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Legislatura 14ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 143 del 20/03/2002


SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XIV LEGISLATURA ------

143a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

 

MERCOLEDÌ 20 MARZO 2002

(Pomeridiana)

_________________

 

Presidenza del vice presidente FISICHELLA,

indi del vice presidente CALDEROLI

 

 

RESOCONTO SOMMARIO

 

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

 

La seduta inizia alle ore 16,31.

 

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana di ieri.

 

Comunicazioni all'Assemblea

PRESIDENTE. Dà comunicazione dei senatori che risultano in congedo o assenti per incarico avuto dal Senato. (v. Resoconto stenografico).

Disegni di legge, annunzio di presentazione

PRESIDENTE. Comunica che è stato presentato il disegno di legge n. 1268, di conversione del decreto-legge n. 36 del 2002, recante disposizioni per ottemperare ad obblighi comunitari in materia di autotrasporto.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,37 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(776) Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione - Legge di semplificazione 2001

(184) BASSANINI e AMATO. - Interventi organici in materia di qualità della regolazione, di delegificazione, semplificazione e riordino - Legge di semplificazione 2001

(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta antimeridiana sono stati illustrati gli emendamenti riferiti all'articolo 1 del disegno di legge n. 776, nel testo proposto dalla Commissione, sui quali il relatore e il rappresentante del Governo hanno espresso il proprio parere.

 

BASSANINI (DS-U). Chiede che l'emendamento 1.10 sia votato mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Sospende la seduta in attesa del decorso dei venti minuti dal preavviso.

 

La seduta, sospesa alle ore 16,38, è ripresa alle ore 17.

 

PRESIDENTE. Passa nuovamente alla votazione dell'emendamento 1.10.

 

Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BASSANINI (DS-U), il Senato respinge l'emendamento 1.10. E' altresì respinto l'1.101. Con votazione preceduta dalla verifica del numero legale, chiesta dal senatore BASSANINI, il Senato respinge quindi l'emendamento 1.28.

 

PRESIDENTE. Ricorda che l'emendamento 1.100 è stato ritirato.

 

Il Senato approva gli emendamenti 1.102, 1.108, 1.110, 1.111, 1.112, gli identici 1.116, 1.117 ed 1.118, nonché gli emendamenti 1.119 e 1.120. I restanti emendamenti vengono respinti. Il Senato approva l'articolo 1 nel testo emendato.

 

PRESIDENTE. Ricorda che sull'emendamento 1.0.1 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

 

BASSANINI (DS-U). La valutazione della Commissione bilancio sembra prescindere dal fatto che gli organismi indicati nell'articolo aggiuntivo, necessari all'attività di semplificazione normativa, sono già esistenti e finanziati dal bilancio dello Stato. Propone pertanto di accantonare l'emendamento per una riconsiderazione del parere da parte della Commissione bilancio.

 

PASTORE, relatore. Esprime parere favorevole sulla proposta di accantonamento.

 

PRESIDENTE. Vengono pertanto accantonati gli emendamenti 1.0.1 e 10.0.3, di contenuto analogo. Passa all'esame dell'articolo 2 e degli emendamenti ad esso riferiti.

 

BATTISTI (Mar-DL-U). L'emendamento 2.2 sopprime la delega al Governo ad individuare i principi fondamentali della legislazione statale cui le Regioni debbono attenersi nell'attività di semplificazione e di riassetto normativo, che configura una chiara invasione della competenza regionale.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). L'emendamento 2.5 prevede che il decreto legislativo di cui all'articolo 2 venga emanato dopo aver ascoltato il parere della Conferenza unificata.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

 

PASTORE, relatore. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, tranne il 2.101 che corregge un errore formale del testo. In particolare, l'emendamento 2.5 appare superfluo, in quanto il parere della Conferenza unificata è già previsto neltesto proposto dalla Commissione.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, tranne che sul 2.101, rilevando, in relazione all'emendamento 2.5, come il comma 3 che si vuole modificare sia stato valutato positivamente proprio dalla Conferenza Stato-Regioni.

 

Il Senato respinge l'emendamento 2.100 e approva l'emendamento 2.101.

 

BASSANINI (DS-U). Dichiara voto favorevole sugli emendamenti 2.2 e 2.102, anche se l'eventuale conferma della lettera f) da parte della maggioranza incorrerà quasi certamente nel giudizio negativo della Corte costituzionale.

 

Il Senato respinge gli identici 2.2 e 2.102, così come gli identici 2.4 e 2.103.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Vista anche la contraddittorietà delle motivazioni addotte dal relatore e dal rappresentante del Governo per il parere negativo sull'emendamento 2.5, chiede all'Assemblea di ribadire all'ultimo comma dell'articolo 2 la disponibilità del Parlamento ad acquisire, in attesa della disciplina attuativa della riforma del Titolo V della Costituzione, i pareri della Conferenza unificata.

 

PASTORE, relatore. Rileva che i pareri del relatore e del sottosegretario Saporito non sono contraddittori ma diversi e convergenti sulla valutazione di non ritenere necessaria la modifica proposta dal senatore Coviello.

 

Il Senato respinge l'emendamento 2.5 e, con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BASSANINI (DS-U), approva l'articolo 2 nel testo emendato.

 

BASSANINI (DS-U). L'emendamento 2.0.1 offre al Governo la possibilità di procedere al riordino normativo anche tramite codici o testi unici misti.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Esprime parere contrario sugli emendamenti 2.0.1 e 2.0.2 in quanto i diversi meccanismi risulterebbero tra loro inconciliabili. In ogni caso la possibilità di ricorrere a codici misti è in via di studio da parte del Governo.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 2.0.1 e 2.0.2.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 3 e degli emendamenti e degli ordini del giorno ad esso riferiti, ricordando che la 5a Commissione permanente ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione sugli emendamenti 3.108, 3.115, 3.1000/2, 3.1000/3 e 3.1000.

 

BATTISTI (Mar-DL-U). L'emendamento 3.14 intende sopprimere l'articolo in quanto lesivo delle competenze regionali, come motivato ampiamente in discussione generale.

 

MALABARBA (Misto-RC). Sottoscrive gli emendamenti presentati dal senatore Tommaso Sodano, ispirati ad una filosofia completamente opposta rispetto a quella del Governo, e cioè volti a rafforzare i controlli specifici da parte delle ASL relativamente al rispetto da parte delle piccole aziende delle norme di prevenzione, a favorire la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in apposite campagne di informazione e infine a realizzare interventi promozionali e non soltanto di tipo sanzionatorio nei confronti delle aziende.

 

BATTAFARANO (DS-U). Il riassetto normativo in materia di sicurezza del lavoro risponde ad una esigenza emersa già nella scorsa legislatura in considerazione della non organicità della normativa e delle lacune riguardanti alcuni settori. Poiché la delega prevista nell'articolo 3 è generica ed aleatoria, l'emendamento 3.100 intende precisare i principi generali cui occorre attenersi in sede di riassetto, individuando in particolare la garanzia del rispetto della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro e di vita attraverso una programmazione del processo produttivo rispondente a tali esigenze. Si propone inoltre l'obbligo anche per i soggetti privati di programmare la prevenzione contro gli infortuni e vengono attribuiti al Servizio sanitario nazionale compiti di valutazione preventiva di compatibilità delle attività lavorative e di controllo delle condizioni ambientali e dello stato di salute.

 

PASTORE (FI). Gli emendamenti 3.112 e 3.114 sono diretti a sopprimere le lettere g) e h) il cui contenuto trova migliore collocazione in altra sede normativa.

 

MORRA, relatore. Ritira il 3.1.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Sottoscrive l'emendamento 3.1000 e illustra, in particolare, il 3.103, secondo cui per le imprese di nuova costruzione la valutazione dei rischi va effettuata prima dell'inizio dell'attività di lavoro. Il 3.106 offre maggiori garanzie al lavoratore sancendo espressamente il diritto di richiedere l'intervento dell'autorità giudiziaria, mentre il 3.108 definisce il servizio di prevenzione e protezione e assegna funzioni di controllo alle ASL. L'emendamento 3.111 prevede infine l'informazione e la prevenzione dei lavoratori con riferimento ad alcuni particolari rischi.

 

EUFEMI (UDC:CCD-CDU-DE). Ritira il 3.104 nonché il 3.116, che trasforma nell'ordine del giorno G3.200 (v. Allegato A).

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Il 3.20 condiziona l'emanazione del decreto legislativo all'espressione del parere favorevole da parte della Commissione parlamentare per le questioni regionali, integrata ai sensi dell'articolo 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001.

 

PRESIDENTE. I rimanenti emendamenti si intendono illustrati.

 

MORRA, relatore. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 3.102, 3.112 e 3.114 nonché sull'ordine del giorno G3.200. Invita al ritiro degli emendamenti 3.103 e 3.20. Il parere è contrario sui rimanenti emendamenti.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 3.102, 3.112, 3.114 e sugli ordini del giorno di G3.100 e G3.200. Invita al ritiro del 3.105. Il parere è contrario sui restanti.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Mantiene il 3.103.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Mantiene il 3.20.

 

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore RIPAMONTI (Verdi-U), il Senato respinge gli identici emendamenti 3.14, 3.100 e 3.101. E' quindi respinto il 3.1000/1.

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti 3.1000/2 e 3.1000/3 sono improcedibili. L'emendamento 3.105 si intende ritirato.

 

Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore RIPAMONTI (Verdi-U), è respinto il 3.1000. Il Senato approva l'emendamento 3.102. E' quindi respinto il 3.103. Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore RIPAMONTI, è respinto il 3.106. Risulta infine respinto il 3.107.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). A nome del prescritto numero di senatori, chiede la votazione del 3.108.

 

PRESIDENTE. Indìce la votazione ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento e avverte che il Senato non è in numero legale. Sospende quindi la seduta per venti minuti.

 

La seduta, sospesa alle ore 18,01, è ripresa alle ore 18,21.

Sulla scomparsa di Giuliana Nenni

DEL TURCO (Misto-SDI). Richiama l'attenzione sulla scomparsa della ex senatrice ed ex deputata Giuliana Nenni, eletta nel collegio di Mantova, figura esemplare di donna che ha dedicato la propria vita al culto dei suoi ideali politici e della sua famiglia, in particolare a sostegno della Fondazione creata in onore di suo padre, Pietro Nenni. (Vivi, generali applausi).

CONTESTABILE (FI). Si associa, anche a nome del Gruppo, al ricordo di una figura di grandissima levatura politica, peraltro scarsamente sottolineata dalla stampa italiana in occasione della scomparsa. (Applausi dai Gruppi FI, AN, UDC:CCD-CDU-DE, Misto-SDI, DS-U, Mar-DL-U e Verdi-U).

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. A nome del Governo, si associa alle parole di commemorazione.

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Si associa al ricordo della ex senatrice Giuliana Nenni, di cui auspica una più adeguata commemorazione: i cattolici italiani hanno coscienza dei progressi ottenuti operando insieme ai socialisti riformisti. (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN, DS-U e Mar-DL-U).

PAGANO (DS-U). A nome del suo Gruppo manifesta il dolore per la perdita della senatrice e compagna Giuliana Nenni, personaggio di grande valore per la conduzione della battaglia in favore della presenza femminile in politica e della condizione della donna in Italia. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

COVIELLO (Mar-DL-U). A nome della Margherita, si associa alle espressioni di cordoglio per la scomparsa della senatrice Giuliana Nenni. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U, del senatore Contestabile e dai banchi del Governo).

PEDRIZZI (AN). Al momento della sua costituzione a Fiuggi, Alleanza Nazionale ha raccolto i più importanti filoni della tradizione politica italiana, tra cui anche parte del socialismo riformista: pertanto è sentito il cordoglio per la scomparsa di Giuliana Nenni. (Applausi dai Gruppi AN e FI. Commenti dal Gruppo DS-U).

RIPAMONTI (Verdi-U). I Verdi si associano al cordoglio e chiedono un'adeguata commemorazione in Senato per la scomparsa di una grande donna antifascista e socialista. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U e Mar-DL-U).

D'IPPOLITO (FI). Pur essendo già intervenuto a nome del Gruppo il senatore Contestabile, desidera esprimere la partecipazione commossa delle donne del centrodestra alla scomparsa di una protagonista delle battaglie di libertà. (Applausi dai Gruppi FI, DS-U e Mar-DL-U).

PRESIDENTE. Il presidente Pera questa mattina ha già trasmesso alla Fondazione Nenni le espressioni di partecipazione del Senato per la scomparsa di Giuliana Nenni, cui si associa personalmente. Con riferimento all'ultimo intervento, si augura che non sia considerato precedente l'intervento di due senatori appartenenti allo stesso Gruppo, distinti solo per appartenenza di genere.

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

PRESIDENTE. Riprende la votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 3.

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

 

Il Senato, con distinte votazioni nominali elettroniche ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, chieste dal senatore RIPAMONTI (Verdi-U), respinge gli emendamenti 3.108 e 3.115 (testo corretto). Sono quindi respinti il 3.109 e il 3.111, mentre sono approvati il 3.114 e gli identici 3.112 e 3.113. Previa verifica del numero legale, chiesta sempre dal senatore RIPAMONTI, è altresì respinto il 3.110.

 

PRESIDENTE. Ricorda che il 3.116 è stato trasformato nell'ordine del giorno G3.200, già accolto dal Governo e quindi non posto in votazione, e che il 3.117 è stato ritirato. Inoltre, anche l'ordine del giorno G3.100, accolto dal Governo, non verrà posto in votazione.

 

Il Senato, con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore COVIELLO (Mar-DL-U), respinge l'emendamento 3.20. E' quindi approvato l'articolo 3, nel testo emendato.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 4 e degli emendamenti ad esso riferiti.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Illustra in particolare gli emendamenti 4.2 e 4.3, auspicando un chiarimento sul riassetto della disciplina dei rapporti tra l'ISVAP e il Governo in ordine alle procedure di crisi cui sono assoggettate le imprese di assicurazione, anche in considerazione della competenza concorrente delle Regioni in tale materia.

 

MACONI (DS-U). L'emendamento 4.4 propone di conferire una delega al Governo per l'emanazione di un testo unico delle leggi in materia di vigilanza sul mercato assicurativo, al fine di coordinare la legislazione italiana con la disciplina europea e di garantire una maggiore tutela dei consumatori.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

 

D'AMBROSIO, relatore. E' favorevole al 4.101 e al 4.9, invita i presentatori a trasformare il 4.4 in un ordine del giorno ed è contrario ai restanti emendamenti.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Governo si dichiara disponibile ad accogliere come raccomandazione l'ordine del giorno eventualmente presentato dai proponenti dell'emendamento 4.4 e concorda con il relatore per i restanti emendamenti.

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti 4.1 e 4.100 sono stati ritirati.

 

MACONI (DS-U). Accoglie l'invito a trasformare l'emendamento 4.4 nell'ordine del giorno G4.100 e non insiste per la sua votazione. (v. Allegato A).

 

Il Senato, con successive votazioni, approva gli emendamenti 4.101 e 4.9 e respinge gli emendamenti 4.87, 4.8, 4.10, 4.2, 4.3 e 4.11. E' infine approvato l'articolo 4, nel testo emendato.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 5 e degli emendamenti ad esso riferiti.

BATTISTI (Mar-DL-U). Gli emendamenti presentati sono volti a garantire il rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, nonché dell'articolo 87 del Trattato dell'Unione europea.

 

D'AMBROSIO, relatore. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 5.101, 5.3, nonché sugli identici 5.102 e 5.5. Il parere è invece contrario sui restanti emendamenti.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Concorda con il parere del relatore.

 

Con distinte votazioni, il Senato respinge gli emendamenti 5.1 e 5.100, identici tra loro, e approva gli emendamenti 5.101 e 5.3.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Dà atto al relatore e ai colleghi senatori di aver accolto alcune ragionevoli proposte del suo Gruppo.

 

Il Senato approva gli identici emendamenti 5.102 e 5.5, mentre risultano respinti gli emendamenti 5.6, 5.7, 5.8 e 5.103, nonché gli emendamenti 5.9 e 5.104, identici tra loro. Il Senato approva l'articolo 5, nel testo emendato.

 

PRESIDENTE. Passa all'esame dell'articolo 6 e degli emendamenti ad esso riferiti, che si intendono illustrati.

 

TURRONI (Verdi-U). Ritira l'emendamento 6.101 e lo trasforma nell'ordine del giorno G6.100 (v. Allegato A).

 

D'AMBROSIO, relatore. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 6.100 e 6.106 e parere contrario sui restanti emendamenti. Invita inoltre il senatore Turroni a ritirare l'ordine del giorno G6.100 in quanto superfluo.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Concorda con il parere del relatore.

 

Il Senato respinge gli emendamenti 6.3 e 6.4, identici tra loro, ed approva l'emendamento 6.100.

 

TURRONI (Verdi-U). Insiste per la votazione dell'ordine del giorno G6.100 nonostante il suo dispositivo possa apparire superfluo, in quanto il Governo tende ad ignorare anche ciò che appare evidente, ad esempio che l'intesa si raggiunge tra organi di pari dignità. Infatti, il Ministro dell'ambiente ha applicato il principio del silenzio-assenso ad una procedura di nomina che prevedeva l'intesa con le Regioni.

 

PASTORE, relatore. Si dichiara contrario all'ordine del giorno che potrebbe determinare equivoci in un disegno di legge che invece richiede il massimo rigore tecnico-formale. Gli articoli 117 e 118 della Costituzione, infatti, non prevedono intese con le Regioni, ma soltanto una delimitazione dell'ambito delle rispettive competenze legislative, il cui eventuale straripamento dovrebbe essere sanzionato dalla Corte costituzionale.

 

GIOVANELLI (DS-U). Denuncia la violazione di legge operata oggi dal Ministro dell'ambiente in 13a Commissione dove ha presentato un atto in cui l'intesa con le Regioni è stata dolosamente ridotta ad un semplice parere, applicando il principio del silenzio-assenso addirittura in presenza di un esplicito dissenso da parte della Regione interessata e malgrado la Corte costituzionale abbia chiarito che il silenzio-assenso è applicabile soltanto ad atti che non implicano potere discrezionale. In uno Stato di diritto l'Esecutivo non può violare la legge. (Applausi dal Gruppo DS-U).

 

DETTORI (Mar-DL-U). Nonostante l'ordine del giorno sia pleonastico, chiede un voto favorevole dell'Aula in quanto il Ministro dell'ambiente ha violato una norma che regola i rapporti tra lo Stato e le Regioni.

 

NOVI (FI). Le procedure seguite in 13a Commissione per l'espressione del parere sulla nomina del presidente del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano sono state assolutamente corrette e rispettose del Regolamento del Senato, mentre spetta ad altri organi valutare la correttezza delle procedure seguite dal Ministro. La minoranza ha il diritto-dovere di svolgere il proprio ruolo, ma non può continuamente processare le intenzioni della maggioranza. (Commenti e proteste dal Gruppo DS-U).

 

ROLLANDIN (Aut). Aggiunge la firma all'ordine del giorno G6.100, che richiede il rispetto delle procedure nella definizione delle intese tra organi dello Stato che hanno pari dignità. Tale richiesta non è superflua in quanto i continui rapporti tra lo Stato e le Regioni richiedono reciproca fiducia, mentre nel caso citato nei precedenti interventi il Ministro dell'ambiente non ha rispettato la legge.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Accoglie come raccomandazione l'ordine del giorno, a condizione che l'impegno del Governo sia limitato ad applicare rigorosamente le disposizioni degli articoli 117 e 118 della Costituzione.

 

TURRONI (Verdi-U). Non è accettabile che il Governo accolga solo come raccomandazione l'impegno a rispettare la Costituzione. Chiede pertanto che l'ordine del giorno venga posto in votazione.

 

CHINCARINI (LP). Invita il rappresentante del Governo a rivedere il parere appena espresso ed annuncia il voto favorevole sull'ordine del giorno. (Applausi dai Gruppi LP e Aut).

 

Il Senato respinge l'ordine del giorno G6.100.

 

PRESIDENTE. L'emendamento 6.102 è stato ritirato.

 

BATTISTI (Mar-DL-U) Chiede che l'Assemblea sospenda i propri lavori per consentire ai senatori di partecipare alla manifestazione per la pace in Medio Oriente, che ha assunto una diversa connotazione a seguito degli ultimi tragici avvenimenti.

 

PRESIDENTE. La Presidenza può accogliere la richiesta del senatore Battisti solo in caso di unanime consenso da parte dell'Assemblea.

 

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE) Esprime contrarietà alla richiesta del senatore Battisti, che denota un uso strumentale delle istituzioni rispetto alle manifestazioni esterne. Per di più non sussiste la connessione tra la marcia per la pace e l'assassinio del professor Biagi. (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP).

 

PRESIDENTE. La richiesta del senatore Battisti è pertanto respinta.

 

Il Senato respinge gli identici emendamenti 6.103 e 6.104. E' inoltre respinto l'emendamento 6.105. Con votazione preceduta dalla verifica del numero legale, chiesta dal senatore BATTISTI (Mar-DL-U), il Senato approva l'emendamento 6.106. Viene quindi respinto l'emendamento 6.7.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Annuncia il voto favorevole all'emendamento 6.5, che tende ad evitare che attraverso questa norma di delega vengano surrettiziamente modificati i poteri dell'Autorità per l'energia e i suoi rapporti con il Governo, una materia che richiede invece un apposito e approfondito dibattito. Segnala al senatore D'Onofrio che l'opposizione ha attivato con molta parsimonia gli strumenti previsti dal Regolamento, assumendo nei confronti del disegno di legge un atteggiamento estremamente responsabile e collaborativo, confermato dalla celerità dei lavori.

 

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Prendendo atto delle dichiarazioni del senatore Coviello, accoglie la richiesta precedentemente avanzata dal senatore Battisti per una sospensione dei lavori.

 

PRESIDENTE. Dispone pertanto che la seduta venga sospesa a conclusione dell'esame dell'articolo 6.

Il Senato, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti 6.5, 6.107 e 6.8. E' quindi approvato l'articolo 6, nel testo emendato.

 

PRESIDENTE. Rinvia il seguito della discussione ad altra seduta. Dà annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno per la seduta del 21 marzo.

 

La seduta termina alle ore 19,29.

  

RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del vice presidente FISICHELLA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,31).

Si dia lettura del processo verbale.

 

TIRELLI, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

 

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

 

Congedi e missioni

PRESIDENTE. Sono in congedo i senatori: Agnelli, Amato, Antonione, Baldini, Battaglia Antonio, Bobbio Norberto, Bosi, Cantoni, Degennaro, Dell'Utri, Cursi, D'Alì, De Martino, Mantica, Mugnai, Pellegrino, Pellicini, Ronconi, Saporito, Sestini, Siliquini, Vegas e Ventucci.

 

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Andreotti, Danieli Franco, Nieddu e Tarolli, per attività del Gruppo italiano dell'Unione interparlamentare; Budin, Gubert e Iannuzzi, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa; Brignone, Forcieri, Marino e Palombo, per attività dell'Assemblea parlamentare della NATO; Asciutti, Grillo, Pontone e Zanoletti, per partecipare ai lavori della Conferenza permanente tra Stato, Regioni, province autonome e Consiglio generale degli italiani all'estero; Frau, Martone e Provera, per partecipare alla Conferenza internazionale per il finanziamento allo sviluppo; Fassone, Gubetti e Zancan, per sopralluogo in Piemonte e in Valle d'Aosta per il funzionamento del sistema carcerario; Caruso Antonino e Greco, per partecipare alla Commissione giuridica e per il mercato interno del Parlamento europeo; Basile, per partecipare alla riunione della Convenzione sul futuro dell'Unione europea.

 

Disegni di legge, annunzio di presentazione

PRESIDENTE. È stato presentato il seguente disegno di legge:

dal Presidente del Consiglio dei ministri e dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti:

«Conversione in legge del decreto-legge 20 marzo 2002, n. 36, recante disposizioni urgenti per ottemperare ad obblighi comunitari in materia di autotrasporto» (1268).

Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,37).

 

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(776) Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione - Legge di semplificazione 2001

(184) BASSANINI e AMATO. - Interventi organici in materia di qualità della regolazione, di delegificazione, semplificazione e riordino - Legge di semplificazione 2001

(Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184.

Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge n. 776, nel testo proposto dalla Commissione.

Ricordo che nella seduta antimeridiana il relatore ed il rappresentante del Governo hanno espresso il loro parere sugli emendamenti riferiti all'articolo 1.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.10.

 

BASSANINI (DS-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE.Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Bassanini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Pertanto, in attesa del decorso dei venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento, sospendo la seduta.

 

(La seduta, sospesa alle ore 16,38, è ripresa alle ore 17).

 

Riprendiamo i nostri lavori.

Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento 1.10.

 

BASSANINI (DS-U). Confermo la richiesta di votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Bassanini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 1.10, presentato dal senatore Bassanini.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 1.100 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 1.101, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.28.

