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Legislatura 17ª - 2ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 456 del 07/02/2018


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO 

 

Schema di decreto legislativo recante riforma dell'ordinamento penitenziario (n. 501)

(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi dell'articolo 1, commi 82, 83 e 85, lettere a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), m), o), r), s), t), u), e v), della legge n. 23 giugno 2017, n. 103. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con condizioni ed osservazioni)  

 

            Prosegue l'esame, sospeso nella seduta di ieri.

 

Il correlatore, senatore CASSON (Art.1-MDP-LeU), comunica che il nuovo schema di parere non ostativo con condizioni e osservazioni, pubblicato in allegato al resoconto, è stato integrato con alcuni ulteriori rilievi sui quali si era ampiamente discusso nella seduta di ieri.  Ricorda in proposito le condizioni relative agli articoli 4, 7, 12, 14, 15, e 16 dello schema di decreto in titolo. Dà poi conto delle osservazioni contenute nel parere, avvertendo, preliminarmente, che si è tenuto conto del parere espresso dalla Conferenza unificata nella seduta del 31 gennaio 2018. Sono state inserite, tra le altre, alcune osservazioni concernenti il rispetto dei bisogni delle donne, il principio del rispetto della riservatezza dei dati sanitari delle persone detenute, nonché relative ad una migliore definizione lessicale di alcuni termini utilizzati nell'ordinamento penitenziario. Tuttavia precisa che lo schema di parere in distribuzione deve essere ulteriormente integrato con un'osservazione concernente il mancato esercizio della delega, da parte del Governo, con riferimento ai principi e criteri direttivi di cui alle lettere n), o) e v) del comma 85dell'articolo 1 della legge n. 103 del 2017, rispettivamente in materia di riconoscimento del diritto all'affettività delle persone detenute, in tema di previsione di norme che favoriscano l'integrazione dei detenuti stranieri, nonché in tema di revisione delle attuali previsioni in materia di libertà di culto e dei diritti ad essi connessi, punti sui quali va ribadita invece l'auspicabilità di un intervento normativo. Inoltre - come sottolineato dal dottor Calogero Piscitello nell'audizione svoltasi nella giornata di ieri - non appare imposta dai criteri di delega la previsione di cui all'articolo 9, comma 1, lettera b), dello schema, che sopprime, l'attuale comma 5 dell'articolo 30-ter dell'ordinamento penitenziario, laddove quest'ultimo prevede - ragionevolmente - che nei confronti dei soggetti che siano stati condannati o imputati per reato commesso durante l'espiazione della pena o delle misure restrittive della libertà personale non è possibile concedere i permessi premio per i successivi due anni. Nello schema di parere verrà quindi inserita un'osservazione con cui si invita il Governo a valutare l'opportunità di sopprimere la predetta lettera b).

 

Il correlatore, senatore CUCCA (PD), concorda con le ulteriori modifiche dello schema di parere in esame testé illustrate dal senatore Casson.

 

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII), dichiara a nome del Gruppo di Forza Italia il voto contrario sullo schema di parere predisposto dai relatori, in quanto ritiene che alcune rilevanti questioni concernenti l'impatto della riforma in esame sulla realtà carceraria non siano state affatto considerate; così, ad esempio, non si è tenuto conto dei dati allarmanti - evidenziati dal dottor Sebastiano Ardita nel corso delle audizioni - sul progressivo aumento, negli ultimi anni, del fenomeno delle aggressioni da parte dei detenuti verso il personale della polizia penitenziaria all'interno degli istituti. Per altro verso riconosce lo sforzo dei relatori che, nella elaborazione dello schema di parere, hanno formulato delle condizioni molto puntuali al Governo, al fine in particolare di mantenere integro il rigido sistema detentivo, previsto dall'ordinamento penitenziario, per i reati di mafia, terrorismo e per quelli di maggiore gravità. Nonostante ciò, esprimerà comunque un voto contrario per la scarsa fiducia nei riguardi del Governo che - ritiene- non modificherà il testo dello schema di decreto nel senso indicato dalla Commissione. Inoltre esprime forti perplessità sui profili di copertura finanziaria, in quanto segnala che le misure previste dalla riforma necessitano di una copertura che le casse dello Stato non sono in grado di garantire in questo particolare momento storico. Infine osserva che né nello schema di decreto, né nello schema di parere predisposto dai relatori, vi sono riferimenti alla situazione delle vittime dei reati e del dovere.

