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Legislatura 17ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 456 del 07/02/2018


Il correlatore, senatore CASSON (Art.1-MDP-LeU), comunica che il nuovo schema di parere non ostativo con condizioni e osservazioni, pubblicato in allegato al resoconto, è stato integrato con alcuni ulteriori rilievi sui quali si era ampiamente discusso nella seduta di ieri.  Ricorda in proposito le condizioni relative agli articoli 4, 7, 12, 14, 15, e 16 dello schema di decreto in titolo. Dà poi conto delle osservazioni contenute nel parere, avvertendo, preliminarmente, che si è tenuto conto del parere espresso dalla Conferenza unificata nella seduta del 31 gennaio 2018. Sono state inserite, tra le altre, alcune osservazioni concernenti il rispetto dei bisogni delle donne, il principio del rispetto della riservatezza dei dati sanitari delle persone detenute, nonché relative ad una migliore definizione lessicale di alcuni termini utilizzati nell'ordinamento penitenziario. Tuttavia precisa che lo schema di parere in distribuzione deve essere ulteriormente integrato con un'osservazione concernente il mancato esercizio della delega, da parte del Governo, con riferimento ai principi e criteri direttivi di cui alle lettere n), o) e v) del comma 85dell'articolo 1 della legge n. 103 del 2017, rispettivamente in materia di riconoscimento del diritto all'affettività delle persone detenute, in tema di previsione di norme che favoriscano l'integrazione dei detenuti stranieri, nonché in tema di revisione delle attuali previsioni in materia di libertà di culto e dei diritti ad essi connessi, punti sui quali va ribadita invece l'auspicabilità di un intervento normativo. Inoltre - come sottolineato dal dottor Calogero Piscitello nell'audizione svoltasi nella giornata di ieri - non appare imposta dai criteri di delega la previsione di cui all'articolo 9, comma 1, lettera b), dello schema, che sopprime, l'attuale comma 5 dell'articolo 30-ter dell'ordinamento penitenziario, laddove quest'ultimo prevede - ragionevolmente - che nei confronti dei soggetti che siano stati condannati o imputati per reato commesso durante l'espiazione della pena o delle misure restrittive della libertà personale non è possibile concedere i permessi premio per i successivi due anni. Nello schema di parere verrà quindi inserita un'osservazione con cui si invita il Governo a valutare l'opportunità di sopprimere la predetta lettera b).