 

 

Verifica del numero legale

 

BASSANINI (DS-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

  

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.28, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.102, presentato dal relatore, senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.103, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.104, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.105, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.25, presentato dalla senatrice Dentamaro e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.106, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.24, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.23, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.107, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.108, presentato dal relatore, senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.21, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.109, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, identico all'emendamento 1.14, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.110, presentato dal relatore, senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.111, presentato dal relatore, senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.112, presentato dal relatore, senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.113, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.17, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.19, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.114, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.115, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.116, presentato dal senatore Eufemi e da altri senatori, identico all'emendamento 1.117, presentato dal senatore Costa, e all'emendamento 1.118, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.119, presentato dal relatore, senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.120, presentato dal relatore, senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 1, nel testo emendato.

È approvato.

 

Passiamo all'emendamento 1.0.1, sul quale la 5a Commissione ha espresso parere contrario ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

BASSANINI (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BASSANINI (DS-U). Signor Presidente, il parere contrario della 5a Commissione e la conseguente valutazione di improcedibilità prescinde dal fatto che le strutture previste nell'emendamento sono attualmente esistenti e che l'attuale bilancio dello Stato ne finanzia l'attività. Credo che questo non sia stato considerato. Si tratta di organismi necessari per il funzionamento dell'attività di semplificazione. In questo senso li proponiamo e sosteniamo la nostra proposta.

Non capisco, pertanto, come si possa sostenere che l'emendamento 1.0.1 sia improcedibile per ragioni di copertura quando si tratta di strutture esistenti e attualmente finanziate sulla base del bilancio in vigore.

PRESIDENTE. La valutazione è stata fatta dalla 5a Commissione. Naturalmente, la improcedibilità può essere superata se si insiste per la votazione dell'emendamento con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico e vi è l'appoggio di 15 senatori.

BASSANINI (DS-U). Signor Presidente, chiedo l'accantonamento di questo emendamento, perché il Presidente della 5a Commissione è disponibile ad una nuova valutazione.

Poiché si tratta di un articolo aggiuntivo, l'accantonamento non provoca ostacoli nella prosecuzione dell'iter del provvedimento in esame.

PRESIDENTE. Invito il relatore a pronunziarsi sulla proposta di accantonamento avanzata dal senatore Bassanini.

 

PASTORE, relatore. Signor Presidente, convengo con il senatore Bassanini sull'accantonamento dell'emendamento 1.0.1.

 

PRESIDENTE. Onorevoli senatori, vengono pertanto accantonati gli emendamenti 1.0.1 e 10.0.3 di analogo contenuto.

Passiamo all'esame dell'articolo 2, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

 

BASSANINI (DS-U). Signor Presidente, do per illustrato l'emendamento 2.100.

PASTORE, relatore. Signor Presidente, si tratta di un emendamento, ricorrente, di drafting. Infatti - lo dico una volta per tutte - il termine "emanare" è riservato al provvedimento del Presidente della Repubblica, il quale emana i regolamenti.

Il verbo corretto da usare per l'atto del Governo è «adottare». Ci sono anche raccomandazioni interne che vanno in questo senso. Invito, pertanto, tutti i colleghi ed il Governo ad utilizzare correttamente nel futuro questa formulazione.

BATTISTI (Mar-DL-U). Signor Presidente, mi limiterò ad illustrare l'emendamento 2.2, con il quale chiediamo la soppressione della lettera f), del comma 1 che recita: «individuazione dei princìpi fondamentali della legislazione statale a cui le Regioni si devono attenere nell'attività di semplificazione e di riassetto normativo», in relazione anche all'emendamento 2.4 con il quale chiediamo, invece, la soppressione del comma 2.

È di tutta evidenza che ci troviamo di fronte ad un caso di invasione della sfera di competenza delle Regioni da parte dello Stato, in relazione al Titolo V della Costituzione.

Questo è il motivo per il quale chiediamo la soppressione, al comma 1, della lettera f) e dell'intero comma 2.

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, il decreto legislativo, secondo il testo proposto dalla Commissione, viene approvato sentite le Commissioni competenti.

Abbiamo voluto aggiungere il principio secondo cui il decreto legislativo deve essere esaminato anche dalla Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Si tratta, signor Presidente, di accelerare, da un lato (fino a che non verranno emanate le norme di principio) la costituzione della Conferenza unificata Stato-Regioni e dall'altro di chiedere un rafforzato parere delle Commissioni parlamentari.

Fintanto che non verranno emanate le norme di principio, soprattutto per quanto riguarda la materia della legislazione concorrente, si ritiene opportuno l'esame dei decreti legislativi sia da parte della Conferenza unificata, sia delle Commissioni di merito. Un dibattito parlamentare sulla materia attirerebbe l'attenzione dei soggetti interessati al trasferimento dei poteri.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

PASTORE, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti ad esclusione di quello da me presentato.

Per quanto riguarda l'emendamento 2.5, invito i colleghi ad una riflessione che è già stata fatta in merito ad altri profili. L'articolo 20, comma 5, della legge n. 59 del 1997, novellato da questa legge prevede che, nella procedura a regime per tutte le deleghe contenute in questa legge, ci sia il parere delle Commissioni e, ove interessi le Regioni e le autonomie locali, il parere della Conferenza unificata per tutti i decreti legislativi. Ritengo, pertanto, superfluo questo emendamento.

Aggiungo che l'articolo 2, al comma 3, prevede ulteriormente, rispetto alla fase finale del procedimento, che il Governo, in sede di elaborazione della delega in esame (estremamente importante poiché riguarda le fonti di produzione normativa) acquisirà, nell'ambito della Conferenza unificata, «indirizzi e proposte nella materia della qualità della regolazione e osservazioni per l'adozione di strumenti comuni». Si tratta, quindi, di un ulteriore passaggio proposto nel senso di valorizzare la Conferenza unificata non solo nella fase finale dell'adozione del decreto legislativo ma anche in quella preparatoria dello stesso.

Andiamo, quindi, al di là di quanto richiesto dai colleghi le cui preoccupazioni sono naturalmente rispettabilissime ma, di fatto, già soddisfatte.

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 2.100 perché alternativo rispetto all'impostazione del Governo in quanto chiede la soppressione dell'intero articolo e, invece, parere favorevole sull'emendamento 2.101.

Vorrei, però, motivare il parere negativo espresso sugli emendamenti più significativi.

Gli emendamenti 2.2 e 2.102 propongono la soppressione della lettera f), che reca uno dei princìpi direttivi della delega in materia di semplificazione normativa. Siamo contrari, oltre che per gli argomenti esposti dal relatore, perché il testo della lettera f), modificato durante l'esame in Commissione con un emendamento governativo, mira ad adeguare il criterio di delega al mutato assetto delle competenze legislative tra Stato e Regioni, mantenendo comunque la possibilità per lo Stato di dettare princìpi generali per la semplificazione amministrativa e per il riassetto normativo ed evitando in tal modo che ogni Regione possa interpretare tali meccanismi in maniera diversa e magari contraddittoria.

Quanto agli emendamenti 2.4 e 2.103 il parere è contrario perché la norma di cui al comma 2 prevede il regolamento di esecuzione o di attuazione del decreto legislativo di cui al comma 1, la cui previsione è importante in queste prime deleghe attuative del riassetto normativo al fine di precisare ed esplicitare fin d'ora il meccanismo del codice.

Quanto all'emendamento 2.5 esprimo parere contrario perché la stessa Conferenza Stato-Regioni ha voluto fortemente il testo del comma 3 che l'emendamento intende modificare. Si tratta di un regolamento di esecuzione di una norma primaria di cui all'articolo 17, comma 1, della legge n. 400 del 1988, che prevede in termini di procedura solo il parere del Consiglio di Stato. Le Commissioni parlamentari avranno modo di esprimersi sul decreto legislativo di cui al regolamento in oggetto, che detterà soltanto norme di esecuzione. Per le considerazioni già espresse e per il fatto che la Conferenza Stato-Regioni ha fortemente voluto questa dizione, ribadisco il parere contrario.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.100, presentato dal senatore Bassanini.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.101, presentato dal relatore, senatore Pastore.

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.2, identico all'emendamento 2.102.

BASSANINI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BASSANINI (DS-U). Signor Presidente, dichiaro il nostro voto favorevole agli emendamenti in esame.

Vorrei far presente che, prescindendo dall'esito della votazione, questo comma cadrà sotto i colpi dei ricorsi alla Corte costituzionale. Pensare che con una delega legislativa si possano individuare i princìpi fondamentali della legislazione regionale e addirittura prevedere un regolamento statale in materia di competenza concorrente, là dove il nuovo Titolo V della Costituzione stabilisce che non intervenga più alcun potere regolamentare dello Stato, sono atteggiamenti in assoluto contrasto con la Costituzione vigente. Inviteremmo l'Assemblea a non approvare norme incostituzionali; se volete farlo, procedete pure, ma in ogni caso è pressoché sicuro che tale disposizione non reggerà al primo giudizio della Corte costituzionale.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.2, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori, identico all'emendamento 2.102, presentato dal senatore Bassanini.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.4, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori, identico all'emendamento 2.103, presentato dal senatore Bassanini.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.5.

COVIELLO (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, mi sembra che vi siano due valutazioni contrastanti. Il relatore ritiene superfluo l'emendamento 2.5 perché la legge n. 59 del 1997 richiederebbe sia il parere della Conferenza unificata sia il parere delle Commissioni parlamentari competenti di merito. Il Sottosegretario, invece, ha fatto riferimento ad una decisione della Conferenza Stato-Regioni che riterrebbe questo emendamento superfluo.

Sarebbe giusto ribadire quanto prescrive l'emendamento anche per dare un segnale dopo le proteste espresse dalle Regioni contro la legislazione approvata dal Parlamento. In attesa della disciplina attuativa del Titolo V della Costituzione, riteniamo opportuno ribadire la disponibilità del Parlamento a prevedere il parere determinante delle Regioni, destinatarie di tale disciplina, come previsto dalla Costituzione.

In questo senso, abbondare non è superfluo ma è giusto per conciliare il rapporto fra lo Stato e le Regioni.

PRESIDENTE. Il relatore ha qualcosa da aggiungere?

 

PASTORE, relatore. Le due posizioni non sono collimanti. Si tratta di due motivazioni diverse e non coincidenti: l'una a favore del ritiro, l'altra a favore della conservazione del testo perché è stato concordato con la Conferenza unificata.

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.5, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'articolo 2, nel testo emendato.

 

BASSANINI (DS-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Bassanini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

  

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 2, nel testo emendato.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.1.

BASSANINI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BASSANINI (DS-U). Signor Presidente, mi chiedo in cosa consista la disponibilità del Governo, che il sottosegretario Saporito aveva dichiarato all'inizio.

Questo emendamento aggiuntivo tende solo a consentire al Governo, oltre alle deleghe che ha avuto con gli articoli 1 e 2, di emanare, quando e se lo voglia, dei codici misti. Quindi è una facoltà in più: sarebbe a dire che oltre all'automobile, gli diamo la bicicletta e lo scooter.

Francamente, senatore Saporito, le ragioni di un parere contrario mi sono del tutto incomprensibili. Noi voteremo a favore.

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Vorrei dire al senatore Bassanini che in realtà lui anticipa un pensiero, perché io non ho ancora espresso un parere. Lo farò adesso.

Esprimo parere contrario sui due emendamenti, che sono alternativi rispetto alla nostra impostazione e pongono, accanto al riassetto normativo, anche il riordino mediante codici misti. Ne abbiamo parlato in Commissione. Lei sostiene che si tratta di una chance in più, mentre noi riteniamo che si tratti di due meccanismi inconciliabili.

L'ipotesi del riordino era uno dei capisaldi dei disegni di legge di semplificazione presentati dal precedente Governo, quindi dallo stesso senatore Bassanini. Inoltre, l'ipotesi di codici misti accanto ai codici già previsti dall'articolo 1 è allo studio del Governo per un eventuale emendamento da presentare successivamente, comunque non nel senso prospettato da questi emendamenti che ripropongono il sistema dei testi unici misti sui quali in Commissione abbiamo sempre espresso parere negativo.

E' questo il motivo per cui insistiamo sulla nostra posizione.

PRESIDENTE. Mi sembra che ora abbiamo tutti gli elementi per votare.

Metto ai voti l'emendamento 2.0.1, presentato dal senatore Bassanini e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.0.2.

 

BASSANINI (DS-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Bassanini, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 2.0.2, presentato dal senatore Bassanini e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 3 sul quale sono stati presentati emendamenti e un ordine del giorno, che invito i presentatori ad illustrare.

BATTISTI (Mar-DL-U). Signor Presidente, con l'emendamento 3.14 proponiamo la soppressione dell'intero articolo, anche in questo caso per motivi legati alla ripartizione delle competenze fra Stato e Regioni.

Per quanto riguarda la norma in esame, come avevamo avuto modo di evidenziare in Commissione, la stessa rubrica è ambigua, giacché non si comprende bene se si riferisca solo ai problemi che investono la sicurezza o anche a quelli che riguardano la tutela dei lavoratori, tant'è vero che avevamo chiesto la soppressione della congiunzione "e" dalla rubrica, che determinava appunto tali problemi di ambiguità.

In ogni caso l'elemento fondamentale della norma in esame che non condividiamo è quello dell'invadenza dello Stato nelle materie che sono di competenza delle Regioni, o comunque a legislazione concorrente, ed è per questo che ne chiediamo la soppressione.

L'emendamento 3.20 riguarda il coinvolgimento della Commissione parlamentare per le questioni regionali così come integrata dalla legge costituzionale n. 3 del 2001.

MALABARBA (Misto-RC). Signor Presidente, sottoscrivo tutti gli emendamenti presentati dal collega Sodano Tommaso che passo ora ad illustrare.

Riteniamo che l'articolo 3 sia da sopprimere o da riscrivere, tant'è che abbiamo presentato dei subemendamenti all'emendamento 3.1000 di cui è primo firmatario il collega Battafarano, interamente sostitutivo dell'articolo in esame, e che abbiamo sottoscritto anche noi. Spiego subito le ragioni di questa nostra contrarietà all'articolo 3.

L'Italia ha una buona legislazione sui temi della sicurezza e della salute dei lavoratori con alcuni limiti che devono essere superati. Il primo limite è la mancanza di applicazione delle leggi dovuta sia al sottodimensionamento delle strutture di prevenzione rispetto alle quali non si spende quanto previsto, ovvero il 5 per cento del bilancio destinato alla sanità di ogni regione, sia all'eccessiva flessibilità e liberalizzazione del mercato del lavoro che è avvenuta in questi ultimi anni.

Non solo: il lavoro precario e in particolare quello nero sono fra le cause maggiori dell'aumento degli infortuni e delle malattie professionali. Ogni passo che si fa verso la liberalizzazione del lavoro implica un aumento certo di morti e malati fra i lavoratori: le statistiche da questo punto di vista sono evidentissime.

I ricatti, già presenti nei luoghi di lavoro precario, verrebbero aumentati da quello che è uno degli argomenti fondamentali della discussione di questi giorni, ossia l'abrogazione - in tutto o in parte - dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e le altre misure previste dal «progetto Maroni» sul mercato del lavoro. Occorre essere molto chiari su questo aspetto; oltretutto non è affatto vero che liberalizzando il mercato del lavoro aumenti l'occupazione.

Dal testo della delega, ad esempio, dalle lettere a) e b) si evince che c'è la convinzione, da parte del Governo, che le misure tecniche e amministrative di prevenzione debbono essere rese compatibili con le caratteristiche delle imprese artigiane, delle piccole imprese e via dicendo.

Che cosa significa questo? Che occorre ridurre le sicurezze per i lavoratori e in questi casi anche per i titolari, i quali a volte sono i primi a subire dei gravi infortuni? Questo sarebbe inaccettabile, sapendo che l'incidenza degli infortuni è più elevata proprio in questi settori produttivi. Al contrario, occorre stabilire dei controlli specifici su queste aziende, rendendo per così dire liberi i rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori da ogni ingerenza aziendale. In altri termini, occorre che i dipartimenti di prevenzione delle ASL istituiscano un settore specifico di verifica e controllo delle piccole aziende, con personale aggiuntivo a quello attualmente in dotazione.

Inoltre, sarebbe bene che ogni Regione rendesse possibile, sull'esempio di quanto fatto nella regione Abruzzo, con apposita legge regionale, la partecipazione degli RLS (rappresentanti lavoratori della sicurezza) nelle iniziative a tutela della salute dei lavoratori, proponendo campagne specifiche, ottenendo una informazione permanente ed adeguata e, infine, lasciando la necessaria agibilità per conoscere le situazioni lavorative anche nelle località più sperdute.

Desidero inoltre fare presente che l'adeguamento alla normativa comunitarie non implica un adeguamento al ribasso, ma se esistono delle condizioni di miglior favore per i lavoratori italiani, queste devono essere salvaguardate in base anche a quanto previsto dal Trattato di Roma, se non ricordo male all'articolo 118 A.

Il discorso relativo alla lettera d), poi, non è accettabile per quello che afferma alla fine: l'esperienza dice che è solo con un intervento sanzionatorio, economico e penale, che si convincono le aziende ad attuare le misure di sicurezza. Il convincimento sull'esigenza della sicurezza, per chi fa una produzione, ha dei tempi da rispettare, è vincolato dal raggiungimento del massimo profitto. Risulta impossibile non per mancanza di volontà, ma spesso per un problema obiettivo di necessità.

Occorrerebbe specificare bene che cosa vuol dire l'adeguamento del sistema prevenzionistico alle nuove forme di lavoro; è certamente necessario e importante, ma, per lo meno, occorrerebbe definire le modalità.

Infine, per quello che riguarda le misure troppo elastiche di cui alla lettera g), è vero che bisogna essere precisi, ma occorre considerare che non è possibile contemplare tutti i casi, quindi dev'essere sempre salvaguardata la possibilità di intervento e prescrizione da parte dell'organo di vigilanza.

Queste sono le ragioni, in generale, dei nostri emendamenti all'articolo 3.

BATTAFARANO (DS-U). Intervengo per illustrare l'emendamento 3.1000.

Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, colleghi senatori, l'esigenza di realizzare un testo unico in materia di sicurezza del lavoro era già stata avvertita con tutta evidenza nella precedente legislatura. Infatti, in quell'occasione noi svolgemmo un'indagine conoscitiva sui luoghi di lavoro, operammo una serie di verifiche anche nelle principali aziende del Paese, parlammo con diversi esperti e operatori della sicurezza.

Una delle richieste che venne avanzata fu proprio quella di realizzare un testo unico in materia di sicurezza del lavoro, anche perché, com'è noto, la nostra legislazione contempla i decreti prevenzionistici degli anni Cinquanta, poi i decreti legislativi degli anni Novanta, in attuazione di direttive comunitarie, però non c'è in questa materia un testo organico. Vi sono alcune carenze, in particolare per quanto riguarda la condizione lavorativa delle donne, il settore agricolo, la necessaria differenziazione delle norme in relazione alle piccole e medie imprese.

Presentammo un disegno di legge, di cui i colleghi possono ovviamente prendere visione: si trattava di una delega molto dettagliata, come dev'essere una delega che ha il compito di fissare con chiarezza princìpi e criteri direttivi. Approvammo quel disegno di legge in Commissione, poi mancarono i tempi per approvarlo in Aula.

Il Governo ha presentato una richiesta di delega all'articolo 3, che, come i colleghi possono vedere, è del tutto generica, con princìpi abbastanza aleatori e in chiara contraddizione con quello che stabilisce la Costituzione in materia di criteri e princìpi direttivi.

Abbiamo presentato in Commissione lavoro un emendamento, il Governo ne ha accolto una parte, quella meno significativa. Per questo riproponiamo l'emendamento e chiediamo al Governo di esaminarlo con attenzione perché siamo molto interessati affinché si vari un testo in materia di sicurezza del lavoro, che aiuti questa battaglia per ridurre gli infortuni nel nostro Paese, che gettano una macchia non rassicurante sulla nostra civiltà del lavoro.

È vero che una legge non elimina gli infortuni sul lavoro, ma, se è fatta bene, può almeno ridurre il problema. Allora ci permettiamo di riproporre quest'emendamento. In particolare, vorrei sintetizzarne al Governo e ai colleghi la lettera a), e capire per quale ragione essa non viene accolta. Uno dei princìpi generali dovrebbe essere: il rispetto della salute e della sicurezza della persona negli ambienti di lavoro dev'essere garantito attraverso la programmazione del processo produttivo in modo tale che vi sia un costante adeguamento delle misure prevenzionistiche ai progressi tecnologici. Mi pare che sia una misura del tutto logica: per quale ragione non viene accolta?

Vi è poi la lettera b): «la prevenzione contro gli infortuni e le malattie professionali deve essere oggetto di programmazione anche da parte dei soggetti privati»; mi pare che anche questa sia una misura del tutto logica.

La lettera e) attribuisce al Servizio sanitario nazionale il compito di valutare preventivamente la compatibilità delle attività lavorative con le esigenze di tutela della salute. Sottolineo anche la lettera f).

Chiedo al Governo di dare una risposta su questa proposta, volta a migliorare alcuni aspetti della delega richiesta dal Governo. Altrimenti, la delega risulta approssimativa, generica e non rispondente all'esigenza, che ritengo dovrebbe essere condivisa da tutti, di predisporre un buon testo unico. È importante tenerne conto se vogliamo dare un contributo alla riduzione della piaga degli infortuni sul lavoro che si verificano nel nostro Paese.

PASTORE, relatore. Signor Presidente, l'emendamento 3.102 si illustra da sé. Gli emendamenti 3.112 e 3.114 sopprimono, rispettivamente, le lettere g) e h) non perché la delega non debba essere esercitata secondo i principi ivi previsti, ma perché questi ultimi sono già contenuti nell'articolo 20 della legge n. 59 del 1997, ora modificato dal disegno di legge in questione. E' un elemento che creerebbe soltanto confusione per cui sarebbe preferibile l'eliminazione di queste lettere.

 

MORRA, relatore. Ritiro l'emendamento 3.1.

 

(Il senatore Ripamonti richiama con insistenza l'attenzione del Presidente).

 

PRESIDENTE. Senatore Ripamonti, la prego di attendere il suo momento per l'illustrazione degli emendamenti a sua firma. E' necessario richiamare la mia attenzione in questa maniera?

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Le chiedo scusa, signor Presidente, ma mi sembrava che il relatore fosse già intervenuto per esprimere il parere su tutti gli emendamenti all'articolo 3.

 

PRESIDENTE. Ho dato la parola al senatore Pastore in quanto firmatario di tre emendamenti.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Le confermo le mie scuse, signor Presidente.

In primo luogo chiedo che sia aggiunta la mia firma all'emendamento 3.1000 illustrato dal senatore Battafarano.

Dal momento poi che l'articolo 3 contiene una delega abbastanza generica sul tema della sicurezza sul lavoro, credo che sia opportuno prevedere invece una maggiore specificazione.

Per quanto riguarda l'emendamento 3.103, ricordo che il decreto legislativo n.626 del 1994 prevede la redazione, da parte del datore di lavoro o del responsabile per la sicurezza, di una relazione sulla valutazione dei rischi. L'emendamento propone che per le imprese di nuova costituzione la valutazione dei rischi sia effettuata prima dell'inizio dell'attività di lavoro, nella fase di progettazione esecutiva dell'opera e, in particolare, al momento delle scelte tecniche.

La ratio dell'emendamento è di garantire una migliore prevenzione. Vorrei richiamare l'attenzione del relatore sul fatto che questo emendamento è virtuoso nei confronti degli stessi datori di lavoro perché permette all'imprenditore un risparmio in quanto tale intervento si verificherebbe soltanto nella realizzazione delle opere e non successivamente.

L'emendamento 3.106 prevede di sancire espressamente il diritto del lavoratore di richiedere l'intervento dei competenti organi di vigilanza e dell'autorità giudiziaria. Da questo punto di vista siamo in una situazione di completa incertezza, nel senso che a volte intervengono i rappresentanti per la sicurezza, a volte il delegato del consiglio di fabbrica. Molto spesso i lavoratori non conoscono e non esercitano i loro diritti. L'emendamento, invece, offre al lavoratore maggiori garanzie.

L'emendamento 3.107 è stato presentato in quanto la formulazione della lettera b) mi sembra molto generica (si stabilisce che le misure tecniche ed amministrative devono essere compatibili con le caratteristiche delle imprese), pertanto sarebbe meglio procedere ad una modifica.

L'emendamento 3.108 è importante e mi auguro che ci sia, da parte del relatore e del Governo, l'opportuna attenzione al riguardo. Esso definisce il "servizio di protezione e prevenzione" come "l'insieme delle persone, sistemi e mezzi interni o esterni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dei rischi professionali nell'azienda o nell'unità produttiva attribuendo tutte le funzioni di controllo alle aziende sanitarie locali".

Voglio ricordare che l'emendamento in esame non solo definisce il servizio di protezione e prevenzione, ma assegna anche alle aziende sanitarie locali la funzione di controllo. In questo modo, credo che verrebbero superate le incomprensioni e la confusione, anche di competenze, a livello ministeriale tra la sanità e il Ministero del lavoro.