 

La senatrice STEFANI (LN-Aut) interviene per dichiarare il voto contrario sullo schema di parere proposto dai relatori. Innanzitutto condivide le perplessità manifestate dal senatore Caliendo in ordine alla possibilità che il Governo possa accogliere il parere della Commissione. Quindi osserva che la riforma dell'ordinamento penitenziario in esame amplifica le prospettive di impunità per i responsabili anche di reati gravi, favorendo, al di là di qualsiasi ragionevole misura, la concessione dei benefici penitenziari anche a favore di soggetti che costituiscono un grave pericolo per la società. Ricorda, peraltro, come anche il Procuratore nazionale abbia sottolineato che alcune modifiche apportate dallo schema di decreto in esame all'ordinamento penitenziario impattano negativamente sull'applicabilità del regime detentivo in ordine ai reati gravi di mafia e terrorismo.

 

Il senatore LUMIA (PD), in rappresentanza del Gruppo del partito democratico, conferma una valutazione complessivamente positiva in ordine alla legge di delega nella parte in cui ha stabilito i principi e i criteri direttivi per la riforma dell'ordinamento penitenziario; quanto allo schema in esame osserva che esso, pur nell'ambito di alcune criticità, risulta accettabile nella misura in cui verrà modificato così da assicurare il mantenimento del regime di separazione tra i sistemi di detenzione per i reati più gravi e tutti gli altri; ringrazia quindi i relatori per aver acceduto alle sue richieste di accentuare le condizioni volte a mantenere ferma tale differenziazione, facendo così salvo il principio del cosiddetto doppio binario. In ordine alle altre osservazioni testé illustrate dal relatore Casson esprime un sostanziale orientamento favorevole.

 

Il senatore GIARRUSSO (M5S), a nome del Movimento cinque stelle, valuta negativamente lo schema di decreto in esame, ribadendo che un provvedimento così complesso avrebbe avuto bisogno di maggiore tempo per il relativo esame ed approfondimento. Pur apprezzando lo sforzo dei relatori per l'apposizione di condizioni precise al Governo al fine, in particolare, di mantenere invariato il regime del doppio binario per i reati di mafia e terrorismo, nonché per quelli di maggiore gravità, rileva che tuttavia lo schema di parere rimane lacunoso e insufficiente sotto diversi profili e, in particolare, sotto l'aspetto dell'impatto che la riforma avrà nelle carceri italiane, come peraltro già rilevato nei precedenti interventi. In definitiva, osserva che lo schema di decreto di riforma è stato scritto nell'interesse di pochi e non già nell'interesse dei cittadini.

 

Il senatore BUEMI (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE), ricordando che la riforma dell'ordinamento penitenziario era attesa da molti anni, esprime favore per lo schema di parere predisposto dai relatori, auspicando che il Governo possa recepire tutte le condizioni formulate nell'ambito del parere stesso. Ricorda, infine, che la disponibilità delle risorse è una condizione essenziale per la fattibilità della riforma dell'ordinamento penitenziario.

 

Quindi il presidente D'ASCOLA osserva che gli aspetti finanziari sottesi allo schema di decreto in esame sono di competenza della Commissione bilancio, ai sensi del comma 83 dell'articolo 1 della legge n. 103 del 2017.

 

Il senatore LO GIUDICE (PD), prendendo spunto dai rilievi testé formulati dal senatore Lumia, chiede ai relatori che la lettera f) dello schema di parere sia riformulata nel senso che le modifiche all'articolo 12 dello schema di decreto siano limitate alla soppressione delle lettere a) e c) e non ricomprendano anche la lettera b) .

