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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 242 del 25/09/2002


*SCALFARO (Misto). Onorevole Presidente, colleghi senatori, devo dire una parola di gratitudine innanzitutto al mio presidente di Gruppo, senatore Marini, e comprendo la sua amarezza in questa seduta.

Non siamo chiamati a decidere, oggi almeno, ma ad esprimere la nostra volontà politica. Ecco, di fronte all’ipotesi di un intervento armato nei confronti dell’Iraq, allo stato dei fatti, la mia risposta è no! Devo essere chiaro, è no. (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Misto-Com, Misto-RC, Misto-SDI e Misto-Udeur-PE). È un no senza incertezze, è un no senza subordinate.

Sono parlamentare dall’Assemblea costituente, giugno 1946. Si stava allora elaborando il piano di grande alleanza difensiva che si concretò, nel 1948, nel Patto atlantico per la pace. Attraverso i decenni, questa scelta è diventata scelta politica comune.

Ho sempre ritenuto - sempre - punto essenziale della nostra politica estera l’alleanza con gli Stati Uniti, e il legame limpido e forte nell’Europa. Rimango fermo in questa convinzione e in questa determinazione.

Proprio su questa base, da Ministro dell’interno ho lottato contro il terrorismo con una serie di intese internazionali, che ebbero grande efficacia e che partivano da un fondamentale accordo con gli Stati Uniti. Dunque, alleanza libera, alleanza fedelissima, alleanza a pari dignità!

I parlamentari che impediscono al Presidente del Consiglio di ascoltare un dialogo non svolgono un compito né educato, né intelligente... (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

PRESIDENTE. Senatore Lauro, la prego di non disturbare il Presidente del Consiglio.

SCALFARO (Misto). ...ma capita perché qui siamo eletti a suffragio universale, e qualcuno pare più di suffragio che di universale! (Applausi dai Gruppi Mar-DL-U e DS-U).

PRESIDENTE. Senatore Lauro, la prego.

GIARETTA (Mar-DL-U) (Rivolto al presidente del Consiglio) Presidente, impari l’educazione!

PRESIDENTE. Signor Presidente del Consiglio, la prego; prego anche lei. (Proteste dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U e Misto Com).

GRECO (FI). Provoca meno e consuma il tempo in modo migliore!

MANIERI (Misto-SDI). Ma come si permette!

SCALFARO (Misto). Non vorrei che in questo modo si consumassero i tempi…

PRESIDENTE. Senatore Scalfaro, la prego di continuare. (Brusìo in Aula).

SCALFARO (Misto). Io vorrei parlare, Presidente …

PRESIDENTE. Colleghi, fate parlare il senatore Scalfaro; non lo interrompete.

SCALFARO (Misto). Ho detto alleanza libera, alleanza fedelissima, alleanza con pari dignità. Perciò è indispensabile che siamo molto attivi nel prospettare e nel difendere le tesi della pace, le tesi del dialogo, le tesi della difesa della persona.

La guerra è il no, il no più atroce alla persona umana.

A lei, signor Presidente del Consiglio, a lei spetta in particolare questo compito, indubbiamente molto difficile, che è il compito di difendere insieme l’alleanza e la pace; è importante: insieme, alleanza e pace; per impedire che il no alla guerra sia ritenuto, o proclamato da servi sciocchi, un no all’alleanza.

Tutto ciò è possibile purché ne siamo fortemente convinti e non riserviamo, non portiamo nella mente e nell’animo deprecabili alternative.

Il dovere di essere a favore della pace - lei lo ha citato - è richiesto anche dall’articolo 11 della Costituzione: "L’Italia ripudia la guerra". Leggendolo, è chiaro, lo diceva poco fa il senatore Cossiga, che rimane aperta solo la via della legittima difesa.

La legittima difesa per essere tale deve rispettare condizioni ben note che non cito per non consumare tempo. Il diritto, peraltro, è la prima forza, la prima garanzia non solo per i singoli ma per i popoli.

Non vedo facilmente come l’ipotesi di una guerra per legittima difesa preventiva riesca ad entrare, a trovare spazio, in questo "ripudia" dell’articolo 11. Né possiamo costringere la Costituzione, sulla quale tutti noi abbiamo giurato, ad interpretazioni forzate che sono contro ciò che la Costituzione ha espresso ed esprime, che sono contro ciò che la Costituzione ha voluto e vuole.

In questo senso a lei, signor Presidente del Consiglio, auguri di buon lavoro. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi Mar-DL-U, DS-U, Verdi-U, Aut, Misto-SDI, Misto-Udeur- PE, Misto-RC e Misto-Com. Molte congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Frau. Ne ha facoltà.