L'emendamento 3.109 è altrettanto importante perché riguarda le funzioni del rappresentante per la sicurezza. Si tratta di una figura che noi riteniamo debba essere estesa perché garantisce maggiore prevenzione, informazione e partecipazione dei lavoratori sul sistema di sicurezza all'interno delle aziende e sulle iniziative di prevenzione dei rischi. L'emendamento propone di superare il vincolo della previsione nei contratti, che noi riteniamo limitante, affinché ogni lavoratore possa esercitare questo ruolo, al di là del fatto che si tratti di un lavoratore eletto nel consiglio di fabbrica o meno.

L'emendamento 3.110 tende a sostituire un periodo. Anche in questo caso ci sembra che la formulazione sia abbastanza generica e quindi pericolosa.

L'emendamento 3.111 riguarda ancora il problema dell'informazione, della formazione e della prevenzione. In particolare si fa riferimento a quelle che possono essere definite le nuove cause di rischio, come per esempio l'esposizione al rumore, agli agenti chimici, fisici, biologici, cancerogeni e alle altre sostanze o preparati pericolosi e nocivi e alle misure di prevenzione da adottare in relazione appunto a questi rischi.

L'emendamento 3.113 è volto a sopprimere la lettera g) del comma 1 in quanto la delega è troppo generica, e sarebbe meglio sopprimere il punto indicato.

Per quanto riguarda infine l'emendamento 3.115, signor Presidente, è necessaria una correzione del testo in quanto si riferisce al comma 1, lettera l), piuttosto che al comma 1, lettera e), come riportato.

 

PRESIDENTE. Prendiamo atto della presenza di questo refuso.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). L'emendamento è teso a superare effettivamente la sovrapposizione e duplicazione di ruoli e competenze - come evidenziavo in precedenza - tra il settore della sanità e quello del lavoro. L'emendamento prevede appunto di attribuire "tutte le relative funzioni di controllo alle unità sanitarie locali".

 

PRESIDENTE. Avverto che rimangono pochi minuti a disposizione del Gruppo Verdi.

EUFEMI (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 3.104 e trasformo l'emendamento 3.116 in un ordine del giorno. I due emendamenti erano rivolti soprattutto al processo, fortemente atteso, di semplificazione delle piccole imprese.

PRESIDENTE. L'emendamento 3.116, a prima firma del senatore Eufemi, è stato ritirato e sostituito dall'ordine del giorno G3.200, di cui do lettura:

"Il Senato,

esaminato il disegno di legge n. 776, vista la necessità di definire nell'ambito dei princìpi di riassetto normativo in materia di prevenzione sulla sicurezza e la tutela dei lavoratori, misure semplificative nonché interventi mirati a riconoscere la formazione del lavoratore già conseguita in precedenti attività lavorative,

impegna il Governo

a raggiungere una maggiore ottimizzazione del processo formativo del lavoratore e delle risorse economiche e gestionali impiegate dal datore di lavoro".

I restanti emendamenti si intendono illustrati.

COVIELLO (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. In ordine a cosa?

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, vorrei illustrare l'emendamento 3.20.

 

PRESIDENTE. Senatore Coviello, io ho dato la parola al senatore Battisti, che era primo firmatario anche dell'emendamento in questione. Ritengo quindi sia già stato illustrato.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, a me non risulta.

 

PRESIDENTE. Senatore Coviello, potrà illustrarlo, ma tenga conto che il suo Gruppo dispone complessivamente solo di ventuno minuti.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la parola. Circa i minuti a nostra disposizione, ritengo siano sufficienti, sia per l'illustrazione degli emendamenti sia per la dichiarazione di voto finale.

Come Gruppo della Margherita abbiamo presentato tre emendamenti uguali, uno all'articolo 3, che è quello che illustro ora, uno all'articolo 4 e uno all'articolo 5, tutti articoli che riguardano materie in cui abbiamo individuato una concorrenza legislativa da parte delle regioni. Questa mattina, nell'illustrare la nostra posizione, avevamo già espresso la volontà di ritirare alcuni emendamenti, in attesa dell'emanazione delle norme di principio, come affermato dallo stesso ministro La Loggia in 10a Commissione. Tuttavia, volevamo fornire anche un'ulteriore alternativa.

Con l'emendamento chiediamo che l'emanazione del decreto legislativo sia condizionata al parere favorevole della Commissione parlamentare per le questioni regionali, come integrata ai sensi dell'articolo 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001. Uno degli obiettivi è quello di accelerare la costituzione della Commissione. Tre sono gli aspetti da tenere presenti: ci troviamo in sede definitiva; lo stesso relatore ha dovuto ammettere che ci troviamo in una situazione di concorrenza di competenze tra Stato e regioni, soprattutto in materia del lavoro; le notevoli integrazioni che la Commissione ha introdotto in questo articolo e mi riferisco proprio alle materie di palese competenza delle regioni (lettere l) e m)).

Signor Presidente, secondo noi non può essere varato il decreto legislativo se non c'è il parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali integrata dalle rappresentanze degli enti locali e delle regioni.

Un altro obiettivo è quello di avere un parere rafforzato: il decreto legislativo può essere emanato nella misura in cui questa Commissione esprime un parere favorevole. In questo modo si contemperano i poteri delle regioni, che avranno competenza primaria in parti importanti di questo settore, e il compito di legislazione ordinaria da parte dello Stato.

PRESIDENTE. Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti e sugli ordini del giorno in esame.

MORRA, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 3, ad eccezione degli emendamenti 3.102, 3.112 e 3.114 del senatore Pastore per i quali il parere è favorevole.

Per quanto riguarda l'emendamento 3.103, poiché per alcuni settori la valutazione dei rischi già avviene nella fase della progettazione esecutiva dell'opera, invito i suoi presentatori a ritirarlo; in caso contrario, esprimo su di esso parere negativo.

Il parere è favorevole sulla trasformazione dell'emendamento 3.116 nell'ordine del giorno G 3.200.

Invito i presentatori a ritirare l'emendamento 3.20 perché, oltre al problema dei tempi necessari alla Commissione parlamentare per le questioni regionali per l'espressione del parere, ritengo che la sua portata vada oltre l'articolo 3. Tale emendamento investe come minimo tutta la legge di semplificazione e forse anche tutta la materia concorrente fra lo Stato e le regioni. Nel caso in cui non venga accolto l'invito al ritiro, il parere è contrario.

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, gli emendamenti presentati, a mio avviso, in qualche modo ignorano un fatto. Chiedo scusa ai senatori ma, quando affermano che si è in presenza di criteri generici o di principi direttivi non precisati, devo loro ricordare che la delega è sottoposta a ben 12 principi e criteri direttivi, nei quali rientra gran parte di quanto contenuto - per esempio - in materia di formazione.

Quindi, mi sembra che l'accusa di genericità sia fuori luogo; semmai, si può non condividere il contenuto dei principi, ma non si può accusare la norma di essere in qualche modo generica.

Esprimo parere contrario sugli emendamenti 3.14, 3.100 e 3.101 di identico contenuto, nonché sugli emendamenti 3.1000/1, 3.1000/2, 3.1000/3 e 3.1000 sui quali anche la 5a Commissione ha espresso parere contrario.

Il parere è invece favorevole sull'emendamento 3.102, mentre è contrario sull'emendamento 3.103.

Invito il senatore Costa a ritirare l'emendamento 3.105, altrimenti il parere è contrario.

Il parere è altresì contrario sugli emendamenti 3.106, 3.107, 3.108, 3.109, 3.110, 3.111 e 3.115 (testo corretto), mentre è favorevole sugli emendamenti 3.112 e 3.113 che sono identici e sull'emendamento 3.114.

Esprimo parere favorevole sulla trasformazione dell'emendamento 3.116 nell'ordine del giorno G 3.200, che credo includa anche l'emendamento 3.117 perché di identico contenuto.

Invito i presentatori dell'emendamento 3.20 a ritirarlo, perché non si può sottoporre un decreto legislativo al parere, tra l'altro rafforzato, di una Commissione che non esiste. Poiché non esiste la Commissione, non capisco come si farebbe a legiferare. Quindi, la preghiera del Governo è di ritirare l'emendamento in questione, altrimenti il parere è contrario.

Infine, il parere è favorevole sull'ordine del giorno G 3.100.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati formulati tre inviti al ritiro. Senatore Ripamonti, accoglie l'invito a ritirare l'emendamento 3.103?

 

RIPAMONTI (Verdi-U). No, signor Presidente, mantengo l'emendamento.

 

PRESIDENTE. Identico invito è stato formulato nei confronti dell'emendamento 3.105, che si intende ritirato.

Senatore Coviello, intende accogliere l'invito a ritirare l'emendamento 3.20?

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, manteniamo l'emendamento poiché, come abbiamo già sottolineato, vogliamo sollecitare il Parlamento a costituire la suddetta Commissione.

 

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.14, identico agli emendamenti 3.100 e 3.101.

 

Verifica del numero legale

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale). (Proteste dai banchi della maggioranza).

Prego i senatori segretari di verificare il corretto svolgimento della votazione.

Vi è una tessera dietro al senatore Mulas a cui non corrisponde un senatore. I signori assistenti sono pregati di estrarre la tessera a cui non corrisponde un senatore presente.

 

Il Senato è in numero legale.

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.14, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori, identico agli emendamenti 3.100, presentato dai senatori Sodano Tommaso e Malabarba, e 3.101, presentato dai senatori Bassanini e Villone.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.1000/1.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Ripamonti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 3.1000/1, presentato dai senatori Sodano Tommaso e Malabarba.

Non è approvato.

 

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, gli emendamenti 3.1000/2 e 3.1000/3 sono improcedibili.

Passiamo all'emendamento 3.1000 sul quale la 5a Commissione ha espresso parere contrario.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Ne chiediamo la votazione.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Ripamonti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.1000, presentato dal senatore Battafarano e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.102, presentato dal senatore Pastore.

È approvato.

 

Ricordo che l'emendamento 3.1 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.103.

RIPAMONTI (Verdi-U). Su questo emendamento chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Ripamonti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 3.103, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Gli emendamenti 3.104 e 3.105 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.106.

 

 

Verifica del numero legale

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.106, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.107.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Ripamonti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 3.107, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo all'emendamento 3.108, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario.

RIPAMONTI (Verdi-U). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Ripamonti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.108, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non è in numero legale.

Sospendo pertanto la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 18,01, è ripresa alle ore 18,21).

 

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

 

Sulla scomparsa di Giuliana Nenni

DEL TURCO (Misto-SDI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

DEL TURCO (Misto-SDI). Signor Presidente, intervengo per ricordare ai colleghi senatori che è venuta a mancare Giuliana Nenni, che è stata senatore e deputato della Repubblica, eletta nel collegio di Mantova.

Giuliana Nenni è stata una figura importante per la storia politica che mi appartiene, la sua è stata una vita interamente dedicata al culto dei suoi ideali politici e della sua famiglia. Ella seguì in esilio il padre Pietro e sua madre Carmen nelle peregrinazioni che fecero in tutta Europa, in Spagna, in Francia, e conobbe l'orrore della separazione dalla sorella Vittoria che, come è noto, fu uccisa nel campo di concentramento di Auschwitz, nell'ambito di quella particolare Shoa che non ha riguardato solo i cittadini di religione ebraica, ma anche i dissidenti politici. Infatti, Vittoria Nenni fu uccisa per questo, per il suo cognome e perché era socialista.

Giuliana Nenni fino agli ultimi istanti della sua vita ha dedicato ogni energia alla fondazione intitolata al nome del padre, da questo punto di vista è una figura esemplare, come esemplare è stato il rapporto con il padre, con la sua famiglia e con la famiglia dei socialisti.

Ritengo che i senatori dovrebbero ricordare Giuliana Nenni, visto che nessun giornale ha dato spazio alla notizia della sua morte. (Vivi generali applausi).

CONTESTABILE (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CONTESTABILE (FI). Signor Presidente, intervengo brevemente per associarmi, anche a nome del mio Gruppo, alla commemorazione della senatrice Giuliana Nenni, figlia di un grande padre che ebbe il coraggio di restituire il premio Stalin.

Giuliana Nenni avrebbe potuto vivere di vita politica autonoma, per la sua forte personalità politica; preferì invece vivere la politica all'ombra del padre. Riuscì a contemperare la cura della cosa pubblica con la cura della propria famiglia.

Io sono rimasto meravigliato di come la morte di Giuliana Nenni sia stata così poco ripresa dalla stampa italiana. Peccato, perché è morta una donna italiana degna di grande rispetto. (Applausi dai Gruppi FI, UDC:CCD-CDU-DE, AN, DS-U, Mar-DL-U, Verdi-U e Misto-SDI).

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri . Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, intervengo per associarmi, a nome del Governo, alle commosse parole del senatore Contestabile e soprattutto a quelle del senatore Del Turco.

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, intervengo solo per una ragione particolare. Noi abbiamo un ricordo di Giuliana Nenni che è stato ravvivato nella giornata di oggi dal collega Compagna, al quale va reso il merito di aver chiesto per quale ragione mai non vi fosse un'adeguata commemorazione di Giuliana Nenni senatrice. Quello che stasera è stato fatto da parte del collega Del Turco è solo l'inizio, perché ritengo che commemorare Giuliana Nenni significhi sostanzialmente ricordare cosa ha rappresentato in questo Paese l'intera tradizione del socialismo democratico; e credo che ci sarà il modo per farlo, perché i cattolici italiani sanno che in questi decenni molto è stato fatto insieme al riformismo socialista, del quale Pietro Nenni è stato un grande protagonista. (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN, DS-U e Mar-DL-U).

PAGANO (DS-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PAGANO (DS-U). Signor Presidente, a nome del Gruppo dei Democratici di sinistra esprimo profondo dolore per la perdita della, consentitemi di dire, senatrice e compagna Nenni. Tra l'altro, è stata una di quelle donne che hanno condotto una grande battaglia per la presenza delle donne in Parlamento e nella politica; e, nel segno di queste donne, noi rinnoviamo l'impegno a portare avanti la battaglia per la condizione femminile in Italia.

Quindi, da parte delle donne del mio Gruppo e di tutto il Gruppo dei Democratici di sinistra, esprimo profondo dolore per questa perdita. (Applausi dai Gruppi DS-U e Mar-DL-U).

COVIELLO (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, anche il Gruppo della Margherita si associa alle parole espresse ed eleva un pensiero alla senatrice Giuliana Nenni.

Non ho conosciuto personalmente Giuliana Nenni, ma mi sono formato e mi sono preparato al dibattito politico pensando alle battaglie di Pietro Nenni. Le prime esperienze del centro-sinistra, che ci videro protagonisti negli anni Sessanta, segnano questo dialogo profondo con il pensiero socialista, soprattutto illuminato dall'azione politica e culturale del compianto Pietro Nenni. Ricordando la figlia, vogliamo ricordare una grande tradizione politica nel nostro Paese. (Applausi dal Gruppo Mar-DL-U, del senatore Contestabile e dai banchi del Governo).

PEDRIZZI (AN). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PEDRIZZI (AN). Signor Presidente, Alleanza Nazionale è nata a Fiuggi raccogliendo i filoni più importanti della cultura e della politica nazionale. Tra questi filoni, oltre a quelli della destra politica, del cattolicesimo nazionale e sociale, del liberalismo, vi è il filone socialista e riformista.

Questa mattina abbiamo commemorato un caduto della politica e della cultura riformista; anche Alleanza Nazionale vuole associarsi al cordoglio del mondo socialista per la perdita di Giuliana Nenni. (Applausi dai Gruppi AN e FI).

RIPAMONTI (Verdi-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Signor Presidente, anche il Gruppo dei Verdi si associa alle parole di cordoglio espresse in quest'Aula e chiede, come è stato fatto da altri colleghi, che vi sia un adeguato ricordo da parte del Senato di questa nostra collega scomparsa.

Il nostro ricordo va non solo alla storia di questa senatrice socialista, ma anche al fatto che ella, come romagnola, è stata una grande antifascista. (Applausi dai Gruppi Verdi-U, DS-U e Mar-DL-U).

D'IPPOLITO (FI). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Senatrice D'Ippolito, a nome del suo Gruppo è già intervenuto il senatore Contestabile. Comunque, ha facoltà di parlare.

 

D'IPPOLITO (FI). Signor Presidente, sono consapevole che è già intervenuto un autorevole collega del Gruppo cui appartengo, ma non volevo che mancasse la voce delle donne del centro-destra a commemorare una donna parlamentare che ha combattuto battaglie di libertà. (Applausi dai Gruppi FI, DS-U e Mar-DL-U).

PRESIDENTE. Voglio comunicare all'Aula che già questa mattina, a nome dell'intera Assemblea, il Presidente ha trasmesso alla Fondazione Pietro Nenni il cordoglio e la partecipazione del Senato per la scomparsa della senatrice e deputata Giuliana Nenni.

Ora, si è associata l'intera Aula a tale manifestazione di cordoglio, reiterando questo sentimento di partecipazione al quale anch'io mi associo.

Per quanto attiene all'ultimo intervento, mi corre l'obbligo, in linea di metodo, di far presente che se su ogni questione intervenisse un rappresentante per Gruppo prima dell'un sesso e poi dell'altro creeremmo un precedente che, oltre a raddoppiare i tempi dei nostri lavori, finirebbe per essere profondamente irrituale. Ritengo infatti che non vi siano differenze di sesso per quanto concerne la rappresentanza politica.

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

PRESIDENTE. Passiamo nuovamente all'emendamento 3.108, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Signor Presidente, ne chiediamo la votazione.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.108, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione)

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

  

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.109, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.110.

 

 

Verifica del numero legale

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Signor Presidente, dal momento che siamo così numerosi in Aula, chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge n. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.110, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 3.111, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 3.112, presentato dal senatore Pastore, identico all'emendamento 3.113, presentato dal senatore Ripamonti e da altri senatori.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 3.114, presentato dal senatore Pastore.

È approvato.

 

Passiamo all'emendamento 3.115 (testo corretto), su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario.

 

RIPAMONTI (Verdi-U). Ne chiediamo la votazione.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Ripamonti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.115 (testo corretto), presentato dal senatore Ripamonti e dal altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 3.116 è stato trasformato nell'ordine del giorno G3.200 che, essendo stato accolto dal Governo, non sarà posto ai voti.

L'emendamento 3.117 si intende ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.20.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Coviello, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.20, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, l'ordine del giorno G3.100 non verrà posto in votazione.

Metto ai voti l'articolo 3, nel testo emendato.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 4, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, abbiamo presentato diversi emendamenti sull'articolo 4, che riguarda il riassetto in materia di assicurazioni. In proposito in 10a Commissione abbiamo rilevato la contraddittorietà tra la parte che riguarda la competenza dello Stato e la parte della competenza concorrente tra lo Stato e le Regioni.

Signor Presidente, vorrei far riferimento agli emendamenti 4.2 e il 4.3, dando per illustrato il 4.1. In Commissione abbiamo sviluppato un dibattito in presenza del ministro Marzano - allorché era in discussione la materia dell'energia, con le previsioni che si facevano nel provvedimento sulla costruzione delle nuove centrali - sui poteri dell'autorità.

Orbene, all'articolo 4, lettera h), vi è uno specifico riferimento, ossia di utilizzare la semplificazione, il riordino, per mettere mano al rapporto tra la norma istitutiva dell'autorità, l'ISVAP, e i poteri del Governo stesso. Per la verità, crediamo di aver chiarito tale questione con il Ministro che, in sede di esame del provvedimento sull'energia, ha tenuto a confermare, con un emendamento specifico, i poteri istruttori, di garanzia e di controllo da parte dell'autorità.

Ci sembra - mi riferisco specificamente al relatore D'Ambrosio - che la lettera h) ponga invece in discussione la materia di competenza dell'autorità. Siccome avevamo chiarito con il Ministro questo aspetto, chiediamo che, se è necessario rivedere il rapporto fra autorità di controllo e Governo, ciò avvenga nei limiti previsti dalla norma istitutiva dell'ISVAP, senza aggiungere e sottrarre alcunchè.

Quindi, avendo come normativa di principio proprio la legge n. 576, istitutiva dell'ISVAP.

L'altra soluzione che avevamo prefigurato era quella della soppressione dell'articolo, ma ritiriamo il relativo emendamento. Ci basterebbe anche solo il riferimento, in questo senso faccio appello ai colleghi che sono intervenuti in sede di Commissione, alla norma di principio prevista dalla legge istitutiva sull'autorità di controllo nel settore dell'assicurazione. Quindi, non stravolgimento del pensiero del Governo e della Commissione, ma integrazione e precisazione.

MACONI (DS-U). L'emendamento 4.4 si prefigge lo scopo di una riforma di riordino complessivo della materia legata alle norme per la vigilanza sulle assicurazioni e ha tre obiettivi fondamentali: il primo è quello di pervenire ad un testo unico in materia; il secondo è quello di coordinare la normativa italiana alla disciplina che si va aggiornando a livello europeo; il terzo è quello di introdurre degli elementi che consentano, attraverso una maggiore trasparenza, di garantire una maggiore tutela nei confronti dei consumatori.

Gli emendamenti successivi, invece, rappresentano delle subordinate rispetto all'emendamento principale e si propongono degli obiettivi più limitati, relativi alla singola materia. Ci auguriamo un'attenzione particolare da parte del Governo, perché la materia assicurativa, in particolare il suo riordino e gli strumenti di controllo a tutela dei consumatori, lo merita.

 

D'AMBROSIO, relatore. Signor Presidente, do per illustrato l'emendamento a mia firma.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

D'AMBROSIO, relatore. Signor Presidente, esprimo parere contrario sugli emendamenti 4.100, 4.87, 4.8, 4.10, 4.2, 4.3 e 4.11. Esprimo invece parere favorevole sugli emendamenti 4.101 e 4.9.

Per quanto riguarda l'emendamento 4.4 il parere è contrario, tuttavia qualora venisse trasformato in un ordine del giorno mi rimetterei al Governo.

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, esprimo parere contrario sull'emendamento 4.4, tuttavia qualora venisse trasformato in un ordine del giorno potrebbe essere accolto come raccomandazione, perché tratta materia molto particolare.

Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 4.101 e 4.9 e contrario sugli emendamenti 4.100, 4.87, 4.10, 4.11 e 4.2.

Sull'emendamento 4.8 il parere è contrario perché presenta dei profili di incostituzionalità, in quanto concede una forma di potere sostanzialmente normativo, comunque confermativo, ad un ente che questo potere non ha.

Con l'emendamento 4.3, lo voglio spiegare al senatore Coviello, si vuole precludere al Governo di rivedere la materia alla luce dei princìpi e criteri direttivi esistenti in questo provvedimento.

Quindi, in sostanza si annulla questo potere richiamando il potere di un organo, l'ISVAP, che non è il Governo. Spero di essere stato chiaro. L'autorità è un organo amministrativo di grande importanza. Il Governo, invece, chiede la delega; nel caso in cui l'emendamento venisse accettato, si precluderebbe la possibilità di intervenire, di riformare la materia con i principi e i criteri direttivi che sono indicati in questo stesso provvedimento.

Per questo motivo il parere è contrario.

 

PRESIDENTE. Gli emendamenti 4.1 e 4.100 sono stati ritirati.

Chiedo al senatore Maconi se accoglie l'invito del Governo a trasformare l'emendamento 4.4 in un ordine del giorno, che verrebbe accolto come raccomandazione.

 

MACONI (DS-U). Accolgo l'invito del Governo.

 

PRESIDENTE. Poiché il presentatore non insiste per la votazione, l'ordine del giorno G4.100 non verrà posto ai voti.

Metto ai voti l'emendamento 4.101, presentato dal senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.87, presentato dal senatore Maconi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.8, presentato dal senatore Maconi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.9, presentato dal senatore Maconi e da altri senatori.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.10, presentato dal senatore Maconi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.2, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.3, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.11, presentato dal senatore Maconi e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 4, nel testo emendato.

È approvato.

 

Passiamo all'esame dell'articolo 5, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

Ricordo che per alcuni Gruppi sta terminando il tempo a disposizione.

BATTISTI (Mar-DL-U). Signor Presidente, tenterò di utilizzare il minor tempo possibile. E' evidente che tutti gli emendamenti presentati, da quello 5.1 soppressivo dell'articolo a tutti gli altri, tendono a conformare la lettera dell'articolo 5 sia alla nuova normativa del Titolo V della Costituzione, sia al rispetto dell'articolo 87 del Trattato dell'Unione europea.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

D'AMBROSIO, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti, identici, 5.1 e 5.100 e parere favorevole sugli emendamenti 5.101, 5.3 e sugli emendamenti 5.102 e 5.5 tra di loro identici.

Il parere è contrario sugli emendamenti 5.6, 5.7, 5.8, 5.103, e sugli emendamenti 5.9 e 5.104 tra loro identici.

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.1, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori, identico all'emendamento 5.100, presentato dai senatori Bassanini e Villone.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 5.101, presentato dal senatore Pastore.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 5.3, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 5.102, identico all'emendamento 5.5.

COVIELLO (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, intendo dare atto al relatore e ai colleghi di aver accolto alcune integrazioni ragionevoli proposte dal nostro Gruppo.

Mi riferisco in particolare all'emendamento con il quale si introduce il riferimento al rispetto delle norme dell'articolo 117 della Costituzione e alla definizione - per la verità concordata in 10a Commissione - dei principi di cui alla lettera d), che integra e migliora il testo licenziato dal Governo.