 

Il senatore MINEO (Misto-SI-SEL-LeU) osserva che, nell'ambito della ristrettezza dei tempi di esame riservati al provvedimento in titolo nel periodo di scioglimento delle Camere, è apprezzabile lo sforzo dei relatori che, nell'elaborazione dello schema di parere, hanno imposto al Governo rigide condizioni. Esprime pertanto un voto favorevole pur manifestando delle perplessità per il fatto che nello schema di parere mancano considerazioni politiche sui profili di eccesso di delega da parte del Governo.

 

Il correlatore, senatore CASSON (Art.1-MDP-LeU), replicando alle considerazioni del senatore Lumia, precisa che nello schema di parere in esame sono stati proposti tutti gli interventi ritenuti necessari affinché fosse mantenuto il regime del cosiddetto "doppio binario". Accede, peraltro, alla richiesta del senatore Lo Giudice in ordine alla riformulazione della lettera f) del parere, in modo tale che la condizione preveda la soppressione delle sole lettere a) e c) dell'articolo 12. Replicando poi al senatore Mineo in ordine alle valutazioni politiche, ribadisce ancora una volta il proprio giudizio positivo sulla legge di delega per la parte relativa alla riforma dell'ordinamento penitenziario, osservando che effettivamente il testo della legge di delega risulta migliore del testo dell'Atto del Governo in esame. Tuttavia, mantiene un orientamento favorevole anche sullo schema di decreto medesimo, che incide in modo rilevante sull'ordinamento penitenziario riconoscendo, oltre alla necessità delle modifiche indicate nello schema di parere, che la complessità del testo in esame avrebbe avuto bisogno di maggior tempo per adeguati approfondimenti.

 

Il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) esprime il proprio disappunto per il fatto che il rilievo relativo all'articolo 9, comma 1, lettera b) sia stato previsto come osservazione e non come condizione.

 

Interviene quindi il sottosegretario MIGLIORE il quale, in via generale, ringrazia la Commissione per il lavoro svolto al fine di migliorare il testo dello schema di decreto in esame e assicura che il Governo terrà conto, con tutti i necessari ulteriori approfondimenti, del parere così come da ultimo riformulato. Tuttavia, replicando ai diversi interventi sulla ristrettezza dei tempi di esame, rileva che lo schema di decreto in titolo costituisce il prodotto di un lavoro lungo ed articolato, a partire dalla costituzione degli stati generali dell'esecuzione della pena nel 2015. Quindi il Governo ritiene di aver svolto un lavoro serio ed approfondito per l'elaborazione del testo in esame. Da ultimo sottolinea come la politica del Governo in questi ultimi anni in materia penitenziaria abbia prodotto dati confortanti dal punto di vista della diminuzione dei casi di recidiva; ciò è particolarmente rilevante in considerazione del fatto che la maggior parte dei detenuti nelle carceri italiani sono recidivi.

 

Nessun altro chiedendo di intervenire, il presidente D'ASCOLA, previa verifica del prescritto numero legale, mette in votazione il nuovo schema di parere, non ostativo con condizioni e osservazioni, come da ultimo riformulato dai relatori e pubblicato in allegato al resoconto, il quale risulta infine approvato.

 

 

Schema di decreto ministeriale concernente modifiche al regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense (n. 499)

(Parere al Ministro della giustizia, ai sensi degli articoli 1, comma 3, e 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247. Seguito e conclusione dell'esame. Parere non ostativo con osservazioni)  

 

Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 30 gennaio.

 

Il relatore, senatore CUCCA (PD), dà conto di uno schema di parere non ostativo con osservazioni pubblicato in allegato al resoconto, che in sostanza invita il Governo ad apportare delle modifiche allo schema di regolamento in esame nel senso meglio indicato dal Consiglio nazionale forense.

 

Nessun altro chiedendo di intervenire il presidente D'ASCOLA, previa verifica del numero legale, mette in votazione lo schema di parere che risulta approvato.

 

La seduta termina alle ore 10,50.