ed ha accolto le proposte avanzate dagli amministratori per una moratoria di tre mesi con la sospensione delle attività di carotaggio e dei lavori del cunicolo esplorativo, al fine di promuovere un tavolo di confronto con le comunità locali;
considerato che:
a seguito delle richieste della Regione e degli Enti Locali, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha istituito, con decreto n. 1286/segr. del 5 agosto 2005, una Commissione Istituzionale, composta dai rappresentanti del Ministero, della Provincia, della Regione, degli Enti Locali della Valle di Susa e della Val Cenischia, della RFI e della LTF, per l'esame delle problematiche relative agli aspetti di tipo trasportistico, ambientale, tecnico e sociale connessi all'opera;
la Preconferenza dei servizi del 20.09.2005 ha approvato i lavori della Commissione Tecnica e le determinazioni da essa assunte, comprendenti il programma complessivo delle valutazioni tecniche e l'individuazione delle indagini necessarie a valutare la presenza di rischi per la salute dei cittadini. Per dare corso a tali indagini su entrambe le tratte (nazionale ed internazionale) è necessario che RFI realizzi un modello geologico di superficie della tratta nazionale (finora mai fatta) che individui in superficie i siti dove sussiste la probabilità di presenza di materiali amiantiferi;
i Sindaci della Valle di Susa e della Val Cenischia hanno inoltre comunicato e confermato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di assumersi l'impegno, entro il mese di ottobre, di rappresentare alle Comunità Locali i contenuti dei lavori della Commissione Tecnica e di raccogliere osservazioni e proposte da illustrare in una nuova riunione della Preconferenza alla fine di ottobre, richiedendo, pertanto, al Ministero di dare disposizioni affinché la decisione sull'inizio dei lavori per i tre sondaggi sulla tratta internazionale, per cui esiste il modello geologico di superficie, sia successiva alla prossima Preconferenza prevista per fine ottobre;
tenuto conto che:
il Ministero, con nota n. 1379/segr del 26 settembre 2005, a fronte della richiesta avanzata dai sindaci della Valle di Susa di prorogare di alcune settimane il termine di avvio dei carotaggi, ha sospeso i lavori della Commissione, in modo del tutto arbitrario ed unilaterale e senza fornire alcuna motivazione sulla propria decisione;
secondo il Ministero, a sollecitare l'accelerazione dell'avvio dei carotaggi sarebbe stata una lettera del direttore generale della Direzione Generale Trasporti della Commissione Europea, Francois Lamoureux, dove si preavvisa il Governo italiano e quello francese che, se entro la fine dell'anno non saranno iniziati i lavori del tunnel di Venaus, l'Unione Europea chiederà indietro ai due paesi i 40 milioni stanziati nel 2003 (articolo pubblicato su "La Stampa" del 28 settembre 2005);
lo stesso Ministero, come risulta dalle notizie riportate dalla stampa, ha inviato alcune lettere ai proprietari dei terreni proprio nell'area di Venaus sui quali sarà realizzato il cunicolo esplorativo, comunicando che l'avvio dei lavori preliminari alla realizzazione della Torino-Lione è previsto per il 6 ottobre 2005 (articolo pubblicato su "La Stampa", Torino e Provincia, del 29 settembre 2005; lancio agenzia "ANSA" del 28 settembre 2005);
considerato che:
sulla base di quanto contenuto nella decisione della Commissione Europea dell' 11 dicembre 2003, relativa alla "concessione di contributi finanziari della Comunità a progetti di interesse comune nel settore delle reti transeuropee delle infrastrutture di trasporto nel quadro della decisione n. C(2001) 2654 def./CE (programma indicativo pluriennale)", che riconosce al progetto della Torino-Lione il finanziamento comunitario, risulta, al punto 4 dell'Allegato IV, che è possibile per il Governo italiano, mediante accordo con la Commissione Europea, procedere alle "modifiche di decisioni relative al periodo ammissibile di esecuzione di un determinato progetto", con "un'estensione massima di un anno rispetto al periodo ammissibile di esecuzione";
considerato, infine, che:
le Comunità Montane interessate hanno espresso il loro rammarico per l'immotivata decisione del Ministero di sospendere i lavori della Commissione Tecnica e hanno richiesto la ripresa dei lavori della stessa al fine di proseguire le programmate attività di analisi e proposta per la valutazione delle criticità nei progetti presentati;