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 5.102, presentato dal senatore Bassanini e da altri senatori, identico all'emendamento 5.5, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 5.6, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 5.7, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 5.8, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 5.103, presentato dal senatore Bassanini e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 5.9, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori, identico all'emendamento 5.104, presentato dal senatore Bassanini e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 5, nel testo emendato

È approvato.

 

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6, sul quale sono stati presentati emendamenti che invito i presentatori ad illustrare.

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, vorrei anzitutto informare lei, il relatore ed il Governo che intendo ritirare l'emendamento 6.101 per presentare, in sostituzione, un ordine del giorno che ho già depositato agli uffici.

Non intendo, per motivi che credo le siano noti, chiedere di illustrare gli altri emendamenti.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

D'AMBROSIO, relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti 6.3 e 6.4, tra loro identici. Esprimo, invece, parere favorevole sull'emendamento 6.100.

L'emendamento 6.102 mi sembra pleonastico poiché l'oggetto dello stesso è contenuto in buona parte nell'articolo 1. Per le stesse ragioni ritengo opportuno che il collega Turroni ritiri l'ordine del giorno testé presentato. Se così non dovesse essere, mi rimetto al parere del Governo.

Esprimo parere contrario sull'emendamento 6.103, identico all'emendamento 6.104 ed esprimo, altresì, parere contrario sull'emendamento 6.105.

Sull'emendamento 6.106 esprimo parere favorevole, mentre esprimo parere contrario sugli emendamenti 6.7, 6.5, 6.107 e 6.8.

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.. Signor Presidente, concordo con il parere espressi dal relatore anche per quanto concerne quello relativo all'ordine del giorno del senatore Turroni. Si tratta, infatti, di un ordine del giorno del tutto superfluo. Invito, pertanto, il senatore Turroni a ritirarlo. Diversamente, il parere sarà contrario.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.3, presentato dal senatore Chiusoli e da altri senatori, identico all'emendamento 6.4, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 6.100, presentato dal senatore Pastore.

È approvato.

 

PRESIDENTE. Dobbiamo ora passare alla votazione dell'ordine del giorno G6.100, a meno che il senatore Turroni non accolga la richiesta di ritiro, avanzata dal relatore e dal rappresentante del Governo.

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, proprio perché è stata avanzata questa richiesta e alla luce soprattutto delle motivazioni che ne sono alla base, cioè che l'ordine del giorno sarebbe pleonastico, impiegherò alcuni minuti per illustrarlo.

Con tale ordine del giorno si chiede che vengano applicate rigorosamente le disposizioni contenute negli articoli 117 e 118 della Costituzione (anche se per questo non dovrebbe essere necessario un ordine del giorno) e contiene altresì un impegno nei confronti del Governo: «a conseguire le intese disposte dalla legislazione vigente nel rispetto delle prerogative costituzionalmente garantite delle Regioni, in considerazione del fatto che non trattasi né di parere, né di assenso».

Come giustamente afferma il relatore, e come a me personalmente ha detto alcuni giorni fa il presidente Pastore, so che anche questa è una norma del tutto pleonastica ma abbiamo assistito più e più volte, all'interno di Commissioni di questo ramo del Parlamento, ad una diversa considerazione del problema da parte di taluni Ministri, nel caso specifico del Ministro dell'ambiente.

Il Ministro considera, infatti, l'intesa necessaria nei confronti delle Regioni come un parere a cui si deve applicare il silenzio-assenso; addirittura, nel caso in cui le Regioni abbiano espresso un parere contrario fuori dal termine da lui individuato (chissà perché) in 45 giorni, ritiene che quel diniego non serva assolutamente a nulla e quindi egli può procedere, disattendendo quella pari dignità costituzionale che Regioni e Stato vengono ad avere secondo il nuovo Titolo V della Costituzione.

L'intesa è un qualcosa che si raggiunge fra eguali; non si tratta, come ritiene quel Ministro e come forse possono ritenere altri, di un semplice parere su cui si applica il silenzio-assenso.

Questa è la ragione per cui credo vada sottolineato in quest'Aula, anche attraverso l'ordine del giorno da me presentato, che non è nella disponibilità di nessuno, tanto meno del Governo, interpretare la Costituzione e le norme che presiedono all'ordinato svolgimento dell'attività amministrativa, politica e, soprattutto, legislativa, né tanto meno poterne disporre a piacimento, come è stato fatto anche oggi all'interno della Commissione ambiente, dove quell'intesa è stata considerata un parere.

Così non è; mi rivolgo a lei, signor Presidente, perché conosco la sua sensibilità nei confronti delle prerogative costituzionali delle Regioni. E' inaccettabile che le Regioni, soprattutto quando chiedono ad un Ministro di discutere di una questione, ricevano come risposta una nomina contraria al loro parere.

Anche oggi stiamo legiferando in materia di semplificazione e molte parti del provvedimento riguardano il corretto rapporto tra le diverse istituzioni della Repubblica; per cui dobbiamo riflettere e porre la massima attenzione su questo. La maggioranza non può fare scempio delle regole e considerare l'intesa secondaria rispetto alle esigenze di buoni rapporti fra le istituzioni.

Per questo motivo, chiedo che l'ordine del giorno, che mi sembra assolutamente fondato, sia accolto sia dal relatore che dal rappresentante del Governo.

PRESIDENTE. Scusatemi se intervengo in questa querelle ma, se il relatore sostiene che il contenuto dell'ordine del giorno è già recepito nel testo dell'articolo, mi sembra che l'atto di indirizzo vada assolutamente nella direzione del provvedimento e quindi sia accoglibile.

PASTORE, relatore. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

PASTORE, relatore. Signor Presidente, un provvedimento come quello in esame deve essere estremamente rigoroso, anche nella terminologia. Se in un articolo si impiega un termine e in un altro si adopera una diversa parola, l'interprete sarà indotto ad attribuire a questi termini un valore diverso.

 

PRESIDENTE. Allora, la contrarietà è sui contenuti.

 

PASTORE, relatore. Capisco l'esperienza negativa, che posso ufficialmente deprecare in questa sede, avuta dal senatore Turroni durante l'esame in Commissione.

Certamente un'intesa non è un parere, ma è altrettanto vero che l'ordine del giorno va bene al di là del richiamo agli articoli 117 e 118 della Costituzione. Tali articoli, infatti, non prevedono che occorrano intese per legiferare, altrimenti, sovvertiremmo il sistema costituzionale. Gli articoli 117 e 118 della Costituzione prevedono competenze specifiche degli enti territoriali e un controllo da parte della Corte costituzionale.

Il disegno di legge in esame prevede un percorso attraverso il quale si acquisisce, a livello di regolamentazione o di legislazione, il parere delle Regioni, ma ogni organo legifera per proprio conto. Se vi fossero straripamenti, non si tratterebbe di intese ed essi andrebbero risolti, purtroppo, a livello di Corte costituzionale.

L'ordine del giorno in esame menziona più volte le intese, soprattutto nella premessa; credo che esso non aggiunga nulla per quanto riguarda il rispetto della Costituzione e crei invece degli equivoci, individuando fattispecie che non sono costituzionalmente regolate. Mi rimetto pertanto al Governo.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il senatore Giovanelli. Ne ha facoltà.

GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, colleghi, non vorrei far perdere tempo per enunciare il principio elementare per cui, in una Repubblica parlamentare, il primo dovere del Governo è quello di rispettare la legge. Se ciò fosse pacifico, non vi sarebbe bisogno di un ordine del giorno che impegna il Governo a rispettare la legge quando parla di intese. Tuttavia, siamo reduci - adopero questa parola sebbene non la ami - da un'esperienza scioccante in Commissione ambiente, dove il Governo ha manifestato la pretesa di violare dolosamente la legge. Il Ministro dell'ambiente vìola una delle norme fondamentali delle leggi ambientali facendo finta, in atti scritti, che l'istituto dell'intesa equivalga all'istituto del parere.

Vorrei sapere chi è il funzionario che ha scritto "parere" al posto di "intesa" in un atto soggetto alla valutazione del Parlamento. Vorrei sapere per quale motivo si fa finta di applicare il silenzio-assenso in una situazione in cui i fatti non hanno dimostrato sussistere un silenzio-assenso bensì un'evidente espressione di dissenso. Vorrei sapere con quale criterio si pensa di applicare il silenzio-assenso ad un istituto come l'intesa, quando la Corte costituzionale ha stabilito che esso è applicabile quando vi sia assenza di potere discrezionale nell'atto amministrativo da assoggettare al silenzio-assenso.

Di fronte ad un Governo e a un Ministero che fingono di ignorare questa elementare differenza che costringe… (Commenti del senatore Mulas).

Ho diritto di parola, signor Presidente. Qui bisogna proclamare il diritto di parola e l'obbligo del rispetto delle leggi, perché non è chiaro a tutti. (Commenti dal Gruppo AN).

 

PRESIDENTE. Colleghi, adesso basta. Ciascuno ha un tempo assegnato ed è libero di utilizzarlo. Quando questo sarà concluso, non avrà più diritto di parlare.

 

GIOVANELLI (DS-U). Nel frattempo, potete anche andare a prendervi un caffè. (Commenti del senatore Mulas).

 

PRESIDENTE. Non faccia questi inviti, altrimenti il numero legale ne soffre.

 

GIOVANELLI (DS-U). Non chiudo il mio intervento, perché ho tempo a disposizione e ho diritto di parlare.

Di fronte a questo fatto, abbiamo dovuto dichiarare l'autosospensione dalla partecipazione ai lavori della 13a Commissione che fra l'altro, in violazione del Regolamento, ha votato questo parere dopo il termine orario stabilito. Qui si violano le leggi e i Regolamenti parlamentari e il Governo consapevolmente vìola una legge attraverso un'architettura giuridica che fa degradare l'intesa con le Regioni a parere, quest'ultimo ad un atto per il quale è previsto il silenzio-assenso e finge persino che quest'ultimo ci sia.

Non ho parlato dell'oggetto, perché non è importante e in sé - dato che il Regolamento giustamente prevede che se ne parli in Commissione - non merita l'attenzione dell'Aula; ma l'ordine del giorno non è affatto superfluo: è importante che l'Aula si pronunci su di esso. Ove la legge prescrive un'intesa fra Stato e Regioni, il Governo deve cercare un'intesa fra questi due organi e non deve fingere di ignorare quel che è scritto nella legge nero su bianco.

La vicenda porterà una normale questione politico-amministrativa davanti ai tribunali amministrativi e alla Corte costituzionale, ma non ha molto senso impegnarsi a discutere attentamente queste norme se è proprio l'Esecutivo il primo a violarle e, attraverso i suoi uffici, ad organizzare delle ridicole argomentazioni giuridiche a sostegno della violazione.

Quanto siano ridicole sarà presto dimostrato, ma chiedo che l'Aula voti questo ordine del giorno, perché il principio che la legge può essere messa "sotto i piedi" dal Ministro è da Stato assoluto e non da Stato di diritto. (Applausi dal Gruppo DS-U).

 

PRESIDENTE. Colleghi, debbo sottolineare nuovamente che stiamo parlando di un ordine del giorno e che i vari Gruppi stanno esaurendo i tempi a disposizione. Restano veramente pochi minuti e 13 articoli da discutere.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il senatore Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI (Mar-DL-U). Signor Presidente, è vero che questo ordine del giorno è pleonastico; d'altra parte, se fossimo attenti a questo versante, credo non saremmo neanche qui a far perdere tempo all'Aula e al Governo. Però, ciò che oggi è successo in Commissione ambiente ci costringe a chiedere all'Assemblea un po' di pazienza per spiegare quanto è accaduto in merito alla violazione di una norma che coinvolge i rapporti tra Stato ed enti locali.

Può darsi che stiamo portando questo argomento un po' oltre; tuttavia, riteniamo che si tratti di un aspetto grave ed è per questo che chiediamo che l'Assemblea si pronunci nel merito.

D'altra parte, signor Presidente, il Ministro, in una lettera inviata alla Presidenza del Senato ha utilizzato delle forme che francamente non so neanche se siano corrette. Leggo testualmente: «Atteso che l'articolo 35, comma 7, della medesima legge n. 394 del 1991, fissa in giorni 45 il termine per l'espressione di pareri da parte delle Regioni, sembrerebbe potersi ritenere maturato il silenzio-assenso da parte delle Regioni interessate».

Ora il fatto che il Ministro utilizzi il condizionale «sembrerebbe» fa pensare che neanche lui sia sicuro che possa essere utilizzato il silenzio-assenso e sinceramente ciò desta perplessità.

In ogni caso, quello che ci interessa in questa fase è che l'Assemblea si pronunci nel merito.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il senatore Novi. Ne ha facoltà.

NOVI (FI). Signor Presidente, in realtà penso che l'Assemblea dovrebbe essere chiamata a riflettere su quanto sta avvenendo.

Come Presidente della 13a Commissione ritengo di essere stato chiamato in causa dai colleghi dell'opposizione; per quanto mi consta il confronto che si è sviluppato oggi in tale Commissione ha registrato alcune anomalie, tanto è vero che c'è stato persino un collega che ha sollecitato la Presidenza a chiedere un parere di costituzionalità al Presidente della Commissione affari costituzionali.

Come è noto, il Presidente di una Commissione - e ritengo che il Regolamento del Senato sia molto chiaro al riguardo - non può sollecitare e chiedere l'espressione di un parere da parte della Commissione affari costituzionali, dal momento che questo deve essere richiesto dalla Presidenza del Senato.

Non riesco pertanto a comprendere come la Presidenza della 13a Commissione potesse sostanzialmente venire incontro alle richieste dell'opposizione.

Desidero altresì sottolineare che oggi, in Commissione, da parte dei colleghi dell'opposizione è stato chiesto alla Presidenza di pronunciarsi nel merito dell'esame delle procedure che hanno portato alla nomina del presidente del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano. Anche in questo caso, non solo secondo la prassi, ma anche in base a quanto disposto dal Regolamento, ho fatto presente che esistono altre sedi per esaminare il rispetto delle procedure di nomina.

In realtà, oggi in Commissione ci siamo pronunciati sulla proposta del Ministro e non sulla legittimità delle procedure. Ad altri, infatti, tocca pronunciarsi su tale materia e precisamente alla Corte costituzionale e al giudice amministrativo. Questo è quanto è avvenuto nella realtà in Commissione e quanto ho comunicato ai colleghi nella mia funzione di Presidente della 13a Commissione permanente.

Per quanto riguarda poi il voto che abbiamo espresso sul parere, ciò è avvenuto con la presenza di tredici colleghi, quindi c'era il numero legale; inoltre, come si evince dal Resoconto, le operazioni di voto si sono concluse alle ore 16,39.

 

PAGANO (DS-U). Ma che sta dicendo?

 

NOVI (FI). Per concludersi alle ore 16,39, evidentemente le operazioni di voto erano iniziate dieci-quindici minuti prima…

 

GIOVANELLI (DS-U). Questo è falso! (Richiami del Presidente). Questo è falso!

 

NOVI (FI). Dieci minuti prima…

 

PRESIDENTE. Senatore Giovanelli, per cortesia, lasci intervenire il senatore Novi. Colleghi, vi richiamo veramente alla tranquillità e alla serenità e vi ricordo che stiamo parlando di un ordine del giorno.

 

GIOVANELLI (DS-U). Rimane il fatto che è falso. Lo si metta a verbale.

 

NOVI (FI). Io dovevo sospendere sostanzialmente le operazioni di voto, tanto più che poi i lavori dell'Aula, come i colleghi sanno, sono in pratica iniziati alle ore 17. Questo è quanto è avvenuto oggi in Commissione. I lavori dell'Aula sono iniziati alle ore 17, mentre in Commissione le operazioni di voto si sono concluse alle ore 16,39: questo risulta dal Resoconto, questa è la realtà dei fatti.

Signor Presidente, nessuno più del sottoscritto presidente della 13a Commissione ha svolto in passato opposizione, diciamo anche dura, intransigente e io riconosco all'opposizione non il diritto ma il dovere di portare avanti questo tipo di opposizione, ripeto il dovere e non il diritto, perché da parte nostra non c'è nessun approccio paternalistico: e un'opposizione che non svolge il suo ruolo con grande vigore, viene meno ad una sua funzione all'interno delle istituzioni.

Però, signor Presidente, non possiamo certamente ogni volta stare a confrontarci nelle Aule parlamentari e nel Paese in questi processi alle intenzioni. Infatti, è stato detto che il ministro Maroni voleva abolire le garanzie dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori…

 

PAGANO (DS-U). Ma che c'entra, Novi?

 

PRESIDENTE. Colleghi, scusatemi, queste dovrebbero essere dichiarazioni di voto su un ordine del giorno. Riportiamo a quest'ambito gli interventi.

 

NOVI (FI). In questo caso viene sostenuto che nella 13a Commissione (Commenti del senatore Giovanelli) oggi è stato manomesso e messo in discussione il Regolamento: cosa non vera.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il senatore Rollandin. Ne ha facoltà.

ROLLANDIN (Aut). Signor Presidente, in merito all'ordine del giorno G6.100… (Brusìo in Aula. Richiami del Presidente) …la sottolineatura dell'impegno è già stata in qualche modo fatta: a giusto titolo esso è stato richiesto su questo disegno di legge, dove si parla di deleghe, poiché la delega indubbiamente è la richiesta a qualcuno di fare qualcosa. Se tale è l'impegno riferito a questo disegno di legge, quest'ordine del giorno vuole sottolineare un aspetto molto più importante e profondo: il rispetto di leggi che prevedono un patto tra organi dello Stato che hanno pari dignità.

In quest'Aula a diverse riprese è stata sottolineata l'esigenza del rispetto delle competenze. A maggior ragione, credo che ciò debba avvenire nel momento in cui non solo vanno esercitate tali competenze, ma, come nel caso di specie, si parla di «intese», termine forte che vuol dire incontro tra le parti per raggiungere un accordo. Questo purtroppo nel caso che noi trattiamo non solo non è stato fatto, ma - cosa più grave - nell'iter per arrivare alla conclusione viene clamorosamente smentito.

Allora, delle due l'una: o si cambia, come è stato riferito, il termine, oppure lo si rispetta. Noi chiediamo che venga rispettato, ritenendo che il rispetto di questa intesa non sia né pleonastico né superfluo. Se questo concetto viene meno, cade uno dei pilastri dei rapporti tra Regioni e Stato. Nel momento in cui si parla di «cabina di regìa» e di possibilità di rapporti continui tra Stato e Regioni, siamo portati a dire che o questa fiducia c'è oppure viene meno uno dei cardini del ragionamento democratico più volte evocato in quest'Aula. Questo è il punto sostanziale.

Noi non abbiamo mosso rilievi all'operato del Presidente della 13a Commissione, tranne che per la questione relativa ai termini e ai tempi della votazione, su cui avremo modo di tornare, bensì abbiamo drammaticamente rilevato che la legge che prevede l'intesa non è stata rispettata. Qualcuno sostiene che ci si può sempre rivolgere alla Corte costituzionale. Se questo è il ragionamento, credo sia un po' riduttivo il ruolo di chi partecipa ai lavori delle Commissioni. Abbiamo solo chiesto che venga seguìto un iter che ci porti a definire il risultato in termini corretti.

Pertanto, per quanto concerne l'ordine del giorno G6.100, che non solo sottoscrivo ma che, a mio avviso, deve giustamente essere votato, perché in base a tale richiamo il ragionamento sia ripreso non solo in quest'Aula ma anche nelle Commissioni, chiedo che l'Aula esprima su di esso un voto favorevole.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il rappresentante del Governo. Ne ha facoltà.

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, vorrei fare una proposta per tentare una mediazione.

 

PRESIDENTE. Mi auguro che la troviate in fretta!

 

SAPORITO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Accetterei come raccomandazione l'ordine del giorno G6.100, a condizione che l'impegno del Governo si fermi «ad applicare rigorosamente le disposizioni degli articoli 117 e 118 della Costituzione».

 

PRESIDENTE. Senatore Turroni, è d'accordo con questa proposta di mediazione avanzata dal Governo?

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, accogliere come raccomandazione un ordine del giorno che impegna il Governo ad applicare la Costituzione mi sembra una presa in giro dei rappresentanti in quest'Aula.

 

PRESIDENTE. Quindi, senatore Turroni, lei non accoglie la proposta che le è stata avanzata dal rappresentante del Governo.

 

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, in precedenza ho illustrato l'ordine del giorno, vorrei ora intervenire in sede di dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Lei è intervenuto in precedenza in sede di dichiarazione di voto; eravamo già in fase di votazione.

 

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, in precedenza ho solo illustrato l'ordine del giorno.

 

PRESIDENTE. Senatore Turroni, lei ora può solo rispondere alla proposta formulata dal rappresentante del Governo.

 

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, in tal caso mi limito a dichiarare di non accogliere la proposta formulata dal rappresentante del Governo. Lascio alla maggioranza il compito di votare contro quest'ordine del giorno, che si limita soltanto ad un richiamo alle nostre leggi e ai nostri regolamenti. Voglio ancora una volta vedere la maggioranza arrogarsi il diritto di negare quanto è previsto dalle leggi!

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Chincarini. Ne ha facoltà.

CHINCARINI (LP). Signor Presidente, invito il Sottosegretario a riflettere. Accogliere solo parzialmente e come raccomandazione l'ordine del giorno in esame, mi sembra abbastanza riduttivo e, soprattutto, non tiene conto di quanto è accaduto oggi in Commissione.

Nel caso in cui il Governo non cambi atteggiamento, il Gruppo al quale appartengo chiederà che l'ordine del giorno in questione venga posto in votazione ed esprimerà un voto favorevole. (Applausi dai Gruppi LP e Aut).

PRESIDENTE. Se il Sottosegretario non intende intervenire ulteriormente, metto ai voti l'ordine del giorno G6.100.

 

GIOVANELLI (DS-U). Signor Presidente, vorrei intervenire per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Senatore Giovanelli, lei è già intervenuto in sede di dichiarazione di voto.

Metto ai voti l'ordine del giorno G6.100, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

GIOVANELLI (DS-U). La dichiarazione di voto di solito viene fatta dopo che è stato espresso un parere.

 

PRESIDENTE. Senatore Giovanelli, il parere era già stato espresso ed eravamo dunque in sede di votazione.

 

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, chiediamo la controprova.

 

PRESIDENTE. Senatore Turroni, non vi è necessità di procedere ad una controprova.

L'emendamento 6.102 si intende ritirato.

BATTISTI (Mar-DL-U). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BATTISTI (Mar-DL-U). Signor Presidente, come lei sa, è stata indetta per oggi, con partenza dal Campidoglio, una manifestazione per la pace, cui hanno aderito associazioni per la pace di tutte le provenienze, senza schieramenti politici. Questa manifestazione ha assunto oggi un carattere molto diverso, ovviamente, dati gli ultimi avvenimenti.

Quindi, vorrei avanzare la richiesta che i lavori del Senato vengano sospesi per consentire ai parlamentari di partecipare a tale manifestazione.

PRESIDENTE. Senatore Battisti, la richiesta mi era già stata informalmente sottoposta. Ho fatto presente che nella giornata di oggi, per motivi più che necessari, abbiamo già perso un paio d'ore di lavoro. A questo punto, se c'è l'unanimità, vi chiedo di proseguire la seduta fino alle ore 19,30. In caso di contrarietà da parte di qualcuno, sarei costretto a far terminare i nostri lavori alle ore 20.

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, noi siamo contrari all'uso strumentale delle istituzioni parlamentari in occasione di una qualunque manifestazione esterna. Quella per la pace è una manifestazione importante; i colleghi, se vogliono, possono partecipare; tutti i colleghi possono partecipare, di maggioranza e opposizione.

L'opposizione ha fatto ricorso e continua a fare ricorso ripetutamente alla richiesta di verifica del numero legale e quindi all'ostruzionismo, com'è suo diritto; la maggioranza vorrebbe approvare questo disegno di legge, che è un suo dovere. Da questo punto di vista, noi abbiamo già concesso questa mattina una sospensione per oltre un'ora per consentire ai Gruppi di riunirsi dopo aver ascoltato quanto comunicato dal Presidente del Senato.

Non c'è alcuna connessione tra la marcia per la pace e gli avvenimenti drammatici dell'uccisione del professor Biagi. Chiediamo ai colleghi di non usare questo argomento per una questione che non ha nulla a che vedere, questa volta, con la morte del professor Biagi. (Applausi dai Gruppi UDC:CCD-CDU-DE, FI, AN e LP).

 

PAGANO (DS-U). Non è vero! C'è l'appello del sindaco Veltroni.

PRESIDENTE. Devo correggere il senatore D'Onofrio: qualche volta anche la maggioranza si dà da fare per non procedere all'approvazione dei provvedimenti!

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.103, identico all'emendamento 6.104.

 

BATTISTI (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

 

Metto ai voti l'emendamento 6.103, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori, identico all'emendamento 6.104, presentato dai senatori Bassanini e Villone.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 6.105, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.106.

 

 

Verifica del numero legale

 

BATTISTI (Mar-DL-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

PAGANO (DS-U). Presidente, la prego di verificare le luci accese.

 

PRESIDENTE. Il Senato è in numero legale. (Proteste del Gruppo DS-U).

GIOVANELLI (DS-U). Ma dov'è il numero legale!

  

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 776 e 184

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 6.106, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 6.7, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 6.5.

COVIELLO (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

COVIELLO (Mar-DL-U). Signor Presidente, sugli emendamenti 6.5 e 6.8 vorrei chiedere al rappresentante del Governo di tener conto del dibattito che abbiamo svolto con il Ministro delle attività produttive in Commissione. Abbiamo convenuto che la relazione tra l'Autorità per l'energia elettrica e il gas e i poteri del Governo non veniva messa in discussione e abbiamo votato un emendamento specifico che ristabiliva l'istruttoria dell'Autorità nella fissazione delle tariffe.

Ora siamo di fronte ad un secondo articolo, signor Presidente. Il primo riguardava l'autorità nel settore delle assicurazioni e si riferiva ad una modificazione della normativa. Il secondo, quello al nostro esame, in materia di energia, alla lettera c) parla di revisione della normativa di vigilanza e di regolazione dei servizi. Non c'è chi non abbia assistito nei mesi scorsi ad un dibattito approfondito su questa materia. Ci sono iniziative parlamentari per rivedere o rafforzare i poteri dell'Autorità.

Questo tema, come abbiamo detto nel corso del dibattito di questa mattina, signor Presidente, è stato già affrontato in sede di legge finanziaria e l'altro ramo del Parlamento ha votato un ordine del giorno, su iniziativa del presidente della Commissione attività produttive, onorevole Tabacci, che invitava il Governo a non rivedere la normativa nel settore delle autorità. Si disse anche che ci sarebbe stata un'iniziativa del Governo o del Parlamento per modificarla.

Qui si vuole introdurre surrettiziamente, in una norma che riguarda la semplificazione, i poteri delle Autorità. Signor Sottosegretario, noi vorremmo fare un dibattito specifico. Non possiamo dare delega al Governo di rivedere una normativa che ha registrato in questo ramo del Parlamento tre anni di approfondito dibattito nel rapporto difficile e complesso tra l'Autorità amministrativa e i poteri propri del Governo. Per questo chiediamo, per togliere qualsiasi dubbio e non per evitare una revisione della normativa nel rapporto di potere tra l'Autorità di vigilanza e il Governo (con il Governo che vorrebbe fare propri i poteri dell'Autorità), di non mettere mano alla materia se non con una legislazione specifica.

In questo senso in quest'Aula abbiamo avuto il consenso del Ministro delle attività produttive, il quale, proprio sull'Autorità per l'energia elettrica e il gas, ha accettato una nostra indicazione. Come lei sa abbiamo semplificato il dibattito e accelerato l'approvazione di quel decreto che era ritenuto essenziale e importante per l'insediamento delle nuove centrali produttive.

Al Senato voglio dire che possiamo anche essere in contrasto con l'altro ramo del Parlamento. In occasione della legge finanziaria su questa materia abbiamo richiamato al Presidente della Commissione e al relatore quell'ordine del giorno. Lo abbiamo illustrato e lo stesso relatore si è reso conto. Ora non capiamo perché un emendamento che non modifica il rapporto tra l'autorità di garanzia e il Governo subisca questa sorte. Qui si vuole lasciare un dubbio e quindi carta bianca al Governo. Per questo riteniamo scorretto questo modo di procedere e chiediamo, ancora una volta, che il Governo e i colleghi della maggioranza rivedano, nell'ambito del rapporto sereno e corretto che abbiamo tra di noi, la loro posizione.

Al senatore D'Onofrio dico che abbiamo fatto uso con molta parsimonia della richiesta del numero legale, tant'è che stiamo andando avanti piuttosto rapidamente, senza boicottaggio o ostruzionismo parlamentare. Si tenga conto di ciò, perché il nostro è un atteggiamento estremamente responsabile e collaborativo.

 

PRESIDENTE. Chiedo al relatore se intende mantenere il suo parere contrario.

 

MORRA, relatore. Sì, signor Presidente.

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ONOFRIO (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, i banchi dell'opposizione sono praticamente vuoti. Immagino che tutti i colleghi siano alla marcia per la Palestina. Non vorrei allora impedire ai pochi colleghi dell'opposizione presenti di andarci. Mi sembra che le parole molto civili del senatore Coviello inducano a considerare questa richiesta come ragionevole. Se gli altri non hanno obiezioni, come Gruppo potremmo ritenere terminato per le 19,30 il lavoro di oggi e garantire per domani la nostra presenza al fine del numero legale. Ripeto, non vorrei far sì che i colleghi dell'opposizione rimasti fossero gli unici a non essere presenti alla marcia, considerato che l'opposizione già non c'è.

PRESIDENTE. Colleghi, se il senatore D'Onofrio rimuove la contrarietà precedente, suggerirei di procedere con i nostri lavori fino alla votazione dell'articolo 6, cosa che potrà avvenire in un paio di minuti.

Metto quindi ai voti l'emendamento 6.5, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 6.107, presentato dal senatore Turroni e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 6.8, presentato dal senatore Battisti e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'articolo 6, nel testo emendato.

È approvato.

 

Come stabilito poc'anzi, giunti a questo punto, rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.

 

Interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza interrogazioni, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

Ordine del giorno
per la seduta di giovedì 21 marzo 2002

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, 21 marzo, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno:

 

(vedi ordine del giorno)

 

La seduta è tolta (ore 19,29).

 

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Interventi in materia di qualità della regolazione, riassetto normativo e codificazione - Legge di semplificazione 2001 (776)

ARTICOLO 1 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Capo I

NUOVA DISCIPLINA IN MATERIA
DI SEMPLIFICAZIONE E RIASSETTO
NORMATIVO

Art. 1.

Approvato con emendamenti

(Riassetto normativo e codificazione)

1. L’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.  59, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:

«Art. 20. – 1. Il Governo, entro il 31 maggio di ogni anno, sulla base di un programma di priorità di interventi, definito in relazione alle proposte formulate dai Ministri competenti, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro la data del 30 aprile, presenta al Parlamento un disegno di legge per la semplificazione e il riassetto normativo, volto a definire, per l’anno successivo, gli indirizzi, i criteri, le modalità e le materie di intervento, anche ai fini della ridefinizione dell’area di incidenza delle pubbliche funzioni con particolare riguardo all’assetto delle competenze dello Stato, delle regioni e degli enti locali. In allegato al disegno di legge è presentata una relazione sullo stato di attuazione della semplificazione e del riassetto.

2. Il disegno di legge di cui al comma 1 prevede l’emanazione di decreti legislativi, relativamente alle norme legislative sostanziali e procedimentali, nonché di regolamenti ai sensi dell’articolo 17, commi 1 e 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, per le norme regolamentari di competenza dello Stato.

3. Salvi i princìpi e i criteri direttivi specifici per le singole materie, stabiliti con la legge annuale di semplificazione e riassetto normativo, l’esercizio delle deleghe legislative di cui ai commi 1 e 2 si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) definizione del riassetto normativo e codificazione della normativa primaria regolante la materia, previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato, reso nel termine di novanta giorni dal ricevimento della richiesta, con determinazione dei princìpi fondamentali nelle materie di legislazione concorrente;

b) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta salva l’applicazione dell’articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile;

c) indicazione dei princìpi generali, in particolare per quanto attiene alla informazione, alla partecipazione, al contraddittorio, alla trasparenza e pubblicità che regolano i procedimenti amministrativi cui si attengono i regolamenti previsti dal comma 2 del presente articolo, nell’ambito dei princìpi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241;

d) eliminazione degli interventi amministrativi autorizzatori e delle misure di condizionamento della libertà contrattuale, ove non vi contrastino gli interessi pubblici alla difesa nazionale, all’ordine e alla sicurezza pubblica, all’amministrazione della giustizia, alla regolazione dei mercati e alla tutela della concorrenza, alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell’ambiente, all’ordinato assetto del territorio, alla tutela dell’igiene e della salute pubblica;

e) sostituzione degli atti di autorizzazione, licenza, concessione, nulla osta, permesso e di consenso comunque denominati, il cui rilascio dipenda dall’accertamento dei requisiti e presupposti di legge, con una denuncia di inizio di attività da presentare da parte dell’interessato all’amministrazione competente corredata dalle attestazioni e dalle certificazioni eventualmente richieste;

f) determinazione dei casi in cui le domande di rilascio di un atto di consenso, comunque denominato, corredate dalla documentazione e dalle certificazioni relative alle caratteristiche tecniche o produttive dell’attività da svolgere, eventualmente richieste, si considerano accolte qualora non venga comunicato apposito provvedimento di diniego entro il termine fissato per categorie di atti in relazione alla complessità del procedimento, con esclusione, in ogni caso, dell’equivalenza tra silenzio e diniego o rifiuto;

g) revisione e riduzione delle funzioni amministrative non direttamente rivolte:

1) alla regolazione ai fini dell’incentivazione della concorrenza;

2) alla eliminazione delle rendite e dei diritti di esclusività, anche alla luce della normativa comunitaria;

3) alla eliminazione dei limiti all’accesso e all’esercizio delle attività economiche e lavorative;

4) alla protezione di interessi primari, costituzionalmente rilevanti, per la realizzazione della solidarietà sociale;

5) alla tutela dell’identità e della qualità della produzione tipica e tradizionale e della professionalità;

h) promozione degli interventi di autoregolazione per standard qualitativi e delle certificazioni di conformità da parte delle categorie produttive, sotto la vigilanza pubblica o di organismi indipendenti, anche privati, che accertino e garantiscano la qualità delle fasi delle attività economiche e professionali, nonché dei processi produttivi e dei prodotti o dei servizi;

i) per le ipotesi per le quali sono soppressi i poteri amministrativi autorizzatori o ridotte le funzioni pubbliche condizionanti l’esercizio delle attività private, previsione dell’autoconformazione degli interessati a modelli di regolazione, nonché di adeguati strumenti di verifica e controllo successivi. I modelli di regolazione vengono definiti dalle amministrazioni competenti in relazione all’incentivazione della concorrenzialità, alla riduzione dei costi privati per il rispetto dei parametri di pubblico interesse, alla flessibilità dell’adeguamento dei parametri stessi alle esigenze manifestatesi nel settore regolato;

l) attribuzione delle funzioni amministrative ai comuni, salvo il conferimento di funzioni a province, città metropolitane, regioni e Stato al fine di assicurarne l’esercizio unitario in base ai princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, con definizione dei princìpi fondamentali di attribuzione delle funzioni secondo gli stessi criteri da parte delle regioni nelle materie di propria competenza legislativa e regolamentare;

m) definizione dei criteri di adeguamento dell’organizzazione amministrativa alle modalità di esercizio delle funzioni di cui al presente comma.

4. I decreti legislativi e i regolamenti di cui al comma 2, emanati sulla base della legge di semplificazione e riassetto normativo annuale, per quanto concerne le funzioni amministrative mantenute, si attengono ai seguenti princìpi:

a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche riordinando le competenze degli uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che risultino superflui e costituendo centri interservizi dove ricollocare il personale degli organi soppressi e raggruppare competenze diverse ma confluenti in un’unica procedura, nel rispetto dei princìpi generali indicati ai sensi del comma 3, lettera c), e delle competenze riservate alle regioni;

b) riduzione dei termini per la conclusione dei procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione previsti per procedimenti tra loro analoghi;

c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o presso diversi uffici della medesima amministrazione;

d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla medesima attività;

e) semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e contabili, anche mediante l’adozione di disposizioni che prevedano termini perentori, prorogabili per una sola volta, per le fasi di integrazione dell’efficacia e di controllo degli atti, decorsi i quali i provvedimenti si intendono adottati;

f) adeguamento delle procedure alle nuove tecnologie informatiche.

5. I decreti legislativi di cui al comma 2 sono emanati su proposta del Ministro competente, di concerto con il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro per la funzione pubblica, con i Ministri interessati e con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti che sono resi entro il termine di quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta.

6. I regolamenti di cui al comma 2 sono emanati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro competente, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, quando siano coinvolti interessi delle regioni e delle autonomie locali, del parere del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari; i pareri sono resi rispettivamente nei termini di novanta giorni e di quarantacinque giorni. A tal fine la Presidenza del Consiglio dei ministri, ove necessario, promuove, anche su richiesta del Ministro competente, riunioni tra le amministrazioni interessate. Decorsi quarantacinque giorni dalla richiesta di parere alle Commissioni parlamentari, i regolamenti possono essere comunque emanati.

7. I regolamenti di cui al comma 2, ove non diversamente previsto dai decreti legislativi, entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla data della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Con effetto dalla stessa data sono abrogate le norme, anche di legge, regolatrici dei procedimenti. Con successivi regolamenti possono essere individuate in via ricognitiva le norme abrogate implicitamente ai sensi dell’articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile.

8. I regolamenti di cui al comma 2 si conformano, oltre ai princìpi di cui al comma 4, ai seguenti criteri e princìpi:

a) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti amministrativi di funzioni anche decisionali, che non richiedono, in ragione della loro specificità, l’esercizio in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;

b) individuazione delle responsabilità e delle procedure di verifica e controllo;

c) soppressione dei procedimenti che risultino non più rispondenti alle finalità e agli obiettivi fondamentali definiti dalla legislazione di settore o che risultino in contrasto con i princìpi generali dell’ordinamento giuridico nazionale o comunitario;

d) soppressione dei procedimenti che comportino, per l’amministrazione e per i cittadini, costi più elevati dei benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione dell’attività amministrativa diretta con forme di autoregolamentazione da parte degli interessati, prevedendone comunque forme di controllo;

e) adeguamento della disciplina sostanziale e procedimentale dell’attività e degli atti amministrativi ai princìpi della normativa comunitaria, anche sostituendo al regime concessorio quello autorizzatorio;

f) soppressione dei procedimenti che derogano alla normativa procedimentale di carattere generale, qualora non sussistano più le ragioni che giustifichino una difforme disciplina settoriale;

g) regolazione, ove possibile, di tutti gli aspetti organizzativi e di tutte le fasi del procedimento.

9. I Ministeri sono titolari del potere di iniziativa della semplificazione e del riassetto normativo nelle materie di loro competenza, fatti salvi i poteri di indirizzo e coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, che garantisce anche l’uniformità e l’omogeneità degli interventi di riassetto e semplificazione. La Presidenza del Consiglio dei ministri garantisce, in caso di inerzia delle amministrazioni competenti, l’attivazione di specifiche iniziative di semplificazione e di riassetto normativo.

10. I servizi di controllo interno compiono accertamenti sugli effetti prodotti dalle norme contenute nei regolamenti di semplificazione e di accelerazione dei procedimenti amministrativi e possono formulare osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica delle norme stesse e per il miglioramento dell’azione amministrativa».

2. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali di cui alla presente legge, entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge medesima.

EMENDAMENTI

1.10

BASSANINI

Respinto

Sostituire l’articolo con il seguente:

«Art. 1. – (Programma annuale di riordino normativo). – 1. Il comma 1 dell’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, è sostituito dal seguente:

«1. Il Governo presenta al Parlamento un disegno di legge annuale di semplificazione e riordino normativo che definisce gli indirizzi, i criteri, le modalità e i settori organici di intervento per il riordino e la semplificazione del sistema normativo«.

2. Il Governo presenta al Parlamento, entro il 31 maggio di ogni anno, il programma annuale di riordino normativo, che consiste in una relazione sullo stato di attuazione del processo di riordino normativo svolto nell’anno precedente e in un programma per l’anno successivo.

3. Il programma annuale di riordino normativo è adottato previa consultazione del Consiglio di Stato. Il Governo, oltre ad affidare direttamente al Consiglio di Stato l’attuazione di parti del programma di riordino normativo ai sensi dell’articolo 7, comma 5, della legge 8 marzo 1999, n. 50, può concordare con questo ulteriori modalità di collaborazione anche mediante la costituzione di gruppi di lavoro misti ovvero consentendo al Consiglio di Stato di avvalersi di esperti in specifiche discipline individuate nel programma.

4. Il riordino normativo avviene mediante la redazione di testi unici ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, e successive modificazioni, come ulteriormente modificato dal comma 5 del presente articolo, ovvero mediante specifica delega per il riordino sostanziale del settore.

5. Al comma 2 dell’articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, e successive modificazioni, la lettera d) è sostituita dalle seguenti:

«d) coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo;

d-bis) adeguamento della disciplina del settore, anche alla luce delle modifiche apportate in altri settori, della normativa internazionale e comunitaria, delle pronunce della Corte costituzionale e della Corte di giustizia delle Comunità europee e del diritto vivente quale desunto dalla giurisprudenza consolidata delle giurisdizioni superiori;

d-ter) verifica della necessità di una regolazione del settore e abrogazione della normativa che sia in contrasto con i princìpi generali dell’ordinamento giuridico nazionale o comunitario ovvero che non risulti più rispondente alle finalità e ai princìpi generali rinvenibili nella disciplina del settore;

d-quater) verifica, anche attraverso l’analisi dell’impatto della regolazione, della efficacia, della convenienza e della economicità di una regolazione e abrogazione della normativa che comporti per i cittadini, per le imprese o per la pubblica amministrazione, costi manifestamente più elevati dei benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione dell’attività amministrativa diretta con forme di autoregolazione da parte degli interessati;

d-quinquies) abrogazione della normativa che prevede una disciplina di ingiustificata deroga rispetto alla disciplina generale del settore;

d-sexies) adeguamento della disciplina sostanziale, organizzativa e procedimentale allo sviluppo delle tecnologie informatiche;

d-septies) adeguamento della disciplina di settore ai princìpi di riordino delle funzioni delle amministrazioni pubbliche di cui ai decreti legislativi attuativi degli articoli 11 e 12 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, sulla base di criteri di omogeneità, complementarietà ed organicità, con particolare attenzione all’eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali sia all’interno delle amministrazioni sia fra di esse, fra organi amministrativi ed organi tecnici, anche unificando funzioni affini di uffici esistenti;

d-octies) applicazione dei criteri e princìpi di cui all’articolo 20, comma 5, della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni«.

6. In sede di pubblicazione del testo unico vengono ripubblicati, contestualmente, anche i regolamenti ministeriali, le circolari non abrogate ed eventualmente la normativa comunitaria, almeno negli estremi, riguardanti il medesimo settore, con esclusiva funzione ricognitiva, allo scopo di rendere più chiaro il complesso della disciplina della materia.

7. Nel procedere al riordino normativo di un settore organico si provvede, preliminarmente, alla revisione e alla ridefinizione delle esistenti funzioni di regolazione e di amministrazione, verificando se ancora sussiste la necessità di regolare quel settore e in quale misura.

8. Il testo unico procede, poi, alla specifica indicazione delle norme vigenti nel settore organico oggetto del riordino normativo e di quelle disciplinanti materie contigue o affini, anche se non inserite nel testo unico. Si provvede, poi, alla ricognizione della disciplina vigente nel settore organico e nelle materie contigue o affini, procedendo alla redazione del testo unico secondo quanto disposto dall’articolo 7, comma 2, della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato dall’articolo, comma 3, della presente legge.

9. La normativa di riferimento ove non inserita esplicitamente nel testo unico, è automaticamente abrogata al momento della entrata in vigore dello stesso.

10. Le disposizioni recanti la delegificazione di materie si intendono abrogate, sospese o comunque modificate solo se la legge successiva dispone esplicitamente in tal senso, mediante l’indicazione precisa delle disposizioni da abrogare, derogare, sospendere o modificare.

11. Le norme di rango primario che dispongono l’abrogazione, la deroga, la sospensione o comunque la modificazione, anche implicita o indiretta, di disposizioni emanate ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, o di altre leggi che dispongono la delegificazione contenute in un regolamento di delegificazione o in un testo unico, possono essere successivamente modificate o abrogate da una successiva disposizione regolamentare salvo che le stesse norme primarie non dispongano diversamente in modo espresso.

12. I disegni di legge governativi e i decreti legislativi contenenti norme che comportano l’innalzamento del livello di fonte normativa dal regolamento alla legge, o a fonti equiparate, devono fornirne adeguata motivazione nella relazione illustrativa e tecnico-normativa, nonché nell’Analisi di impatto della regolamentazione (AIR), indicando in modo puntuale i motivi per cui si intende modificare il riparto tra livello di fonti normative disposto in precedenza dal Parlamento con la legge di delegificazione. In ogni caso, nel corso dell’esame parlamentare degli atti aventi forza di legge, il Governo, se rileva la presenza di norme di rilegificazione, ne propone la soppressione.

13. In aggiunta a quanto disposto dall’articolo 7, comma 6, della legge 8 marzo 1999, n. 50, le disposizioni che contengono l’abrogazione, la deroga, la sospensione o comunque la modificazione, anche implicita o indiretta, di disposizioni contenute in un testo unico devono fornirne adeguata motivazione, anche in relazione alla tecnica dell’intervento, nella relazione illustrativa e nell’analisi tecnico-normativa.

14. Fatto salvo il potere di ripubblicazione del testo aggiornato di un atto normativo di cui all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, la legge di semplificazione e di riordino può delegare il Governo ad aggiornare testi unici già emanati per coordinarne il testo con la normativa successivamente intervenuta sulla materia, nel rispetto dei princìpi, dei criteri e delle modalità di cui all’articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato dall’articolo 2, comma 3, della presente legge. Il Parlamento può disporre nella delega che l’aggiornamento e la ripubblicazione non comportino una modifica della originaria numerazione del testo unico nella Raccolta ufficiale degli atti normativi se l’aggiornamento del testo unico risulti essere di mero coordinamento formale.

15. All’articolo 6 della legge 8 marzo 1999, n. 50, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

«1-bis. I Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono istituire, d’intesa con il Presidente del Consiglio dei ministri, gruppi di studio misti, composti da esperti del Parlamento e del Governo, per definire proposte di modifica della normativa vigente al fine di garantire nei rapporti tra Parlamento e Governo:

a) l’efficacia e la coerenza del perseguimento della qualità della regolazione nell’ambito delle procedure, parlamentari e governative, di redazione delle norme;

b) il consolidamento dei processi di riordino normativo, semplificazione e delegificazione e le modalità di modificazione, revisione e aggiornamento delle normative emanate nell’ambito di tali processi».

16. I testi unici operano una espressa ricognizione delle disposizioni di rango primario del settore riordinato da cui si desumono i princìpi fondamentali dell’ordinamento ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione.

17. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono definiti metodi e strumenti comuni per il perseguimento della qualità della regolazione, in armonia con i princìpi generali stabiliti dalla legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e dalle leggi annuali di semplificazione. Nella stessa sede sono concordate, altresì, forme e metodi comuni di analisi dell’impatto della regolazione per l’emanazione dei provvedimenti normativi regionali.

18. Al fine di uniformare su base nazionale i criteri di riordino delle leggi regionali, il Governo concorda con le regioni protocolli d’intesa, nei limiti stabiliti dai rispettivi ordinamenti, dell’attività di riordino normativo, nonché metodi e strumenti comuni per il perseguimento della qualità della regolazione, in armonia con i princìpi generali stabiliti dalla legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e dalle leggi annuali di semplificazione. I protocolli si assumono nella sede della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e definiscono criteri comuni di semplificazione e di riordino normativo.

19. Le singole autorità amministrative, anche indipendenti, cui la normativa affidi funzioni di controllo, di vigilanza o regolatorie, si dotano, nei modi previsti dai rispettivi ordinamenti, di forme o metodi di analisi dell’impatto della regolamentazione per l’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di programmazione o pianificazione, e, comunque, di regolazione.

20. Sono, comunque, escluse dall’applicazione del presente articolo le segnalazioni e le altre attività consultive, anche se concernenti gli atti di cui al comma 1, nonché i procedimenti previsti dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni.».

1.100

Pastore, relatore

Ritirato

Al comma 1, capoverso 1, dopo le parole: «decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,» inserire le seguenti: «che si esprime».

1.101

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 1, sopprimere le parole: «, anche ai fini della ridefinizione dell’area di incidenza delle pubbliche funzioni».

1.28

BATTISTI, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, capoverso 2, sostituire le parole da: «, per le norme regolamentari.» fino a: «Stato» con le seguenti: «per le norme regolamentari, solo per le materie riservate dalla Costituzione alla potestà legislativa esclusiva dello Stato».

1.102

Pastore, relatore

Approvato

Al comma 1, capoverso 3, lettera c), sostituire la parola: «cui» con le seguenti: «, ai quali».

1.103

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 3, lettera d), sostituire la parola: «eliminazione» con la seguente: «semplificazione».

1.104

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 3, sopprimere la lettera e).

1.105

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 3, sopprimere la lettera f).

1.25

DENTAMARO, BATTISTI, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, capoverso, lettera g), n. 3, sopprimere le parole: «e lavorative».

1.106

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 3, sopprimere la lettera h).

1.24

BATTISTI, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, capoverso 3, lettera h), sopprimere le parole: «o di organismi indipendenti, anche privati».

1.23

BATTISTI, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, capoverso 3, lettera h), sostituire le parole: «o di organismi indipendenti, anche privati», con le parole: «o di organismi, anche privati, comunque sottoposti a vigilanza pubblica».

1.107

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 3, lettera h), sopprimere le parole: «anche privati».