anche la Regione Piemonte e la Provincia di Torino, pur favorevoli alla realizzazione dell'opera, hanno aspramente criticato le posizioni assunte dal Ministero e la sospensione dei lavori della Commissione Tecnica, dichiarando, altresì, che i lavori della Commissione proseguiranno comunque e chiedendo contestualmente il reintegro dei rappresentanti del Governo nella stessa Commissione;
la Regione, la Provincia e gli Enti Locali hanno altresì manifestato la loro preoccupazione per l'ordine pubblico, atteso che gli amministratori locali, i cittadini e le associazioni ambientaliste, come già avvenuto in precedenza, hanno annunciato che daranno luogo a massicce forme di protesta e di mobilitazione, presidiando le aree interessate, al fine di bloccare i lavori di carotaggio,
si chiede di sapere se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti:
non ritenga urgente sospendere l'annunciato avvio dei cantieri per il cunicolo esplorativo di Venaus e dei sondaggi, ripristinando il dialogo con le istituzioni locali ed i cittadini coinvolti dal tracciato;
non ritenga necessario ed opportuno, sulla base delle illustrate criticità del progetto, inoltrare alla Commissione Europea la richiesta di una proroga della realizzazione dei lavori del cunicolo esplorativo di Venaus, secondo le modalità indicate nel già citato Allegato IV della decisione europea;
non ritenga opportuno riavviare i lavori della Commissione Tecnica, reintegrandola con i rappresentanti del Governo, di RFI-FS e di LTF, per proseguire il confronto tra il Governo, la Regione e gli Enti Locali sulle problematiche inerenti la realizzazione dell'AV Torino-Lione.
(4-09460)
MALABARBA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
dopo aver cancellato i diritti sindacali al SULT, l'Alitalia ha deciso di mettere in cassa integrazione a zero ore cinque invalidi del centralino della sede della Magliana;
l'attacco ai diritti dei lavoratori, il taglio di posti di lavoro senza un reale piano industriale, la cassa integrazione e contemporaneamente l'utilizzo di straordinari non rappresentano le condizioni per la fuoriuscita dalla crisi in cui versa la compagnia aerea di bandiera,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti urgenti i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per il reintegro dei cinque lavoratori invalidi;
se non ritengano che l'Alitalia violi le normative sulle categorie protette e quali misure ritengano di adottare per far rispettare la legge.
(4-09461)
IOVENE, BASTIANONI, BEDIN, Bettoni Brandani, BOCO, BONFIETTI, CAVALLARO, CHIUSOLI, CORTIANA, DI SIENA, DONATI, FALOMI, LONGHI, MALABARBA, MARINO, MARTONE, RIPAMONTI, VITALI, VIVIANI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze - Premesso:
che i rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l'UPI, l'ANCI, la Lega Autonomie Locali, CGIL, CISL, UIL e Forum Permanente del Terzo Settore hanno espresso, in un documento congiunto, una forte protesta nei confronti del Governo per non aver mantenuto fino ad oggi l'impegno relativo al reintegro del 50% della quota del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali da trasferire alle Regioni nell'anno in corso e ammontante a 500 milioni di euro;
che il mancato impegno del Governo comporta un sensibile ridimensionamento dei servizi e delle prestazioni sociali (servizi per gli anziani, per i minori, assistenza ai disabili, ecc.);
che nel documento le organizzazioni firmatarie chiedono ai Ministri del lavoro e dell'economia il mantenimento degli impegni presi reintegrando il Fondo fino al raggiungimento del miliardo di euro rivalutato del 2%;
che inoltre chiedono che il finanziamento del Fondo nella prossima finanziaria sia di entità adeguata ad avviare il percorso della definizione e del finanziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza delle prestazioni sociali;
considerato:
che il mancato finanziamento del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali impedirebbe la costruzione di un vero e proprio sistema dei servizi in grado di garantire i diritti sociali delle persone e delle famiglie;
che la legge finanziaria 2005 aveva stanziato circa un miliardo e 300 milioni di euro per il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali; di questi ogni anno 700 milioni li usa l'INPS per i diritti soggettivi e 45 milioni andranno ai Comuni per progetti legati alla legge n. 285 del 1997 sull'infanzia;