1.108

Pastore, relatore

Approvato

Al comma 1, capoverso 3, lettera l), sostituire le parole da: «, con definizione dei princìpi fondamentali» fino alla fine della lettera, con le seguenti: «, determinazione dei princìpi fondamentali di attribuzione delle funzioni secondo gli stessi criteri da parte delle regioni nelle materie di loro competenza legislativa concorrente;».

1.21

BATTISTI, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, capoverso 3, sopprimere la lettera m).

1.109

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 4, lettera e), sopprimere le parole: «e di controllo degli atti».

1.14

BATTISTI, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Id. em. 1.109

Al comma 1, capoverso 4, lettera e), sopprimere le parole: «e di controllo degli atti».

1.110

Pastore, relatore

Approvato

Al comma 1, capoverso 5, dopo le parole: «decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e» inserire la seguente: «, successivamente,».

1.111

Pastore, relatore

Approvato

Al comma 1, capoverso 6, primo periodo, sostituire le parole da: «e delle competenti Commissioni parlamentari;» fino alla fine del periodo con le seguenti: «nonchè delle competenti commissioni parlamentari. I pareri della Conferenza unificata e del consiglio di Stato sono resi entro novanta giorni dalla richiesta; quello delle Commissioni parlamentari è reso, successivamente ai precedenti, entro quarantacinque giorni dalla richiesta.».

1.112

Pastore, relatore

Approvato

Al comma 1, capoverso 6, secondo periodo, sostituire le parole: «A tal fine» con le seguenti: «Per la predisposizione degli schemi di regolamento».

1.113

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 6, ultimo periodo, sostituire la parola: «quarantacinque» con la seguente: «sessanta».

1.17

BATTISTI, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, sopprimere il capoverso 7.

1.19

BATTISTI, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, capoverso, nel comma 8, sostituire la lettera a) con la seguente:

«a) sostituzione degli organi collegiali con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi».

1.114

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 8, lettera a), dopo le parole: «anche decisionali» aggiungere le seguenti: «che ne aumentino le responsabilità».

1.115

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, capoverso 8, lettera e), sopprimere le parole: «anche sostituendo al regime concessorio quello autorizzatorio».

1.116

EUFEMI, BOREA, IERVOLINO

Approvato

Al comma 1, dopo il capoverso 9, inserire il seguente:

«9-bis. Gli organi responsabili di direzione politica e di amministrazione attiva individuano forme stabili di consultazione e di partecipazione delle organizzazioni di rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e di semplificazione».

1.117

COSTA

Id. em. 1.116

Al comma 1, dopo il capoverso 9, inserire il seguente:

«9-bis. Gli organi responsabili di direzione politica e di amministrazione attiva individuano forme stabili di consultazione e di partecipazione delle organizzazioni di rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e di semplificazione».

1.118

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Id. em. 1.116

Al comma 1, dopo il capoverso 9, aggiungere il seguente:

«9-bis. Gli organi responsabili di direzione politica e di amministrazione attiva individuano forme stabili di consultazione e di partecipazione delle organizzazioni di rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e di semplificazione».

1.119

Pastore, relatore

Approvato

Sopprimere il comma 2.

1.120

Pastore, relatore

Approvato

Aggiungere, dopo il comma 2, il seguente:

«2-bis. Le disposizioni di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come modificata dal presente articolo, si applicano anche alle deleghe legislative conferite con leggi di semplificazione e di riassetto normativo approvate dal Parlamento nel corso della presente legislatura prima dell’entrata in vigore della presente legge.».

EMENDAMENTO TENDENTE AD INSERIRE UN ARTICOLO AGGIUNTIVO DOPO L'ARTICOLO 1 ED EMENDAMENTO 10.0.3 DI ANALOGO ARGOMENTO

1.0.1

BASSANINI

Accantonato

Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Disposizioni concernenti gli uffici responsabili
della redazione di atti normativi)

1. I Ministeri sono responsabili dei processi di riordino normativo e di semplificazione per le materie di loro competenza, fatti salvi i poteri di indirizzo e di coordinamento attribuiti alla Presidenza del Consiglio dei ministri. I Ministeri operano secondo i criteri di qualità della regolazione e di semplificazione di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e alle leggi di semplificazione, collaborando, a tal fine, con il DAGL e con il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure.

2. Nel termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ciascun Ministro individua, nell’ambito del proprio dicastero, il responsabile per le attività di riordino normativo e di semplificazione. Il responsabile è il referente istituzionale per l’amministrazione di appartenenza nei rapporti con il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure.

3. Per il rafforzamento degli uffici con funzioni di redazione e revisione dei testi normativi e di analisi dell’impatto della regolazione, le amministrazioni centrali dello Stato possono assumere, nell’ambito della loro dotazione organica e senza oneri aggiuntivi, con le procedure previste dal comma 3 dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, personale dotato di alta professionalità. Per l’assunzione di questo personale si applicano i commi 8, 11 e 16, dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

4. Il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure, di cui all’articolo 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50, e successive modificazioni, di seguito denominato «Nucleo», è l’unità centrale preposta, nell’ambito del Governo, al coordinamento dell’attuazione dei programmi di riordino normativo e di delegificazione e semplificazione regolamentare di cui all’articolo 20 della legge 17 marzo 1997, n. 59 e alle leggi di semplificazione e di riordino normativo. Il Nucleo procede inoltre, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n. 400, alla periodica ricognizione delle disposizioni legislative e regolamentari in vigore, anche al fine di coordinamento delle disposizioni medesime.

5. Il Nucleo coopera, altresì, con il DAGL, di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, per il coordinamento dell’attività normativa del Governo ivi prevista, con particolare riguardo alla qualità della regolazione e all’applicazione dell’analisi dell’impatto della regolazione.

6. Nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, il Nucleo ha poteri di indirizzo, di impulso e, in caso di inerzia, di sostituzione delle amministrazioni competenti per le specifiche iniziative di semplificazione e di riordino normativo. In mancanza di concerto o di accordo delle amministrazioni competenti il Nucleo, tenuto conto dell’andamento e delle risultanze dell’istruttoria normativa nonché delle posizioni delle amministrazioni consultate, può comunque chiedere motivatamente al DAGL l’iscrizione di uno schema di provvedimento all’ordine del giorno della riunione preparatoria del Consiglio dei ministri.

7. In materie oggetto di riordino normativo e di semplificazione che siano di particolare complessità, il Nucleo può costituire gruppi di studio, composti da soggetti anche esterni alla pubblica amministrazione con le professionalità specifiche richieste dalla materia oggetto di riordino normativo, nominati dal coordinatore del Nucleo, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili. Analoghi gruppi di lavoro possono, altresì, essere costituiti dal DAGL, al fine di realizzare schemi normativi di particolare rilievo e complessità.

8. Il Nucleo è collocato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in posizione di autonomia amministrativa e funzionale, alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro da lui delegato. La segreteria tecnica del Nucleo è funzionalmente e organizzativamente collocata presso il Nucleo medesimo. Conseguentemente, all’articolo 6, comma 1, terzo periodo, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, le parole «, nonché la segreteria del Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure di cui all’articolo 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50« sono soppresse.

9. All’articolo 3 della legge 8 marzo 1999, n. 50, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, la parola «25« è sostituita dalla seguente «30«;

b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Il numero degli esperti di cui al comma 1 si intende riferito agli esperti con incarico a tempo pieno. Il Nucleo può conferire incarichi di esperto a tempo parziale: in tal caso, in sostituzione di ogni incarico di esperto a tempo pieno possono essere conferiti due incarichi a tempo parziale, fermi restando il limite complessivo del numero degli esperti a tempo pieno e la dotazione finanziaria.«;

c) al comma 5, la parola «40«, ovunque ricorra, è sostituita dalla seguente «50« e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «I provvedimenti di comando o fuori ruolo del personale dipendente da amministrazioni pubbliche diverse dalla Presidenza del Consiglio dei ministri non sono sottoposti a termini di scadenza, salvo la revoca richiesta dal Nucleo medesimo o il venir meno del consenso dell’interessato. Al personale in posizione di comando o fuori ruolo in servizio presso la Segreteria tecnica non si applica quanto previsto dall’articolo 9, comma 5, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.«.

10. Nell’ambito delle forme di consultazione di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 8 marzo 1999, n. 50, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri l’Osservatorio sulle semplificazioni, di seguito denominato ««Osservatorio«, al fine di consentire forme stabili di consultazione con le organizzazioni del lavoro e della produzione e con le associazioni di categoria, comprese quelle per la protezione ambientale e la tutela dei consumatori.

11. Le forme stabili di consultazione di cui al comma 1 sono finalizzate a verificare l’effettivo grado di semplificazione e di riordino normativo in atto, ai sensi dell’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, onde analizzarne l’effettiva capacità di ridurre gli oneri burocratici per i cittadini e le imprese e di produrre effetti positivi sul sistema economico e sulla accelerazione degli investimenti pubblici.

12. L’Osservatorio, presieduto da un Ministro o Sottosegretario su delega del Presidente del Consiglio dei ministri, è composto:

a) dai rappresentanti delle parti sociali, delle organizzazioni produttive e delle categorie, comprese le associazioni nazionali riconosciute per la protezione ambientale e per la tutela dei consumatori, interessate dai processi di regolazione e semplificazione;

b) dai rappresentanti delle amministrazioni territoriali su designazione della Conferenza Stato-città ed autonomie locali;

c) dai delegati di ciascun Ministro;

d) dai rappresentanti delle autorità amministrative e dei soggetti portatori di interessi diffusi eventualmente interessati dai processi di semplificazione e regolazione.

13. Il Presidente del Consiglio dei ministri, con proprio decreto, provvede alla costituzione e alla determinazione delle modalità di svolgimento dell’attività dell’Osservatorio, assicurando a tal fine la costituzione di una Segreteria tecnica, a cui è preposto un dirigente.

14. L’Osservatorio, che si avvale per l’acquisizione di dati e documenti del supporto delle pubbliche amministrazioni ed opera, in particolare, in stretto contatto con il Nucleo, valuta le istanze di semplificazione proposte dalle parti e individua soluzioni per le questioni in relazione alle quali emergano difficoltà applicative di norme o di procedimenti amministrativi.

15. L’Osservatorio, al termine di ogni anno, redige una relazione sull’attività svolta, che il Presidente del Consiglio dei ministri invia al Parlamento.».

10.0.3

BASSANINI, VILLONE, VITALI

Accantonato

Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 10-bis.

(Rafforzamento degli uffici di progettazione normativa dei Ministeri)

1. Nelle materie di competenza legislativa e regolamentare dello Stato, i Ministeri sono responsabili dei processi di riassetto, di riordino normativo e di semplificazione per le materie di loro competenza, fatti salvi i poteri di indirizzo e di coordinamento attribuiti alla Presidenza del Consiglio dei ministri. I Ministeri operano secondo i criteri di qualità della regolazione e di semplificazione di cui alla legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, e alle leggi di semplificazione, collaborando, a tal fine, con il DAGL e con il Nucleo per la semplificazione delle norme e delle procedure.

2. Nel termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ciascun Ministro individua, nell’ambito del proprio dicastero, il responsabile o i responsabili per le attività di riassetto, di riordino, di semplificazione e di analisi di impatto della regolamentazione. Il responsabile è il referente istituzionale per l’amministrazione di appartenenza nei rapporto con le strutture della Presidenza del Consiglio responsabili per le medesime materie.

3. Per il rafforzamento degli uffici con funzioni di redazione e revisione dei testi normativi e di analisi dell’impatto della regolazione, le amministrazioni centrali dello Stato possono assumere, nell’ambito della loro dotazione organica e senza oneri aggiuntivi, con le procedure previste dal comma 3 dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, personale dotato di alta professionalità. Per l’assunzione di questo personale si applicano i commi 8, 11 e 16, dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449».

ARTICOLO 2 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

ART. 2.

Approvato con un emendamento

(Riassetto normativo in materia di produzione normativa, di semplificazione
e di qualità della regolazione)

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per il riassetto delle disposizioni statali vigenti in materia di produzione normativa, semplificazione e qualità della regolazione, ai sensi e secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.  59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) garanzia della coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa, adeguamento, aggiornamento e semplificazione del linguaggio normativo;

b) ricorso al riassetto normativo per materie e alla riduzione delle disposizioni legislative vigenti, anche mediante apposite leggi periodiche contenenti l’indicazione delle disposizioni abrogate o comunque non più in vigore;

c) delegificazione delle norme di legge concernenti gli aspetti organizzativi e procedimentali, secondo i criteri previsti dall’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.  59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge;

d) definizione delle funzioni e dei compiti della Presidenza del Consiglio dei ministri, in armonia con quanto disposto dalla legge 23 agosto 1988, n.  400, e successive modificazioni, dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n.  303, e successive modificazioni, dalla legge 15 marzo 1997, n.  59, e successive modificazioni, dalla legge 8 marzo 1999, n.  50, e dalle leggi annuali di semplificazione e ferme restando le competenze dei Ministeri di settore;

e) coordinamento con l’attività consultiva del Consiglio di Stato, anche ai fini di adeguamento delle strutture organizzative, ai sensi degli articoli 14 e 16 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato di cui al regio decreto 26 giugno 1924, n.  1054, e dell’articolo 17, commi 25, 27 e 28 della legge 15 maggio 1997, n.  127;

f) individuazione dei princìpi fondamentali della legislazione statale a cui le regioni si devono attenere nell’attività di semplificazione e di riassetto normativo, fermo restando l’assetto delle competenze legislative di cui all’articolo 117 della Costituzione;

g) previsione e definizione di procedure di verifica dell’impatto regolatorio, ai sensi delle direttive del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di analisi tecnico-normativa e di analisi dell’impatto della regolamentazione, anche a seguito di un congruo periodo di applicazione delle norme, con adeguati strumenti di informazione e partecipazione degli utenti e delle categorie interessate.

2. Con regolamento di cui all’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.  400, e successive modificazioni, sono emanate norme di attuazione ed esecuzione del decreto legislativo di cui al comma 1.

3. Nell’ambito della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.  281, il Governo acquisisce indirizzi e proposte nella materia della qualità della regolazione e osservazioni per l’adozione di strumenti comuni.

EMENDAMENTI

2.100

BASSANINI

Respinto

Sopprimere l’articolo.

2.101

Pastore, relatore

Approvato

Al comma 1, sostituire la parola: «emanare,» con la seguente: «adottare,».

2.2

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, sopprimere la lettera f).

2.102

BASSANINI

Id. em. 2.2

Al comma 1, sopprimere la lettera f).

2.4

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Sopprimere il comma 2.

2.103

BASSANINI

Id. em. 2.4

Sopprimere il comma 2.

2.5

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Sostituire il comma 3 con il seguente:

«3. Il decreto legislativo di cui al comma 1 è emanato previo parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti che sono resi entro il termine di quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta».

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 2

2.0.1

BASSANINI, VILLONE, VITALI

Respinto

Dopo l’articolo, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Codici misti di riordino normativo)

1. Il disegno di legge annuale di cui all’articolo 1, accanto ai decreti legislativi di riassetto, può anche prevedere il riordino normativo di altri settori organici, tramite codici o testi unici misti, che raccolgono in un unico contesto tutta la vigente normativa, legislativa e regolamentare, riguardante quel settore.

2. Nell’emanazione dei codici misti, il Governo si attiene ai principi e criteri direttivi di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 1.

3. Il Governo è delegato ad emanare, entro il 31 dicembre 2003, nelle materie di competenza dello Stato che costituiscono oggetto di semplificazione e riordino di cui agli elenchi allegati alla legge n. 59/97 e alle leggi annuali di semplificazione, ivi comprese quelle di cui all’art. 1 della presente legge, codici misti ai sensi dei commi 1 e 2 del presente articolo.

4. Nell’esercizio della delega di cui al comma 3, il Governo si attiene ai principi e criteri direttivi di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 1, oltre a quelli già contenuti nelle leggi annuali di semplificazione, ed opera la contestuale delegificazione e semplificazione dei profili organizzativi e procedimentali di ciascun settore organico».

2.0.2

BASSANINI, VILLONE, VITALI

Respinto

Dopo l’articolo inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Codici misti di riordino normativo)

1. Il disegno di legge annuale di cui all’art. 1, accanto ai decreti legislativi di riassetto, può anche prevedere il riordino normativo di altri settori organici, tramite codici o testi unici misti, che raccolgono in un unico contesto tutta la vigente normativa, legislativa e regolamentare, di quel settore ai sensi dell’art. 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50. In tal caso, i principi e criteri direttivi ivi previsti sono integrati da quelli indicati ai commi 3 e 4 dell’articolo 1 della presente legge».

ARTICOLO 3 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

ART. 3.

Approvato con emendamenti

(Riassetto normativo in materia di sicurezza
del lavoro)

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori, ai sensi e secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.  59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) adeguamento alle normative comunitarie e alle convenzioni internazionali in materia;

b) determinazione di misure tecniche ed amministrative di prevenzione compatibili con le caratteristiche gestionali ed organizzative delle imprese artigiane e delle piccole imprese, anche agricole, forestali e zootecniche;

c) individuazione delle norme tecniche di sicurezza delle macchine e degli istituti concernenti l’omologazione, la certificazione e l’autocertificazione;

d) riformulazione dell’apparato sanzionatorio, con riferimento, in particolare, alle fattispecie contravvenzionali a carico dei preposti, alla previsione di sanzioni amministrative per gli adempimenti formali di carattere documentale; alla revisione del regime di responsabilità tenuto conto della posizione gerarchica all’interno dell’impresa e dei poteri in ordine agli adempimenti in materia di prevenzione sui luoghi di lavoro; al coordinamento delle funzioni degli organi preposti alla programmazione, alla vigilanza ed al controllo, qualificando prioritariamente i compiti di prevenzione e di informazione rispetto a quelli repressivi e sanzionatori;

e) assicurazione della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro in tutti i settori di attività, pubblici e privati, e a tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto stipulato con il datore di lavoro o con il committente;

f) adeguamento del sistema prevenzionistico e del relativo campo di applicazione alle nuove forme di lavoro e tipologie contrattuali, anche in funzione di contrasto rispetto al fenomeno del lavoro sommerso e irregolare;

g) abrogazione della normativa previgente non compatibile con il nuovo assetto normativo, nonché abolizione di tutte le formule troppo elastiche o generiche che rendano i precetti ambigui o comunque di difficile o incerta interpretazione;

h) formulazione di ogni disposizione in base a criteri di chiarezza, certezza e semplificazione;

i) promozione di codici di condotta e diffusione di buone prassi che orientino la condotta dei datori di lavoro, dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati;

l) riordino e razionalizzazione delle competenze istituzionali al fine di evitare sovrapposizioni e duplicazioni di interventi e competenze, garantendo indirizzi generali uniformi su tutto il territorio nazionale nel rispetto delle competenze previste dall’articolo 117 della Costituzione;

m) realizzazione delle condizioni per una adeguata informazione e formazione di tutti i soggetti impegnati nell’attività di prevenzione e per la circolazione di tutte le informazioni rilevanti per l’elaborazione e l’attuazione delle misure di sicurezza necessarie, secondo le acquisizioni della scienza e della tecnica;

n) modifica o integrazione delle discipline vigenti per i singoli settori interessati, per evitare disarmonie;

o) esclusione di qualsiasi onere finanziario per il lavoratore in relazione all’adozione delle misure relative alla sicurezza, all’igiene e alla tutela della salute dei lavoratori.

EMENDAMENTI

3.14

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Sopprimere l’articolo.

3.100

SODANO TOMMASO

Id. em. 3.14

Sopprimere l’articolo.

3.101

BASSANINI, VILLONE

Id. em. 3.14

Sopprimere l’articolo.

3.1000/1

SODANO TOMMASO

Respinto

All’emendamento 3.1000, dopo la lettera a) aggiungere la seguente:

«a-bis. I rischi lavorativi dovuti ad agenti, sostanze, processi produttivi cancerogeni, teratrogeni o mutogeni devono essere eliminati stabilendo un valore-soglia (MAC) non superiore allo zero».

3.1000/2

SODANO TOMMASO

Improcedibile

All’emendamento 3.1000, dopo la lettera b) aggiungere la seguente:

«b-bis. Tutte le deroghe di cui all’articolo 75 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, devono essere abrogate».

3.1000/3

SODANO TOMMASO

Improcedibile

All’emendamento 3.1000, dopo la lettera c) aggiungere la seguente:

«c-bis. Il riconoscimento degli infortuni e delle malattie professionali devono essere riaffidate alle A-USL. Pertanto l’organismo pubblico per tutti i settori di attività, per tutti gli enti di qualsiasi appartenenza è il servizio di protezione e prevenzione nei luoghi di lavoro delle A-USL competenti per territorio».

3.1000

BATTAFARANO, GRUOSSO, PILONI, DI SIENA, VIVIANI, MONTAGNINO, PIZZINATO, BATTAGLIA GIOVANNI, PAGLIARULO, MARINO, SODANO TOMMASO

Respinto

Sostituire l’articolo con il seguente:

«1. Il testo unico deve prevedere la piena attuazione del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione e adeguarsi alle norme delle convenzioni internazionali ratificate dall’Italia e delle direttive comunitarie relative alla tutela della salute e della sicurezza della persona e al miglioramento delle condizioni di vita e di salute dei lavoratori, secondo i seguenti princìpi generali:

a) il rispetto della salute e della sicurezza della persona negli ambienti di lavoro e di vita deve essere garantito attraverso la programmazione del processo produttivo in modo che esso risulti rispondente alle esigenze della sicurezza del lavoro e non contrasti con la necessità di tutela anche dell’ambiente circostante al luogo di lavoro, con l’adozione di tutte le misure necessarie per adeguare il lavoro all’uomo, mediante la riduzione dei rischi alla fonte e il costante adeguamento delle misure prevenzionistiche ai progressi tecnologici;

b) la prevenzione contro gli infortuni e le malattie professionali deve essere oggetto di programmazione anche da parte dei soggetti privati, e non può essere subordinata a considerazioni di carattere economico;

c) la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro deve essere assicurata in tutti i settori di attività, pubblici e privati, e a tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contatto stipulato con il datore di lavoro o con il committente;

d) la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere realizzata perseguendo l’obiettivo della prevenzione globale ed unitaria;

e) deve essere attribuito al Servizio sanitario nazionale il compito di valutare preventivamente la compatibilità delle attività lavorative con le esigenze di tutela della salute e dell’ambiente e di esercitare il controllo delle condizioni ambientali e dello stato di salute dei lavoratori, nonchè di acquisire tutte le informazioni epidemiologiche necessarie al fine di seguire sistematicamente l’evoluzione del rapporto salute-ambiente di lavoro;

f) deve essere realizzato il collegamento e il coordinamento del Servizio sanitario nazionale con tutti gli altri organi, istituzioni e servizi che svolgono attività di prevenzione o di tutela del lavoratore contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, e che comunque incidono sullo stato di salute degli individui, della collettività e dell’ambiente, evitando ogni sovrapposizione, duplicazione e contraddittorietà di interventi e di obblighi per il cittadino;

g) devono essere realizzate le condizioni per una adeguata informazione e formazione di tutti i soggetti impegnati nell’attività di prevenzione e per la circolazione di tutte le informazioni rilevanti per l’elaborazione e l’attuazione delle misure di sicurezza necessarie, secondo le acquisizioni della scienza e della tecnica;

h) in nessun caso le norme delegate potranno disporre un abbassamento dei livelli di protezione, di sicurezza e di tutela o una riduzione dei diritti e delle prerogative dei lavoratori e delle loro rappresentanze;

i) l’adozione delle misure relative alla sicurezza, all’igiene e alla tutela della salute dei lavoratori non deve comportare, in nessun caso, oneri finanziari per il lavoratore;

l) ogni disposizione deve ispirarsi a criteri di chiarezza, certezza e semplificazione;

m) devono essere abolite tutte le formule troppo elastiche o generiche che rendano i precetti ambigui o comunque di difficile o incerta interpretazione;

n) per evitare disarmonie con le discipline vigenti per i singoli settori interessati, tali discipline potranno essere opportunamente modificate o integrate.

3.102

PASTORE

Approvato

Al comma 1, sostituire la parola: «emanare,» con la seguente: «adottare,».

3.1

Morra, relatore

Ritirato

Al comma 1, alinea, sostituire le parole: «uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni» con le seguenti: «uno o più decreti legislativi nella forma di testo unico per il riassetto, coordinamento e armonizzazione di tutte le norme».

3.103

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, prima della lettera a) presentare la seguente:

«oa) stabilire, per le imprese di nuova costituzione, che la valutazione dei rischi deve essere effettuata prima dell’inizio dell’attività di lavoro, nella fase di progettazione esecutiva dell’opera e in particolare al momento delle scelte tecniche;».

3.104

EUFEMI, BOREA, IERVOLINO

Ritirato

Al comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «con riguardo allo snellimento delle pratiche amministrative e burocratiche».

3.105

COSTA

Ritirato

Al comma 1, lettera a), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «con riguardo allo snellimento delle pratiche amministrative e burocratiche».

3.106

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, prima della lettera b), premettere la seguente:

ob) sancire espressamente il diritto del lavoratore di richiedere l’intervento dei competenti organi di vigilanza e dell’autorità giudiziaria;».

3.107

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, lettera b), sostituire le parole: «compatibili con le caratteristiche gestionali ed organizzative delle imprese artigiane e delle» con le seguenti: «in particolare per le».

3.108

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera b), inserire la seguente:

«b-bis) definire «servizio di prevenzione e protezione« l’insieme delle persone, sistemi e mezzi interni o esterni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dei rischi professionali nell’azienda o nell’unità produttiva attribuendo tutte le funzioni di controllo alle aziende sanitarie locali;».

3.109

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, prima della lettera d), premettere la seguente:

ob) prevedere espressamente che i diritti e le funzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza possano essere esercitati anche nel caso in cui la contrattazione collettiva non ne abbia definito le modalità e che in alcun modo l’esercizio di tali diritti e funzioni possa essere subordinato all’adempimento di particolari oneri;».

3.110

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, alla lettera d), sostituire le parole da: «alla revisione del regime di responsabilità» fino a: «suoi luoghi di lavoro» con le seguenti: «nonchè prevedere che, in nessun caso, si possa disporre una riduzione dell’entità delle pene ovvero la depenalizzazione di fattispecie attualmente considerate reato».

3.111

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera d), inserire la seguente:

«d-bis) prevedere l’informazione e la formazione completa, preventiva e periodica, dei lavoratori sui rischi connessi all’attività dell’impresa in generale e allo svolgimenti delle proprie mansioni, con particolare riguardo ai pericoli derivanti dall’esposizione a rumore, ad agenti chimici, fisici, biologici, cancerogeni e ad altre sostanze o preparati pericolosi o nocivi e alle misure di prevenzione da adottare in relazione ai rischi;».

3.112

PASTORE

Approvato

Al comma 1, sopprimere la lettera g).

3.113

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Id. em 3.112

Al comma 1, sopprimere la lettera g).

3.114

PASTORE

Approvato

Al comma 1, sopprimere la lettera h).

3.115 (testo corretto)

RIPAMONTI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, TURRONI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, lettera l), dopo le parole: «interventi e competenze,» inserire le seguenti: «attribuendo tutte le relative funzioni di controllo alle unità sanitarie locali».

3.116

EUFEMI, BOREA, IERVOLINO

Ritirato e trasformato nell'odg G3.200

Al comma 1, lettera m), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «individuando apposite prassi certificative dei percorsi formativi già acquisiti dai lavoratori, che attestino il grado di conoscenza delle tecniche e delle misure antinfortunistiche».

3.117

COSTA

Ritirato

Al comma 1, lettera m), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «individuando apposite prassi certificative dei percorsi formativi già acquisiti dai lavoratori, che attestino il grado di conoscenza delle tecniche e delle misure antinfortunistiche».

3.20

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

«2. L’emanazione del decreto legislativo di cui al comma 1 è condizionata al parere favorevole della Commissione parlamentare per le questioni regionali, come integrata ai sensi dell’articolo 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001».

ORDINI DEL GIORNO

G3.100

Morra, relatore

Non posto in votazione (*)

Il Senato

in sede di discussione dell’articolo 3 del disegno di legge n. 776,

impegna il Governo:

a predisporre, per il settore agricolo e per la piccola e media impresa, una serie di misure di carattere premiale, volte a promuovere la sicurezza del lavoro nonché a valutare, a tal fine, anche la possibilità di utilizzare i poteri di cui già oggi dispone l’INAIL per dare attuazione a specifici strumenti incentivanti, sul modello del bonus malus, favorendo un recupero di risorse da finalizzare a investimenti per la prevenzione e la sicurezza.

________________

(*) Accolto dal Governo

G3.200 (già emm. 3.116 e 3.117)

EUFEMI, IERVOLINO, COSTA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

esaminato il disegno di legge n.776,

vista la necessità di definire, nell'ambito dei principi di riassetto normativo in materia di prevenzione sulla sicurezza e la tutela dei lavoratori, misure semplificative nonché interventi mirati a riconoscere la formazione del lavoratore già conseguita in precedenti attività lavorative,

impegna il Governo

a raggiungere una maggiore ottimizzazione del processo formativo del lavoratore e delle risorse economiche e gestionali impiegate dal datore di lavoro.

________________

(*) Accolto dal Governo

ARTICOLO 4 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

ART. 4.

Approvato con emendamenti

(Riassetto in materia di assicurazioni)

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di assicurazioni, ai sensi e secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) adeguamento della normativa alle disposizioni comunitarie e agli accordi internazionali;

b) tutela dei consumatori e, in generale, dei contraenti più deboli, sotto il profilo della trasparenza delle condizioni contrattuali, nonché dell’informativa preliminare, contestuale e successiva alla conclusione del contratto, avendo riguardo anche alla correttezza dei messaggi pubblicitari e del processo di liquidazione dei sinistri, compresi gli aspetti strutturali di tale servizio;

c) salvaguardia dell’effettiva concorrenza tra le imprese autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa in Italia o operanti in regime di libertà di prestazioni di servizi;

d) garanzia di una corretta gestione patrimoniale e finanziaria delle imprese autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa, anche nell’ipotesi di una loro appartenenza ad un gruppo assicurativo, nonché con riferimento alle partecipazioni di imprese assicurative in soggetti esercenti attività connesse a quella assicurativa e di partecipazione di questi ultimi in imprese assicurative;

e) armonizzazione della disciplina delle diverse figure di intermediari nell’attività di distribuzione dei servizi assicurativi, compresi i soggetti che, per conto di intermediari, svolgono quest’attività nei confronti del pubblico;

f) armonizzazione della disciplina sull’esercizio e sulla vigilanza delle imprese di assicurazione e degli intermediari assicurativi alla normativa comunitaria;

g) riformulazione dell’apparato sanzionatorio alla luce dei princìpi generali in materia:

1) affiancando alle ipotesi di ricorso alla pena amministrativa pecuniaria nei riguardi di imprese e operatori del settore, la previsione di specifiche sanzioni penali, modulate tra limiti minimi e massimi, nei casi di abusivo esercizio di attività assicurativa, agenziale, mediatizia e peritale da parte di imprese e soggetti non autorizzati o non iscritti ai previsti albi e ruoli ovvero di rifiuto di accesso, opposto ai funzionari dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP), agli uffici o alla documentazione relativa alle anzidette attività, anche esercitate in via di fatto o, infine, di truffa assicurativa;

2) prevedendo la facoltà di difesa in giudizio da parte dell’ISVAP, a mezzo dei suoi funzionari, nei ricorsi contro i provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo 6 della legge 5 marzo 2001, n.  57;

h) riassetto della disciplina dei rapporti tra l’ISVAP e il Governo, in ordine alle procedure di crisi cui sono assoggettate le imprese di assicurazione.

EMENDAMENTI

4.1

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Ritirato

Sopprimere l’articolo.

4.100

BASSANINI, VILLONE

Ritirato

Sopprimere l’articolo.

4.4

MACONI, CHIUSOLI, GARRAFFA, BARATELLA

Ritirato e trasformato nell'odg G4.100

Sostituire l’articolo con il seguente:

«Art. 4.

1. Il Governo, sentito il parere delle competenti Commissioni permanenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, è delegato ad emanare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un Testo Unico delle leggi in materia di vigilanza sul mercato assicurativo, coordinando le norme vigenti ed apportando ad esse integrazioni e modificazioni nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) uniformare e integrare la normativa vigente per i settori dell’assicurazione sulla vita e dell’assicurazione diversa dall’assicurazione sulla vita, mantenendo separata evidenza dei tratti specifici di alcuni rami danni e vita, ivi compreso il ramo della responsabilità civile di cui alla legge 24 dicembre 1969, n. 990, armonizzandola con la disciplina dei conti annuali e consolidati e demandando all’ISVAP il compito di emanare le disposizioni necessarie per rendere coerente la disciplina dell’operatività in libertà di stabilimento e in libera prestazione di servizi prevista dalla normativa comunitaria;

b) accorpare e coordinare, tenuto conto dell’evoluzione della disciplina comunitaria in materia, la normativa relativa al settore dell’assicurazione obbligatoria, con particolare riguardo alle norme sulla responsabilità civile auto, apportando modifiche e integrazioni con particolare riferimento a profili di trasparenza e di tutela del consumatore nelle fasi assuntiva e di liquidazione del danno;

c) prevedere specifici requisiti di accesso e di esercizio per le società di mutua assicurazione esonerate dal pieno rispetto delle norme comunitarie, nonché per le imprese di riassicurazione;

d) apportare le necessarie modificazioni alle disposizioni relative alla disciplina ed alla tipologia degli attivi da utilizzare a copertura delle riserve, alle assunzioni di partecipazioni delle e nelle imprese di assicurazione, alla regolamentazione dei rapporti e delle operazioni infragruppo, attribuendo all’ISVAP i correlativi poteri dispositivi in modo da tenere conto dell’evoluzione nel tempo dei prodotti e dei mercati di riferimento;

e) integrare la disciplina dell’amministrazione straordinaria di cui all’art. 7 della legge 12 agosto 1982, n. 576 secondo il modello delineato per l’analogo istituto vigente nel settore bancario, con una più puntuale definizione dei presupposti applicativi, accentuando la speditezza della procedura ed accrescendo le possibilità di una più efficiente gestione dei portafogli e di un recupero del complesso aziendale dell’impresa commissariata anche attraverso il conferimento di adeguati poteri agli organi commissariali;

f) uniformare la disciplina della liquidazione coatta amministrativa delle imprese di assicurazione alle prescrizioni della Direttiva 2001/17/CE del 19 marzo 2001, prevedendo la formazione dello stato passivo soltanto su istanza degli interessati; introdurre meccanismi di valutazione dei beni in liquidazione secondo i mercati di riferimento ai fini della immediata cessione alla Consap – F.G.V.S. per la distribuzione del controvalore ai creditori concorsuali;

g) riformare la disciplina sanzionatoria alla luce dell’evoluzione dei principi generali in materia, affiancando alle ipotesi di ricorso alla pena amministrativa pecuniaria nei riguardi di imprese ed operatori del settore la previsione di specifiche sanzioni penali nei casi di abusivo esercizio di attività assicurativa, agenziale, mediatizia e peritale da parte di imprese o soggetti non autorizzati o non iscritti ai previsti Albi e Ruoli ovvero di rifiuto di accesso opposto ai funzionari dell’ISVAP agli uffici od alla documentazione relativa alle anzidette attività, anche se esercitate in via di fatto o, infine, di truffa assicurativa; prevedere limiti minimi e massimi delle pene edittali in funzione dell’offensività per gli obiettivi di vigilanza dei comportamenti violativi attribuiti ai responsabili aziendali nonché agli agenti di assicurazione, ai mediatori di assicurazione e riassicurazione, ai periti assicurativi ed ai relativi collaboratori; prevedere la facoltà di difesa diretta in giudizio da parte dell’ISVAP nei ricorsi contro i provvedimenti sanzionatori di cui all’art. 6 della legge 5 marzo 2001, n. 57;

h) integrare e modificare la disciplina relativa agli agenti, ai mediatori e ai periti assicurativi, al fine di rendere i titoli di studio e di esperienza professionale richiesti per l’iscrizione ai relativi Albi o Ruoli coerenti con le prove di esame e di riqualificare gli obiettivi di vigilanza, nei confronti di tali operatori; considerare la radiazione come provvedimento disciplinare preclusivo dell’iscrizione in uno qualsiasi dei predetti Albi e Ruoli; introdurre un contributo di vigilanza a carico degli agenti e dei mediatori di assicurazione attribuendone la destinazione all’ISVAP, unitamente a quella degli importi corrispondenti alla tassa di iscrizione annuale nel Ruolo periti; prevedere la cancellazione dagli Albi e Ruoli nei casi di mancato pagamento di tali somme.».

4.101

PASTORE

Approvato

Al comma 1, sostituire la parola: «emanare,» con la seguente: «adottare,».

4.87

MACONI, CHIUSOLI, GARRAFFA, BARATELLA

Respinto

Al comma 1, sostituire le parole: «uno o più decreti legislativi» con le parole: «un testo unico».

4.8

MACONI, CHIUSOLI, GARRAFFA, BARATELLA

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera a) inserire la seguente:

«a- bis) uniformare e integrare la normativa vigente per i settori dell’assicurazione sulla vita e dell’assicurazione diversa dall’assicurazione sulla vita, mantenendo separata evidenza dei tratti specifici di alcuni rami danni e vita, ivi compreso il ramo della responsabilità civile di cui alla legge 24 dicembre 1969, n. 990, armonizzandola con la disciplina dei conti annuali e consolidati e demandando all’ISVAP il compito di emanare le disposizioni necessarie per rendere coerente la disciplina dell’operatività in libertà di stabilimento e in libera prestazione di servizi prevista dalla normativa comunitaria;»

4.9

MACONI, CHIUSOLI, GARRAFFA, BARATELLA

Approvato

Al comma 1, dopo la lettera c), inserire la seguente:

«c-bis) prevedere specifici requisiti di accesso e di esercizio per le società di mutua assicurazione esonerate dal pieno rispetto delle norme comunitarie, nonché per le imprese di riassicurazione;»

4.10

MACONI, CHIUSOLI, GARRAFFA, BARATELLA

Respinto

Al comma 1, sostituire la lettera g) con la seguente:

g) riformare la disciplina sanzionatoria alla luce dell’evoluzione dei principi generali in materia, affiancando alle ipotesi di ricorso alla pena amministrativa pecuniaria nei riguardi di imprese ed operatori del settore la previsione di specifiche sanzioni penali nei casi di abusivo esercizio di attività assicurativa, agenziale, mediatizia e peritale da parte di imprese o soggetti non autorizzati o non iscritti ai previsti Albi e Ruoli ovvero di rifiuto di accesso opposto ai funzionari dell’ISVAP agli uffici od alla documentazione relativa alle anzidette attività, anche se esercitate in via di fatto o, infine, di truffa assicurativa; prevedere limiti minimi e massimi delle pene edittali in funzione dell’offensività per gli obiettivi di vigilanza dei comportamenti violativi attribuiti ai responsabili aziendali nonché agli agenti di assicurazione, ai mediatori di assicurazione e riassicurazione, ai periti assicurativi ed ai relativi collaboratori; prevedere la facoltà di difesa diretta in giudizio da parte dell’ISVAP nei ricorsi contro i provvedimenti sanzionatori di cui all’art. 6 della legge 5 marzo 2001, n. 57;».

4.2

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, sopprimere la lettera h).

4.3

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, lettera h), dopo le parole: «il Governo,», inserire le seguenti: «nel rispetto delle norme di cui alla legge 8 agosto 1982, n. 576, istitutiva dell’ISVAP, e del decreto legislativo 13 ottobre 1998, n. 373».

4.11

MACONI, CHIUSOLI, GARRAFFA, BARATELLA

Respinto

Al comma 1, aggiungere, in fine, la seguente lettera:

«i) integrare e modificare la disciplina relativa agli agenti, ai mediatori e ai periti assicurativi, al fine di rendere i titoli di studio e di esperienza professionale richiesti per l’iscrizione ai relativi Albi o Ruoli coerenti con le prove di esame e di riqualificare gli obiettivi di vigilanza, nei confronti di tali operatori; considerare la radiazione come provvedimento disciplinare preclusivo dell’iscrizione in uno qualsiasi dei predetti Albi e Ruoli; introdurre un contributo di vigilanza a carico degli agenti e dei mediatori di assicurazione attribuendone la destinazione all’ISVAP, unitamente a quella degli importi corrispondenti alla tassa di iscrizione annuale nel Ruolo periti; prevedere la cancellazione dagli Albi e Ruoli nei casi di mancato pagamento di tali somme.»

ORDINE DEL GIORNO

G4.100 (già em. 4.4)

MACONI, CHIUSOLI, GARRAFFA, BARATELLA

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

in sede di esame del disegno di legge n. 776,

impegna il Governo

ad adottare le opportune iniziative volte a risolvere le problematiche di cui all'emendamento 4.4.

________________

(*) Accolto dal Governo come raccomandazione

ARTICOLO 5 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

ART. 5.

Approvato con emendamenti

(Riassetto in materia di incentivi alle attività produttive)

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo delle attività produttive, ai sensi e secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) articolazione della normativa allo scopo di renderla strumento coordinato per il raggiungimento degli obiettivi di politica industriale fissati dal Governo e dal Parlamento con l’approvazione del Documento di programmazione economico-finanziaria, anche in base ai diversi inquadramenti degli aiuti previsti dalla normativa dell’Unione europea e attraverso la determinazione dei conseguenti princìpi fondamentali per la legislazione regionale;

b) limitazione della normativa primaria alla individuazione dei soli requisiti sostanziali per la concessione degli incentivi;

c) delegificazione e rinvio alla normazione regolamentare della disciplina dei procedimenti amministrativi secondo i criteri di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, nonché dei princìpi contenuti nel decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, e successive modificazioni;

d) definizione, tra i princìpi fondamentali per la legislazione regionale, della priorità di intervento a favore delle attività produttive situate nelle aree territoriali meno sviluppate, del raccordo tra i diversi strumenti di incentivazione anche di carattere fiscale, della previsione di procedure semplificate per le imprese artigiane e le piccole e medie imprese.

EMENDAMENTI

5.1

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Sopprimere l’articolo.

5.100

BASSANINI, VILLONE

Id. em. 5.1

Sopprimere l’articolo.

5.101

PASTORE

Approvato

Al comma 1, sostituire la parola: «emanare,» con la seguente: «adottare,».

5.3

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Approvato

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «articolazione della normativa allo scopo di renderla strumento coordinato», con le parole: «articolazione delle disposizioni allo scopo di renderle strumenti coordinati».

5.102

BASSANINI, VILLONE, VITALI

Approvato

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «attraverso la determinazione dei conseguenti principi fondamentali per la legislazione regionale», con le parole: «nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione».

5.5

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Id. em. 5.102

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: «attraverso la determinazione dei conseguenti principi fondamentali per la legislazione regionale» con le seguenti parole: «nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione».

5.6

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, lettera b), aggiungere in fine, le seguenti parole«, nel rispetto e nei limiti dell’articolo 87 del Trattato UE».

5.7

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1 sopprimere la lettera c).;

5.8

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, lettera c), sostituire le parole «e rinvio alla normazione regolamentare», con le parole: «nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione».

5.103

BASSANINI, VILLONE, VITALI

Respinto

Al comma 1, sopprimere la lettera d).

5.9

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. L’emanazione del decreto legislativo di cui al comma 1 è condizionata al parere favorevole della Commissione parlamentare per le questioni regionali, come integrata ai sensi dell’articolo 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001».

5.104

BASSANINI, VILLONE, VITALI

Id. em. 5.9

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. L’emanazione del decreto legislativo di cui al comma 1 è condizionata al parere favorevole della Commissione parlamentare per le questioni regionali, come integrata ai sensi dell’articolo 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001».

ARTICOLO 6 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

ART. 6.

Approvato con emendamenti

(Riassetto in materia di energia)

1. Il Governo è delegato ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia, ai sensi e secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n.  59, come sostituito dall’articolo 1 della presente legge, e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) articolazione della normativa per settori, tenendo anche conto dell’organizzazione dei mercati di riferimento e delle esigenze di allineamento tra i diversi settori che derivano dagli esiti del processo di liberalizzazione;

b) adeguamento della normativa alle disposizioni comunitarie e agli accordi internazionali, nonché nel rispetto delle competenze conferite alle regioni;

c) promozione della competizione nei settori energetici per i quali si è avviata la procedura di liberalizzazione, con riguardo anche alla normativa di vigilanza e di regolazione dei servizi di pubblica utilità ed a quella sui poteri del Ministro per le attività produttive;

d) promozione dell’innovazione tecnologica e della ricerca in campo energetico.

EMENDAMENTI

6.3

CHIUSOLI, MACONI, GARRAFFA, BARATELLA, BASSANINI, VITALI

Respinto

Sopprimere l’articolo.

6.4

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Id. em. 6.3

Sopprimere l’articolo.

6.100

PASTORE

Approvato

Al comma 1, sostituire la parola: «emanare», con la seguente: «adottare,».

6.101

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Ritirato e trasformato nell'odg G6.100

Al comma 1, prima della lettera a) premettere la seguente:

«0a adeguamento agli articoli 117 e 118 della Costituzione;».

6.102

BASSANINI, VILLONE

Ritirato

Al comma 1, prima della lettera a) premettere la seguente:

«0a adeguamento agli articoli 117 e 118 della Costituzione;».

6.103

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, dopo la lettera a) aggiungere la seguente:

«a-bis) rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di valutazione di impatto ambientale;».

6.104

BASSANINI, VILLONE

Id. em. 6.103

Al comma 1, dopo la lettera a), aggiungere la seguente:

«a-bis) rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di valutazione di impatto ambientale;».

6.105

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, prima della lettera b) premettere la seguente:

«0b) adeguamento alla normativa comunitaria e agli accordi internazionali nel rispetto della tutela ambientale».

6.106

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Approvato

Al comma 1, dopo la lettera b) aggiungere la seguente:

«b-bis) attuazione delle misure per la riduzione delle immissioni inquinanti in atmosfera;».

6.7

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, lettera c), sopprimere le seguenti parole: «con riguardo anche alla normativa di vigilanza e di regolazione dei servizi di pubblica utilità ed a quella sui poteri del Ministro per le attività produttive».

6.5

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Al comma 1, lettera c), aggiungere, in fine, le seguenti parole: «nel rispetto delle norme di cui alla legge n. 481 del 1995, istitutiva dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas».

6.107

TURRONI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Al comma 1, prima della lettera d) aggiungere la seguente:

«d-bis) esclusione dei rifiuti dalle fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili;».

6.8

BATTISTI, COVIELLO, DENTAMARO, PETRINI, MANCINO

Respinto

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

«2. L’emanazione del decreto legislativo di cui al comma 1 è condizionata al parere favorevole della Commissione parlamentare per le questioni regionali come integrata ai sensi dell’articolo 11 della legge costituzionale n. 3 del 2001».

ORDINE DEL GIORNO

G6.100 (già em. 6.101)

TURRONI, VALLONE, GIOVANELLI, DETTORI, MALENTACCHI, BOCO, CARELLA, CORTIANA, DE PETRIS, DONATI, MARTONE, RIPAMONTI, ZANCAN

Respinto

Il Senato,

considerato che il nuovo Titolo V della Costituzione riconosce pari dignità istituzionale allo Stato e alle regioni definendone i rispettivi compiti e poteri;

che in numerose materie, individuate all'articolo 117 della Costituzione, Stato e regioni esercitano poteri concorrenti, essendo riservato allo Stato il potere di indirizzo e di coordinamento attraverso norme quadro;

che in diverse circostanze è richiesta l'intesa tra i diversi organi della Repubblica e in particolare tra lo Stato e le regioni,

impegna il Governo

ad applicare rigorosamente le disposizioni degli articoli 117 e 118 della Costituzione;

a conseguire le intese disposte dalla legislazione vigente nel rispetto delle prerogative costituzionalmente garantite delle regioni in considerazione del fatto che non trattasi né di parere né di assenso

.

Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei Deputati

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro funzione pubblica

(Governo Berlusconi-II)

Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione (1271)

(presentato in data 20/03/02 )

Derivante da stralcio art. da 1 a 14, da 16 a 20, da 23 a 28 del DDL C.2122

C.2122-BIS approvato dalla Camera dei Deputati;

 

Dep. FANFANI Giuseppe, CASTAGNETTI Pierluigi

Modifiche al codice penale e al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di omissione di

soccorso (1272)

(presentato in data 20/03/02 )

C.2026 approvato dalla Camera dei Deputati (assorbe C.1986);

 

Disegni di legge, annunzio di presentazione

 

Sen. MONCADA LO GIUDICE DI MONFORTE Gino

Norme sulla prevenzione e riduzione dell' inquinamento luminoso (1269)

(presentato in data 20/03/02 )

 

Sen. ASCIUTTI Franco, FAVARO Gian Pietro, MINARDO Riccardo, SAMBIN Stanislao Alessandro, NOCCO

Giuseppe Onorato Benito, D'AMBROSIO Alfredo, MORRA Carmelo, CRINO' Francesco Antonio, IOANNUCCI

Maria Claudia, CHIRILLI Francesco, COMPAGNA Luigi, BEVILACQUA Francesco, FLORINO Michele, RIZZI

Enrico, GIRFATTI Antonio, TOMASSINI Antonio, BETTAMIO Giampaolo, MARANO Salvatore, BIANCONI

Laura, PICCIONI Lorenzo, GENTILE Antonio, BRIGNONE Guido

Disposizioni in materia di interventi per i beni e le attività culturali e lo sport (1270)

(presentato in data 20/03/02 )

 

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

7ª Commissione permanente Pubb. istruz.

Sen. GIRFATTI Antonio ed altri

Delega al Governo per il recupero e il rilancio dell' area vesuviana di Ercolano - Pompei (1167)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 3° Aff. esteri, 5° Bilancio, 8° Lavori pubb., 10° Industria, 11°

Lavoro, 13° Ambiente, Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 20/03/02 )

 

8ª Commissione permanente Lavori pubb.