che per le Regioni e la rete dei servizi sociali rimangono circa 550 milioni di euro che, confrontati con il finanziamento dell'anno 2004, un miliardo, corrispondono ad un taglio di circa il 50%;
che questa situazione, che sta già mettendo in serie difficoltà le autonomie locali, rischia di esplodere alla luce delle scelte della prossima finanziaria;
che è necessario che il sistema del welfare sia all'altezza dei bisogni e delle aspettative dei cittadini, fondato su base universalistica e su un sistema di garanzie finanziato con la fiscalità generale;
che il rapporto Eurostat su povertà ed esclusione sociale nell'Unione europea del 2005 dice che l'Italia è all'ultimo posto in Europa e 11 milioni di cittadini italiani, un sesto dell'intera popolazione, sono a rischio povertà,
si chiede di sapere:
per quale motivo il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali abbia subito questo drastico ridimensionamento;
se non si ritenga, vista l'importanza dei servizi e delle prestazioni sociali (servizi per gli anziani, per i minori, assistenza ai disabili, ecc.) e gli impegni assunti, di reintegrare il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per il 2005, così come richiesto dalle parti sociali e dalle autonomie locali;
se non si ritenga, in occasione della prossima legge finanziaria, di prevedere un'adeguata copertura del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali tale da garantire i previsti Livelli Essenziali di Assistenza contenuti nella nostra normativa.
(4-09462)
SERVELLO - Al Ministro delle comunicazioni - Premesso che:
l'ultima puntata di "Blu notte", il programma di inchiesta storico-giornalistica condotto da Carlo Lucarelli, andata in onda domenica sera su Raitre e dedicata alle violenze politiche negli anni Settanta, ha suscitato proteste in molti telespettatori per il carattere tendenzioso della ricostruzione, incompatibile con la funzione di servizio pubblico svolto dalla RAI;
ad avviso dell'interrogante la ricostruzione di diversi episodi delittuosi è apparsa faziosa e tendente a sminuire la responsabilità degli estremisti di sinistra che se ne sono resi responsabili: scandalosa l'intervista con uno degli aggressori di Sergio Ramelli da cui non risultava la volontà di nuocere gravemente alla vittima, come mistificatoria è apparsa la ricostruzione dell'aggressione che portò alla morte di Carlo Favella;
i commenti e i racconti del conduttore sono apparsi orientati politicamente ed ideologicamente: imperdonabile la giustificazione dei famigerati servizi d'ordine dell'ultrasinistra e l'aver omesso di precisare che la maggior parte delle decine e decine di sigle terroristiche degli anni Settanta erano di stampo comunista;
il programma, oltre che nelle "schede" informative, è apparso sbilanciato persino nei personaggi intervistati: sono state presentate come opinioni "oggettive" di studiosi quelle che erano in realtà niente altro che testimonianze di parte (e tale mistificazione è stata compiuta solo nel presentare gli intervistati di sinistra, non quelli di destra),
l'interrogante chiede di sapere quali iniziative si intendano prendere per accertare le cause che hanno permesso una così grave violazione delle regole del servizio pubblico e per richiamare, secondo quanto previsto dal contratto di servizio, i dirigenti della RAI alle loro responsabilità affinché la messa in onda di programmi che affrontano temi delicati della nostra storia recente non offenda più la sensibilità delle migliaia e migliaia di italiani che ne hanno subìto lutti, danni e traumi permanenti.
(4-09463)
GENTILE - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
i principi innovativi della legge 12/03/1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili, impongono l'assunzione di una percentuale di disabili che viene calcolata sul numero dei lavoratori compatibili in servizio;
la finanziaria dell'anno 2005, al blocco delle assunzioni negli enti locali, prevede espressamente la deroga all'assunzione dei cittadini disabili;
diversi sono gli enti locali, dislocati sul territorio della provincia di Cosenza, che non hanno adempiuto tale obbligo;
la citata provincia attraverso il settore del mercato del lavoro svolge la funzione gestionale relativa al collocamento obbligatorio dei disabili,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga che sia il caso, tenuto conto quanto succitato, di fare chiarezza in provincia di Cosenza sul numero esatto di disabili da assumere, magari verificando l'operato della Provincia, Ispettorato del Lavoro.
(4-09464)