Conversione in legge del decreto-legge 20 marzo 2002, n. 36, recante disposizioni urgenti per ottemperare

ad obblighi comunitari in materia di autotrasporto (1268)

previ pareri delle Commissioni 1° Aff. cost., 5° Bilancio, 6° Finanze, Giunta affari Comunita' Europee; E' stato

inoltre deferito alla 1° Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento.

(assegnato in data 20/03/02 )

 

Disegni di legge, ritiro

Il senatore Danzi ha dichiarato di ritirare il disegno di legge: "Autorizzazione all'alienazione di aree facenti parte del patrimonio dello Stato site in Metaponto, frazione del comune di Bernalda" (679).

 

Affari assegnati

 

L'Affare relativo all'allegato II (recante dichiarazione sulla operatività della politica europea comune di sicurezza e di difesa) alle conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Laeken del 14 e 15 dicembre 2001 - già deferito in data 17 gennaio 2002 alla 4a Commissione permanente - è stato nuovamente assegnato, in data 19 marzo 2002, alle Commissioni permanenti 3a, 4a e alla Giunta per gli affari delle Comunità europee, riunite, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, primo periodo, e per gli effetti di cui all'articolo 50, comma 2, del Regolamento.

   

Governo, richieste di parere su documenti

Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con lettera in data 18 marzo 2002, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 40, della legge 28 dicembre 1995, n. 549 e dell'articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, la richiesta di parere parlamentare sul "Piano per l'ulteriore ripartizione di una quota dello stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per l'anno finanziario 2002, relativo a contributi ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi" (n. 92).

 

Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, tale richiesta è stata deferita alla 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport), che dovrà esprimere il proprio parere entro il 9 aprile 2002.

  

Governo, trasmissione di documenti

Il Ministro degli affari esteri, con lettera in data 5 marzo 2002, ha inviato, in ottemperanza all'articolo 4 della legge 11 dicembre 1984, n. 839, gli Atti internazionali firmati dall'Italia i cui testi sono pervenuti al Ministero degli affari esteri entro il 15 febbraio 2002.

 

Detta documentazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 3a Commissione permanente.

 

Corte dei conti, trasmissione di documentazione

La Corte dei conti - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato - con lettera in data 11 marzo 2002, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la Relazione concernente l'indagine sulla gestione delle Autorità di bacino dei fiumi Arno e Tevere.

 

Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 13a Commissione permanente.

  

La Corte dei conti - Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato - con lettera in data 15 marzo 2002, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, la Relazione concernente gli esiti del controllo espletato su "Iniziative per lo sviluppo ed il potenziamento degli interventi e dell'occupazione in campo ambientale".

 

Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a e alla 13a Commissione permanente.

 

Parlamento europeo, trasmissione di documenti

Il Presidente del Parlamento europeo, con lettera in data 12 marzo 2002, ha inviato il testo di quattro risoluzioni, approvate dal Parlamento stesso nel corso della tornata dal 27-28 febbraio 2002:

 

una risoluzione sull'attuazione del programma Gioventù (Doc. XII, n. 131). Detto documento è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 143, comma 1, del Regolamento, alla 7a e alla Giunta per gli affari delle Comunità europee.

   

Consiglio regionali, trasmissione di voti

E' pervenuto al Senato un voto della regione Lombardia, con cui si chiedono iniziative per la promozione e la tutela dei diritti dei minori (n. 34).

 

Tale voto è stato trasmesso, ai sensi dell'articolo 138, comma 1, del Regolamento, alla 3a e alla 4a Commissione permanente.

 

 

Interrogazioni

MALABARBA, SODANO Tommaso - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e delle attività produttive - Premesso che:

l'edizione del bollettino FIAT-GM «Powertrain News» di marzo 2002, riporta la notizia che il nuovo cambio M20-28 a sei marce sarà prodotto ad Aspern (Austria) e che il «piccolo motore diesel» è stato assegnato agli stabilimenti polacchi di Bielsko Biala;

la scelta della FIAT di trasferire le produzioni agli stabilimenti esteri sopracitati è stata motivata ad un'analisi che recita» la flessibilità nell'utilizzo degli impianti, il livello tecnologico, il costo del lavoro, le specificità locali, i supporti governativi, la competenza dei dipendenti, il livello di integrazione con i sindacati locali....»,

si chiede di sapere:

se non si valuti grave la scelta della FIAT di assegnare le produzioni menzionate agli stabilimenti polacchi ed austriaci, pregiudicando il futuro produttivo del comparto auto nell'area del torinese;

se non si ritenga che la FIAT non persegua un disegno finalizzato alla chiusura del reparto Meccanica di Mirafiori e alla alienazione dei suoi impianti;

se non si intenda predisporre un'audizione parlamentare con la FIAT per verificare le reali intenzioni dell'azienda in merito al futuro industriale e occupazionale degli stabilimenti presenti nell'area torinese e su tutto il territorio nazionale.

(3-00370)

SALZANO, RUVOLO - Al Ministro delle politiche agricole e forestali - Premesso che:

lo scorso 25 febbraio è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza sul porto di Brindisi un quantitativo pari a 103 fusti di concentrato di pomodoro avariato proveniente dalla Grecia e destinato, pare, ad un'azienda conserviera dell'Agro Nocerino-Sernese;

successivamente è stato scoperto che la merce avariata era stata presumibilmente prodotta da un ditta greca «Xinias» e giunta in Italia in fusti completamente arrugginiti;

è sconcertante che la scoperta dei 103 fusti da parte delle Fiamme Gialle è stata assolutamente occasionale, tanto è che i finanzieri si trovavano al porto per altri motivi e sono stati attirati dal nauseabondo odore che questa merce emanava a dimostrazione del pessimo stato di conservazione del prodotto;

sconcertante è anche il fatto che da una piccola ricerca su Internet risulta associato al nome della ditta greca un numero di telefono che in realtà corrisponde ad un privato cittadino;

considerato che:

risulta ormai accertato che ingenti quantitativi di concentrato di pomodoro di bassa qualità, dopo aver viaggiato per settimane o mesi su navi ed in fusti arrugginiti, provenienti da paesi quali Grecia, Cina o Africa, vengono immessi nel nostro mercato;

in Italia essi vengono rilavorati da alcune aziende con l'aggiunta di piccole quantità di pomodoro nostrano e zucchero che ne aumenta la concentrazione ed immesso sul mercato italiano ed estero con il marchio del «Made in Italy»;

questo prodotto, che non è nocivo per la salute, è però di fatto una truffa commerciale per la scarsa quantità di pomodoro italiano contenuto, con notevoli ripercussioni negative sul settore agricolo ed industriale, distruggendo così l'immagine tanto decantata nel mondo del pomodoro conservato italiano;

atteso che altre volte ad essere utilizzato è il «decanter» cioè lo scarto della lavorazione del pomodoro e non solo, che dovrebbe essere destinato al consumo animale o allo smaltimento, questa volta con gravi ripercussioni sulla salute dei consumatori,

si chiede di sapere:

quali provvedimenti si intenda adottare per evitare l'importazione di questa «immondizia rossa» allo scopo di tutelare prima di tutto la salute pubblica, ma anche il marchio italiano che è sinonimo da sempre in questo settore di qualità e sicurezza alimentare e che è legato alla serietà ed alla laboriosità di tante aziende conserviere che, con notevoli sacrifici anche economici, hanno inteso portare avanti nel tempo;

quali provvedimenti si intenda adottare per quelle aziende che, senza scrupoli, immettono sul mercato prodotti che vengono spacciati per italiani ma che di italiano non hanno nulla.

(3-00371)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

VERALDI - Al Ministro della salute - Premesso che:

la struttura sanitaria di contrada in Serra in Girifalco (Catanzaro), costruita originariamente per ospitare un vecchio e fatiscente ospedale psichiatrico e non utilizzata per l'entrata in vigore della legge n. 180, è stata lasciata andare in completa rovina, al punto che qualcuno già ne ipotizza un giustificato abbattimento;

respinta l'ipotesi di destinarvi la sede del Policlinico Universitario della facoltà di medicina di Catanzaro, la ASL 19, competente per territorio, propose nel luglio del 1984 la realizzazione di due Progetti-obiettivo di Farmacotossicologia e Oncologia;

nella metà degli Anni '90 la regione Calabria finalmente deliberava con legge regionale l'istituzione del centro regionale di Oncologia, con sede in Girifalco, ed il CIPE, su richiesta dello stesso Presidente delle Regione, decideva di finanziare l'opera con uno stanziamento di circa 70 miliardi di lire, peraltro aggiuntivi ad un precedente finanziamento di altri 13 miliardi di lire erogato dal competente Ministero;

nel mese di novembre 1997 la Giunta regionale della Calabria approvava un bando di gara tendente all'individuazione di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per l'affidamento non solo della fattibilità delle opere, ma anche da coinvolgere nella successiva fase di gestione del Centro;

dopo che un'apposita Commissione ebbe individuato nell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata di Roma (IDI) il soggetto più idoneo ad assolvere i compiti previsti dal bando di gara, l'Assessore alla sanità ricevette espresso mandato dalla Giunta perché fosse affidato proprio all'IDI l'incarico di redigere lo studio di fattibilità del Centro, con l'esplicita indicazione che detto centro fosse orientato verso la ricerca di alta formazione, svolgesse compiti di orientamento per il sistema scientifico-sanitario regionale e di osservatorio epidemiologico e tossicologico, ed avesse le caratteristiche di un moderno e attrezzato centro di prevenzione, diagnosi e terapia dei tumori;

nel frattempo anche l'Azienda unità sanitaria locale competente per territorio aveva già provveduto alla selezione di 40 borsisti, tra medici, biologi e farmacisti, da avviare a formazione presso strutture specializzate, per essere pronti a svolgere la loro attività all'interno del futuro Centro;

da allora, nulla di ufficiale si è mai più saputo sulla vicenda, e si è solamente appreso che esiste tuttora il capitolo di bilancio regionale con l'indicazione specifica della somma in entrata, destinata al CIPE per la «realizzazione del Centro Oncologico di Girifalco», e che tale somma è stata parzialmente utilizzata per il ripristino dei danni causati dall'alluvione di Crotone,

si chiede di sapere quali urgenti iniziative si intenda adottare per risolvere tale situazione.

(4-01797)

BOREA, EUFEMI, IERVOLINO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'economia e delle finanze e per la funzione pubblica e per il coordinamento dei Servizi di informazione e sicurezza - Premesso:

che l'INPDAP, l'Istituto Nazionale di Previdenza dei Dipendenti della Pubblica Amministrazione, il 10 febbraio 1997 ha appaltato alla Rti Eds (capogruppo Siemens) la completa fornitura, nelle rispettive articolazioni e sequenze del sistema informatico aziendale per un ammontare di 70 miliardi;

che il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) con delibera n.109 del 20 giugno 2000 ha evidenziato la responsabilità per il mancato funzionamento del sistema;

che si è ritenuto opportuno ritornare al precedente sistema con il risultato di una totale paralisi operativa, sono del tutto bloccate, già dal 2001, le liquidazioni delle buonuscite, ricongiunzioni, riscatti, eccetera;

che il proliferare di incarichi a professionisti esterni e l'incomprensibile politica nell'individuazione delle più alte responsabilità di livello generale (I fascia) attribuite a dirigenti di II fascia, privi dei requisiti legislativi e contrattuali, ha determinato una mortificazione dell'immagine dell'Ente con una crescente indignazione dell'utenza di riferimento,

si chiede di sapere quali interventi concreti intendano assumere i Ministri in indirizzo per individuare le protratte responsabilità istituzionali dell'INPDAP.

(4-01798)

GIULIANO - Ai Ministri delle comunicazioni e della salute - Premesso che:

l'edificio dove è ubicato l'ufficio postale di Aversa-centro, sito alla via V. Emanuele e composto da tre piani per una superficie complessiva di circa 800 metri quadri, fu costruito, più di un decennio orsono, con un massiccio impiego di materiali contenenti amianto;

come è ormai a tutti noto, le polveri prodotte dall'amianto, non visibili ad occhio nudo, sono altamente nocive per la salute ed in particolare per l'apparato respiratorio;

è da tempo accertato che le cosiddette fibre respirabili aerodisperse, che penetrano nell'organismo umano attraverso l'inalazione e la respirazione, possono provocare patologie di particolare gravità a carico dei polmoni, della pleura e dell'addome;

le principali disposizioni di legge che riguardano l'amianto ed il pericolo connesso alla sua presenza ed al suo uso disciplinano, in particolare, le restrizioni e i divieti di impiego di tale materiale, la tutela della salute dei lavoratori e dell'ambiente, le tecniche di bonifica e l'impiego di materiali sostitutivi (decreto legislativo n. 277/91, legge n. 257/92, decreto ministeriale 6 settembre 1994);

pochi anni or sono, dopo varie sollecitazioni e segnalazioni, nel suddetto edificio aziendale furono effettuate delle verifiche ed eseguiti degli interventi di bonifica conservativa che comportarono anche la blindatura di alcuni locali;

siffatte misure, però, per la loro stessa natura e consistenza , non hanno mai fugato i dubbi sulla completa eliminazione del pericolo derivante dalla presenza di amianto, anche perché, come è noto, è sufficiente, ad esempio, un piccolo intervento di manutenzione ordinaria, un foro in una parete contenente amianto, una vibrazione dell'edificio in conseguenza di modesti eventi sismici perché si ripresenti il rischio di liberare fibre respirabili aerodisperse;

tale stato di cose, intanto, è fonte di viva preoccupazione sia per i circa 70 dipendenti che dalle ore 8 alle 20 lavorano a turno nel suddetto stabile sia per la numerosa utenza che affluisce al principale ufficio postale della città di Aversa,

si chiede di sapere:

se si sia a conoscenza dell'attuale stato dei luoghi dell'ufficio postale di Aversa-centro;

se, quando e con quali risultati sia stata ultimamente eseguita una valutazione del rischio legato alla presenza dell'amianto nel suddetto immobile;

se, con quale frequenza e con quali esiti, negli ultimi tre anni, siano stati eseguiti prelievi di aria allo scopo di determinare l'entità dell'inquinamento ambientale derivante dalla concentrazione di fibre respirabili aerodisperse;

se, ad ogni modo, il funzionamento dell'ufficio postale suddetto avvenga nel rigoroso rispetto della normativa soprarichiamata;

se, prescindendo da un pur rigoroso programma di controllo, sia stata esaminata, in considerazione della sostanziale presenza di un rischio concreto, costante e grave, la eventualità di trasferire al più presto il suddetto ufficio in altro edificio.

(4-01799)

MASCIONI - Al Ministro della difesa - Premesso che:

si paventa da più parti la grave notizia dell'imminente chiusura del Distretto militare di Ancona e la conseguente attribuzione delle competenze in materia di pratiche militari e avvio alla leva, relativa ai comuni della provincia di Pesaro e Urbino, al Distretto militare di Bologna;

questo provoca un forte disagio per i giovani della provincia di Pesaro e Urbino in quanto si perde un valido punto di riferimento regionale per le pratiche militari, costringendo i ragazzi precettati per la visita di leva a recarsi fino a Bologna,

l'interrogante chiede di sapere:

se risponda al vero quanto citato in premessa;

se il Governo non intenda rivedere la sua posizione in merito, per evitare forti disagi che penalizzano giovani studenti e giovani lavoratori.

(4-01800)

MASCIONI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

la legge finanziaria 2002 ha elevato gli importi delle pensioni minime, percepite dagli anziani, ultrasettantenni, con reddito inferiore ai 13 milioni (di lire) a un milione mensile, anche se ancora con scarsa attuazione concreta e operativa;

si ritiene valida e condivisibile l'iniziativa che mira a sostenere, con maggiore concretezza, una tra le categorie sociali più deboli come quella degli anziani;

si ravvisa la necessità di estendere un beneficio analogo anche agli invalidi civili e ai disabili sensoriali - quali altre categorie sociali deboli - che, in considerazione delle difficoltà che la loro condizione comporta, necessitano di interventi e servizi il cui costo non sempre è coperto, in tutto o in parte, dall'Ente pubblico;

più grave è la patologia, più il disabile presenta bisogno assistenziale di tipo socio-sanitario che comporta la necessità di prestazioni, specifiche e continuative e/o altamente sofisticate, che l'Ente pubblico non riesce a garantire;

spesso l'onere della spesa ricade sul disabile e sulla famiglia;

si ritiene opportuno che venga previsto un aumento delle indennità di accompagno dei disabili fino all'importo, già previsto dalla finanziaria 2002, per i pensionati ultrasettantenni,

l'interrogante chiede di sapere se il Governo, nell'ambito degli adempimenti di cui all'articolo 24 della legge 8 novembre 2000, n. 328, non intenda riclassificare gli importi delle indennità degli assegni in favore degli invalidi civili, dei ciechi e dei sordi, tenendo conto delle indicazioni espresse in premessa.

(4-01801)

CICCANTI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e delle comunicazioni - Premesso che:

che la Società Poste ha predisposto un progetto relativo alla ridefinizione della rete logistica postale;

che in detto progetto è compresa la riorganizzazione dei Centri di smistamento postale, al fine di realizzare la trasformazione dei relativi processi e la ottimizzazione della rete dei trasporti;

che le organizzazioni sindacali hanno ritenuto il «progetto», nel complesso, limitato per quanto riguarda l'efficacia degli obiettivi previsti;

che tra gli interventi di ristrutturazione della rete postale è prevista una ipotesi di chiusura del Centro Rete Postale di Ascoli Piceno, i cui effetti postali verrebbero lavorati nelle strutture di Pescara CMP e Teramo CPO, con enorme pregiudizio per i livelli di occupazione in essere;

che, allo stato delle cose, il Centro di Rete Postale di Ascoli offre ampie garanzie di qualità e di tempistica per la lavorazione degli effetti postali, con rilevante economicità ed efficienza del servizio, che ha reso alta la produttività dei moduli organizzativi di lavoro;

che gli elevati livelli di professionalità ed efficienza registrati nel CPO di Ascoli possono essere salvaguardati nell'interesse dell'Azienda e dell'utenza, lasciando allo stesso CPO la lavorazione del Corriere CRA e del Corriere Prioritario, che salvaguarderebbero gli attuali livelli occupazionali,

si chiede di sapere:

se si intenda salvaguardare il Centro Rete Postale di Ascoli Piceno con la lavorazione degli effetti postali in entrata e il Corriere Prioritario;

se non si ritenga che la eventuale chiusura del CPO di Ascoli Piceno comporti un probabile danno all'utenza, stante i tempi di percorrenza per il trasporto postale tra Ascoli e Pescara e Ascoli e Teramo, dovuti all'inadeguata viabilità;

se non si ritenga, inoltre, che non si registrerebbe un'economia di gestione significativa rispetto alla qualità e tempistica del servizio reso. Infatti, non sembra esserci ragionevole proporzione tra i costi organizzativi e di qualità del servizio e i benefici che se ne dovrebbero trarre.

(4-01802)

VIZZINI - Ai Ministri delle comunicazioni, del lavoro e delle politiche sociali e delle attività produttive - Premesso:

che l'improvviso arresto delle attività di BLU SpA ha già causato da gennaio ad oggi il mancato rinnovo di più di 120 giovani con contratto di formazione e lavoro più tutti i contratti atipici in scadenza, per una fuoriuscita totale di quasi 300 giovani tra il Call Center di Palermo e quello di Calenzano (Firenze);

che le motivazioni di fondo della crisi della società non sono da ricercarsi nell'andamento mercato, poiché i risultati conseguiti da Blu hanno sovente superato i target attesi dal business plan iniziale, anticipando addirittura il break-even point di quasi un anno, consolidando sul mercato l'immagine di una società piccola ma in crescita (con uno share di nuove attivazioni del 12 per cento ed un pacchetto di circa 2 milioni di clienti);

che il processo in atto che mira ad alleggerire di forza lavoro l'azienda in vista del break-up (la vendita per asset dei «pezzi» pregiati di Blu) non tiene conto della posizione creditoria delle istituzioni - in particolare locali - che hanno ampiamente contribuito all'installazione delle unità produttive al centro-sud, con particolare riferimento al Call Center di Palermo, i cui 444 contratti formazione e lavoro sono stati possibili grazie al generoso contributo della regione Sicilia (intervenuta anche con risorse ed agevolazioni pubbliche per sanare la sede del Call Center e per spese pubblicitarie);

considerato soprattutto che il livello di emergenza occupazionale che si verrebbe a creare in particolare a Palermo - dove sono a rischio circa 500 posti di lavoro - ma anche nelle altre sedi, che già vedono ad esempio il Call Center di Firenze - Calenzano ridotto del 50 per cento,

l'interrogante chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle reali intenzioni dell'Azienda e se nel contempo, non ritengano di intervenire per tutelare il lavoro e le sacrosante aspettative dei dipendenti e delle loro famiglie;

in che modo intendano attivarsi per affrontare questa crisi del già debole panorama occupazionale giovanile ed in particolare meridionale;

se già il Ministro delle comunicazioni stia predisponendo quelle attività necessarie atte a informare e coinvolgere tutti gli altri soggetti del Governo che nello specifico sono interessati alla vertenza in esame, allo scopo di verificare la responsabilità e le reali cause che hanno portato Blu SpA a questa ingiustificata «agonia»;

se non ritenga, per i giorni a venire, di dover predisporre negli accordi con aziende cui vengono concesse agevolazioni previdenziali e fiscali, dei doveri sia morali che giuridici, in modo da garantire una maggiore stabilità occupazionale.

(4-01803)

MALABARBA - Al Ministro della difesa - Per conoscere, in relazione alle operazioni di recupero dell'aereo AMX caduto nelle acque presso Rimini il 12 aprile 2001:

perché a tutt'oggi i rottami non siano stati rintracciati pur trattandosi di una operazione estremamente semplice (si conosce la zona in cui l'aereo è caduto e i fondali sono molto bassi, circa 30 metri - a fronte dei 3.500 metri in cui è stato localizzato e recuperato il DC9 Itavia, caduto presso Ustica -);

perché non siano state fatte da subito ricerche elettromagnetiche con apparati MAD capaci di rilevare anche le parti dell'aereo eventualmente coperte da sabbia o fango che non vengono localizzate da apparecchiature elettro-acustiche;

perché i cacciamine della classe Lerici non abbiano usato lo SMIN, apparecchiatura che non è sostitutiva del Pluto, ma resta l'apparecchiatura primaria di questi cacciamine;

perché non sia stata chiamata in aiuto la nave oceanografica USA operante a La Spezia e le altre unità di ricerca delle Marine alleate, qualora l'operazione dovesse essere compiuta da soli mezzi militari;

perché il contatto acquisito dalla nave Magnaghi, munita di Side Scan Sonar e dell'apparato R.O.V. montato sulle idrobarche, non sia stato preso nella dovuta considerazione espletando ulteriori ricerche con l'R.O.V. e controlli con l'SSS. Ciò in particolare per quanto riguarda i contatti nella posizione 43º 58'33».67 Nord e 013º 00'23».62 Est, in cui è stata ravvisata la probabile sagoma dell'aereo,

per sapere, infine, visto l'insuccesso delle operazioni condotte dai cacciamine classe Lerici, le motivazioni per le quali non si sia affidato l'incarico a ditte civili specializzate nella ricerca e nel recupero come è stato fatto, oltre che nel caso di Ustica, anche nel caso della nave albanese Kater I Rades, e se comunque non si intenda, essendo già passato un lunghissimo periodo di tempo, incaricare ditte civili per il recupero del relitto e in particolare dei motori che hanno grande importanza per stabilire le condizioni di sicurezza di volo dell'aereo AMX.

(4-01804)

COMPAGNA - Al Ministro della giustizia - Vista la legge n. 89/2001, l'interrogante chiede di sapere:

quale sia, sui decreti emessi dalle Corti d'appello in base alla legge predetta, il numero e la percentuale dei ricorsi accolti rispetto alle decisioni;

quale sia la misura dell'indennizzo medio riconosciuto, in caso d'accoglimento, alle parti richiedenti;

se detti dati siano omogenei ai corrispondenti della Corte europea dei diritti dell'uomo;

se non sia peggiorativo, contra legem, e disincentivante i ricorsi, il trattamento fiscale riservato a detti ricorsi con la circolare n. 4680 dell'11 ottobre 2001 di questo Ministero (Direzione generale A.A.C.C.), tenuto conto sia della esenzione da ogni tassa e imposta di quelli presentati alla Corte europea dei diritti dell'uomo, sia dell'esenzione dal bollo e dal registro di cui godono le vertenze di lavoro ed altre, all'origine di (parte di) detti reclami.

(4-01805)

COMPAGNA - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

gli insegnanti di sostegno si sono visti recentemente penalizzati dalla decisione di non considerare utili alla creazione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, per l'insegnamento ai soggetti portatori di handicap, i diplomi di specializzazione conseguiti secondo la legislazione vigente;

si sono così determinati percorsi «privilegiati» per accedere alla stabilizzazione del rapporto con l'amministrazione scolastica, a favore di alcuni e a sfavore di altri, tra frequentatori di corsi ad uguale dignità universitaria,

l'interrogante chiede di sapere come il Ministro in indirizzo intenda ripristinare parità di trattamento, da parte della pubblica amministrazione, fra titoli di studio d'identico livello.

(4-01806)